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Il Palazzo Fabroni
L'arte contemporanea nella città di Pistoia ha
trovato prestigiosi e assai particolari spazi espositivi nelle stanze
del palazzo, un tempo di proprietà alla famiglia pistoiese
di cui ancora oggi conserva il nome.
Da alcuni anni si succedono nelle sale del piano nobile
allo scopo restaurate esposizioni che, promovendo i linguaggi più
avanzati dell'arte, vedono la presenza di alcuni tra i maggiori
protagononisti delle arte figurative italiane; tali mostre hanno
contribuito alla formazione di una collezione permanente d'arte
contemporanea allestita nelle stanze del secondo piano (vi)
del palazzo.
Le prime notizie dell'edificio risalgono alla metà
del XIV secolo quando il palagio, come si chiamavano i palazzi in
epoca medioevale, di ben più modeste dimensioni rispetto all'attuale
era costituito da una casa torre di proprietà della famiglia
pistoiese dei Dondori.
Acquistata dai Fabroni ai primi del XVII secolo l'originaria
costruzione subì una radicale ristrutturazione. I nuovi proprietari
la ampliarono notevolmente aggiudicandosi le antiche case confinanti,
quest'ultime assieme alla torre costituirono il corpo principale
del palazzo una volta terminati i lavori. Delle costruzioni medioevali
rimane traccia in alcuni inserti in pietra e in mattoni messi in
evidenza dal recente resturo.
Il fronte antistante la romanica pieve di S. Andrea
(vs25) ha andamento curvilineo
secondo i canoni del manierismo fiorentino reinterpretato nel Settecento
e presenta tre diverse tipologie di finestre sormontate da altrettanti
tipi di frontoni: triangolare al piano terreno, ad arco ribassato
al primo ed infine spezzato al secondo. Anche il portale d'ingresso,
rimaneggiato agli inizi del Novecento, è completato da un frontone
spezzato che accoglie al centro il grande stemma del casato: tre
martelli sulla banda diagonale.
In questo palazzo ebbe i natali alla metà del
Seicento il Cardinale Carlo Agostino (vs38)
e fu abitato dai Fabroni fino alla metà del XIX secolo quando
alla morte dell'ultimo erede della famiglia fu acquistato dall'amministrazione
comunale.
Ha conosciuto per lunghi anni usi impropri: è
stato sede di una Sottoprefettura e, durante il periodo fascista,
della federazione pistoiese del partito. Dopo l'ultimo conflitto
mondiale ha ospitato per una ventina di anni una scuola poi, una
volta ultimati i restauri, è stato destinato in parte a prestigiosa
sede espositiva e in parte ad uffici comunali
La
collezione permanente
Con la donazione delle opere da parte degli artisti a cui Palazzo
Fabroni - Arti visive contemporanee ha dedicato le mostre succedutesi
in questi anni, il patrimonio delle collezioni comunali si è
arricchito. La collezione è aperta al pubblico nei periodi
e con orari coordinati con le esposizioni del piano nobile.
Gli artisti rappresentati, con una o più opere, sono: F. Melani
(vs50), G. Ruffi, U. Buscioni,
J. Kounellis, R. Ranaldi, L. Fabro, B. Bassiri, A. Garutti, V. Messina,
A. Pirri, Nunzio, M. Tirelli, R. Barni. A questi sono da aggiungersi
le opere dei pistoiesi Nigro e Nativi già da tempo proprietà
dell'amministrazione e una recente acquisizione di alcune opere
di Agenore Fabbri.
M. Nigro,Ritmi simultanei verticali
Cronologia
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1348
1620
1651
1748-1769
1842
1861
1928-1945
1990
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Prime notizie documentate del
palazzo.
La famiglia Dondori vende ai Fabroni.
Nasce Carlo Agostino Fabroni.
Ristrutturazione del palazzo.
Muore Carlo l'ultimo discendente della casata.
Il palazzo diventa proprietà dell'amministrazione pubblica.
Sede del Partito Nazionale Fascista.
Inizia l'attività di centro espositivo d'arte contemporanea |
Bibliografia
N. A. Galli, I palazzi di Pistoia, schede
storiche a cura di N. Rauty, Lucca, 1991
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