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La Chiesa di
San Pier Maggiore

La chiesa con la sua facciata in marmo bianco e verde
rappresenta l'ultima testimonianza della straordinaria stagione
del policromismo pistoiese del quale interpreta con compiuta maturità
il sentimento. Un motivo ad arcatelle sostenute da piatte lesene,
impreziosito in alto da rombi policromi, corre lungo il fianco meridionale
ed include il portale laterale sormontato da una ghiera in marmi
bianchi e neri. Il medesimo motivo scandisce la facciata dove si
aprono i tre portali dei quali il centrale ha l'architrave scolpito.
Le sculture che raffigurano Cristo e gli Apostoli sono molto
vicine alla maniera dell'officina dei Guidi (vs23),
artisti presenti a Pistoia intorno alla metà del Duecento.
La maestria dell'intaglio, le figure sono separate da colonnine
di marmo verde, si combina con le belle tarsie i cui soggetti sono
tratti dal ricco bestiario medioevale popolato di animali fantastici.
Due bellissimi grifoni in marmo bianco introducono in alto, a destra
e a sinistra, i portali d'ingresso.
L'origine della chiesa di S.Pietro è assai remota, tanto da
rendere possibile una sua eventuale relazione con l'impianto della
cattedrale paleocristiana (vs31).
Già edificata in età longobarda dovette rivestire una
notevole importanza se dette il nome alla porta meridionale della
città (vs8), detta appunto
porta Sancti Petri, dalla quale in età longobarda si
originava la via regis (vs4/13).
S. Pietro, interamente ricostruita alla fine dell'XI secolo, venne
ampliata nel monastero che da quel momento ha ospitato una comunità
di religiose benedettine sino alla fine del Settecento (vi).
Fu profondamente modificata durante il XVII secolo quando l'architetto
gesuita Tommaso Ramignani (vs37)
intervenne sul coro, acquistando in quegli anni l'aspetto barocco
che ancora oggi caratterizza le sue tre navate.
Dal 1822 sulla controfacciata campeggia l'organo progettato da Benedetto
Tronci, originale per la complessità della sua struttura e
per il numero dei registri.
L'importante strumento testimonia la vitalità della scuola
organara pistoiese (vs37).
La chiesa è da molti anni chiusa al culto mentre il convento
accoglie il locale Istituto d'Arte.
Dei molti progetti di ripristino avanzati per un migliore uso dell'importante
edificio uno prevede a breve termine l'esposizione permanente dei
gessi dello scultore pistoiese Andrea Lippi.

Le nozze del Vescovo e della Badessa
Secondo la tradizione il nuovo Vescovo che si insediava nella diocesi
di Pistoia doveva congiungersi in matrimonio con la badessa di S.Pier
Maggiore. Di queste nozze ser Luca Dominici narrò nelle sue
Cronache in occasione dell'ingresso in città del vescovo
Matteo Diamanti nell'anno 1400: poi si poseno a sedere insieme
e fanno e ditto quello che è di usanza, si la sposò e
dielli l'anello. Era fatto un bello letto e ivi si pose suso a sedere
e stette un poco e la badessa donò esso letto a messer lo vescovo
. La curiosa consuetudine, rimasta in uso sino al XVII secolo, vedeva
la badessa nel ruolo simbolico della diocesi che sposando il Vescovo
ne accettava così l'autorità. Il fatto che la cerimonia
venisse celebrata in S. Pietro prima del solenne insediamento in
cattedrale prova l'importanza dell'antica chiesa
Cronologia
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1091
1263
1640
1782
1822
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Trasformazione dell'antica S.Pietro
in S.Pier Maggiore
e istituzione del monastero benedettino.
Ultimazione della facciata della chiesa romanica.
Interventi dell'architetto Tommaso Ramignani.
Soppressione del monastero ad opera del vescovo Scipione
de'Ricci.
Benedetto Tronci costruisce l'organo. |
Bibliografia Cronache di ser Luca Dominici,
a cura di G. C. Gigliotti, Pistoia, 1937
A.Secchi, Restauro ai monumenti romanici pistoiesi, in «Il
romanico pistoiese nei suoi rapporti con l'arte romanica dell'occidente»,
Atti del I convegno
internazionale di studi medioevali di storia e d'arte, Pistoia-Montecatini
terme, 27 settembre - 3 ottobre 1964
Il patrimonio artistico di Pistoia e del suo territorio. Catalogo
storico descrittivo, Pistoia, 1967
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