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Pistoia
amica dei bambini e delle bambine
Carta
dei servizi educativi

Comune di Pistoia
Assessorato all'Educazione
e alla Formazione
La Carta dei servizi educativi
del Comune di Pistoia
Un'occasione di dialogo e uno strumento di relazione
Renzo Berti
Sindaco di Pistoia
Che cos'è la Carta dei servizi educativi
del Comune di Pistoia?
La Carta dei servizi educativi vuole essere innanzitutto uno strumento
di comunicazione. Un modo per dare conto ai cittadini, in modo trasparente,
della qualità raggiunta nei servizi forniti e per assumere
contestualmente l'impegno a corrispondere sempre più ai bisogni
dei più piccoli e delle loro famiglie.
Il Comune di Pistoia investe ogni anno ingenti risorse nel costruire
una rete diffusa e qualificata di offerte per l'infanzia. La Carta
è parte di questo progetto pedagogico e culturale che ha,
appunto, al suo centro il tema della partecipazione e della condivisione.
Alla sua realizzazione hanno collaborato insegnanti, genitori, responsabili
del coordinamento pedagogico ed esperti che hanno messo a disposizione
i rispettivi punti di vista per mettere a fuoco la complessa e reale
identità del progetto portato avanti in tanti anni di lavoro
e di riflessione.
Uno degli aspetti curati in questo percorso è consistito
nel verificare il livello di corrispondenza tra qualità progettata,
erogata e percepita.
Non si è trattato dunque di un compito formale, ma della
risultanza di un confronto effettivo con tutti coloro che in vario
modo partecipano alla vita della comunità educativa.
I servizi per i bambini vogliono infatti connotarsi come "spazio
pubblico", rappresentare un contributo alla vita sociale e
alla cittadinanza attiva.
La carta dei servizi rappresenta pertanto un'occasione di dialogo,
uno strumento di relazione che, attraverso la rete civica, si propone
di coinvolgere gli utenti reali e quelli potenziali in una partecipazione
sistematica finalizzata allo sviluppo e all'aggiornamento dell'offerta.
Ci si propone così di rafforzare il patto tra cittadini e
governo comunale, convinti che una città che cresce a misura
di bambino è una città che tiene nella massima considerazione
le persone. Non solo come "utenti" ma come soggetti attivi
e responsabili, capaci di contribuire all'affermazione concreta
di identità e valori.
Crediamo che sia soprattutto così che si
può alimentare un clima di fiducia tra famiglie e istituzioni
pubbliche.
Partecipare significa essere parte attiva, proporsi come protagonisti
responsabili, contribuire alla costruzione di una comunità
capace di crescere in modo armonico perché capace di discutere
e di condividere.
La carta è perciò un invito a dire e a parlare delle
vostre esperienze nei servizi educativi.
È un invito a riflettere sulle possibili azioni di miglioramento,
ma anche a valorizzare le cose buone che vengono fatte e che non
devono mai essere considerate scontate.
Promettiamo un ascolto attento e costante, perché crediamo
che sia il modo migliore per far sentire cos'è davvero il
Comune: la casa di tutti.
Costruire insieme una Carta dei servizi
Egle Becchi,
Anna Bondioli,
Monica Ferrari
Con i servizi educativi per l' infanzia di Pistoia
eravamo in contatto da anni 1. Il nostro lavoro, nel campo della
valutazione di contesto, si era rivolto soprattutto alle insegnanti
delle scuole per i bimbi dai tre ai sei anni. Avevamo lavorato impegnandoci
a "fare insieme", in un continuo confronto, discussione,
definizione con coloro che, a vario livello, operavano nelle scuole.
La divisione delle parti non aveva avuto intoppi: sapevamo sia noi
che le colleghe pistoiesi, che tutte avevamo voglia di imparare,
che non c'erano volontà egemoniche tra committenti e coloro
cui un compito era stato affidato, che ognuna di noi sapeva qualcosa
di più e qualcosa di meno delle altre, e che ci trovavamo
a Pistoia per fare qualcosa di nuovo e importante insieme. Ma mentre
nel centro toscano si mettevano a punto delle iniziative grandi
e piccole per i bambini - e per i grandi cui questi sono variamente
affidati - a noi toccava una parte affatto sui generis: scrivere
di quello che si era fatto insieme. Questa differenza noi la vivevamo
a volte con disagio: ci sembrava che l'opera della penna, con tutto
l'insieme di mediazioni e di distanze rispetto al fare educativo,
ma anche alla sua capacità di informare un pubblico cui non
era stato possibile vedere - in tempo reale o in immagini - la realtà
che si veniva valutando, caricasse il nostro rapporto di elementi
estranei all'accordo che, agli esordi e lungo strada, si era venuto
stabilendo. D'altro canto, eravamo pur sempre persuase che occorreva
che quanto veniva fatto, progettato, socializzato al di là
del contesto che lo ospitava come proprio servizio, venisse espresso
in forma discorsiva, tale da poter uscire non solo dai limiti locali,
ma anche dalla mera fruizione del vedere - immagini fisse o in movimento,
con le loro puntuali didascalie-, modo primario di informazione
anche nel caso dei migliori esempi nostrani di servizi per la primissima
e prima infanzia.
