|
La storia della
Cattedrale di San Zeno

Qualsiasi considerazione storica sulla fondazione
del Duomo di Pistoia deve necessariamente prendere in esame i quesiti
inerenti la cattedrale paleocristiana, anche se il problema è
ancora oggi ben lontano dal trovare una definitiva soluzione.
Essendo la città sede episcopale fin dal V secolo, è evidente
che vi doveva essere una chiesa principale della cui ubicazione,
però, ancora non sappiamo molto (vi). Del resto se non
si è sicuri della sua eventuale origine longobarda, nonostante
il ritrovamento di alcuni reperti relativi ai secoli VIII o IX,
si è invece certi della sua presenza già ai primi del
X secolo. Con tutta probabilità l'edificio è stato ricostruito
nel XII secolo, non a caso nella prima metà del XII secolo
il vescovo Atto consacrava al suo interno (vs32)
il primo altare dedicato a san Jacopo (vs33),
indi ampiamente rimaneggiato subito dopo il grave incendio dei primi
del secolo succesivo. Se la notizia vasariana circa l'intervento
di Nicola Pisano è assolutamente priva di fondamento ciò
non toglie che la cattedrale abbia assunto l'aspetto odierno proprio
con la metà del XIII secolo, risultando così più
che un'opera architettonica dal carattere unitario, un articolato
palinsesto di interventi successivi.
Alla fine del Duecento la cattedrale, ancora priva del portico,
ebbe dunque caratteristiche analoghe alle odierne, se si esclude
la zona presbiteriale profondamente modificata in età moderna.
I lavori proseguirono poi durante i secoli XIV e XV quando si provvide
alla costruzione e alla decorazione del portico di facciata e alla
copertura voltata delle navate laterali.
Con del Cinquecento la cattedrale fu ancora una volta oggetto di
importanti lavori di restauro: vennero modificate le cappelle poste
in testa alle navatelle laterali e l'architetto pistoiese Jacopo
Lafri demolì l'antico coro mediovale per innalzare la tribuna
la fine da lui stesso progettata. L'imponente volume presbiteriale,
decorato dai migliori artisti fiorentini dell'epoca, modificò
radicalmente lo spazio interno della chiesa dilatandone le superfici
e sollevando il problema del raccordo con il corpo delle navate
delle quali la centrale venne voltata per consentire un migliore
rapporto tra i due volumi. Con la demolizione, alla fine del Settecento,
della Cappella di sant'Jacopo, la cattedrale fu privata di un importante
luogo di culto; poco dopo Giovanni Gambini procedette all'ultimo
importante intervento decorativo.
Incaricato di rinnovare la zona presbiteriale, egli rimosse gli
ornati tardo-manieristi del Lafri progettando, durante gli anni
Trenta dell'Ottocento, una nuova decorazione di gusto neoclassico.
L'aspetto conferito al Duomo da questi ultimi interventi è
rimasto inalterato sino ai lavori promossi nel corso degli anni
Sessanta di questo secolo volti al ripristino delle antiche strutture
medioevali. I restauri provvidero innanzitutto alla rimozione delle
volte della navata centrale e degli intonaci ottocenteschi dalle
pareti delle navate laterali, vennero poi ripristinate le monofore,
le bifore e chiuse le finestre seicentesche.
Al termine dei lavori il responsabile del restauro scrisse "
Purificata la forma e restituite le proporzioni originali, il calcolato
giuoco della luce conferisce al monumento mistico aspetto della
grandiosità basilicale".

G. B. Volponi, Sacra Conversazione con i santi Agata, Jacopo,
Zeno, Eulalia
(particolare)
La questione della cattedrale paleocristiana
La storia delle più antiche fondazioni religiose della città
nasce in maniera assai controversa con la questione della ubicazione
della cattedrale paleocristiana. Tra le varie ipotesi avanzate dalla
storiografia trova un certo credito, ma nessuna certezza, la tesi
della preesistenza di un edificio religioso di più antica origine
al posto dell'attuale Duomo. E'altresì stimolante pensare che
la cattedrale sia sorta nella zona in cui venne edificata la chiesa
romanica di S.Andrea ( vs25)
o in quella dove fu costruita S.Pier Maggiore ( vs30),
ma è vero che tali ipotesi non risultano per il momento confortate
da alcun documento. Considerando che la zona dove è stata poi
edificata S.Pier Maggiore si chiama Memoreto l'ipotesi che l'antica
cattedrale di Pistoia sorgesse dove ora è il prestigioso edificio
romanico acquista verosimiglianza nella consuetudine di costruire
le prime cattedrali dove sorgeva il cimitero ( memoretum).
Cronologia
|
923
1108
1145
1202
1274-1275
1298
1379-1449
1599-1602
1786
1834-1837
1951
|
Viene citata per la prima volta
a Pistoia una Ecclesia SS.Zenonis, Rufini et Felicis.
Un incendio danneggia la cattedrale.
Consacrazione del primo altare dedicato a sant'Jacopo.
Un incendio danneggia nuovamente la cattedrale.
Vengono voltate alcune campate delle navate laterali.
Un terremoto provoca danni al Duomo.
Lavori per il portico di facciata.
Demolizione del coro romanico ed innalzamento della tribuna.
Demolizione della Cappella di sant'Jacopo.
Decorazione neoclassica del presbiterio.
Lavori di restauro e ripristino delle strutture romaniche
superstiti. |
Bibliografia
A.Secchi, Restauro ai monumenti romanici pistoiesi,
in «Il Romanico pistoiese nei suoi rapporti con l'arte romanica
dell'Occidente», Atti del I Convegno Internazionale di Studi
Medievali di storia e d'arte (Pistoia- Montecatini Terme, 27-3 ottobre
1964), Pistoia, 1966.
Annuario della Diocesi di Pistoia, a cura di N.Rauty, Pistoia,
1994.
Gurrieri - Amendola, La Piazza del Duomo a Pistoia, Bergamo,
1995
|