Descrizione
Giunge alla sua settima edizione l’Orsigna Arum Festival, l’appuntamento che dal 2020 trasforma la montagna pistoiese in uno spazio di ascolto, confronto, cultura e relazione.
Sotto il titolo “L’urgenza del presente. Seminare pace, raccogliere futuro”, l’edizione 2026 si terrà dal 30 luglio al 2 agosto presso il Pian dell’Osteria, nel cuore della Valle dell’Orsigna. Un titolo che nasce dal desiderio di rispondere a una collettiva, unanime richiesta, proveniente sia dai mondi “piccoli”, come l’Appennino, abituale teatro d’azione del Festival, sia dalla realtà globale. Un’urgente esigenza di pace.
Ma Arum resta prima di tutto un festival di montagna, sempre più radicato nel suo territorio, che proprio per questo vuole parlare di pace, non come un’idea astratta, ma come un frutto che se non viene seminato, poi non si raccoglie. Intorno a questa idea viva, è stato costruito un programma che mette al centro chi la pace la pratica, la coltiva, la cura ogni giorno attraverso azioni concrete.
Pietro Bartolo, Filippo Pelagatti, Emergency, Padre Bernardo Gianni, Enrico Fink, Mediterranea Saving Humans, La Comunità dell’Isolotto, la Marcia della Giustizia di Quarrata: sono solo alcuni dei nomi che saliranno sul palco di Pian dell’Osteria per raccontare la pace come una pratica quotidiana di umanità e resistenza civile.
Accanto agli incontri e ai dialoghi non mancheranno spettacoli teatrali e concerti con Gaia Nanni e la Bandabardò, Gli Omini, Musica da Ripostiglio, l’Orchestra Multietnica di Arezzo, Luigi D’Elia, Jacopo Fo, Marco Cocci e molti altri ancora..
Come ogni anno l’offerta del Festival propone a tutti i suoi partecipanti, dalla mattina a tarda notte, un ampio programma che intreccia passeggiate sui sentieri dell’Orsigna, camminate alla scoperta del bosco e della biodiversità, laboratori di teatro, danza e musica, atelier artigianali e molto altro ancora.
Ampio spazio sarà dedicato alle pratiche di benessere, con sessioni di yoga all’aperto condotte da SconfinataMente Yoga, percorsi sensoriali e laboratori di movimento. Infine, cuore del Festival resta la cura e l’attenzione per un’alimentazione consapevole e rispettosa dell’ambiente che si concretizza nei pasti che ogni giorno vengono preparati per tutti gli ospiti e i partecipanti del Festival.
Particolare attenzione sarà riservata ai bambini, coinvolti in laboratori creativi di teatro, illustrazione, musica, circo, yoga e letture animate, che uniscono la scoperta del bosco e della natura all’esperienza del gioco e del divertimento.
Organizzato con la partecipazione attiva del Comune di Pistoia e con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di San Marcello Piteglio, Provincia di Pistoia, GAL Montagna Appennino e grazie al contributo di Fondazione Caript, Banca Alta Toscana e Unicoop Firenze, Orsigna Arum Festival cresce ogni anno grazie al sostegno di numerose realtà locali impegnate in ambito culturale, sociale e ambientale. Insieme ai tanti ospiti, tra i veri e propri protagonisti di questa VII edizione ci sono infatti i numerosi partner che partecipano in maniera attiva alla realizzazione del Festival: l'Ecomuseo della Montagna Pistoiese che accompagnerà il pubblico alla scoperta della filiera della castagna e del carbone, ARCI Pistoia, l'Associazione Culturale Orsigna, CAI Pistoia, Comitato in Bianco e Nero, le Cooperative Alice e l’Incontrario, la Libreria Lo Spazio Pistoia, la Proloco di Pracchia, il consorzio Sinergia Verde, VAB Toscana, l’Associazione Universitaria Studenti Forestali e il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Firenze, il Gruppo culturale Woass e l’Associazione 3gA.
Dichiarazioni
«Arum è comunità, rappresenta il valore profondo delle nostre montagne. Quattro giorni nei boschi che non sono solo un’occasione di festa, cultura e immersione nella natura, ma un modello concreto di promozione del territorio, capace di coniugare tutela dell'ambiente, valorizzazione delle eccellenze locali e senso di appartenenza - sottolinea il sindaco Giovanni Capecchi –. Vedere persone di ogni età condividere momenti di cultura, benessere e cibo a km zero dimostra come la nostra montagna possa e debba essere vissuta in modo sostenibile, consapevole e vivo. Un sentito ringraziamento va alle organizzatrici e agli organizzatori, alle volontarie e ai volontari, e a tutti i partecipanti che con passione rendono possibile questo appuntamento che prevede tra l’altro numerosi momenti dedicati a un tema che sta particolarmente a cuore alla nostra amministrazione: quello della pace.»
«In questi anni Arum ha saputo mantenere la sua identità di Festival immerso nella natura, ma allo stesso tempo è cresciuto, diventando un progetto sempre più radicato nel suo territorio – ricorda Tommaso Corrieri, ideatore Orsigna Arum Festival –. E’ uno spazio dove si arriva per restare, per vivere un’esperienza nella sua interezza, e da dove vogliamo che le persone ripartano portandosi dietro quei valori intorno ai quali il festival negli anni è diventato prima di tutto comunità. Una comunità che di anno in anno cresce nel numero dei partner, dei sostenitori e delle realtà che partecipano alla costruzione del Festival. Perché alla base c'è l'idea che il Festival sia la punta dell'iceberg di un progetto più ampio che insiste sul territorio, sulla montagna, portando avanti l'idea che in montagna non resta solo chi resiste ma chi crede che dalla cultura, dalla capacità di fare rete partono le scintille in grado di riaccendere i territori e di animare le comunità.»