La pagina scritta poteva garantire un'emancipazione dall'hic et
nunc del racconto di episodi particolari, di eventi assai specifici,
di incidenze di singoli e di desideri e volontà della committenza,
per muoversi- in direzione più ampia- verso un'audience più
articolata, fatta non solo di operatori dei servizi per l'infanzia,
ma anche di pedagogisti, responsabili politici, personaggi interessati
a quanto avviene nel sociale. Solo così ci sembrava possibile
conservare quanto- e non era certo poco - l' immaginazione educativa
di enti locali quali Pistoia aveva messo in pratica per i bambini
di centri italiani. Era nel discorso, o , più precisamente,
nel discorso depositato nel testo scritto - e pubblicato - che la
comunicazione di tali esperienze avrebbe trovato la sua conferma,
la sua salvaguardia, la sua verifica civile.
L'incarico della stesura di una Carta dei servizi educativi - che
si inserisce in un progetto di ricerca sulle reti civiche avviato
dall'Istituto Gemelli-Musatti di Milano - ci è sembrato un
modo interessante per raccordare il lavoro di valutazione della
qualità fatto insieme agli operatori pistoiesi anche in passato
con una ulteriore riflessione sui servizi che ne restituisse un'immagine
socializzabile.. Non basta: ci è parsa un'occasione preziosa
per escogitare una strategia complessiva di co-costruzione scritta
di un documento che fosse ritratto di una realtà pedagogico-
sociale, della sua vicenda, delle sue tensioni, e esprimesse al
contempo, la soggettività e lo stile di chi è impegnato
nella gestione e nel perfezionamento di tale realtà.
È toccato a noi tre- che già avevamo avuto esperienza
di messa a punto di Carte dei servizi per altri Comuni 2 - dare
avvio a una prima stesura del documento, che andava poi discussa
e definita insieme. Progressivamente, nei nostri comuni intenti,
la redazione di singole parti del testo doveva essere fatta da ognuno,
singolarmente o a piccoli gruppi, e poi letta e discussa, fino ad
arrivare a un testo concordato. Gli intenti hanno avuto un esito
felice: nei numerosi incontri a Pistoia che, insieme, a coppie,
singolarmente, abbiamo fatto fra il 2003 e il 2004, la scrittura
dei vari paragrafi della Carta dei servizi è stata fatta
progressivamente , da entrambe le parti, in modo che i perfezionamenti
del documento avvenivano discutendo la pagina scritta a più
mani. Si è arrivate quindi alla stesura definitiva della
Carta - dopo la lettura da parte dei rappresentanti dei genitori
e delle educatrici e insegnanti- in modo coniugato. Questo non è
stato vissuto da parte nostra come una dimissione da un compito
squisitamente accademico, quello di scrivere, di mettere sulla pagina
idee che esprimessero la "filosofia" sottesa alle azioni,
affidate per delega sociale e professionale , ad altre figure della
realtà educativa. Ma è stato esperito - il che ci
appare, a conti fatti, di grande importanza e tale da offrire spunto
per riflessioni su una pedagogia dell'educare, tutta da definire
e collocare in uno spazio di riguardo nella cultura formativa -
anche come un compito nuovo nell' agenda di lavoro dei servizi civici
pistoiesi per l'infanzia. Occorreva, per riprendere le parole di
Annalia Galardini, presto fatte proprie dalle altre responsabili
e dalle rappresentanti delle operatrici dei servizi, che accanto
al perfezionamento delle idee e delle pratiche educative, incessante,
sempre più bello , ma sovente esposto alle vicende drammatiche
e frenanti dei tagli finanziari agli enti locali, intervenisse ,
in prima persona, un'assunzione di responsabilità scrittoria
. Occorreva un accostamento della pagina scritta alla voce e all'immagine,
e soprattutto una presa in carico di compiti di verbalizzazione
non solo orale, fino allora affidati a figure estranee, anche se
intrinsecamente collaborative , del lavoro pedagogico cittadino.
Il superamento di deleghe, nella stesura della Carta dei servizi
educativi, rappresenta l'incipit di una dilatazione non indifferente
dell'ambito di lavoro delle colleghe pistoiesi; e, nel contempo,
per noi, la conferma delle possibilità di mettere a punto
delle strategie funzionali a quella pedagogia dell'educare fin qui
pensata da noi e solo sporadicamente esperita.
Ma se per il Comune di Pistoia la costruzione della Carta dei servizi
ha costituito un punto di inizio per una pratica fin qui abbastanza
inedita, per noi la discussione puntuale di prime stesure del documento,
seguita da letture in comune ad alta voce, da correzioni scritte
che correvano per e-mail , ha posto questioni di senso non solo
relativamente al lessico utilizzato quanto piuttosto circa una operazione
dello scrivere che è importante per chi vuole riflettere
sul fare e costruire un percorso di cui altri dovranno conoscere
le tappe e gli intenti. La scrittura, potremmo dire, non serve solo
a questo, serve anche a cambiare quello che si fa attivando un'operazione
di decentramento che parte dalla "oggettivazione" (per
riprendere le parole di una educatrice) di quello che si fa e di
quello che si dice di quello che si fa.
