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L'Officina dei
Guidi

Guido da Como, Pulpito chiesa di S. Bartolomeo
Tra il XII e XIII secolo lavoravano in Toscana alcune
affermate maestranze di origine settentrionale che lasciarono in
alcune città della regione, Lucca, Prato e Pistoia, cospicue
tracce del loro lavoro. Ai primi del Duecento Guidetto da Como lavorava
per la cattedrale di Lucca dove scolpì le loggiatelle della
facciata. Poco dopo a Pistoia Lanfranco dei Guidi scolpiva il fonte
battesimale di S. Giovanni in Corte (vs34)
una grande vasca composta all'interno da due settori circolari rivestiti
in marmo, uno dei quali porta l'iscrizione e la data. Anche l'esterno
si orna di formelle quadrate di marmo bianco e rosso variamente
scolpite con i motivi decorativi tipici del periodo romanico.
Guido Bigarelli scolpì per Pistoia uno dei suoi capolavori:
il pulpito della chiesa di S.Bartolomeo (vs27).
E' questo il più antico tra i pergami cittadini e nel corso
del tempo ha subito molti rimaneggiamenti voluti dal mutare della
sua funzione. Spostato dalla sua primitiva posizione alla fine del
Cinquecento dall'abate Alessandro
del Ripa che volle adibire il suo recinto a cantoria è stato
successivamente ricomposto anche se non senza difficoltà.
Originariamente posto ad una ottantina di centimetri dalla parete
sinistra in prossimità del presbiterio e probabilmente appoggiato
al recinto misurava un metro e sessanta per novantotto centimetri.
La chiesa di S.Bartolomeo conserva alla parete della navata destra
altre formelle scolpite con le Storie dell'Infanzia di Cristo
che prima dell'ultima ricomposizione del pulpito ne costituivano
i parapetti assieme alle quattro scene dedicate alle manifestazioni
di Cristo dopo la morte, Cristo al Limbo, Cristo ad Emmaus,
Apparizione agli Apostoli e Incredulità di san Tommaso
che oggi ne costituiscono il recinto.
Le difficoltà di lettura iconografica sono in parte risolte
sia dalle testimonianze storiografiche sia dalla lettura delle iscrizioni
che si sono conservate.
La storiografia più antica, Vasari, Fioravanti, Arferuoli,
più volte si è soffermata sui due pulpiti eseguiti da
Guido a Pistoia, uno per il Duomo e l'altro per S. Bartolomeo. Le
iscrizioni sopravvissute rendono conto della data di esecuzione
di quest'ultimo, il 1250, e del soprintendete ai lavori, Torrigiano.
Durante recenti restauri è stata rinvenuta un'altra iscrizione
con scolpita una data, il 1239 da riferirsi probabilmente ai parapetti
con le Storie di Cristo dopo la Morte. Le evidenti incongruità
cronologiche e stilistiche tra le due serie di lastre scolpite fanno
pensare che il pulpito oggi in S. Bartolomeo nasca dall'assemblaggio
dei parapetti scolpiti da Guido per la cattedrale.
Il vero pulpito di S.Bartolomeo, che in origine si presentava come
una cassa rettangolare di modeste dimensioni, era costituito soltanto
dalle formelle con le Storie dell'Infanzia scolpite, probabilmente,
da alcuni collaboratori.
Guido ha lasciato a Pistoia altre testimonianze della sua arte (vi),
ma anche la presenza della sua Officina presso il Castello dell'Imperatore
di Prato è stata fondamentale per i proficui contatti con Nicola
Pisano. Il celebre scultore era alla prima esperienza toscana e
una ventina di anni dopo, per la prima volta a Pistoia, fu incaricato
dell'altare della cappella di S. Jacopo (vs32).

Guido da Como,
san Michele Arcangelo
Il culto per san Michele Arcangelo a Pistoia
Pistoia di cui è nota l'importanza in età longobarda (vs1)
occupa un posto di rilievo nel panorama della diffusione del culto
per l'Arcangelo Michele essendo direttamente legata alla monarchia
che aveva assunto l'Arcangelo a suo patrono. San Michele in Forcole,
la cattedrale che tra i Santi del suo lungo titolo annovera san
Michele e S. Michele in Cioncio (vs7)
testimoniano la diffusione in città del culto per l'Arcangelo.
Guido da Como scolpì per quest'ultima chiesa il san Michele
con il Drago. La grande scultura un tempo sull'architrave del portale
raffigura l'Arcangelo con le ali spiegate, il dragone sotto i piedi
e il globo nella mano sinistra.
La mano destra, di cui oggi è privo, teneva la lancia con la
quale sconfisse il drago secondo la più diffusa iconografia.
Cronologia
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1204
1226
1239
1246
Metà XIII sec.
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Guidetto scolpisce
le loggette per il Duomo di Lucca.
Lanfranco firma il fonte battesimale di Pistoia.
Guido Bigarelli scolpiscele formelle con storie di Cristo
dopo la morte oggi in S.Bartolomeo.
Guido Bigarelli esegue il fonte battesimale per il Duomo di
Pisa.
I Guidi lavorano per il Castello dell'Imperatore di Prato. |
Bibliografia
M.Salmi, La questione dei Guidi, in "L'arte",
1914
G.Brunetti, Indagini e problemi intorno al pulpito di Guido
da Como in S.Bartolomeo a Pistoia, in "Il Romanico pistoiese
nei suoi rapporti con l'arte romanica dell'Occidente", Atti
del I Convegno internazionale di studi medievali di storia e d'arte,
Pistoia, 1965
C.L.Ragghianti, Lucca: Guido da Como, in "L'arte in
Italia", vol.III, Roma, 1969
M.L. Testi Cristiani, Nicola Pisano architetto scultore, Pisa,
1987
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