«L’Orsigna Arum Festival è un esempio di come la montagna possa diventare un luogo di incontro, riflessione e partecipazione - dichiara il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika –. Come Regione Toscana crediamo che valorizzare territori straordinari come l’Appennino pistoiese significhi creare occasioni di crescita culturale, promuovere uno stile di vita sostenibile e rafforzare il legame tra le persone e la natura. È un appuntamento che arricchisce a Toscana e invita tutti a riscoprire il valore del nostro patrimonio ambientale e umano».
«Arum Festival - evidenzia la consigliera regionale Simona Querci - è una manifestazione che impreziosisce il nostro territorio e promuove un percorso culturale e ambientale unico, che crea una straordinaria simbiosi tra ospiti, natura, arte. Un elogio della lentezza, che valorizza ambiente e condivisioni di riflessioni. In una sinergia importante tra istituzioni e associazioni per quel meraviglioso scrigno che è l'Orsigna».
IL PROGRAMMA
Il Festival si apre giovedì 30 luglio con una giornata dedicata alle testimonianze portate da chi opera in prima linea, nelle zone di guerra e di emergenze umanitarie. Alle 18, saranno ospiti dell’incontro “Restare Umani" moderato da Jacopo Storni, Pietro Bartolo, (medico di Lampedusa ed ex Europarlamentare), Filippo Pelagatti (anestesista di Careggi in missione al Nasser Hospital di Gaza) Valter Albericci (rappresentante di Emergency) e l’avvocata Silvia Giannini.
In serata, saliranno insieme sul palco dell’Arum, Gaia Nanni e la Bandabardò (con Nuto, Finaz, Don Bachi) per la presentazione del libro e il live acustico Se mi rilasso collasso – Trent’anni di storia di una band improbabile.
Il programma di venerdì 31 luglio, realizzato con la collaborazione e il patrocinio del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Firenze, inizia con la presentazione dell’Associazione Universitaria Studenti Forestali e l’intervento di Massimo Seragnoli, ideatore del Castanetum Flower Festival - Associazione Nazionale Città del Castagno; nel pomeriggio Francesco Ferrini, professore di arboricoltura, dialogherà con il consorzio Sinergia Verde “della rivoluzione silenziosa degli alberi”; a seguire, Pietro Piussi e Alberto Maltoni (docenti di selvicoltura) racconteranno i progetti di ricostruzione forestale che alla fine della Guerra nei Balcani videro nascere la collaborazione tra l’Università di Firenze e quella di Sarajevo, moderati dal giornalista Riccardo Michelucci. In serata, la compagnia Gli Omini presenterà lo spettacolo “Groenlandia”, seguita dal coinvolgente concerto dei Musica da Ripostiglio.
Sabato 1 agosto si apre con la presentazione del podcast di Antonella Grassi Meno dei Gatti, una raccolta di storie dimenticate di donne partigiane. A seguire, attraverso lo sguardo e le parole di Padre Bernardo Gianni (Abate di San Miniato al Monte), Enrico Fink (direttore dell'Orchestra Multietnica di Arezzo), la Comunità dell’Isolotto e Patrizia Carradori (Marcia della Giustizia di Quarrata), si parlerà di pace intesa come valore spirituale fondato sul dialogo, l’accoglienza e la partecipazione. Dopo il live di Ferruccio Ianni, giovane talento della chitarra classica, alle 21 ascolteremo la testimonianza di Debora Camarda, portavoce di Mediterranea Saving Humans, impegnata nelle attività di soccorso e tutela dei diritti umani nel Mediterraneo, seguita dal concerto dell'Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink che porterà sul palco oltre 30 musicisti per un viaggio sonoro che unisce i popoli del Mediterraneo.
Nel pomeriggio sarà inoltre presente il Museo della Rivoreta L’arte dei mestieri antichi per una dimostrazione vivente di come nei tempi antichi si utilizzavano gli strumenti in cucina e nei lavori domestici.
L’ultima giornata del Festival, prevede alle 11.30 l’incontro moderato da Sandra Gesualdi, con Luigi D’Elia e Jacopo Fo, Piccolo manuale di resistenza umana; pace, giustizia ambientale e impegno concreto per il futuro della terra, mentre nel pomeriggio, alle 14.30, Luigi D’Elia, porta in scena La Grande Foresta, di Luigi Niccolini, un racconto poetico e potente sul rapporto tra uomo e natura, che riesce a parlare ai bambini senza smettere di emozionare gli adulti; alle 18.30 tornano a parlare del rapporto tra alimentazione, salute e benessere Mirco Donati (Primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Iacopo di Pistoia e nutrizionista), Cono Casale, gastroenterologo, e Giorgio Fondrini (medico omeopata, fitoterapeuta e antroposofo). La serata continua alle 21 con Jacopo Fo protagonista dello spettacolo Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo, nell’anno del centenario della nascita di Dario Fo, per riscoprirne l'eredità attraverso lo sguardo del figlio. A chiudere questa settima edizione sarà Marco Cocci, accompagnato da Fabio Ricciolo e Francesco Fanciullacci alla chitarra.
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Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026, 19:23
