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Il Convento
del Tau

Il Convento del Tau, dedicato al culto per Sant'Antonio
Abate (vi), prende il nome dalla croce che i religiosi porta-vano
cucita sulla veste, la cui forma a T ricorda la testa del bastone
al quale, secondo l'iconografia più diffusa, il Santo soleva
appoggiarsi.
Fondato alla metà del Trecento dal fiorentino Giovanni Guidotti,
con l'an-nessa cappella di S. Antonio (vs44),
il convento, un insieme architettonico di notevole significato il
cui stile e i mate-riali impiegati riconducono direttamente alla
cultura fiorentina del periodo, rivestì un ruolo di particolare
rilievo nell'organizzazione religiosa della città.
Il complesso, i cui locali oggi ospitano il Centro di Documentazione
Marino Marini (vs49), nonostante
sia sorto tardi rispetto ad altre simili fondazioni, si inserì
nel vivo del contesto urbano andando ad occupare lo spazio lasciato
libero dalla demolizione della seconda cerchia muraria (vs8).
I confratelli, dediti alla diffusione del culto per il Santo Patrono
e alla raccolta delle elemosine, benché non si siano mai occupati
dell'assistenza agli infermi, compito questo primario per altre
fondazioni antoniane, incisero comunque nel tessuto sociale cittadino
per il particolare rapporto della loro isti-tuzione con le popolazioni
rurali che si rivolgevano a sant'Antonio per invocarne la protezione
sugli animali domestici.
La casa di Pistoia, sin dalla fondazione destinata ad essere essenzialmente
un luogo di culto, dopo un periodo di prosperità sotto il pontificato
di Leone X, si avviò verso una progressiva ed inarrestabile
decadenza culminata alla fine del Settecento con la soppressione
dell'Ordine. Il convento e la chiesa vennero venduti a privati e
destinati ad altri usi, che ne danneggiarono irrimediabilmente le
strutture, tornate, seppure parzialmente, all'antico splendore a
seguito di recenti ed accurati restauri.

L'origine del culto per Sant'Antonio Abate
Esiste ancora oggi una malattia nota come fuoco di sant'Antonio
e, essendo una delle molte manifestazioni del virus erpetico, la
sua prognosi è sempre fausta. Aveva invece origine ben diversa
ed esito mortale il temutissimo fuoco che a lungo ha afflitto le
popolazioni occidentali durante il medioevo; si trattava infatti
di una intossicazione alimentare che procurava gravi cancrene. Poiché
era diffusa la tradizione secondo la quale appellandosi a sant'Antonio
Abate era possibile ottenere la guarigione dalla malattia, la chiesa
francese di S. Desiderio, in cui dal 1100 erano custodite le spoglie
del Santo, divenne luogo di frequenti pellegrinaggi e attorno ad
essa si costituì una piccola comunità il cui compito fu
quello di raccogliere le elemosine per i pellegrini e i malati.
Ben presto sorse presso quella chiesa un'ospedale che si dedicò
alla cura degli infermi, e a seguito di ciò la devozione per
sant'Antonio valicò i confini di Francia per diffondersi in
tutta Europa.
Cronologia
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1360
1372
1774
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Fra' Giovanni Guidotti
fonda il convento antoniano di Pistoia.
Niccolò di Tommaso viene incaricato di affrescare la
cappella di sant'Antonio.
Soppressione dell'Ordine del Tau e aggregazione all'Ordine
dei Cavalieri di Malta. |
Bibliografia
S. Ferrali, L'Ordine ospitaliero di S. Antonio
Abate o del Tau e la sua casa a Pistoia, in Il Gotico a Pistoia
nei suoi rapporti con l'arte gotica italiana, Pistoia, 1966
F. Gurrieri, La chiesa di S. Antonio Abate o del Tau, Pistoia, 1970
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