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La Piazza di
San Francesco

Un dipinto di autore ignoto del XVIII secolo, conservato
nel Museo Civico (vs46),
testimonia come la Piazza fosse al tempo soltanto un'ampia distesa
erbosa il cui Prato era il luogo destinato al ritrovo, al
passeggio e alle corse dei cavalli che si disputavano in occasione
delle celebrazioni per il Santo patrono. Risale infatti ai primi
anni del secolo scorso la nuova sistemazione che secondo il progetto
del Tolomei, in quegli anni a capo dell'amministrazione civica e
autore di una delle prime guide della città (vi), la
doveva trasformare in un vasto anfiteatro cinto da gradinate con
sul lato occidentale il Patheon dedicato ai più illustri
cittadini pistoiesi. Questo tema, che risponde pienamente al gusto
dell'epoca e che in termini meno localistici è riconoscibile
anche nelle contemporanee realizzazioni di Niccolò Puccini
(vs22), adempiva
a quelle istanze romantiche che infiammavano gli animi delle più
illuminate coscienze cittadine. Il Pantheon, progettato dall'architetto
Cosimo Rossi Melocchi, era destinato ad eternare con statue ed iscrizioni
personaggi come Clemente IX (vs47)
o il Cardinale Forteguerri (vs19)
e doveva aprirsi in un vasto atrio di chiara derivazione classica.
Rispetto al progetto iniziale l'edificio venne profondamente modificato
ed assunse l'aspetto che ancora oggi conserva.
Al termine di una distesa alberata i locali del
Pantheon, Posti sul piano elevato del parterre - la platea-
hanno ospitato fino ai primi anni di questo secolo un caffè
concerto, mantenendo così inalterato il carattere di ritrovo
cittadino che sempre ha contraddistinto questa piazza.
Nella prima metà di questo secolo proprio
per il suo importante ruolo pubblico la piazza ha conosciuto nuove
trasformazioni, tra queste la sistemazione del Monumento ai caduti
dello scultore Silvio Canevari.
Un'opera questa che guardando alla statuaria classica commemora
i cittadini caduti per la patria durante il primo conflitto mondiale.
In quegli stessi anni veniva costruita, sull'area
un tempo appartenuta al convento francescano, la sede dell'organizzazione
giovanile fascista frutto di una difficile collaborazione tra gli
architetti G.Michelucci (vs51)
e R.Fagnoni, quest'ultimo incaricato del contemporaneo restauro
dell'edificio di culto (vs41).
Nel corso dei secoli la piazza, che ancora oggi
è sistemata a giardino pubblico, ha cambiato più volte
nome tanto che i pistoiesi continuano a chiamarla in modi diversi.
Nel XIII secolo era detta Pratum Comunis, al tempo della
dominazione francese fu detta Foro Buonaparte, sul finire del XIX
secolo fu intitolata a Giuseppe Mazzini mentre nel 1926, anno della
celebrazione francescana, fu come altre volte nei secoli passati,
dedicata a san Francesco.
Il Pantheon in una descrizione dell'epoca
Così Francesco Tolomei nella Guida del 1821
descriveva piazza S.Francesco: All'estremità di questa,
destinata alle corse in tondo dei cavalli, e ai divertimenti del
popolo, doveva alzarsi negli scorsi anni, per voto della Magistratura
di quel tempo, un ampio edifizio (oltre vari ornamenti da costruirsi
nel centro della piazza) destinato ad eternare con statue, depositi
e iscrizioni la memoria degli Uomini Illustri Pistoiesi, seguitando
il bel disegno del Cav. Cosimo Rossi.
Di questo lavoro ispirato dall'amor di patria si vede il principio
nell'atrio, o vestibulo, e nei muri già condotti a una considerabile
elevatezza. Una simmetrica piantata d'alberi che vi alzano gradualmente
la cima, serve all'ornamento del luogo, e la ripara dai calori del
sole nell'estiva stagione.
Ignoto (metà XVIII secolo), Piazza San
Francesco
(Da F. Tolomei, Guida di Pistoia per gli amanti delle Belle
Arti, con notizie degli architetti, scultori, e pittori pistoiesi,
Pistoia, 1821

Cronologia
1811
1874
1894
1925
1926 |
Iniziano i lavori per il Pantheon.
Viene realizzata la grande vasca centrale.
La piazza viene dedicata a Giuseppe Mazzini.
Collocazione del Monumento ai Caduti dello scultore
Canevari.
La piazza prende il nome di san Francesco e iniziano i lavori
per la Casa Balilla. |

Bibliografia
San Francesco, La chiesa e il convento in Pistoia,
a cura di L. Gai, Pisa, 1993
A. Suppressa, Guida all'architetura contemporanea di Pistoia,
Firenze, 1990 |