Queste alcune osservazioni, a nostro avviso cruciali, sul fare un
documento destinato a una diffusione plurimediale- via stampa e
via rete informatica-. Ci è sembrato necessario esporle brevemente,
non solo e non tanto come paradigma per una costruzione di una Carta
dei servizi educativi, che autentichi la qualità collaborativa,
propria di un testo emesso da un ente pubblico, e ne garantisca
la natura politica, quanto anche quale sperimentazione di come alla
sua fattura possano prender parte soggetti plurimi, quali responsabili
dei servizi e specialisti di teoria dell' educazione. L' esperienza
non è conclusa: la Carta verrà arricchita di informazioni
sui servizi e sulla loro fruizione nel 2004-2005, verrà presentata
alla cittadinanza, verrà messa in rete, avrà sperabilmente
degli interlocutori -occorre pensare all'invito che li chiamerà
a tale intervento-, sarà bene venga seguita anche in questa
sua vicenda. Ma questa è una storia futura, tutta da progettare.
1. Dal 1992-1993 era stata avviata un'esperienza
di ricerca formazione che ha condotto, tra l'altro, alla pubblicazione
di un testo dal titolo 'Valutare e Valutarsi' (Becchi, Bondioli,
1997).
2. Abbiamo infatti partecipato ad un'esperienza di costruzione della
'Carta dei servizi' del Comuni di Fiorano, Formigine, Maranello
e Sassuolo.
Asili nido, scuole dell'infanzia, laboratori,
areebambini
IL SISTEMA DEI SERVIZI EDUCATIVI PER L'INFANZIA
0-10 e la LORO CARTA
La Carta dei servizi è un documento reso
obbligatorio dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 27 gennaio 19941. In particolare la Carta dei servizi della
scuola (DPCM 7 giugno 1995) ribadisce per questo specifico settore
aspetti costitutivi della qualità e dell'autonomia2.
Essa definisce il complesso sistema delle relazioni che si instaurano
tra chi eroga il servizio e chi ne fruisce; nella fattispecie i
servizi educativi per la primissima e prima infanzia - con estensioni
in alcuni casi anche alla scuola primaria - e i genitori dei bambini
che si avvalgono del servizio, gli operatori dei servizi stessi,
le altre agenzie formative e non del territorio.
La Carta, che vuole essere espressione di trasparenza e di miglioramento
partecipato dell'offerta, mette in luce quegli impegni che vincolano
ed insieme uniscono tutti coloro che sono implicati nell'operatività
di un determinato servizio.
Nella Carta vengono evidenziate le concrete modalità dell'offerta,
ma anche di una fruizione che è insieme occasione di crescita
e di valutazione costante della qualità del servizio: essa
è costruita collaborativamente dai responsabili del servizio
e dalle famiglie; viene aggiornata periodicamente sulla base di
verifiche e di valutazioni; è presentata pubblicamente in
modo da attivare domande e proposte da parte dei soggetti interessati
ed è sempre a disposizione del cittadino.
La Carta dei servizi educativi per l' infanzia del Comune di Pistoia
ha una sua genesi peculiare che la differenzia da altri documenti
analoghi. Essa è, certamente, un atto dovuto per legge, ma
è anche un progetto di sviluppo e di affermazione dei nidi,
delle scuole dell'infanzia, delle areebambini.
La scelta dell'Amministrazione Comunale non è stata solo
quella di costruire un documento partecipato che renda conto dell'esistente
e che consenta un confronto costante con l'utenza, ma anche quella
di costruire un percorso interattivo di riflessione che continui
anche dopo la messa a punto preliminare e la diffusione del documento.
In questo modo si è voluto porre l'accento sul processo di
confronto e di scambio che sta alla base della costruzione del documento
stesso, e, soprattutto, su quello che si aprirà in seguito
alla sua diffusione e alla sua messa in rete.
La costruzione della Carta dei servizi fa parte di un progetto di
ricerca che ha al suo centro il tema della partecipazione e della
condivisione di una cultura della qualità dei servizi per
la prima infanzia.
Essa fa tesoro della storia locale dei servizi educativi dell'infanzia
del Comune di Pistoia3 e si ispira a molteplici fonti, alcune di
carattere sovranazionale, altre proprie del nostro Paese.
- I principi della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (L.176/1991)
- I targets messi a punto nel 1996 dalla Rete per l'infanzia della
Comunità Europea
- Gli articoli 3,33 e 34 della Costituzione italiana
- La legge n.62 del 2000 sul tema della parità scolastica
- La legge n. 32 del 2002 della Regione Toscana
- Il Manuale di valutazione (1998) prodotto dalla Regione Toscana
Questa Carta tiene conto di tutte queste indicazioni
e sollecitazioni civili e pedagogiche, perché nel loro insieme
tali servizi educativi si propongono di offrire ai bambini di età
compresa tra 0 e 10 anni e alle loro famiglie opportunità
di crescita comune, organizzando per l'infanzia ambienti educativi
di vita quotidiana ad essa favorevoli.
I servizi educativi per l'infanzia del Comune di
Pistoia sono un sistema variegato e complesso che nel tempo ha acquisito
una sua peculiare fisionomia e che comprende nidi d'infanzia, scuole
per l'infanzia, areebambini, laboratori. Ad oggi i servizi comunali
sono 34 (10 asili nido, 14 scuole dell'infanzia, 4 areebambini,
6 laboratori). I nidi accolgono il 24 %dei bambini dai 3 mesi ai
3 anni, le scuole dell'infanzia accolgono il 54% dei bambini da
3 a 6 anni e le areebambini insieme ai laboratori ospitano ogni
anno circa 4000 bambini.
