Alla scoperta della città
La storia di
Pistoia dal 1351 ai giorni nostri

G. Gimignani, Allegoria di Pistoia da M. Lucarelli,
Iconografia di Pistoia nelle stampe dal XV al XVIII secolo, Pistoia,
1995
Nel 1401 Pistoia perse definitivamente la propria
indipendenza e divenne parte integrante dei domini fiorentini. Dopo
una vera incursione militare, il 10 settembre alcuni soldati entrarono
nel palazzo del comune e la città egemone impose così
un Podestà di sua nomina e sottrasse a Pistoia il controllo
su gran parte del contado. Anche la diocesi fu sottomessa a quella
fiorentina tanto che da quel momento i vescovi pistoiesi arrivarono
per lo più dal capoluogo toscano. Per tutta l'età medicea,
i secoli XVI e XVII, Pistoia non ha avuto una propria storia anche
se è stata protagonista di alcuni episodi di rilievo.
Il continuo riaccendersi durante la prima metà del Cinquecento
delle lotte tra le fazioni cittadine capeggiate dalle famiglie magnatizie
dei Cancellieri e dei Panciatichi (vs14)
per aggiudicarsi le poche cariche di rilievo disponibili (vs16)
condusse in città il Machiavelli che intendeva far luce sulle
vicende pistoiesi e costrinse Firenze ad accrescere il potere su
Pistoia esautorando così ogni parvenza di autonomia locale.
Negli anni successivi la città fu prospera come testimoniano
ancora oggi i numerosi palazzi gentilizi che ne nobilitano le strade,
e visse in pace fin quando le truppe papaline nel 1643 non la cinsero
d'assedio, al quale, però, i cittadini seppero resistere con
grande coraggio (vs9).
In questo stesso secolo Pistoia vide salire al soglio pontificio
con il nome di Clemente IX un rappresentante dell'aristocrazia cittadina:
il Cardinale Giulio Rospigliosi (vs47).
Quando durante la prima metà del Settecento il granduca Giangastone,
ultimo discendente dei Medici, morì e la Toscana divenne dominio
dei Lorena la città, soprattutto con l'illuminato Pietro Leopoldo,
conobbe anni floridi e poté assistere alla modernizzazione
della viabilità transappenninica che, con la via modenese,
le restituì quella centralità negli scambi con il Settentrione
che ne era stata la principale e più remota caratteristica.
Alla fine del secolo XVIII l'attenzione dell'intera Europa si rivolse
a Pistoia per il Sinodo diocesano convocato dal vescovo Scipione
de' Ricci, in accordo con il granduca, divenuto celebre per le tesi
gianseniste che proponevano una radicale riforma della chiesa. I
pistoiesi, come del resto il papa Pio VI, non seppero cogliere le
idee innovative dell'alto presule che pochi anni dopo fu costretto
a lasciare la città (vs45).
Alla fine del secolo Pistoia fu occupata dalle truppe francesi con
a capo il giovane generale Napoleone; l'anno dopo l'intera Toscana
era governata dalla Francia. Durante il dominio napoleonico Pistoia
fu inclusa nel dipartimento dell'Arno e divenne una municipalità
governata da un Maire. Con il Congresso di Vienna e la restaurazione
in Toscana rientrarono i Lorena che ripresero l'opera di riforma
iniziata da Pietro Leopoldo. Nel 1851 la ferrovia Maria Antonia da Firenze arrivò a Pistoia e più tardi, nel 1864 già
dopo l'unità d'Italia, fu realizzata la ferrovia Porrettana.
Al Risorgimento Pistoia ha contribuito non soltanto con il sangue
di Attilio Frosini, Sergio Sacconi e Torello Biagioni uccisi dagli
austriaci e di quanti altri avevano combattuto nelle guerre d'indipendenza
ma anche con la filantropia e il mecenatismo di Niccolò Puccini
(vs 21/22).
Nel 1848 Pistoia fu nominata dal granduca capoluogo di compartimento
e fu dotata di una prefettura; appena tre anni dopo fu degradata,
si dice per punirla delle sue idee unitarie, a sottoprefettura.
