La chiesa
di San Giovanni Fuorcivitas

La chiesa dedicata a san Giovanni Evangelista
è detta Fuorcivitas perché costruita fuori dalle mura
altome-dioevali della città (vs8).
Gli storici locali ne hanno fatto risalire la costruzione ai tempi
della dominazione longobarda, ma questa tesi non trova alcuna
certezza documentaria. La chiesa era sicuramente già edificata
ai primi del XII secolo ed era costituita da un'unica navata absidata
di dimensioni minori rispetto all'attuale. Dell'impianto originario
sopravvivono oggi parte del fianco settentrionale, caratterizzato
dall'originale paramentro in marmi diversamente colorati, e il
portale laterale, il cui architrave con scolpita l'Ultima Cena
A, porta la firma di Gruamonte (vs25).
Officiata da un collegio di canonici che risiedevano presso il
chiostro, la chiesa rimase soggetta alla propositura di Prato
sino alla metà del XIII secolo, dopo di che riacquistò
la propria autonomia. Il primitivo impianto venne modificato durante
il XIV secolo, quando la navata venne ampliata in lunghezza e
in larghezza. In quell'occasione venne completato il prospetto
sino all'attuale via Crispi e demolito parte del chiostro romanico
per far posto al nuovo fianco meridionale aperto dai finestroni
gotici. Durante il Trecento S.Giovanni divenne un cantiere di
prim'ordine tale da attrarre artisti di fama che la trasformarono
in una delle più importanti chiese cittadine. La qualità
della committenza è nota sia dalle opere sia da un importante
documento della metà del secolo nel quale si legge come l'Opera
di S.Giovanni intendesse rivolgersi ai migliori artisti di quel
tempo. Lavorarono per S.Giovanni: Fra' Guglielmo da Pisa che scolpì
i rilievi del pulpito B, forse Giovanni Pisano (vs26)
la cui presenza va cercata nell'Acquasantiera; il Maestro del
1310 (vs46)
che pro-babilmetre esordì negli affreschi del coro; Taddeo
Gaddi che vi lasciò il polittico con la Madonna in Trono
tra i santi Jacopo, Giovanni Evangelista, Pietro e Giovanni Battista.
Giovanni Cristiani eseguì la tavola con le Storie di san
Giovanni Evangelista.
La chiesa, preziosa per le insigni opere d'arte che custodisce,
si fregia inoltre della Visitazione C, uno dei capolavori
di Luca Della Robbia (vs24),
oggi in una nicchia del fianco settentrionale, e di un raro Crocifisso
duecentesco (vi).
Ai primi del Novecento la chiesa divenne oggetto di un'importante
campagna di restauro che, provvedendo tra l'altro alla rimozione
degli addossamenti del fianco meridionale, riportò in luce
le strutture del singolare chiostro romanico, unico esempio di
tal genere sopravvissuto a Pistoia.
S.Giovanni venne riaperta al culto il 3 gennaio 1909, ma seriamente
danneggiata dai bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale fu
oggetto di una nuova campagna di lavori che provvide a consolidare
il tetto e ad intervenire sulle strutture del chiostro. Recentemente
sono stati intrapresi nuovi lavori di consolidamento delle coperture
e si è provveduto alla pulitura del paramento marmoreo policromo.
Il crocifisso ligneo di S. Giovanni

Poco noto agli storici locali e a quanti si
sono occupati di scultura lignea il Crocifisso, sino a
pochi anni orsono in alto sulla parete di controfacciata ed oggi
oggetto di un accurato intervento di restauro che lo restituirà
all'altare maggiore, è assai più interessante di quanto
sia apparso sin'ora. L'intaglio, coperto da due strati di pittura
uno più sottile probabilmente cinquecentesco e uno più
recente, mostra, ad una più corretta lettura, le caratteristiche
della scultura lignea dei primi del XIII secolo. Il Crocifisso
non si discosta infatti da quel gruppo di sculture lignee dovute
ad intagliatori attivi nell'Italia centrale ai primi del Duecento.
Una volta conclusi, i restauri potranno confermare la cronologia
proposta, e restituiranno alla città una delle più antiche
effigi del Crocifisso.

Cronologia
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119
1270
1307
1353-1355
1370
1444
1907-1908
1909
1944
1960
1994
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Prima notizia documentaria della
chiesa.
Pulpito di Fra' Guglielmo da Pisa.
Affreschi del coro attribuiti al Maestro del 1310.
Taddeo Gaddi dipinge il polittico per l'Altare Maggiore.
Giovanni Cristiani dipinge il polittico con le storie di san
Giovanni Evangelista.
Luca della Robbia esegue il gruppo della Visitazione.
Primi importanti lavori di restauro.
Apertura al pubblico.
Grave bombardamento aereo e conseguente chiusura della chiesa.
Nuovi interventi di restauro.
Restauro delle coperture e ripulitura dei paramenti lapidei
esterni. |

Bibliografia
A.Secchi, Restauro ai monumenti romanici pistoiesi, in
"Il Romanico pistoiese nei suoi rapporti con l'arte romanica
dell'Occidente", Atti del I Convegno internazionale di studi
di storia e d'arte, (Pistoia-Montecatini Terme, 27 settembre-3
ottobre 1964), Pistoia, 1965.
S.Ferrali, S. Giovanni Fuorcivitas, in "Il patrimonio
artistico di Pistoia e del suo territorio: Catalogo storico descrittivo",
Pistoia, 1970.
Annuario della Diocesi di Pistoia, a cura di N.Rauty, Pistoia,
1994.