Descrizione
Per il mese di febbraio le vetrine della Biblioteca San Giorgio si aprono per una quasi antologica di un protagonista ormai storico dell’arte pistoiese. L’esposizione del mese è dedicata, infatti, all’arte di Flavio Bartolozzi, e si intitola “La materia (o la forma) del segno”.
L’esposizione, curata da Roberto Agnoletti e Nazario Scelsi, con la collaborazione di Duccio Bartolozzi, Antonio Luigi Pavone e Laura Contini, si inaugura sabato 8 febbraio alle 17.30, con l'artista e gli interventi di Roberto Agnoletti, Nazario Scelsi e Antonio Frintino. Già alle 16.30 sarà possibile un visita guidata in anteprima con l'artista e i curatori, prevista dal progetto "Arte per tutti alla San Giorgio" degli Amici della San Giorgio.
Flavio Bartolozzi è nato nel 1938 a Pistoia, dove vive e opera come artista nonché come organizzatore di eventi culturali. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze, dal 1963 al 1967, allievo di Antonio Berti e Ugo Capocchini e con maestri quali Angelo Maria Landi, Alberto Caligiani, Onofrio Martinelli e Renzo Grazzini. Dal 1967 al 1971 ha frequentato lo studio dello scultore Alexander Zschokke a Basilea. Ha insegnato Plastica e modellazione al Liceo Artistico “G. Michelucci” di Firenze. Dal 1958 è presente in mostre personali e collettive nelle maggiori città italiane ed europee. Nel 1963, affronta l'opera grafica del Cantico delle creature di San Francesco e si confronta con la Via Crucis per la chiesa della Vergine convocato da Giovanni Michelucci, tramite Don Alderighi. Tema che riprenderà spesso nel corso della sua carriera artistica. Negli anni successivi si confronta con una serie di “omaggi”, attratto dai maestri come Dante, Fidia, Leonardo e Michelangelo.
Grande importanza riveste per l’artista l’arte toscana del Rinascimento, su cui è tornato più volte a riflettere, ma soprattutto le problematiche sociali ed etiche del tempo presente, vissuto con la presunzione di poter influenzare l’andamento del vivere stesso attraverso la creatività, unica e vera peculiarità umana. La sua fervida attività artistica ha spaziato in tutti gli ambiti, grafici e pittorici con notevole attitudine alla scultura prediligendo le crete toscane, il legno e i cosiddetti materiali poveri come il cemento e il gesso che nelle sue opere si sono nobilitati nella leggerezza e plasticità delle forme. Sue sculture sono presenti nella Chiesa e nel parco della Vergine, in Piazza San Lorenzo a Pistoia e Villa Vogel a Firenze.
«La mostra – racconta Nario Scelzi, uno dei due curatori – si racconta in sette vetrine. Sette come i “Peccati capitali”, come le “Opere di Carità” ma anche simbolo di completezza, di perfezione che viene associato ai giorni della creazione, ai doni dello Spirito Santo e alle Beatitudini; volendo continuare, simboleggia anche la perseveranza, la speranza e la fortuna. In questo caso, si tratta di una semplice coincidenza. La Biblioteca San Giorgio di Pistoia, che ospita la mostra, ha ben otto vetrine, o salette espositive. Otto come il numero che viene associato al simbolo dell'infinito, di un nuovo inizio, di un nuovo ordine e in temi cristiani, rappresenta la creazione, la resurrezione e il percorso verso la vita eterna. Inoltre queste vetrine/salette sono “bifronte”, in quanto le opere esposte si possono ammirare dal percorso esterno e da quello interno della sala di ingresso alla biblioteca.»
«Le opere esposte – prosegue il curatore – si sono inanellate da sole, involontariamente, arrivando a rappresentare un'antologica come i capitoli (sette) di una vita dedicata all'arte. Un solo filo conduttore, “il segno”, che enfatizzato da Brissoni, nel 1975, non ha più abbandonato il fare di Bartolozzi. Un'espressione “soul”, la forma dell'anima, su carte bianche, povere, o riutilizzate e restituite a nuova vita (resurrezione); le sculture realizzate con materiali poveri, il cemento o il tradizionale cotto, poi patinato o dorato con il mestiere degli antichi maestri.»
Sarà possibile visitare la mostra fino al 28 febbraio durante l’orario di apertura della Biblioteca San Giorgio (dal martedì al sabato con orario continuato dalle 9 alle 19; il lunedì dalle 14 alle 19, chiuso la domenica).
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Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2025, 12:19
