L'Antico Palazzo
Vescovi
Sul finire dell'XI secolo il Vescovo di Pistoia abbandonò
l'edificio in cui abitava insieme ai canonici della cattedrale e
dette inizio ad una nuova costruzione nella zona compresa tra la
via Regia (vs4) e la piazza
antistante il Duomo (vs3).
Questo palazzo si presentava come un vero e proprio fortilizio,
con una possente torre angolare e la merlatura lungo tutto il suo
perimetro. Il luogo prescelto, essendo di notevole prestigio simbolico
in quanto uno dei più antichi della città come ancora
oggi dimostrano i reperti archeologici lì rinvenuti e visibili
lungo il percorso archeologico allestito al piano interrato (vi),
contribuiva a rafforzare il controllo vescovile che già da
tempo si esercitava in maniera diretta sulle attività mercantili
che si svolgevano nella piazza antistante.
In occasione dell'investitura de feudo imperiali del vescovo
Rainaldo, l'imperatore Federico Barbarossa fu ospitato nel palazzo
che qualche anno prima era stato sottoposto ad alcuni lavori di
rifacimento e abbellimento.
Il maggiore dei quali fu la decorazione ad affresco della grande
sala sinodale in cui vennero dipinte scene di battaglia delle quali
rimangono soltanto alcuni frammenti. Fu questo il periodo in cui
la residenza vescovile cominciò a trasformarsi in un vero e
proprio palazzo cittadino, perdendo quei caratteri difensivi che
sono ancora in parte visibili sul muro posteriore e sulla facciata
successivamente nascosta dal loggiato trecentesco. Quando alla metà
del XII secolo il vescovo Atto promosse il culto per san Jacopo
(vs33) si rese necessaria la
costruzione di un nuovo ambiente, la sacrestia, dove conservare
gli arredi e gli oggetti preziosi donati dai fedeli al Santo Protettore.
In epoca successiva sopra a questa fu costruita, per l'ufficio della
messa in privato del Vescovo, la Capella di S. Niccolò (vs48).
Di questa cappella, prima affrescata e poi nel corso del tempo destinata
a diversi ed impropri usi, rimane visibile nella retrostante via
del Duomo l'insolita abside pensile in mattoni.
Nel corso del Trecento il palazzo subì profondi rimaneggamenti
che ne modificarono il fronte e l'alzato.
I lavori, pur conservando le strutture romaniche, incisero profondamente
sull'assetto del palazzo che fu ampliato e arricchito di un nuovo
prospetto archiacuto che inglobò lo scalone di facciata.
Il palazzo da quel momento divenne oggetto soltanto di piccole variazioni
fino a quando il vescovo Scipione de' Ricci, visto il cattivo stato
e l'eccessiva frammentazione degli ambienti, non decise di abbandonarlo
per costruirne uno nuovo (vs20).
Da allora il vecchio edificio, ridotto ad abitazione privata, ha
subito non poche modifiche degli ambienti interni e, in parte, della
facciata principale. Un radicale restauro promosso dalla Cassa di
Risparmio di Pistoia e Pescia proprietaria dell'immobile ha restituito,
ripristinandone l'aspetto gotico, alla prestiogiosa residenza il
decoro che essa ebbe nei secoli passati. Oggi il palazzo, oltre
ad essere la sede di rappresentanza dell'istituto di credito, ospita
il Museo Capitolare (vs48)
e la ricostruzione di un ciclo di pitture a tempera del pittore
Giovanni Boldini un tempo in una stanza della villa La Falconiera
a Collegiliato nei pressi di Pistoia.
Dove per secoli si sono avvicendate le botteghe oggi si trova lo
sportello informativo dell'Azienda di Promozione Turistica.
Il
percorso archeologico
In occasione degli importanti lavori di restauro condotti sull'antico
palazzo episcopale sono stati reperiti due cippi funerari etruschi
risalenti al VI o V secolo a. C. In seguito all'inaspettato ritrovamento
è stata condotta una campagna di scavo che ha portato al reperimento
di materiale ceramico e alla scoperta delle tracce di edifici di
età romana ed altomedioevale.
Nell'area interessata dagli scavi è stato allestito un percorso
archeologico attrezzato, costituto dai reperti mobili esposti entro
apposite vetrine e dalle testimonianze lasciate in situ. Queste
consentono la lettura delle diverse stratigrafie alle quali concorrono
i pannelli illustrativi per una migliore comprensione.
Il percorso consente quindi un lungo cammino nella storia del palazzo
e degli edifici che l'hanno preceduto.
Cronologia
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1112
1163/1170
1181
1226
1786
1974/1980
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Prime notizie certe
del palazzo.
Realizzazione della sacrestia di san Jacopo.
Soggiorno dell'imperatore Federico Barabarossa.
Prime notizie della Cappella di san Niccolò.
Frammentazione degli ambienti interni del palazzo
e loro destinazione ad usi privati.
Lavori di restauro. |
Bibliografia
N. Rauty, L'antico palazzo dei vescovi a Pistoia,
I, (Storia e Restauro) Firenze, 1981
Gurrieri - Amendola, La Piazza del Duomo a Pistoia, Bergamo,
1995
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