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L'Altare argenteo
di San Jacopo

A. d'Ognibene, San Jacopo in trono
L'altare, un tempo nella ricca cappella dedicata al
santo patrono di Pistoia, dopo le varie e sfortunate vicende che
lo hanno coinvolto, è oggi custodito presso la cappella del
Crocifisso che si apre sulla navata destra della cattedrale (vs32).
Si tratta di uno dei massimi capolavori dell'oreficeria sacra medioevale
e fu costruito a varie riprese tra la seconda metà del Duecento
e la prima metà del Quattrocento. In lamina d'argento a sbalzo
consta di tre paliotti e di una pala posta sopra la mensa. Il paliotto
frontale è composto da quindici formelle rettangolari incassate
entro riquadri decorati da bordature ornamentali.
Una cornice in aggetto corre lungo il suo perimetro e alla base
si legge la data e il nome dell'autore delle formelle: 1316 Andrea
di Jacopo di Ognabene di Pistoia. I temi rappresentati sono tratti
dal Vangelo con in più tre formelle in basso a destra con storie
di san Jacopo. Il fianco di sinistra, invece, è interamente
dedicato alle storie del Santo e nella parte bassa della
cornice si trova la lastra smaltata con la data e il nome dell'orafo:
1371 Leonardo di ser Giovanni da Firenze.
Le scene sul lato destro sono dedicate a storie tratte dal Vecchio
Testamento e, nonostante non siano riportati i nomi degli autori,
sono opera sicura dei fiorentini Francesco di Niccolò e Leonardo
di ser Giovanni.
L'altare, splendido per il magistrale sbalzo delle formelle, i numerosi
inserti di pietre preziose e i raffinati smalti, testimonia l'alto
livello raggiunto dagli orafi toscani i quali mostrano di essere
perfettamente aggiornati sugli esiti delle più importanti imprese
decorative del tempo. Andrea d'Ognabene ha appreso la lezione di
Giovanni Pisano (vs26) e Leonardo
di ser Giovanni quella della scuola degli Orcagna che a Pistoia
ha lasciato esempi di grande rilievo (vs41/44).
La grande pala dell'altare è costituita da tre fasce sovrapposte:'inferiore
con il Cristo in Pietà e figure di Santi e Apostoli;
la mediana con san Jacopo in Trono, gli Apostoli, santa
Eulalia, il vescovo Atto, san Giovanni Battista e Maria Salomé;
la superiore con il Cristo in Maestà tra i Cori angelici,
sant'Antonio Abate e santo Stefano. Agli orafi Nofri di Buto
e Atto Braccini dobbiamo la cuspide il cui cartone è opera
del pittore pistoiese Giovanni di Bartolomeo Cristiani.
Nel 1399 si attese al completamento dei laterali della pala affidati
a Domenico da Imola e a Pippo da Firenze. L'orafo Pippo da Firenze
è il celebre architetto Filippo Brunelleschi che proprio a
Pistoia lasciò così la sua prima opera certa: i due profeti
del fianco sinistro della pala. L'altare fu un'impresa secolare
alla quale parteciparono artisti di grande fama e nella quale si
riconobbe l'intera comunità pistoiese come testimoniano i numerosi
interventi volti ad abbellirlo.
E' emblematica la statua in argento di san Jacopo commissionata
per ringraziamento allo scultore Gilio Pisano non appena terminata
la grande pestilenza del 1348. Per lunghi secoli l'altare è
stato nella cappella di S.Jacopo (vi); nel Settecento questa
venne smantellata per ordine del vescovo Scipione de' Ricci (vs20)
e l'altare fu collocato in testa alla navata meridionale della cattedrale.
Alla fine del secondo conflitto mondiale dopo importanti lavori
di restauro venne posto là dove ancora oggi i visitatori lo
possono ammirare.
Il culto jacobeo a Pistoia
Nonostante vi sia a Pistoia un'antica chiesa dedicata a san Jacopo
il culto iacobeo risale ad un preciso momento della storia della
città: alla metà del XII secolo il vescovo Atto condusse
a Pistoia dal santuario di Santiago di Compostela una preziosa reliquia
del corpo del Santo. La reliquia giunse a Pistoia accolta solennemente
dalle magistrature cittadine e subito il vescovo le dedicò
una cappella che andò ad occupare le prime due campate della
navata destra della cattedrale. Amministrata dall'Opera di san Jacopo
divenne ben presto uno dei maggiori centri di pellegrinaggio dell'Italia
centrale contribuendo così alla crescita economica di Pistoia
che dimostrò sempre una grande affezione per il Santo. Ancora
oggi la città celebra il suo patrono dedicandogli nel giorno
della ricorrenza, il 25 luglio, un momento di festa ( vs3)
e di ringraziamento.
Cronologia
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1287
1316
1337
1349-1351
1361-1364
1367-1371
1380
1394-1398
1399
1447-1456
1785
1950
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Commessa per una Tabula
argentea con la Vergine e i dodici Apostoli da porsi sopra
l'altare delle cappella di san Jacopo.
Andrea d'Ognabene compie il paliotto anteriore.
Esecuzione dei busti dei Santi dell'attuale predella
e delle figure dei sei Profeti laterali al paliotto
frontale.
Gilio Pisano esegue la statua con san Jacopo in veste di
pellegrino.
Leonardo di ser Giovanni compie il paliotto laterale sinistro.
Leonardo di ser Giovanni e Francesco di Niccolò eseguono
il paliotto laterale destro.
Piero d'Arrigo Tedesco porta a compimento gli Apostoli,
santa Eulalia, il vescovo Atto, san Giovanni
Battista e Maria Salomé per il dossale.
Nofri di Buto e Atto Braccini eseguono per il dossale il Cristo
in Maestà tra i cori angelici, sant'Antonio
Aba-te e
santo Stefano nonché la cuspide su cartone di Giovanni
Cristiani.
Viene allogato il fianco sinistro del grande dossale agli
orafi Domenico da Imola e Pippo da Firenze.
Piero d'Antonio da Pisa completa il risvolto di destra con
i Profeti Daniele e David e i santi Giusto, Ambrogio
e Leonardo.
Demolizione della cappella di san Jacopo e traslazione dell'altare
argenteo.
Restauro e nuova collocazione dell'altare. |
Bibliografia
G.Marchini, L'altare argenteo di S.Jacopo e
l'oreficeria gotica a Pistoia, in «Il gotico a Pistoia nei
supoi rapporti con l'arte gotica italiana», Atti del II Convegno
Internazionale di Studi (Pistoia 24-30 aprile 1966), Pistoia, 1972.
L.Gai, L'altare argenteo di San Jacopo nel Duomo di Pistoia:
Contributo alla storia dell'oreficeria gotica e rinascimentale dell'Italia,
Torino, 1984
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