Consiglio comunale: approvato il Piano di revisione delle partecipate

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Con 20 voti favorevoli (Fratelli d´Italia, Pistoia Concreta, Forza Italia, Lega Nord, Amo Pistoia) e 9 contrari (Pistoia Sorride, Movimento 5 Stelle, Pistoia Spirito Libero, PD) è stato approvato, nel consiglio comunale di lunedì 17 dicembre, il Piano di revisione delle partecipate.

Il provvedimento è stato presentato dall'assessore alle Partecipate Margherita Semplici che ha evidenziato come le amministrazioni pubbliche siano tenute, per legge, a effettuare ogni anno una ricognizione periodica delle partecipazioni (dirette e indirette di controllate dal Comune) detenute, così da monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi di razionalizzazione.

Nello specifico, l'assessore Semplici ha spiegato che l'Amministrazione comunale sta portando avanti la cessione delle quote della società Farmapesa srl (partecipata da Farcom); ha provveduto alla riduzione del numero di azioni della Banca Alta Toscana (partecipata da Spes) e sta valutando la posizione da tenere con la Banca Chianti credito cooperativo (partecipata Spes).
Rispetto alle società controllate dalla partecipata Copit, da fine 2017 il Comune di Pistoia partecipa, tramite Copit, a One scrl, che rappresenta la società consortile costituita al fine di sottoscrivere il contratto ponte con la Regione per la gestione del trasporto pubblico locale nel biennio 2018-2019. In questo caso, il procedimento di razionalizzazione della partecipata, come anche delle altre partecipazioni di Copit, è legato all'esito del contenzioso relativo alla gara regionale.
Per quanto riguarda la Centrale del latte d'Italia è stata confermata dall'assessore la volontà di cessione e, quindi, l'intenzione di espletare una nuova procedura a evidenza pubblica a un valore non inferiore alla media dei valori registrati dal titolo azionario nel semestre precedente alla pubblicazione del bando, tenuto conto dell’esito negativo del bando di gara per la vendita delle azioni al valore del patrimonio netto.

Dopo l'assessore Semplici, sono intervenuti i consiglieri comunali.

Riferendosi al valore della quotazione in borsa della Centrale del latte d'Italia, il capogruppo della Lega Nord Gabriele Gori ha evidenziato che “forse stiamo sbagliando la tempistica per cedere le azioni. Perché non abbiamo venduto prima, quando il valore della quotazione era migliore? Forse conviene aspettare sei mesi per vedere se la quotazione sale, come molti analisti si aspettano”.

La capogruppo di Pistoia Spirito Libero Tina Nuti ha evidenziato che “siamo a dare indicazioni di vendita quando già su due segmenti questa è risultata impossibile. Forse è importante capire se questo sia il momento giusto per procede su questa linea. Non vorrei che oggi si riducessero i valori, quando poi in altri momenti potrebbero arrivare esiti migliori. Le risposte negative devono indurre a fermarsi, approfondire e capire quale sia la posizione migliore per il Comune di Pistoia. La delibera che stiamo trattando ha aspetti di non condivisione”.
A tale proposito, la consigliera comunale di Fratelli d'Italia Francesca Capecchi ha precisato che saranno i tecnici a decidere la tempistica in cui procedere.

Il capogruppo di Pistoia Concreta Iacopo Vespignani ha precisato che “il tempo per le riflessioni è finito. In virtù del fatto che ciò che il Comune potrebbe concretizzare andrebbe essenzialmente a finanziare gli investimenti, sono propenso a continuare nell'iter che è stato iniziato e presentato dall'assessore ”.

Il consigliere comunale del Pd Mario Tuci, su Far.com ha precisato che “non sono convinto che la strada intrapresa sia quella giusta. Per questo, invito a riflettere meglio sul percorso. Ci convince, poi, a votare contrari, la questione di Publiservizi, perché fino in fondo non è stato dato seguito a quanto impostato. Su altre questioni, credo che il tempo sia galantuomo”.

In dichiarazione di voto, il capogruppo di Pistoia Sorride Alessandro Cenerini ha precisato che “per quanto riguarda l'alienazione delle quote della Centrale del latte, a noi resta la certezza che questa scelta sia stata fatta in assenza di un'analisi delle performance e delle strategie della società e senza un'interlocuzione con i soci. Per quanto riguarda Far.com, non si intravede una visione. Su Publiservizi abbiamo molti dubbi, che ci portano a un voto contrario.”

In fase di dichiarazione di voto, il capogruppo del Movimento 5 stelle Nicola Maglione ha evidenziato contrarietà, ricordando che “non risulta che al momento ci sia una necessità tale che possa giustificare un'alienazione di beni pubblici, perché di questo stiamo parlando. Sottolineo favorevolmente che questa volta viene coinvolto il consiglio comunale, contrariamente a quanto avvenuto con Publiacqua, per la quale si è deciso in sedi diverse e il consiglio comunale si vedrà costretto a una mera ratifica di quanto deciso in altre sedi”.





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