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Il Convento
di San Domenico

Nonostante la storiografia locale abbia dato credito
alla leggendaria presenza dei due frati domenicani Sisto e Ristoro,
gli architetti della chiesa fiorentina di S.Maria Novella, sono
ben poche le notizie concernenti la fondazione del complesso di
Pistoia. Allo stesso modo sembra priva di fondamento l'indicazione
vasariana di un intervento di Giovanni Pisano, al quale gli storici
pistoiesi hanno attribuito il portale e il coro della chiesa.
E' certo invece che i padri domenicani, dopo aver officiato nel
piccolo Oratorio del Crocifisso, tuttora custode di un importante
affresco degli ultimi anni del Duecento (vi), fondarono la
nuova chiesa e l'annesso convento poco oltre la metà del XIII
secolo.
La chiesa di S. Domenico, ultimata soltanto nel corso del Trecento,
con la sua unica ed ampia navata, il transetto e le cappelle presbiteriali,
apparve subito come uno dei maggiori e più prestigiosi edifici
religiosi della città.
I migliori artisti attivi a Pistoia tra il XIV e il XV secolo vi
lasciarono testimonianza del loro lavoro. Tra questi emergono i
nomi di Giovanni Cristiani (vs41/48)
e Antonio Vite (vs36/41/44)
per gli affreschi, e di Bernardo e Antonio Rossellino per la scultura.
A questi è assegnato il monumento funebre al giurista Filippo
Lazzari A, al primo altare di destra, e il sepolcro del Beato
Lorenzo da Ripafratta B, quest'ultima scultura è ancora
oggetto di studi. Vi è anche la tomba del vescovo domenicano
Andrea Franchi C colui che guidò la Processione dei
Bianchi in occasione della peste del 1399 (vs28).
Nel convento durante l'anno 1497 morì il celebre pittore fiorentino
Benozzo Gozzoli. La chiesa vide all'opera Fra' Paolino (vs46),
anch'egli padre domenicano seguace del Savonarola come l'intero
convento pistoiese, che vi dipinse la tavola con l'Adorazione
dei Magi e una Sacra Conversazione, quest'ultima oggi
presente nella chiesa di S.Paolo (vs36).
Nei secoli successivi la chiesa di S. Domenico divenne oggetto delle
trasformazioni ispirate al mutare del gusto. Le nobili famiglie
pistoiesi la elessero quale luogo di loro sepoltura come si vede
nelle numerose iscrizioni sepolcrali. I Panciatichi, i Cancellieri,
i Cellesi, i Baldinotti, i Gatteschi ed altri furono i casati che
vollero a loro gloria gli altari lungo le pareti della navata maggiore.
Risalgono alla fine del XVI secolo gli affreschi con storie della
vita di S. Domenico dipinti da Sebastiano Vini nel chiostro
grande mentre
è del XVII secolo la massiccia ristrutturazione che portò
al sacrificio delle vetrate che chiudevano l'esafora del coro e
le monofore, sostituite dai finestroni barocchi. Nello stesso secolo
vennero affrescate le lunette del chiostro piccolo, ridotto oggi
ad un solo lato a seguito dei danni bellici,
con storie della vita della Maddalena dai pittori Ulisse
Ciocchi, Michelangelo Cinganelli e Giovanni Martinelli, tutti allievi
del maestro fiorentino Bernardino Poccetti Gravemente bombardati
la notte del 24 ottobre 1943 la chiesa e il convento di S. Domenico
sono stati restaurati e molte delle opere d'arte sono tornate al
loro antico splendore.

Affreschi medioevali nella chiesa e nel convento di S. Domenico
Della straordinaria stagione della pittura a fresco sopravvivono
in S.Domenico tracce di rilevante qualità, a cominciare dalla
Crocifissione tardo duecentesca che si trova sulla parete del
capitolo.
Di altissima qualità, variamente attribuito e ultimamente legato
alla presenza a Pistoia di Coppo di Marcovaldo e del figlio Salerno
(vs32), il dipinto
documenta la presenza in città, attorno agli anni Ottanta del
Duecento, di pittori informati sulle ultime tendenze della coeva
pittura bizantina. Di notevole interesse è la sinopia che documenta
la prima stesura dell'opera e che ha in più la figura del soldato
Longino. Lavorò per S.Domenico l'ancora poco conosciuto artista
noto come Maestro del 1310 (vs46)
che attorno agli anni Trenta del secolo dipinse il polittico ad
affresco del refettorio e un'Annunciazione per l'arcone che
immette nella cappella maggiore. Più tardi il pistoiese Giovanni
Cristiani affrescò il Giudizio Universale staccato e
custodito nell'ex refettorio del convento, oggi sala per conferenze,
e Antonio Vite dipinse Maria al Tempio, frammento di un più
ampio contesto.
Cronologia
| 1299
1318
1338
1497
1547
1670
1724
1783
1928
1943 |
Capitolo provinciale dell'ordine.
Il cardinale Niccolò da Prato si impegna per la prosecuzione
dei lavori per la chiesa.
La cappella maggiore diviene patronato Panciatichi.
Morte di Benozzo Gozzoli.
Morte di Fra'Paolino.
Le pareti della chiesa vengono interamente coperte dalla imbiancatura.
Sostituzione della esafora della cappella maggiore con un finestrone
barocco.
Scipione de' Ricci sopprime il convento domenicano di Pistoia.
I domenicani rientrano in S.Domenico.
I bombardamenti danneggiano: il refettorio, la biblioteca, il
chiostro e molti ambienti conventuali. |

Bibliografia
G. Beani, La chiesa e il convento di S.Domenico
in Pistoia, Pistoia, 1909
S. Orlandi, La chiesa monumentale di S.Domenico a Pistoia,
Pistoia, 1932
Il patrimonio artistico di Pistoia e del suo territorio, catalogo
storico descrittivo, Pistoia, 1967
A. Bacchi, Pittura del Duecento e del Trecento pistoiese,
in «La pittura in Italia. Il Duecento e il Trecento»,
I, Milano 1986 |