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Lo scultore
Marino Marini

In questo secolo Pistoia ha dato i natali ad alcuni
noti e importanti rappresentanti del mondo delle arti e dell'architettura,
e oggi ne conserva la memoria in alcuni Centri a loro dedicati (vi/vs50/51).
Tra questi vi è anche il noto scultore Marino Marini che nacque
il 27 febbraio 1901 nella casa di famiglia di via san Pietro 13,
prossima all'omonima chiesa romanica (vs30)
La composizione equestre, tipica della tradizione scultorea italiana
come il Marco Aurelio posto in Campidoglio a Roma o la statua
del Gattamelata di Donatello a Padova, è tra le immagini
simboliche che costituiscono il repertorio figurativo dell'opera
di Marino, quella che meglio risponde alle sollecitazioni psicologiche
e morali di un testimone della storia quale l'artista pistoiese
è stato. Lo stesso scultore ebbe a dichiarare durante un'intervista:
Le mie statue dei cavalieri esprimono l'angoscia causata dagli
avvenimenti della mia epoca. L'agitazione del mio cavallo aumenta
ad ogni nuova opera; i cavalieri, sempre più imponenti, hanno
perso il loro antico dominio sull'animale e le catastrofi che li
colpiscono sono simili a quelle che distrussero Sodoma e Pompei.
Io cerco dunque di simboleggiare la fase ultima della decomposizione
di un mito, il mito dell'uomo eroico e vittorioso, dell'uomo di
virtù degli umanisti. Le mie opere degli ultimi quattordici
anni non cercano di essere eroiche, ma tragiche.
Il Miracolo presente nel cortile medioevale del palazzo
comunale (vs10) è un pregevole
esempio della poetica mariniana.
L'attività artistica di Marino iniziò subito a ridosso
della prima guerra mondiale in un clima di recupero della forma
classica successiva alla ricerca delle avanguardie di inizio secolo.
Con l'esperienza del secondo evento bellico, vissuto dallo scultore
nella neutrale Svizzera, l'ordine fino ad allora tipico della sua
arte s'infranse e le sue figure si scomposero e si annientarono
nella forma.
La fama di Marino è principalmente legata alle sculture, tuttavia
nella sua lunga attività l'artista si è dedicato anche
al ritratto, si pensi che questo genere occupa un terzo della sua
attività plastica, alla pittura e al disegno.
Nell'opera grafica, meglio che altrove, è possibile ammirare
tutti i passaggi della sua arte: dalle prove dell'Accademia alla
ripresa delle suggestioni cubiste (vi).
Le opere di Marino Marini sono presenti nei maggiori musei del mondo.

Marino Marini,Gioco I, (litografia)
Il centro di documentazione Marino Marini
Il Centro custodisce l'intera collezione grafica dell'artista: dai
suoi esordi di studente all'Accademia di Firenze, La guerra del
1914, fino alle litografie degli anni settanta tra cui Personnages
du Sacre du Primtemps, eseguite in occasione della realizzazione
della scenografia per la Scala di Milano dell'omonima opera di Igor
Strawinski. Del compositore si ammira la prima versione del ritratto
in argento.
Negli articolati spazi dell'ex convento del Tau (vs43)
sono visibili anche le Pomone, gli Acrobati e i Giocolieri.
Al Centro è presente la ricca gipsoteca oltre ad una biblioteca,
un'emeroteca e una fototeca sull'artista.
Il Centro di Documentazione Marino Marini è anche la sede dell'omonima
Fondazione che tra i suoi scopi ha la diffusione e la conservazione
dell'opera di uno dei più noti artisti del Novecento.
Cronologia
1901
1929
1950
1957
1966
1979
1980
1986
1990 |
Marino Marini nasce il 17 febbraio a Pistoia.
Lascia Pistoia per insegnare alla scuola d'arte di Monza.
Soggiorna per un lungo periodo negli Stati Uniti.
Realizza il grande Cavaliere per l'Aia.
Prima grande antologica a Palazzo Venezia a Roma.
S'inaugura il Centro di Documentazione Marino Marini nei
locali del Palazzo Comunale.
Muore il 6 agosto a Viareggio.
Mostra Marino Pittore e sistemazione del Centro nei locali
del Tau.
Si istituisce la Fondazione Marino Marini. |
Bibliografia
Marino Marini pittore, a cura di De Micheli - Pirovano,
Milano, 1987
M. Marini, Un aureola di sole, Fondazione Marino Marini,
Pistoia, 1991;
M. Marini, Sono etrusco, Fondazione Marino Marini, Pistoia,
1996
S. Unter, Marino Marini La scultura, Milano, 1993
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