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La Sala, come si dice comunemente a Pistoia, è
una delle piazze più antiche della città e deve il proprio
nome alla voce longobarda con cui all'epoca si era soliti indicare
il palazzo ove risiedeva l'amministrazione pubblica. Qui venne eretto
il palazzo del gastaldo, il funzionario che durante la dominazione
longobarda governava in rappresentanza del re. Di questo importante
edificio oggi non rimane alcuna traccia. Tuttavia la memoria dell'importanza
del luogo si conserva nella denominazione del Battistero (vs34)
che da sempre è detto in Corte perché edificato
nei pressi della curtis domini regis. Anche la strada che
collegava la Sala alla porta San Pietro, le attuali vie di Stracceria
(vs13) e della
Torre, era chiamata via regis.
In età comunale con la costruzione del Palazzo degli Anziani
(vs10) il centro
politico della città si spostò nuovamente in piazza del
Duomo (vs3)
e la Sala divenne il luogo degli scambi e del commercio, funzione
che ancora oggi conserva. Vi si sviluppò il mercato, per lo
più di generi alimentari, e vi si insediarono le botteghe degli
artigiani. Il ricordo di queste diverse attività sopravvive
ancora nella toponomastica delle strade e piazze vicine: via del
Cacio, sdrucciolo dei Cippolini, via dei Fabbri, via degli Orafi
(vs6), via del
Lastrone, che prende il nome dalla grande pietra su cui veniva venduto
il pesce, e piazza degli Ortaggi, animata dal Giro del sole dell'artista
pistoiese Roberto Barni (vs18).
Alla metà del Quattrocento la piazza fu lastricata e per motivi
igienici le magistrature ordinarono di non macellare le carni all'aperto,
mettendo in tal modo fine all'uso di adoperare il pozzo, che successivamente
verrà detto del Leoncino (vi), per lo scarico dei rifiuti
della lavorazione delle carni.
Alla fine dell'Ottocento furono costruiti dalle Fonderie Michelucci
dei banchi permanenti in metallo per la vendita dei generi alimentari
che durante il primo ventennio del nostro secolo furono sostituiti
da stands in muratura. Durante questa operazione si provvide
anche alla nuova pavimentazione della piazza. I bombardamenti americani
sulla città recarono molti danni a queste strutture che nell'immediato
dopoguerra vennero rimpiazzate da un corpo in cemento armato adibito
a mercato coperto che i pistoiesi non esitarono a chiamare il gabbione.
In questa occasione il Pozzo del Leoncino fu spostato nella Piazza
del Duomo, dove assunse carattere monumentale avendo perso ogni
sua possibilità d'uso.
Dalla fine degli anni Ottanta, a seguito di un intervento di recupero,
la piazza ha ripreso il suo aspetto originale con il ritorno del
Leoncino e delle bancarelle di generi alimentari.

Il Pozzo del Leoncino
Durante la risistemazione quattrocentesca della Sala le magistrature
cittadine decisero di ripulire il pozzo dai rifiuti e di ristrutturarlo
in modo da favorire il sollevamento dell'acqua. Il vecchio parapetto
quadrangolare fu sostituito da uno circolare e l'attacco della carrucola,
necessario per il recupero del secchio, fu posto sotto l'architrave
sorretto da due colonne. L'architrave è composto da tre diversi
tipi di materiali che lo rendono suddivisibile in tre fasce orizzontali.
La prima in marmo bianco è ornata con le armi degli artefici
del riordino quattrocentesco della piazza, il Giglio di Firenze
e lo stemma di Pistoia. La seconda fascia è costituita da blocchi
di marmo verde e in origine portava un scritta oggi non più
leggibile. La terza fascia è anch'essa in marmo bianco e sorregge
il Marzocco fiorentino, un leone in pietra arenaria che tiene la
zampa sinistra sopra lo stemma di Pistoia. Questo leoncino, da cui
prende il nome il pozzo, fu collocato soltanto alla metà del
Cinquecento come si legge nell'iscrizione: "Al tempo di Niccolò
Castellani capitano e commissario 1529".

Cronologia
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806
1452
1891
1923
1936
1954
1986
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Prime notizie
storiche documentate della Sala.
Pavimentazione della piazza e costruzione del pozzo.
Strutture metalliche ad uso di bottega.
Nuova pavimentazione.
Costruzione dei banchi in muratura.
Occupazione della piazza con il gabbione e spostamento del
pozzo.
Demolizione del gabbione. |
Bibliografia
Il patrimonio artistico di Pistoia e del suo territorio
- catalogo storico descrittivo, Pistoia, 1967
N. Rauty, Storia di Pistoia, I, dall'alto medioevo all'età
precomunale, (406 -1105), Firenze, 1988
Insieme per la Sala, Pistoia, 1996
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