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Le ville Sbertoli e la città. IL PROGETTO DI URBANISTICA PARTECIPATA PROMOSSO DAL COMUNE HA OTTENUTO UN IMPORTANTE FINANZIAMENTO DALLA REGIONE

NOTIZIE DALL'UFFICIO STAMPA
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RETE DELLA PARTECIPAZIONE
Incontri pubblici, focus group e laboratori, con lo scopo di recuperare la memoria di un luogo-simbolo di Pistoia e fornire elementi utili per il piano attuativo di recupero
Sabato, 10 gennaio, 2009

Cinquecento cittadini di diversa estrazione saranno chiamati a pronunciarsi sul futuro delle ville Sbertoli. Dopo il lavoro fatto in questi mesi propedeutico alla stesura del Regolamento urbanistico attraverso focus group che hanno interessato diverse parti del territorio, adesso il Comune promuove un nuovo percorso di partecipazione, questa volta mirato alla conoscenza ed al recupero di uno dei luoghi-simbolo di Pistoia: le ville Sbertoli e il sistema a verde circostante a quella che è stata sede, fino alla fine degli anni Ottanta, del manicomio cittadino.

Il progetto “Le ville Sbertoli e la città”, che fin dal titolo dichiara il percorso di dialogo e confronto che si vuole attivare, ha ottenuto proprio in questi giorni un importante finanziamento da parte della Regione Toscana, pari a 34mila euro (il costo complessivo del progetto è di 49mila euro), nell’ambito del percorso attivato sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali. Il fine specifico è quello di coinvolgere i cittadini comuni, le associazioni che operano a livello locale, gli ordini professionali, le categorie economiche in un confronto pubblico che servirà a definire ipotesi reali di recupero e valorizzazione dell’area che comprende 26 edifici (di cui tre ville storiche) per un totale di 13mila metri quadrati di superficie utile e un grande spazio a verde circostante.

“Le ville Sbertoli – afferma il sindaco Renzo Berti – costituiscono un grande patrimonio storico, architettonico ed ambientale per la nostra città. Un patrimonio che dovrà essere recuperato e valorizzato dal punto di vista funzionale, salvaguardandone il preminente interesse pubblico”.

“La Regione – spiega l'assessore regionale alle riforme istituzionali Agostino Fragai – ha fatto una scelta coraggiosa e di massima apertura verso la partecipazione dei cittadini: una scelta coerente con quella che un anno fa ci ha portato ad approvare, primi in Italia, una legge regionale per stimolare il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni prese dalle istituzioni. L'obiettivo è sempre lo stesso: fare prima e meglio, discutere prima e non dopo l'apertura di un cantiere”.

“L’azienda sanitaria – sottolinea il direttore generale dell’Asl Alessandro Scarafuggi – che ha posto ormai da circa un anno la problematica per la destinazione dell’intero complesso delle ville Sbertoli, è fortemente interessata al contributo che potrà derivare dal processo messo in atto dall’Amministrazione comunale. Al momento attuale sono infatti disponibili circa 13.000 metri quadrati di edifici inseriti in un parco di oltre 5 ettari. E’ un valore economico di rilievo, fortemente influenzato però dalle destinazioni che il Comune di Pistoia vorrà dargli. Per l’azienda sanitaria la valorizzazione del bene significherebbe la possibilità di reinvestire in strutture e servizi”.

Il confronto, che partirà con una serie di incontri pubblici già nel mese di febbraio, ed andrà avanti con specifici focus goup e laboratori nei mesi successivi, servirà innanzitutto a promuovere l’approfondimento della conoscenza relativa ad un luogo molto presente nell’immaginario collettivo, ma di cui non tutti conoscono le vicende storiche ed urbanistiche che lo hanno interessato: nel Seicento questo spazio fu caratterizzato dall’insediamento di ville suburbane nobiliari e successivamente (dal 1868 al 1951) vi operò una grande casa di cura. Infine, dal 1952 al 1988 le ville Sbertoli divennero sede dell’ospedale neuropsichiatrico provinciale. Con la chiusura definitiva del manicomio, questo come molti altri luoghi di questo tipo in Italia, venne abbandonato fino all’attuale situazione residuale.

Il percorso che il Comune ha inteso attivare di concerto con la Asl 3, proprietaria dell’immobile, servirà dunque da una parte a recuperare, intera, la memoria di questo importante luogo pistoiese e, dall’altra, fornirà elementi utili per la predisposizione del piano attuativo di recupero, in quell’ottica di urbanistica partecipata a cui l’amministrazione non è nuova, avendo già realizzato percorsi ad hoc relativi al Contratto di Quartiere Le Fornaci e al Regolamento urbanistico, con tutta una serie di incontri promossi in singole zone del territorio comunale al fine di mettere a fuoco e ottenere indicazioni utili alla redazione dello strumento di pianificazione urbanistica.

Autore: 
ks
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