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La chiesa dello
Spirito Santo

La chiesa, che si presenta all'esterno nella severità
della sua nuda facciata, è l'opera architettonica di maggior
pregio del Seicento pistoiese. Intitolata allo Spirito Santo soltanto
nella seconda metà del Settecento era originariamente dedicata
a sant'Ignazio.
Fu costruita dalla Compagnia dei Gesuiti su progetto
del Padre Tommaso Ramignani, la cui attività a Pistoia non
si limitò a questo unico edificio ma interessò anche altre
importanti fabbriche (vs30).
La chiesa dei gesuiti di Pistoia con la sua unica
navata e le cappelle laterali tra loro comunicanti si mantenne fedele
al modello del grande tempio gesuita di Roma progettato quasi un
secolo prima da Jacopo Vignola.
Nella costruzione e nell'arredo di questa grande
fabbrica, la più importante in città dopo quella cinquecentesca
della Madonna dell'Umiltà (vs35),
si impegnarono con ingenti somme di denaro alcune delle maggiori
famiglie pistoiesi. Dobbiamo alla committenza dei Rospigliosi, in
quegli stessi anni divenuti proprietari del vicino palazzo di via
del Duca e saliti al soglio pontificio con il Cardinale Giulio (vs47),
gran parte degli interventi di gusto barocco che ancora oggi caratterizzano
la chiesa.
L'incarico per l'altare maggiore fu affidato a
Gian Lorenzo Bernini, uno tra i più noti esponenti del barocco
romano, non appena Giulio Rospigliosi fu eletto Papa. A coronamento
e in stretta consonanza con questo fu commissionata, ancora una
volta dal Pontefice, a Pietro da Cortona, altro illustre rappresentante
di questa corrente artistica, la grande tela con l'Apparizione
di Cristo a sant'Ignazio. Questo soggetto era uno dei più
cari all'Ordine Gesuita che in tal modo ricordava il Padre fondatore.
Il quadro del Cortona e la tela di Ludovico Gimignani (vs46)
con la Vergine e Cristo in gloria con san Liborio, san Domenico,
santa Lucia e altri Santi A, presente nella cappella
di famiglia, dichiarano in modo inequivocabile l'aggiornato gusto
del Pontefice.
Tra gli altri preziosi arredi sono da segnalare il Cristo deposto
con Santi del Dandini dipinto per la cappella della famiglia
Banchieri B, l'organo seicentesco C del maestro W.
Hermans (vi) che fronteggia un suo simile dal valore puramente
decorativo e, in alto sopra il portale, la memoria in marmo che
ricorda l'ingente contributo devoluto dalla famiglia Rospigliosi
per la costruzione della chiesa.
Un recente restauro resosi necessario per i gravi dissesti subiti
dall'edificio ha riconsegnato la chiesa al culto e al patrimonio
artistico della città.
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L'Organo Hermans
Nella seconda metà del Seicento venne realizzato ad
opera dell'organaro fiammingo Willem Hermans, anch'egli
padre gesuita e ancora una volta per volere dei Rospigliosi,
l'organo che con la sua decorazione a foglie d'oro orna
la parete sinistra della navata.
Quest'organo è celebre a Pistoia non soltanto per
i suoi straordinari timbri, il valore artistico e la perizia
del suo costruttore, ma soprattutto per l'influenza che
ebbe sui maestri organari della città. Pistoia infatti
vanta una tradizione di grande rilievo nell'arte organaria.
Dal Settecento fino agli inzi di questo secolo le famiglie
Tronci e Agati hanno costruito un centinaio di strumenti
oggi presenti nelle maggiori chiese e nei più grandi
teatri di tutto il mondo.
Dal 1975 Pistoia è sede dell'Accademia di Musica Italiana
per Organo.
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Cronologia
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1635
1647
1655
1657
1663-64
1668
1685
1774
1775
1883
1965
1988
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Insediamento dei Padri Gesuiti a Pistoia.
Si apre il cantiere della chiesa di S. Ignazio.
Ultimazione della copertura e inizio dei lavori per l'arredo
interno.
Muore Tommaso Ramignani.
W.Hermans fabbrica l'organo.
Gian Lorenzo Bernini progetta l'altar maggiore e Pietro
da Cortona dipinge la tela con l'Apparizione di Cristo
a sant'Ignazio.
Consacrazione della chiesa.
Soppressione dell'Ordine dei Gesuiti.
La chiesa affidata alla Congregazione dei preti dello Spirito
Santo assume la nuova dedicazione.
Lavori di restauro e ripavimentazione dell'aula centrale.
Chiusura a causa dei gravi dissesti idro-geologici.
Ultimazione dei lavori di resturo e riapertura al culto.
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Bibliografia
La chiesa dello Spirito Santo. Arte Storia Restauri,
Pistoia, 1988
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