Nel loro insieme tali servizi costituiscono un sistema di rete,
supportato dalla attività del coordinamento pedagogico, cui
si salda l'attività di un Centro Risorse4.
Si tratta di una realtà peculiare che si è venuta
via via strutturando negli anni e che è in continuo divenire,
una complessa rete che sta alla base della vita di ogni singolo
servizio e che tutti li sostiene in un percorso di reciproca influenza.
I PRINCIPI ISPIRATORI
Nelle azioni indicate nella Carta dei servizi educativi
per l' infanzia, il Comune di Pistoia si ispira ai principi sottosegnati;
1. Eguaglianza, Diversità, Condivisione,
Trasparenza.
Tutto il sistema di servizi per i bambini e le loro famiglie è
fondato sull'eguaglianza, la quale è garantita grazie ad
una serie di atti normativi e di interventi concreti che si radicano
nell'offerta formativa, volti a costruire un progetto imparziale
di crescita, rispettoso dei singoli e dei gruppi di cui essi fanno
parte.
La diversità di singoli e di gruppi è considerata
una risorsa per le varie istituzioni, per i singoli utenti, per
i gruppi cui essi appartengono. Il rispetto della differenza nei
ritmi di crescita dei bambini, l'inserimento e il sostegno dei bambini
"diversamente abili" e delle loro famiglie, la valorizzazione
delle culture differenti sono considerate, nel sistema formativo
del Comune di Pistoia, un'opportunità che offre occasione
per costruire nuove professionalità a livello degli operatori
e per ripensare il piano annuale delle attività educative
dentro i singoli gruppi di bambini.
Le insegnanti definiscono il piano delle attività
educative. Le famiglie partecipano a tale elaborazione in occasioni
specifiche, contribuiscono alla sua realizzazione e alla sua verifica.
I criteri di ammissione e di gestione delle liste di attesa, le
scelte operate nei progetti pedagogici dei diversi servizi, gli
esiti delle verifiche e delle eventuali valutazioni sono realizzati
in piena trasparenza, esplicitati e resi noti.
2. Coerenza nell'organizzazione dei contesti
di crescita
La centralità del bambino e della sua crescita, concetti
forti nell'impostazione e nella pratica dei servizi, rende necessaria
l'organizzazione di una serie di occasioni coerenti di sviluppo
e di condivisione. Esse si riferiscono alle relazioni tra la famiglia
e le istituzioni educative per l' infanzia gestite dal Comune, tra
il servizio per bambini di età inferiore e quello per bambini
più grandi - fino alla scuola elementare -, tra nidi, scuole
dell'infanzia, areebambini e laboratori.
La coerenza e la continuità dell'offerta si esplicano anche
in una organizzazione del tempo (della giornata, della settimana,
del mese, dell'anno) e in un'attenzione verso il singolo bambino
e il gruppo di cui questi fa parte.
Il tempo dell'istituzione, il tempo del singolo e il tempo del gruppo
non sono lasciati al caso ma vengono progettati, calibrati, valutati
e ripensati.
La coerenza e la continuità dell'offerta si fondano sui seguenti
aspetti : sul rapporto numerico adulti-bambini che consente tempi
distesi e dimensioni calibrate nei gruppi, sull'inserimento programmato
e organizzato di bambini "nuovi".
Anche la complessiva ecologia urbana dei servizi per l'infanzia
è un potenziale ambiente di crescita. Pertanto il Comune
ha cura che la città, grande spazio sociale attento, disponibile
e tutelante per il bambino, sia capace di offrire attività
formative, luoghi e tempi in cui gli operatori possano continuare,
intensificare, innovare il loro lavoro pedagogico, dove lo scambio
culturale tra piccoli e grandi sia indissolubilmente intrecciato
con l'arricchimento professionale degli adulti che ne hanno cura.
3. Professionalità, aggiornamento,
autonomia e collegialità del lavoro pedagogico
La competenza professionale degli operatori è un dato fondante
della qualità del servizio. Da questa esigenza consegue una
selezione accurata del personale e, una volta in servizio, l' organizzazione
di un'offerta periodica di aggiornamento, diversificata anche sulla
base delle esigenze degli operatori. Tale offerta è sensibile
alla discussione presente nella comunità scientifica e coinvolge
genitori e cittadini in occasioni mirate.
4. Una pedagogia per l'infanzia
La definizione di una pedagogia per l' infanzia coerente e radicata
nella storia del servizio e della città viene assunta come
principio qualificante i servizi educativi comunali. Si tratta di
una pedagogia che
-
non nasce da una teoria definita a priori;
-
ha presupposti in una pratica intorno a cui
si articolano le riflessioni degli operatori a tutti i livelli;
-
tiene conto dell'impegno di autovalutazione
compiuto in un recente passato e ancora in corso;
-
si arricchisce del lavoro di ricerca scientifica
che ha trovato nei servizi educativi per l' infanzia un importante
laboratorio nonché di riflessioni fatte dai suoi operatori
in occasione di convegni, visite, presentazioni in contesti
italiani e stranieri;
-
non si presenta come compiuta, bensì
come frutto di un' elaborazione continua e partecipata, essa
si sviluppa e struttura man mano che viene verificata nella
concretezza
delle esperienze, nel confronto di scambi e di incontri.
