LA NAVE FANTASMA
di Giovanni Maria Bellu e Renato Sarti
in collaborazione con Bebo Storti
regia Renato Sarti
con Bebo Storti e Renato Sarti
produzione
Teatro della Cooperativa Milano
Giovedì 14 aprile 2005
ore 21.00
Piccolo Teatro Mauro Bolognini
Via del Presto 5 Pistoia
Ingresso 7 euro (ridotto 5
euro)
Spesso quando viene fatto riferimento ai migranti si definiscono
extracomunitari, senza pensare che dietro a questa semplice
definizione si nascondono persone donne, uomini e bambine/i
che provengono da paesi non aderenti allUnione Europea.
Luoghi e paesi che sono spesso in guerra, dove le persone muoiono
per conflitti etnici, religiosi o politici e, quando la situazione
non è così drammatica, scappano per fame, perché
il loro lavoro, se ce lhanno, non basta a farli sopravvivere
dignitosamente. Di fronte a questo in molte/i tentano lavventura
verso quella che per loro è la ricca Europa o verso i paesi
del Nord America. DallAfrica il percorso più breve
passa per il Mar Mediterraneo, quasi sempre su navi strapiene
di persone disperate che hanno pagato un alto compenso ai passatori
del mare, prezzo ritenuto necessario per aprirsi una nuova speranza
di vita.
Da questo mercato di donne e di uomini viene tratta la storia
della Nave Fantasma, lo spettacolo messo in scena dal Teatro
della Cooperativa di Milano, scritto da Giovanni Maria Bellu e
Renato Sarti, in collaborazione con Bebo Storti. La vicenda è
simile a molte altre, forse in gran parte sconosciute, ma ha avuto
un esito stavolta noto e terribilmente tragico: in un mare in
cui, tra il 1995 e il 2005, sono stati stimati 7000 morti di emigrazione,
la tragedia del 26 dicembre del 1996 ha provocato almeno 283 morti.
Nella notte di Natale di quellanno, nel mare tra la Sicilia
e Malta, affondò un piccolo battello carico di migranti
provenienti dallIndia, dal Pakistan e dallo Sri Lanka: si
tratta della più grande tragedia navale avvenuta nel Mediterraneo
dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nonostante le precise testimonianze dei superstiti, i mass media,
eccetto rare eccezioni (Manifesto, Narcomafie), non se
ne occuparono. Le autorità si mostrarono da subito molto
scettiche: tanto scettiche che la tragedia del Natale 1996 divenne
il naufragio fantasma.
Gli stessi pescatori della zona, che recuperarono decine di cadaveri
nelle reti a strascico, temendo conseguenze per la loro attività,
li ributtarono sistematicamente in mare. Poco tempo prima un peschereccio
aveva in effetti portato a riva un corpo; i pescatori avevano
interpellato le autorità, con il risultato di vedersi sequestrare
la barca per lungo tempo con immensi danni economici. La storia
fece il giro dei porti e nessun cadavere emerse più dalle
acque.
Solo cinque anni dopo, con un reportage reso possibile dalla testimonianza
di un pescatore di Portopalo (paese nellestremo lembo meridionale
della Sicilia), il quotidiano La Repubblica, attraverso
uninchiesta del giornalista Giovanni Maria Bellu, riuscì
a individuare il relitto in fondo al mare e a filmare i resti
dei corpi che ancora oggi lo circondano.
Nel giugno del 2001 le immagini della nave fantasma furono
trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. Ma nonostante
lappello di quattro premi Nobel italiani (Renato Dulbecco,
Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia) e alcune interpellanze
parlamentari dopo sette anni, ancora nulla è stato
fatto per recuperare il relitto e i corpi delle vittime, restituire
loro dignità e ri-consegnare questo episodio alla Storia.
La nave fantasma è una sintesi drammatica della
vasta problematica connessa al tema dellimmigrazione: la
disperazione degli immigrati, il silenzio delle autorità
e dei mass media, la ferocia dei trafficanti di esseri umani,
la terribile indifferenza e paura della nostra società.
È una vicenda che fa emergere la grande distanza che separa
le dichiarazioni di principio sulla solidarietà e leguaglianza
dei diritti dalle azioni concrete di istituzioni e cittadini.
Giovanni Maria Bellu, autore dellinchiesta giornalistica,
e Renato Sarti, che ne ha curato la regia e linterpretazione
con lattore Bebo Storti, hanno il pregio di aver tradotto
in forma teatrale quella tragedia, in una forma scenica capace
di riproporre quellepisodio al pubblico, che da novembre
dello scorso anno riempie quasi ogni sera i teatri italiani che
li ospitano.
Gli oggetti di scena, le parole e i gesti degli attori, la scenografia
non rimangono costretti nello spazio della scena, ma invadono
la platea, coinvolgendo gli spettatori nella rievocazione di una
tragedia che si ricollega anche ad altre, simili ma sempre diverse,
che si ripresentano ciclicamente: navi negriere che per decenni
hanno trasportato uomini e donne ridotti in schiavitù dai
pascoli africani al Nord America, scaricando in mare la zavorra
umana troppo pesante o malata; mercantili carichi di italiani,
irlandesi, tedeschi che, come gli extracomunitari
di oggi, affondavano, come il Sirio nel 1906, solcando lAtlantico
ancora verso Ovest; barconi di africani, asiatici, europei dellEst
dispersi nel Mediterraneo
.
Giovanni Maria Bellu, inviato speciale de La Repubblica,
da anni si occupa dei "misteri d'Italia: è stato
querelato da Previti, Zorzi, Priebke e Fiore. Per l'inchiesta
sulla nave fantasma ha ricevuto nel 2002 il Premio Saint
Vincent per il giornalismo. Tuttora ne segue lo sviluppo giudiziario.
Renato Sarti, attore, regista e drammaturgo,
ha lavorato per molti anni a Milano al Piccolo Teatro e al Teatro
dellElfo. Come regista, ha collaborato, tra gli altri, con
Giorgio Strehler, Paolo Rossi, Moni Ovadia, Zelig. Come drammaturgo
ha ottenuto vari premi: IDI, Vallecorsi, Riccione per il Teatro.
E autore di Mai morti, I me ciamava per nome: 44.787
Risiera di San Sabba, Nome di battaglia Lia. Da due
anni dirige il Teatro della Cooperativa di Milano.
Bebo Storti, musicista bluesman, attore drammatico
e comico, ha iniziato la sua carriera ai tempi di Comedians,
allestito da Gabriele Salvatores nel 1985. Ha conosciuto la popolarità
televisiva con trasmissioni come Su la testa e Cielito Lindo,
imponendosi poi definitivamente allattenzione del pubblico
con alcuni memorabili personaggi in Mai dire goal. E
interprete di Mai morti, scritto e diretto da Renato Sarti.