stemma Pistoia
Mappa del sito
Casella Info
Casella PEC
Piazza del Duomo, 1 - 51100 Pistoia • Tel. 05733711 • Fax 0573371289 • Numero verde 800-012146 • C.F. e P.Iva 00108690470
Home page- Il comune- La città- Io sono- Cerco notizie su

Il Museo Civico


La visita al museo si rivela un interessante cammino nella storia politica, religiosa e artistica della città. A Pistoia, come altrove, l'idea di istituire un museo cittadino prese corpo agli inizi del XIX secolo quando Carlo Fabroni e Giosuè Matteini assunsero l'incarico di esaminare a tal fine le opere che in seguito alle soppressioni degli enti religiosi (vs20) erano divenute prive di destinazione. I beni selezionati rimasero in deposito nei locali del convento di S.Francesco (vs41) fin quando, ai primi di questo secolo, non si provvide a dotare Pistoia del suo museo la cui sede fu individuata nel palazzo del Comune (vs10) dove si trova ancora oggi.
Le raccolte civiche, più volte riordinate sino all'attuale allestimento inaugurato nel 1981, rispecchiano l'attività artistica di un centro che per quanto minore -sempre su Pistoia si sentirono le esperienze della vicina Firenze- fornì il suo originale contributo alla cultura artistica del nostro paese.
Il nucleo centrale della collezione che annovera opere in pittura, scultura ed arti minori rappresentative di un arco cronologico che va dalla metà del XIII secolo sino alla metà del XIX, proviene per lo più dagli enti religiosi soppressi e da lasciti privati quali quelli Gelli e Puccini (vs21/vi).
Se nelle sue sale è ben rappresentata l'età medioevale che ha lasciato a Pistoia alcuni rari capolavori (1)* ancora più significativa è la presenza di tavole cinquecentesche, in gran parte raffiguranti il tema della Sacra Conversazione. Tra queste si distingue per originalità la pala detta La Madonna della Pergola (11) di Bernardino Detti. Al Detti si uniscono rappresentanti di una scuola che può ben dirsi pistoiese: Gerino Gerini (6/7), Domenico Rossermini, Bernardino del Signoraccio (9), Fra' Paolino (10) e lo Scalabrino. L'opera di questi pittori dimostra come a Pistoia si seppe in modo del tutto autonomo elaborare uno stile che, pur mostrando i suoi legami con la maniera fiorentina di Andrea del Sarto e Fra' Bartolomeo, fu in grado di conservare una propria originale impronta.
Le sale del museo propongono inoltre una ricca panoramica sulla pittura sei-settecentesca, periodo in cui la città vide all'opera artisti di primo piano impegnati sia nella realizzazione delle numerose pale d'altare di committenza nobiliare sia nelle maggiori imprese ad affresco (vs37/vs42). Certamente stimolata dalla presenza di importanti artisti si formò una scuola locale sulla linea della più illustre tendenza fiorentina testimoniata nelle sale del museo da Giovanni da San Giovanni (15) e Cecco Bravo (18). I più noti rappresentanti di tale scuola furono Alessio Gimignani (20), il figlio Giacinto, artista caro a Papa Clemente IX (vs47) e Francesco Leoncini. Insieme alle loro opere sono custodite nella grande salone del museo numerosi quadri di genere tra cui alcuni ritratti di personaggi famosi.
Corpo a sè fanno le opere raccolte nella collezione della famiglia Puccini
(vi/vs21) che, pur annoverando tele di varia epoca, conta alcune interessanti quadri ispirati alla pittura di soggetto storico del XIX secolo. Sebbene Pistoia abbia alcuni centri dedicati all'arte del nostro secolo (vs18/49) il museo ospita allo stesso piano del Centro Michelucci (vs51) una sezione dedicata agli artisti locali attivi tra le due guerre.

* i numeri si riferiscono alle schede contenute nella aggiornata guida del Museo, i cui estremi sono nella bibliografia qui di seguito.

 


G. Bezzuoli, Assassinio di Lorenzino de' Medici

La Collezione Puccini


La collezione è il frutto del gusto dei membri della casata che sin dai primi del XVIII secolo con Tommaso (vs21) si interessarono al collezionismo d'arte. A Niccolò, ultimo discendente della famiglia, si devono le sei grandi tele a soggetto storico dipinte tra il 1830 e il 1840 da validi artisti esperti di questo genere; questi quadri testimoniano lo spirito libertario che animava il singolare committente. Nella rappresentazione di particolari eventi della storia del passato Niccolò intese esplicitare vivamente il suo fervente patriottismo di impostazione decisamente antiassolutista. Congiura dei Pazzi, Omicidio di Alessandro de' Medici e Assassinio di Lorenzino devono quindi essere letti secondo questa particolare ideologia. La raffigurazione dell'eroe della congiura anti medicea intendeva esprimere la profonda vocazione anti tirannica di Niccolò. Naturalmente questa posizione adombra l'opposizione del Puccini al regime dei Lorena allora signori di Toscana al posto dei Medici da lungo tempo estinti. Con i Vespri siciliani e La rivolta del Balilla Niccolò spostò il suo interesse verso la decisa opposizione alla presenza degli stranieri in Italia aderendo in tal modo alla più sentita istanza risorgimentale.

 

 

Cronologia

1893
1914
1922
1956
1975
1982

Si apre il Museo civico nella chiesa di S. Francesco.
La Collezione Puccini diviene proprietà comunale.
Inaugurazione del primo allestimento del Museo civico.
Le sale del Museo vengono nuovamente allestite.
Il Museo viene trasferito in palazzo Marchetti.
Gli architetti Mario Manieri Elia, Nicola Marras e Sergio Polano realizzano
l'allestimento dell'attuale Museo.

Bibliografia

Museo Civico di Pistoia, catalogo delle collezioni, a cura di M. C. Mazzi, Firenze, 1982.
C. d'Afflitto,
Il Museo Civico di Pistoia, Firenze, 1996.

Pistoia Mobilità Muoversi meglio in città
Inrete.com - C&G Servizi Web
Versione del Sito in Tedesco Versione del Sito in Francese Versione del Sito in Inglese
Note Legali - Accessibilità - Caratteri Grandi - Stampa pagina - W3C
Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS!