
Il prezioso edificio gotico che mantiene nella bicromia dell'esterno
rapporti con la tradizione del romanico pistoiese è detto
in corte per il legame con la longobarda curtis domini
regis (vs4).
Fu costruito nelle forme attuali poco oltre la metà del XIV
secolo. Tuttavia l'impianto originario deve essere ricondotto
ad un'epoca precedente visto che già ai primi del XII secolo
è documentato un S.Giovanni antistante la Cattedrale (vs31).
Secondo la tradizione, fu proprio poco dopo la metà di quel
secolo che vi trovò sepoltura il vescovo Atto, cui Pistoia
deve l'introduzione dell'importante culto per S. Jacopo (vs
33). Nonostante non se ne conosca l'originaria struttura
il battistero, come vuole la più diffusa tipologia di tali
edifici, ebbe presumibilmente una pianta centrale e il centro
occupato dalla vasca battesimale. Lanfranco da Como realizzò
nel 1226 (vi) il fonte che ancora oggi ammiriamo.
La data e la firma si leggono nella bella iscrizione in caratteri
onciali che si trova all'interno della vasca. Ai primi del Trecento
il Comune stabilì di rinnovare il battistero, ma l'impresa
non potè nemmeno avviarsi per la guerra che i Lucchesi e
i Fiorentini mossero a Pistoia.
Una volta superati il primo quarto del secolo e la crisi politica
che aveva afflitto la città si dette avvio ai lavori, e,
giunti al rivestimento in marmo, la direzione del cantiere fu
affidata a Cellino di Nese, già capomastro del Battistero
e del Camposanto di Pisa.
Da allora la fabbrica del S.Giovanni proseguì con regolarità:
venne ultimata la grande copertura e nella seconda metà del
XIV secolo la chiesa poté dirsi compiuta. Cellino di Nese
fu quindi il principale artefice del paramento esterno il cui
raffinato uso di marmi diversamente colorati offre una particolare
interpretazione della tradizione romanica pistoiese; probabilmente
Cellino fu anche l'autore di parte della decorazione scultorea
che anima l'abbellimento marmoreo. Le sculture della lunetta del
portale insieme ai bassorilievi dell'architrave sono invece opera
di un artista vicino ai modi del più noto Giovanni d'Agostino
(vs 32). Dalla prima metà
del Seicento il battistero accoglie l'altare ligneo un tempo altare
maggiore della basilica della Madonna dellUmiltà (vs
35). Il battistero ha subito nel corso dei secoli più
volte importanti interventi di restauro, tra i quali hanno avuto
una notevole importanza quelli effettuati attorno alla metà
del secolo scorso e i più recenti, che nonostante abbiano
restituito al suo primitivo aspetto il fonte battesimale di Lanfranco
nascosto dagli interventi tardo-barocchi dello scultore Andrea
Vaccà, hanno trasformato l'antico edificio in una semplice
e spoglia aula in laterizio.
Il battistero ha oggi perduto la sua funzione liturgica e talvolta
ospita avvenimenti culturali.
I fori del fonte battesimale
Dante nel XIX canto dell'Inferno (14-21) incontrando i simoniaci
con le gambe conficcate entro dei fori ricavati nella livida
pietra ricorda il bel San Giovanni dove fanciullo aveva ricevuto
il battesimo: i fori ... non mi parean meno ampi né maggiori/
che quei che son nel mio bel San Giovanni/ fatti per loco deí
battezzatori.
Il fonte battesimale di Pistoia, contrariamente a quello fiorentino
del quale è comunque nota la forma quadrata con i pozzetti
laterali, è giunto sino a noi; i versi di Dante ci indicano
dunque la presumibile funzione dei pozzetti laterali che a quanto
pare accoglievano il sacerdote officiante.
Le dimensioni dei pozzetti pistoiesi, 80 centimetri di profondità
e 75 di diametro parrebbero, però, escludere una tale funzione
e semmai suggerirne un'altra, si trattava forse di vasche per
l'acqua lustrale? Dante così prosegue nella sua memoria:
l'un delli quali ancor non è molt'anni/ rupp'io per un
che dentro v'annegava.
Il ricordo del Sommo Poeta, confermando l'uso dei pozzetti, suggerisce
o una maggiore dimensione dei fori della vasca fiorentina
rispetto a quelli del fonte di Pistoia adatti al più ad accogliere
un bambino o più verosimilmente, nonostante le sicure analogie
d'impianto, un altro uso.
Cronologia
|
1114
1153
1226
1303
1312
1339
1357
1361
1843
1965
|
Prima menzione della
chiesa di S.Giovanni Battista.
Sepoltura del vescovo Atto.
Vasca battesimale di Lanfranco da Como.
Il Comune di Pistoia decide di costruire un nuovo battistero.
Vengono demolite alcune case per far posto al nuovo battistero.
Cellino di Nese viene incaricato del rivestimento marmoreo.
Copertura dell'aula.
Ultimazione dei lavori.
Importanti lavori di restauro all'esterno.
Ripristino del fonte battesimale secondo il suo antico impianto. |
Bibliografia M. Salmi, Due note pistoiesi. 1. Il fonte
battesimale e il S.Giovanni di Pistoia
, in «Il Gotico a
Pistoia nei suoi rapporti con l'arte gotica italiana». Atti
del II convegno internazionale di studi medievali di storia e d'arte,
Pistoia, 1972.
F. Gurrieri, Il battistero di S. Giovanni in Corte a Pistoia
,
Pistoia, 1975.
Gurrieri-Amendola, La piazza del Duomo a Pistoia
, Bergamo,
1995