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La Chiesa di San Paolo


Tutt'oggi non è nota l'epoca della fondazione della chiesa anche se la data più attendibile risale alla prima metà del XII secolo, quando, in un documento, viene citata espressamente una chiesa dedicata a san Paolo edificata su un terreno libero e fuori dalla seconda cerchia di mura (vs8).
La struttura e le dimensioni di questa chiesa sono quelle individuabili nell'abside e nella sagrestia dell'attuale chiesa gotica.
La più antica S. Paolo, della quale rimangono significative tracce sul retro, fu ampliata a partire dalla prima metà del XIII secolo ma fu soltanto dopo la distruzione della cinta muraria che la chiesa potè assumere le attuali dimensioni. La vecchia navata si trasformò così in una grande cappella aperta sul presbiterio dotata di propri altari e riccamente decorata come dimostrano gli affreschi recentemente scoperti e restaurati (vi).
Successivamente S. Paolo venne rimaneggiata in epoca barocca con la realizzazione degli altari, dei quali oggi rimane soltanto il maggiore e i due laterali, dei confessionali e della scalinata del presbiterio con la balaustra in pietra serena.
Bell'esempio di architettura gotica, nella quale sopravvivono echi della tradizionale policromia pistoiese (vs29/30/34), è impreziosita sul fronte dal portale cuspidato in marmo bianco al cui centro si trova la statua del Santo.
La navata custodisce opere d'arte appartenenti ad epoche diverse tra le quali: l'affresco della fine del Trecento raffigurante la Madonna dell'Umiltà A (vs35) attribuito al pistoiese Antonio Vite (vs41); la Sacra Conversazione di Fra'Paolino B (vs46) dipinta durante la prima metà del Cinquecento per l'altar maggiore di S. Domenico (vs40) e la tela di Paolo De Matteis, allievo di Luca Giordano, raffigurante Cristo in Gloria e san Gaetano da Thiene C.
Un intervento ottocentesco effettuato secondo lo stile neogotico allora in voga, sconvolse l'arredo seicentesco: tutti gli altari, tolti i tre di cui sopra, vennero rimossi, alcune finestre vennero murate e altre aperte, furono modificate le volte dell'abisde e i bracci del transetto, vennero ridotti il coro, le cappelle del Rosario A e del Crocifisso B, furono spostati l'organo e la cantoria. Sul finire del secolo un incendio arrecò danni gravissimi all'edificio e all'arredo; a cent'anni da quel tragico episodio la chiesa è stata restituita ad un nuovo splendore dai recenti restauri ai quali si sono aggiunte le moderne vetrate del pittore pistoiese Umberto Buscioni D (vs23).
Contiguo alla chiesa si trova l'oratorio di S. Gaetano, edificato per conto della Compagnia dei Disciplinati alla fine del Trecento. A causa di numerosi rifacimenti l'edificio non ha conservato alcun carattere originario e quello che oggi vediamo è il disegno seicentesco assegnato dalla tradizione a Gianlorenzo Bernini, in quegli anni presente nella chiesa dello Spirito Santo (vs37), anche se questa attribuzione non è confermata da alcun documento.

 


Gli affreschi della sagrestia


Dell'intero ciclo redatto in due distinti momenti cronologici oggi non rimangono che alcune tracce. Un ancora ignoto Maestro del Trecento dipinse la Crocifissione, mentre la Presentazione di Gesù al Tempio risale al quinto e sesto decennio del Quattrocento ed è da attribuirsi all'artista pistoiese Bartolomeo di Andrea Bocchi, presente in altri cicli pittorici della città (vs40/45). La Santa Maria Maddalena portata in cielo dagli Angeli affrescata sulla parete sinistra viene solitamente attribuita ad un ignoto artista meglio conosciuto come Maestro di Popiglio.

Cronologia

1136
1241
1291
1528
1693
1851
1895
1996

Prima menzione della chiesa.
Ampliamento del primo nucleo.
Ulteriore ampliamento.
Sacra Conversazione di Fra'Paolino.
Cristo in Gloria e san Gaetano da Thiene di Paolo De Matteis.
Intervento neogotico.
Un incendio arreca danni gravissimi all'edificio e all'arredo.
Conclusione dei lavori di restauro.

Bibliografia

D. Neri, Storia e arte della chiesa di San Paolo di Pistoia, Pistoia, 1967
San Paolo, a cura di Marco Matteini, in Pistoiaprogramma, XXVIII, n.33/34, gennaio giugno, 1996

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