Tale pedagogia ha alcune idee-chiave, che sono
L' intera città, come luogo di vita
e di cultura, è al servizio dei bambini e costituisce una
risorsa per la loro educazione. Tutti i cittadini ne sono responsabili.
Più in dettaglio
-
L'educazione dell'infanzia pistoiese avviene
nel macrocontesto della città e del suo territorio, in
alcuni luoghi deputati, gli asili nido, le scuole dell' infanzia,
le areebambini, dove vengono realizzate esperienze formative
specifiche;
-
L'istituire a macrocontesto educativo l'intera
Pistoia significa farla partecipare all'impresa pedagogica che
è destinata elettivamente all'infanzia.
-
In questa impresa pedagogica vengono coinvolti
gli specialisti (educatori, insegnanti, personale ausiliario,
coordinatori, dirigenti del servizio, esperti interni ed esterni)
e le famiglie, che in questa opera partecipata trovano occasione
per coltivare la loro competenza educativa. I cittadini in genere
sono messi al corrente di quanto avviene nei servizi per l'infanzia
.Tutti questi soggetti si trovano così impegnati in un'opera
di pedagogia sociale attraverso incontri, materiale di informazione,
partecipazione a programmi educativi.
-
Si tratta quindi di un programma di pedagogia
della città nel significato più ampio della locuzione.
I servizi educativi per l' infanzia sono concepiti
come luoghi accoglienti nei quali ciascun bambino può trovare
occasioni e risorse di crescita.
Più in dettaglio
-
Nello sfondo educativo della città,
i singoli servizi si propongono come luoghi di vita per i bambini
che li frequentano, pensati "a loro misura", ricchi
di proposte che stimolano il desiderio di fare e partecipare,
festosi e accoglienti.
-
Tali servizi sono luoghi di vita ma anche
contesti di crescita nei quali i bambini possono arricchire
e ampliare la propria esperienza, trovarvi supporti per elaborarla
e articolarla, ciascuno con il proprio ritmo e le proprie peculiarità.
-
I servizi educativi promuovono una crescita
senza forzature dove l'imparare è frutto di condivisione
e di riflessione sull'esperienza e di cui l'apporto dei compagni
e la mediazione dell'adulto costituiscono i presupposti di fondo.
-
Una crescita a tutto tondo, non solo cognitiva,
ma anche, e soprattutto, emozionale e sociale, così che
ogni bambino possa avviarsi ad un autoriconoscimento positivo
attraverso la relazione con i compagni e l'ascolto accogliente
dell'adulto.
-
Una crescita che ha luogo attraverso forme
di apprendimento non stereotipate, ma che sollecitano la curiosità,
l'esplorazione, il pensiero divergente, la cooperazione.
-
Una crescita che trova alimento nel dialogo
tra adulto e bambino e tra bambini e nel gioco come situazione
di pieno coinvolgimento, libera combinazione di significati
e reinterpretazione dell'esperienza.
-
Una crescita che non vuole essere misurata
in termini di prestazioni o di prodotti ma che si evidenzia
nella sempre maggiore fiducia che il bambino acquisisce in sé
e negli altri, negli interessi che manifesta, nelle attività
in cui dimostra di impegnarsi, nelle relazioni che intesse e
nei legami che instaura.
-
Una crescita, infine, che è frutto
di un' attenta regia educativa orientata ad articolare, arricchire
ed espandere l'esperienza, le conoscenze, le abilità
di ciascun bambino attraverso la partecipazione, condivisa con
l'adulto, a situazioni coinvolgenti, aperte, ricche di stimoli
delle quali il bambino sia il protagonista attivo.
L' educazione coltiva specialmente l'iniziativa
del bambino nel dare senso al mondo.
Più in dettaglio
-
Le proposte ai bambini hanno un filo rosso
che le collega, esprimibile nel concetto che l' esperienza va
interpretata per trarne un significato e che anche i bambini
possono essere avviati a tale interpretazione attraverso il
gioco, l'esercizio della fantasia, l'espressione simbolica di
vissuti e emozioni.
-
Tale pedagogia del simbolico vede gli stessi
bambini dare forma all'esperienza attraverso i propri mezzi
espressivi, l'esercizio della riflessione, lo scambio sociale
della conoscenza.
L'educazione coltiva il gusto estetico dei bambini.
Più in dettaglio
-
Grazie alla cura degli ambienti, degli arredi,
del materiale, di una didattica del "saper vedere",
della preparazione degli educatori, di esperienze artistiche
specifiche, si curano con particolare attenzione la fruizione
e la produzione infantile di cose belle.
-
Intrecciata a queste stimolazioni è
l'attenzione prestata al modo di vedere il mondo da parte dei
bambini e la scelta e l'offerta dalla cultura adulta e dalla
tradizione locale di ciò che può arricchire la
mente e la vita emozionale infantile: libri, racconti, monumenti,
opere d' arte, musei, feste, per farne spunti e modelli per
l'elaborazione infantile, in una pedagogia del buon gusto che
è cifra dell'esperienza educativa pistoiese.
L' educazione è, insieme, dei piccoli
e dei grandi.
