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San Giorgio, giovedì 8 gennaio l’appuntamento su “La mente kantiana. Cosa il cervello si mette in mente”

Appuntamento alle 16 nell’auditorium Terzani. Ingresso libero

Data :

5 gennaio 2026

San Giorgio, giovedì 8 gennaio l’appuntamento su “La mente kantiana. Cosa il cervello si mette in mente”
Municipium

Descrizione

Giovedì 8 gennaio alle 16 nell’auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio si terrà La mente kantiana. Cosa il cervello si mette in mente con Giorgio Vallortigara (Mind/Brain Center, Trento), Massimo Piattelli Palmarini (MIT, University of Arizona), Alberto Peruzzi (Università di Firenze), Enrico Bucci (Temple University Philadelphia); conduce Alessandro Pagnini (Fondazione Francis Bacon).L’iniziativa è a cura della Fondazione Francis Bacon di Pistoia.

Le ricerche di Giorgio Vallortigara (Mind/Brian Center di Trento), uno degli scienziati più attenti e creativi nell’indagare i meccanismi neurali della cognizione, stanno ridisegnando il confine che separa la biologia dal mondo astratto delle speculazioni metafisiche. Ne sono un esempio il suo saggio sull’origine della conoscenza (Il pulcino di Kant, Adelphi) e il suo romanzo (Desiderare, Marsilio) che hanno come protagonisti i pulcini, oggetto di ricerche effettuate dall’autore per quasi trent’anni in parallelo con quelle sui neonati umani. Specie a prole precoce, i pulcini sono il modello ideale per esplorare la mente allo stato nascente. Da esperimenti sul loro comportamento, per esempio, apprendiamo con sorpresa la loro straordinaria capacità di calcolo, così come la loro capacità di elaborare, in assenza di qualsiasi esperienza, le informazioni provenienti dal mondo esterno, animato e inanimato, in modo utile alla sopravvivenza.

La mente, argomenta l’autore, non è una tabula rasa. L’apprendimento dall’esperienza è possibile solo se il sistema nervoso possiede in partenza una struttura. Le ricerche sui pulcini rinforzano la tesi delle conoscenze innate che Konrad Lorenz ha sintetizzato nell’espressione «l’a priori kantiano è un a posteriori filogenetico».

A discutere della "mente kantiana" ipotizzata da questi studi, sono chiamati il noto fisico e scienziato cognitivo Massimo Piattelli Palmarini, il quale, basandosi su recenti prospettive dischiuse dalla neurolinguistica, affronterà l'apparente paradosso di casi di linguaggio praticamente intatto in soggetti il cui cervello è naturalmente o chirurgicamente assai alterato; Enrico Bucci, biochimico e biologo molecolare, che nel suo recente Geni, memi e bit (Mondadori Università) ha analizzato come informazione genetica, cultura e tecnologia concorrano alla costruzione della conoscenza in senso ampio, come patrimonio informativo oggetto di selezione naturale, e che arricchirà la discussione sulla mente innata basandosi sulla sua attività di interprete dei meccanismi biologici complessi; e Alberto Peruzzi, filosofo che si è occupato di categorie in matematica e in filosofia della mente, che approfondirà la differenza tra idee innate e concetti a priori.

Giorgio Vallortigara è professore di Neuroscienze al Center for Mind/Brain Sciences dell’Università di Trento. È autore di moltissimi articoli scientifici su riviste internazionali e di libri divulgativi, tra i quali ricordiamo: Altre menti (il Mulino, 2000), Cervello di gallina. Visite (guidate) tra etologia e neuroscienze (Bollati-Boringhieri, 2005), Pensieri della mosca con la testa storta (Adelphi, 2021), Il pulcino di Kant (Adelphi, 2023), A spasso con il cane Luna (Adelphi, 2025). Ha recentemente pubblicato Desiderare (Marsilio, 2025), il suo primo romanzo.

 

Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2026, 12:55

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