Dal 1849 al 1955 subì una dura occupazione delle truppe austriache
chiamate in aiuto dai Lorena e nel 1860 aderì con un plebiscito
al Regno d'Italia. A cavallo tra l'Ottocento e Novecento Pistoia
cominciò a dotarsi di un aspetto più moderno, attivando
un processo di industrializzazione, la San Giorgio di Genova vi
costruì uno stabilimento per la nascente industria automobilistica,
e di rinnovamento urbanistico anche se le campagne circostanti rimasero
prevalentemente agricole.
Con l'abolizione della cinta daziaria nel 1909 le mura persero ogni
loro significato e fu iniziata la loro parziale demolizione (vs8).
Successivamente vennero demoliti interi quartieri medioevali (vs15)
e gran parte della città cambiò aspetto.
Durante il periodo fascista Pistoia fu promossa a capoluogo di provincia.
Durante il secondo conflitto mondiale la città fu centro di
vivace reazione antitedesca e specialmente nelle campagne si fecero
sentire le conseguenze delle durissime rappresaglie.
I partigiani liberando Pistoia l'8 settembre del 1944 trovarono
una città gravemente danneggiata.
Con la ricostruzione Pistoia si è trasformata e oggi è
un importante centro commerciale e industriale che si lega all'area
metropolitana fiorentina e si caratterizza, fra l'altro, per una
particolare vocazione orto-vivaistica.
vs vedi scheda - vi vedi
interno
Cronologia
1402 I fiorentini riformano gli statuti di Pistoia e la città cade sotto il dominio di Firenze.
1434 Signoria di Cosimo il Vecchio dei Medici.
1436 Donato dei Medici vescovo di Pistoia
1469 Signoria di Giuliano e Lorenzo dei Medici.
1478 Lorenzo il Magnifico Signore di Firenze.
1490 Miracolo della Madonna dell'Umiltà.
1492-1494 Morte di Lorenzo e cacciata dei Medici da Firenze.
1494-1512 Repubblica fiorentina di Pier Soderini. Pistoia è devastata
dagli scontri tra le opposte fazioni
dei Panciatichi e dei Cancellieri per la nomina a Spedalingo
dello Spedale del Ceppo (1498).
1512 I Medici tornano al potere.
1512-1537 Aspri scontri tra le fazioni cittadine in concomitanza con l'alternarsi
delle sorti del partito mediceo a Firenze.
1527 Fuga dei Medici da Firenze e breve parentesi repubblicana.
1529 I Cancellieri vengono cacciati da Pistoia e le loro case bruciate.
1530 Alessandro dei Medici rientra a Firenze (morte di Francesco
Ferrucci a Gavinana).
1537 Cosimo I al potere.
1538-1546 Ai pistoiesi viene interdetto l'accesso alle magistrature cittadine.
1569 La Toscana diviene Granducato.
1630 La peste 'manzoniana' a Pistoia.
1643 Assedio di Pistoia.
1667 Giulio Rospigliosi eletto papa.
1777 Istituzione della Comunità civica di Pistoia.
1786 Sinodo di Pistoia.
1796 I francesi a Pistoia.
1814
I Lorena nuovamente a Firenze.
1849 Occupazione austriaca di Pistoia.
1861 Regno d'Italia.
1927 Pistoia diviene provincia.
Bibliografia
P. Paolini, Pistoia e il suo territorio
nel corso dei secoli, Pistoia, 1962
G.Beneforti, Appunti e documenti per una storia urbanistica
di Pistoia. 1840-1940, Pistoia, 1979
Pistoia: una città nello stato mediceo, Pistoia,1980
La città e gli artisti: Pistoia tra avanguardia e Novecento,
Firenze, 1980
L.Gai, Pistoia nel secolo XVI, Pistoia, 1982
L.Gai, Pistoia fra sei e settecento, Pistoia, 1983
G. Petracchi, Pistoia nell'età del Risorgimento fra ceonaca
e storia (1803 - 1849),
Quaderni degli Incontri di Storia, Arte e Cultura, n. 28, Pistoia,
1984
Cipriani, Ottanelli, Vannacci, Industria e industrializzazione
nel pistoiese, Pistoia, 1987
Il territorio pistoiese tra '700 e '800: viabilità e bonifiche,
Pistoia, 1990
A.Cipriani, Storia e Storie di Pistoia, Pistoia, 1996
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