Più in dettaglio
-
Operazioni di questo tipo coinvolgono figure
educative, cui sono offerte sistematicamente guida e stimolo,
occasioni e risorse per una crescita di competenza pedagogica,
nella persuasione che l'adulto per educare il bambino non può
limitarsi ad apprendere dal bambino ma impara in incontri con
altri adulti dotati di saperi diversi.
-
La formazione nei servizi pistoiesi ha una
primaria connotazione relazionale. In essa rapporti fra pari,
fra bambini e adulti e fra adulti servono ad acquisire abitudini
di ascolto e di collaborazione e favoriscono il senso di sicurezza,
grazie a esperienze continue di dialogo, supporto e stimolo
alla costruzione della propria identità.
L' educazione infantile ha una sua specificità.
Più in dettaglio
-
I modelli di tale pedagogia non vanno cercati
in altre istituzioni formative di grado più elevato.
Compito attuale della pedagogia per l'infanzia pistoiese è
quello di definire dei modelli autonomi e complementari per
ogni segmento del sistema formativo, dove il nido non è
propedeutico alla scuola dell'infanzia e questa non è
meramente preparatoria rispetto alla scuola elementare.
-
A ogni suo livello evolutivo il bambino deve
poter esperire aspetti diversi e coerenti di un modello pedagogico
che va precisato in modo sempre più dettagliato sul piano
teorico, attuato e verificato su quello delle possibilità
pratiche.
L' educazione per i bambini di Pistoia si realizza
attraverso
-
la costruzione di una competenza pedagogica
degli operatori dei servizi e delle famiglie, che devono agire
in modo sinergico per garantire continuità alla crescita
del bambino;
-
la partecipazione attiva delle famiglie alla
vita dei servizi, per garantire la reciproca conoscenza dei
rispettivi modelli educativi e della loro messa in atto;
-
la formazione di base e continua del personale,
che venga aggiornato sul piano educativo e didattico, soddisfatto
nelle sue specifiche domande culturali, riconosciuto e sostenuto
nelle sue iniziative personali e di gruppo;
-
la documentazione di quanto grandi e piccoli
fanno nei "luoghi" educativi, che consenta al bambino
di riconoscersi nelle testimonianze del suo fare, all'adulto
di programmare in modo sistematico i propri interventi, di garantire
a entrambe queste figure dei servizi il gusto del dire e dare
segni di sé.
Tali idee chiave si traducono nei piani educativi
annuali dove vengono verificate.
A questo fine il Comune di Pistoia si impegna
a
-
offrire supporto e guida agli operatori nella
documentazione periodica e nella redazione di una relazione
pedagogica scritta, annuale e collettiva circa la messa in atto
del progetto educativo nella loro particolare istituzione; di
tale relazione si fa oggetto di riflessione condivisa per darsi
traguardi e prospettive;
-
avviare, sostenere e realizzare un itinerario
continuo di autoverifica e di autovalutazione del servizio,
ivi inclusa la stessa Carta dei servizi educativi per l' infanzia.
Le verifiche e valutazioni avvengono in maniera sistematica
e alla luce di criteri condivisi. Il percorso di autoverifica
e di autovalutazione della qualità di ogni singolo servizio
e del sistema in cui è inserito divengono occasione di
formazione permanente per gli operatori, oltre che di confronto
con l'utenza.
I RESPONSABILI
Il Comune di Pistoia è responsabile del funzionamento dell'intero
sistema dei servizi, sia dal punto di vista della destinazione delle
risorse, degli accordi di programma con altre agenzie, della tutela
del servizio stesso.
Nella concreta applicazione di tale responsabilità
vanno fatte queste distinzioni:
-
L'ente gestore garantisce la qualità del servizio attraverso
l'allestimento di una organizzazione complessiva che ha il suo
cuore nella struttura di coordinamento , che non trascura aspetti
della vita quotidiana nei singoli servizi e che li lega in un
sistema. L'ente gestore, attraverso il supporto tecnico del coordinamento,
sovraintende alla vita di tale sistema, modula l'offerta verificandola
e perfezionandola costantemente in risposta alle esigenze dei
cittadini.
-
La struttura di coordinamento5 garantisce il radicamento della
qualità nella realtà quotidiana dei singoli servizi.
Costruisce con gli operatori un percorso continuo di crescita
che si fonda su un interscambio con le famiglie e con i cittadini.
Sostiene la messa a punto del piano annuale delle attività
educative di ogni singola istituzione che si ispira alle Idee
chiave di una pedagogia per l'infanzia pistoiese di cui si è
già detto al punto 4.
-
Gli insegnanti si occupano della qualità della vita dentro
le singole strutture e sono responsabili, insieme alla struttura
di coordinamento, della messa a punto e dell'attuazione del piano
annuale delle attività educative.
-
Il personale ausiliario condivide il processo
ideativo e gli impegni che consentono di esprimere tale piano
nella vita quotidiana delle singole strutture, nella piena consapevolezza
della responsabilità comune verso il benessere del bambino
e di tutti coloro che hanno a che fare con il servizio.
-
Tutti coloro che si rapportano per diversi
motivi ai servizi pistoiesi (esperti esterni, ricercatori) cooperano
di fatto a una sempre più articolata definizione delle
Idee chiave che ispirano la prassi educativa, in un'ottica di
continuo interscambio con gli operatori e con la struttura di
coordinamento.
