Pistoia conserva ancora leggibili le tre cortine
murarie che sin dall'alto medioevo ne hanno caratterizzato il tessuto
urbano. La prima cerchia, completata attorno alla metà dell'VIII
secolo, racchiudeva una superficie di poco inferiore ai nove ettari
e, stando alla documentazione superstite e ai pochi resti, doveva
correre lungo il lato interno delle attuali vie: Pacini, Palestro,
Cavour, Buozzi, Curtatone e Montanara, Abbi Pazienza e delle Pappe.
Le mura, articolate in un doppio giro e separate dal cammino di
ronda, avevano alla base uno spessore di sei metri e si innalzavano
per circa quattordici con uno sviluppo complessivo superiore al
chilometro. La prima cortina difensiva dovette risultare ben presto
insufficiente alle esigenze della città, poiché sono noti
edifici costruiti al di là di questa già a partire dal
X secolo. Sorsero così i borghi extraurbani tra i quali il
più antico fu quello di S. Bartolomeo sviluppatosi attorno
all'importante abbazia (
vs27)
e edifici sacri il cui nome testimonia l'ubicazione oltre le mura
(
vs 29/35). Attorno agli anni
trenta del XII secolo il Comune decise di innalzare una seconda
cerchia adatta a difendere la città il cui perimetro, rispetto
ai tempi antichi, era più che raddoppiato. Le nuove mura correvano
con andamento sinuoso da S. Maria a Ripalta (
vs28)
sino all'Ospedale del Ceppo (
vs16)
per poi piegare verso sud sul tracciato delle attuali vie Chiappettini
e Trenfuni. Procedevano, quindi, verso meridione includendo le chiese
di S.Bartolomeo e di S.Pier Maggiore (
vs30)
fino a S. Maria Nuova, tornando poi verso occidente lungo il tracciato
degli attuali corso Amendola, Fedi e Gramsci per chiudere nuovamente
a Ripalta.
L'ultima cerchia venne innalzata dopo le distruzioni perpetrate
nel 1306 (
vi) dai fiorentini ai danni della precedente cortina
difensiva. Le nuove mura cheracchiusero i conventi degli ordini
mendicanti
(vs 40/41/42)
fondati tra la fine del XIII secolo e gli inizi del succesivo, si
innalzavano per una quindicina di metri e avevano una base larga
tre che si assottigliava ad un metro e mezzo nel camminamento di
ronda. Munite di torri e bastioni, dei quali restano visibili l'Ambrogi
e il Thyrion, avevano nella fortezza medicea di S.Barbara (
vs9)
il punto di maggior presidio. Larghi fossati alimentati dai torrenti
Brana ed Ombrone ne contornavano tutto il perimetro aumentandone
l'efficacia difensiva tanto che non furono mai espugnate. La terza
cerchia è oggi visibile in alcune sue parti lungo gli attuali
viali Matteotti e Arcadia.
Quattro erano gli accessi principali che consentivano l'ingresso
alla città dai maggiori centri vicini. Ancora oggi chi proviene
da Firenze entra da Porta Carratica, chi da Lucca da Porta Lucchese,
chi dalla montagna da Porta al Borgo e chi giunge da Prato lungo
la via Montalese, l'antica Cassia (
vs6),
entra da Porta S. Marco. Queste porte indicano anche i quattro rioni
cittadini che gareggiano per il palio della Giostra dell'Orso (
vs4).
Le mura hanno resistito integre fino ai primi del XX secolo quando
furono abbattute per quello che sembrò il migliore sviluppo
della città
L'assedio
del 1305-1306
Nel maggio del 1305 ventunmila fanti e quattromila cavalieri di
parte Nera provenienti dalle potenti Firenze e Lucca mossero al
comando di Roberto d'Angiò contro Pistoia Bianca, attestandosi
ai piedi delle mura.
Le forze in campo risultarono immediatamente impari vuoi per il
minor numero di difensori, vuoi per il mancato soccorso delle città
alleate.
I pistoiesi chiusi entro la possente cerchia resistettero, nonostante
le indicibili sofferenze, per undici lunghi mesi fino a quando,
nell'aprile dell'anno seguente, furono vinti dalla fame.
L'ignoto autore delle
Storie Pistoresi così annotò:
Per la gran fame che v'era dentro ventarono sì spietati
tra loro, che lo padre cacciava li figlioli e le figliole, e lo
figliolo lo padre e él marito la moglie; e molti v'ebbe che
vollero morire prima di fame, che venire a mano di quelli dell'oste.
I vincitori entrarono in Pistoia, ne assunsero il potere politico
e distrussero quelle mura che avevano respinto il loro assalto.
Cronologia