|
La Cattedrale
di San Zeno

La cattedrale, a tre navate scandite da pilastri e
colonne, è tra le chiese cittadine la più ricca di arredi
sacri di vario genere.
A lato dell'ingresso principale, sulla parete di controfacciata,
si trovano tre bassorilievi dei quali quello centrale raffigura
il vescovo Atto benedicente tra due angeli, mentre i due laterali
sono dedicati alla missione iacobea di Teobaldo e Mediovillano (vs33).
Le sculture, eseguite in occasione della traslazione del corpo del
prelato dal battistero alla cattedrale, sono affini ai modi degli
scultori senesi Agostino di Giovanni e Giovanni d'Agostino.
Le prime due campate della navata destra erano occupate dalla Cappella
di san Jacopo, eretta alla metà del XII secolo dal vescovo
Atto per depositarvi la reliquia del Santo, portata dalla Spagna
dai due devoti da lui inviati. La cappella era separata dal resto
della cattedrale con una cancellata, era sopraelevata rispetto al
pavimento della chiesa e custodiva, prima che il vescovo Scipione
de'Ricci (vs20) la smantellasse,
sia l'Altare d'argento (vs33)
che preziose suppellettili liturgi-che, oggi nel Museo Capitolare
(vs48). Il Monumento funebre
del giurista e letterato Cino Sinibuldi da Pistoia, in alto alla
parete della navata meridionale, è opera trecentesca attribuita
ancora una volta agli scultori senesi Agostino di Giovanni e Giovanni
d'Agostino. Strutturato come un sarcofago sovrastato da un'edicola
con arcata poliloba reca in alto un tabernacolo con la Madonna,
il Bambino e i santi Jacopo e Zeno. Sotto, Cino, seduto, insegna
ai suoi scolari. In merito ai personaggi raffigurati la tradizione
vuole che due figure del bassorilievo inferiore rappresentino Petrarca
e Selvaggia Vergiolesi, la fanciulla amata da Cino.
Poco oltre si trova il grande Crocifisso dipinto alla fine del Duecento
da Coppo di Marcovaldo e dal figlio Salerno. Subito dopo si apre
la Cappella del Crocifisso custode dal 1953 dell'Altare d'argento,
oltre la quale una gradinata sale alla zona presbiteriale e un'altra
scende alla cripta, dove recenti scavi archeologici hanno riportato
in luce le fondamenta dell'absidiola meridionale dell'antico coro
romanico.
Il presbiterio costruito da Jacopo Lafri a partire dal 1599 venne
decorato dal Passignano nella volta e alle pareti da Gregorio Pagani
e Benedetto Veli, valenti pittori fiorentini attivi ai primi del
XVII secolo. La cappella presbiteriale è preceduta dal quattrocentesco
candelabro in bronzo, pregevole opera di Maso di Bartolomeo. La
rinascimentale Cappella di san Donato, a sinistra della maggiore,
accoglie un'importante tavola con la Madonna in Trono, il Bambino
e i santi Giovanni Battista e Zeno, capolavoro della pittura
fiorentina del tardo Quattrocento, attribuita a Lorenzo di Credi.
Scendendo la gradinata che riporta al piano delle navate, si scorge
sulla sinistra una scala che, come l'analoga sulla navata destra,
scende alla cripta, dove si trovano, tra gli altri resti lapidei,
due lastre di marmo scolpito appartenute ai pulpiti romanici un
tempo nella cattedrale e un capitello barbarico proveniente forse
dalla più antica fase costruttiva (vs31).
Al termine della navata settentrionale si trova il monumento funebre
del Cardinale Forteguerri (vs19)
al quale lavorò il Verrocchio
Il campanile
La tipologia costruttiva del campanile, isolato dalla chiesa, è
di notevole interesse, sia nel caso sia sorto sui resti di un'antica
torre longobarda come vuole la tradizione, sia nel caso nasca in
epoca più recente già torre campanaria, come appare più
probabile dalle murature. La storiografia locale si è ritenuta
certa della fondazione longobarda del campanile del Duomo e così
si espresse lo storico Chiappelli: Da sempre importante per la cultura
cittadina la torre ebbe in realtà più fasi costruttive,
delle quali la più antica, sino al piano della seconda bifora,
risale probabilmente alla metà del XII secolo.La seconda fase,
di sicura impronta pisano-lucchese, innalzò la torre sino alla
merlatura. Il terremoto che colpì Pistoia alla fine del XIII
secolo sconsigliò ulteriori sopraelevazioni e la torre rimase
merlata sino all'intervento dell'ultimo trentennio del XVI secolo,
che vide la posa in opera della guglia terminale. Appare oggi destituita
di ogni fondamento la notizia, di origine vasariana, di un intervento
di Giovanni Pisano per il campanile del Duomo.
Cronologia
|
1145
1273
1275
1298
1336
1337
1347
1380
1440
1485
1614
1786
|
Fondazione della
Cappella di san Jacopo.
Nicola Pisano scolpisce l'altare oggi scomparso.
Coppo di Marcovaldo e Salerno di Coppo dipingono la Crocefissione,
oggi
alla parete della navata meridionale.
Prima commessa per quello che diverrà l'Altare d'argento
di san Jacopo.
Bassorilievi per la sepoltura del vescovo Atto.
Monumento funebre di Cino Sinibuldi da Pistoia.
Affreschi (sopravvivono oggi soltanto le Virtù nello
sguancio della monofora)
per la cappella di san Jacopo attribuiti a Bonaccorso di
Cino.
Incredulità di san Tommaso dipinta da Giovanni Cristiani
al termine della navata meridionale.
Candelabro di Maso di Bartolomeo e ultimazione della cappella
di san Donato.
Lorenzo Credi dipinge la Madonna in Trono con il Bambino.
Ultimazione dei lavori per il nuovo presbiterio.
Soppressione della Cappella di san Jacopo. |
Bibliografia
S. Ferrali La cattedrale di Pistoia, il campanile
e il battistero di San Giovanni in Corte, Bologna, 1977
Gurrieri - Amendola, La Piazza del Duomo a Pistoia, Bergamo,
1995.
|