-
Questo implica scambio di informazioni e
reciproca conoscenza tra operatori e famiglie oltre che rispetto
delle regole della partecipazione.
-
I cittadini del Comune di Pistoia vengono
informati sul sistema dei servizi, che a livello cittadino offre
occasioni di crescita oltre che di tutela dell'infanzia e di
promozione dei suoi diritti di cittadinanza.
-
Ad essi compete il diritto-dovere del sostegno
delle iniziative a tutela dei diritti dell'infanzia.
LE GARANZIE
I principi che ispirano l'organizzazione e la gestione
dei servizi per l'infanzia del Comune di Pistoia si concretizzano
in attività ed esperienze grazie a una serie di condizioni
che l'Amministrazione si impegna a garantire.
Esse riguardano:
1. Gli interventi a favore della formazione permanente
degli operatori
Per garantire la formazione permanente degli operatori,
il Comune di Pistoia organizza annualmente corsi e seminari su temi
e ambiti concordati, svolti da figure del coordinamento o da esperti
esterni, destinando per questo una quota dell'orario di lavoro di
ciascun operatore. Sollecita inoltre gli operatori a partecipare
a una serie di iniziative di carattere culturale organizzate dal
Comune e li informa relativamente ad altre attività di aggiornamento
professionali e culturali non direttamente gestite ma ritenute utili
a fini formativi.
2. Il mantenimento di un adeguato rapporto numerico
adulto-bambino
Sono assicurati tempi di compresenza degli educatori
e insegnanti in ciascun servizio al fine di
l favorire l'esperienza sociale e cognitiva dei bambini attraverso
un lavoro per piccoli gruppi;
l personalizzare il rapporto degli educatori con i singoli bambini
e le loro famiglie;
l organizzare i tempi quotidiani secondo principi di continuità
e regolarità.
Per garantire la creazione di un clima di fiducia e la possibilità
di instaurare legami affettivi tra adulti e bambini, ci si impegna
ad assicurare la continuità e la stabilità delle figure
educative.
3. Gli interventi a favore della partecipazione
delle famiglie alla realizzazione del progetto pedagogico
Il coinvolgimento dei genitori nel lavoro pedagogico
con i bambini è considerato un punto di forza dei servizi
per l'infanzia comunali. Per garantire continuità e coerenza
all'azione educativa in ambito familiare e nei servizi, sono previsti,
in ogni realtà, sia momenti assembleari sia momenti individualizzati,
rivolti ai genitori, per discutere, insieme agli operatori, di tematiche
pedagogiche, definire piani d'azione condivisi, valutare i progressi
dei bambini e la realizzazione del progetto pedagogico, individuare
soluzioni e strategie di intervento, personalizzate o comuni, ai
problemi via via sollevati e messi a fuoco. Uno degli strumenti
più significativi per promuovere la partecipazione è
il Comitato di gestione, istituito ogni anno nei diversi servizi
educativi6.
4. L'allestimento e la cura degli spazi per le
attività educative.
Nella consapevolezza che gli spazi in cui hanno
luogo le esperienze educative hanno un valore simbolico e affettivo
per chi li frequenta e che la loro organizzazione influenza fortemente
le modalità dell'esperienza sociale e delle relazioni, il
Comune di Pistoia dedica particolare attenzione all'allestimento
degli ambienti che ospitano i servizi. Arredi e materiali vengono
scelti, disposti e organizzati in modo da essere funzionali non
solo allo svolgimento delle attività quotidiane ma anche
alla sollecitazione dei bambini al gioco e a un'ampia gamma di attività
educative (centri di interesse, angoli, laboratori). La consapevolezza
che lo spazio non è solo un contenitore di esperienze ma
è un tramite pregnante di apprendimenti sociali e culturali,
ha dato luogo ad allestimenti che, nel tempo, sono stati arricchiti
e ripensati. Ciò ha permesso di costruire veri e propri "modelli"
di ambientazione, che rivelano un'intenzionale finalità pedagogica
e un'attenzione al benessere dei bambini e degli adulti.
LA GESTIONE DEI RAPPORTI CON L'UTENZA
In un sistema di servizi in rete che sono occasione
di crescita per la municipalità, la gestione trasparente
dei rapporti con l'utenza è elemento essenziale e sostegno
alla partecipazione.
1. Informazioni circa i servizi
Gli uffici competenti del Comune costituiscono,
nel loro insieme, un sistema informativo che ha più finalità
:
l quella di rendere evidenti le caratteristiche costitutive del
servizio e la modulazione dell'offerta,
l quella di costituire un gruppo di referenti cui ci si possa rivolgere
per qualunque problema inerente la vita del servizio.
Tale sistema è tuttavia anche base di una
reale comunicazione con l'utenza potenziale ed effettiva e tra i
servizi nell'intento di promuovere, a partire dal noto, processi
di scambio, di confronto, di condivisione di esperienze e di significati.
A canali informativi di tipo più tradizionale
(brochures, iniziative pubbliche, giornate di apertura dei servizi
alla città) si saldano altre modalità ed altri mezzi.
Attraverso il sistema informativo (che si avvale anche della rete
civica) è possibile attivare un interscambio essenziale per
informazioni di ritorno (dall'utenza al Comune) circa il servizio.
