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Il Museo Capitolare

Il tesoro della Cattedrale che sino a pochi anni orsono
era costretto in ambienti annessi al Duomo (vs31/32)
poco indicati ad accogliere un così notevole patrimonio ha
trovato nell'antico Palazzo dei Vescovi (vs11)
più degna collocazione. In questi locali, tessuti, oreficerie
e suppellettili liturgiche dialogano con le superstiti strutture
architettoniche e con i reperti archeologici relativi al primo impianto
della città romana.
Gli oggetti esposti sono custoditi in teche che oltre a consentirne
la buona manutenzione ne permettono anche l'eventuale impiego in
occasione di particolari ricorrenze religiose.
L'accesso del museo immette il visitatore direttamente nell'antica
torre dove un'urna cineraria romana e alcuni frammenti di pavimentazione
musiva risalenti al V o VI secolo testimoniano l'esistenza già
in età altomedioevale di un edificio dedicato al culto. Quindi
si passa nella Sacrestia Nuova che, costruita alla fine del XIV
secolo e inizialmente impiegata come sala delle udienze, ha sulla
parete occidentale una Crocifissione del pittore Giovanni Cristiani
(vs40/41).
Qui sono custoditi pezzi di oreficeria trecentesca di notevole interesse
quali il reliquiario di san Zeno, il calice e la croce
di sant'Atto. Dalla Sacrestia Nuova si accede alla Sacrestia
Vecchia che un tempo ospitava il Tesoro di san Jacopo, celebre non
solo per la sua ricchezza ma anche per la memoria dantesca del furto
sacrilego di Vanni Fucci. Tra i preziosi doni destinati al Santo
Patrono della città vi è il reliquiario a lui dedi-cato
(vi), celebre capolavoro di Lorenzo Ghiberti e della sua
bottega. Una volta raggiunto il primo piano del palazzo si incontrano
le sale destinate all'esposizione degli arredi liturgici. Dalla
terza sala, sede della cancelleria vescovile, divampò l'incendio
che nel 1641 distrusse la maggior parte degli arredi.
Oltrepassato il sopraportico del Duomo dal quale il vescovo poteva
assistere alle funzioni religiose senza scendere in cattedrale si
incontra la cappella di san Niccolò (vs11).
Particolare per la tipologia costruttiva essa si orna di un raro
ciclo ad affresco con storie di san Nicola e una Crocifissione
della fine del XIII secolo (vs15).
Preziose suppellettili sono esposte nelle altre sale del piano primo
e tra queste il reliquiario di san Bartolomeo che il cardinale
Giulio Rospigliosi (vs47) commissionò
per la reliquia del Santo donata alla città da Papa Alessandro
VII. Infine l'itinerario di visita conduce nuovamente al piano inferiore
dove, sin dal XIV secolo, si aprivano le botteghe dei mercanti.
Il Museo Capitolare organizzato secondo i più aggiornati criteri
museali ha restituito alla città uno spazio di visita e di
conoscenza di notevole valore storico ed artistico.

Il reliquiario di San Jacopo
Capolavoro dell'oreficeria tardogotica il reliquiario venne eseguito
nel 1407 da Lorenzo Ghiberti e dalla sua bottega. Purtroppo la struttura
armoniosa ed essenziale dell'opera originaria è stata in seguito
profondamente modificata. La prima volta quando fu inserita la pisside
rinascimentale che interrompe in maniera maldestra lo slancio verticale
della guglia gotica posta tra i due angeli dalle ali sollevate.
La seconda volta, dopo il 1630, quando vennero posate sulle loro
mani offerenti le due piccole urne d'argento dorato.
La più recente doratura risale alla fine dell'Ottocento.
Cronologia
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1786
1863/1865
1936/1937
1954
1970/1973
1976/1980
1986
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L'antico Palazzo
dei Vescovi viene venduto a privati.
Pesanti e distruttivi interventi di restauro.
Recupero delle strutture trecentesche della facciata.
Recupero dell'abside pensile della cappella di S.Niccolò.
Acquisizione del Palazzo da parte della locale Cassa di
Risparmio.
Gli imponenti lavori di restauro coinvolgono ll'intero edificio.
Allestimento del percorso archeologico e del nuovo Museo
Capitolare. |
Bibliografia
N.Rauty, L'antico palazzo dei Vescovi a Pistoia,
Firenze, 1981.
Falletti - Spalletti, Museo della Cattedrale di S.Zeno. Pistoia,
antico Palazzo dei Vescovi. Guida Breve, Pistoia, 1986.
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