La stessa Carta dei servizi si inserisce in questo
sistema informativo che deve essere continuamente verificato e perfezionato.
2. Regolamentazione dell'accesso e contribuzione
degli utenti
La regolamentazione per l'accesso ai servizi viene
periodicamente aggiornata e i criteri che regolano l'accesso alla
diversa tipologia di servizi sono esplicitati. La partecipazione
economica degli utenti è regolata dal disciplinare per i
servizi scolastici.
3. Momenti della condivisione
Differenti momenti di condivisione delle scelte
progettuali e pedagogiche stanno alla base della vita del servizio
e dei rapporti che intercorrono tra i diversi utenti (interni ed
esterni) che vi sono implicati. Colloqui con i genitori del singolo
bambino, riunioni di sezione che riguardano solo gli operatori,
riunioni di sezione aperte ai genitori, assemblee con i genitori
che concernono il servizio nel suo complesso, giornate aperte in
cui il servizio si fa conoscere, riunioni degli organismi che hanno
poteri decisionali più ampi, incontri pubblici a livello
cittadino, convegni e seminari con la presenza di esperti fanno
parte di una serie di occasioni che, da livelli microsistemici,
si dilatano per coinvolgere progressivamente ambienti via via più
allargati in una riflessione sul sistema dell'offerta oltre che
sulla realtà specifica.
Il Comitato di gestione è momento istituzionale della vita
partecipativa dei servizi.
VALUTAZIONE E MONITORAGGIO
Il tema della valutazione, dell'autovalutazione
e del monitoraggio dei servizi si costituisce come elemento essenziale
di un sistema di rete di qualità e si esplica in alcuni momenti.
1. Valutare la qualità del servizio
L'uso di strumenti e metodi di valutazione della
qualità dei servizi non è occasione sporadica né
recente a Pistoia. Il processo valutativo, che coinvolge a diverso
titolo operatori e genitori, viene inteso e proposto come occasione
di negoziazione dei significati e degli intenti del progetto pedagogico,
si attiva ad opera del coordinamento in maniera periodica e sistematica,
anche in collaborazione con esperti esterni. Una serie molteplice
di ragioni sta alla base di questo percorso che si avvale di osservazioni
in situazione e di incontri di discussione. Si vuole infatti condividere
una cultura della valutazione formativa al fine di:
-
garantire una costante crescita professionale
agli operatori, costruire un lessico pedagogico comune tra servizi
di differente tipologia e con le famiglie,
-
mettere a punto un piano delle priorità d'intervento, oltre
che un piano d'aggiornamento mirato,
-
orientare il miglioramento verso obiettivi compartecipati e negoziati.
2. Proporre miglioramenti e segnalare disservizi
L'Amministrazione negli Uffici competenti accoglie
e recepisce tutte le segnalazioni di disservizi e di problemi relative
alle strutture di cui è responsabile. L'Amministrazione opera
al fine di rispondere con sollecitudine a tali segnalazioni e attiva
soluzioni migliorative dopo una discussione mirata con le figure
responsabili.
Si predispongono occasioni e strumenti utili a sondare la percezione
dell'utenza circa il servizio erogato al fine di costruire un percorso
valutativo che vada oltre la semplice segnalazione del disservizio
e il reclamo.
L'Amministrazione è costantemente disponibile a recepire
proposte migliorative circa il servizio oltre che a diffondere tali
proposte tra gli operatori, perché, nelle sedi opportune,
valutino la fattibilità delle proposte stesse e la coerenza
con il progetto pedagogico del servizio.
3. Valutare la qualità delle informazioni
contenute nella Carta dei servizi
La stessa Carta dei servizi è un documento
che ha una funzione strumentale rispetto al tema della valutazione
della qualità. La costruzione partecipata della Carta è
occasione di riflessione su quello che si fa e su quello che si
potrebbe fare per migliorare. La messa in rete della Carta consente
una più ampia diffusione del documento e la costante comunicazione
con l'utenza che, attraverso la Carta, ha l'occasione di verificare
la rispondenza del servizio a quanto viene dichiarato e "pattuito"
nel documento.
Attraverso periodiche occasioni di confronto e
grazie alle risposte degli utenti che consultano il documento in
rete si discute della qualità delle informazioni contenute
nella Carta che viene valutata non solo per la rispondenza effettiva
ad un certo quadro del servizio nel concreto ma anche per l'efficacia
comunicativa.
Attuazione della Carta e indicazione delle procedure
di revisione della stessa
Con la presente Carta l'Amministrazione dà
attuazione con effetto immediato alle disposizioni in essa contenute.
Si prevede una periodica revisione della Carta non solo attraverso
un confronto interno al servizio, occasioni di discussione che coinvolgano
tutti coloro che sono interessati alla vita del servizio e momenti
di condivisione negli organismi gestionali responsabili, ma anche
sulla base delle segnalazioni on line degli utenti.
A tal fine si inserisce il documento nella rete civica e si avvia
un forum di discussione aperto a tutti i cittadini.
Nell' edizione della Carta dei servizi messa in
rete, oltre a una struttura ipertestuale, dove le note del testo
qui riprodotto diventano "finestre ", segue la presentazione
dettagliata dei singoli servizi e delle notizie circa l'orario,
le rette, i trasporti, i luoghi di informazione per l' utenza.
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