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Consiglio comunale, approvata la variante semplificata al Regolamento Urbanistico

Con 19 voti favorevoli (Fratelli d'Italia, Pistoia Concreta, Forza Italia, Lega, Amo Pistoia), 10 contrari (Pd, Movimento 5 stelle, Pistoia Sorride, Pistoia Spirito libero, Italia Viva, Pistoia città di tutti, Pistoia in Azione) e nessun astenuto, il consiglio comunale lunedì 14 settembre ha approvato la variante semplificata al Regolamento urbanistico per l'aggiornamento delle norme tecniche attuative.

L’assessore all’urbanistica, spiegando il provvedimento, ha sottolineato che si tratta di una variante al Regolamento urbanistico approvato nel 2013, regolamento urbanistico che sarà modificato tra circa 3 anni con l’approvazione del nuovo Piano strutturale (a novembre 2019 c’è stato l’avvio del procedimento) e il Poc - Piano operativo comunale (del quale recentemente è stato avviato il procedimento). L’assessore ha sottolineato che la variante per esser fatta e approvata con procedura veloce, semplificata, doveva stare in alcuni paletti (cioè quelli della non assoggettabilità alla Vas) e pertanto non era possibile un aumento del carico urbanistico. Inoltre essendo semplificata e lavorando su uno strumento urbanistico esistente, ha limitato la possibilità di modifiche che potevano essere apportate. L’Amministrazione – ha comunque ribadito l'assessore - ha fatto tutto quello che era fattibile, percorribile e inseribile in questa fase, tenuto conto che si è lavorato su un impianto già esistente che trova nel Piano strutturale al Regolamento urbanistico e nelle normative di attuazione un quadro di insieme di indirizzo che non è possibile modificare con una semplice variante. D’altronde, ha proseguito l’assessore all’urbanistica - fare una variante di altro tipo, una variante più importante, avrebbe portato a una tempistica che contrasta con la possibilità di fare una nuova pianificazione, tra l’altro già avviata. La scelta, quindi, è stata di lavorare sugli strumenti urbanistici già esistenti con questo tipo di procedura, facendo il meglio che era possibile e cercando anche di far ripartire il settore dell’edilizia superando aspetti e contraddizioni che si erano create con questo Regolamento urbanistico anche in virtù delle norme regionali entrate in vigore.

Infine, ripercorrendo le tappe che hanno portato all'approvazione del provvedimento, l'assessore ha concluso il suo intervento ricordando che la variante è stata adottata sempre dal consiglio comunale il 26 novembre 2019 mentre entro il 17 gennaio 2020 dovevano essere presentate le osservazioni: di queste ne sono pervenute 25 che sono state ritenute discutibili, mentre 2 o 3 sono arrivate fuori dai tempi possibili per poter essere prese in considerazione e discusse. Vista la complessità della materia – ha concluso l'assessore - la commissione 2 si è riunita sette volte. Il lavoro della commissione è stato molto interessante perché nell’analisi delle osservazioni sono nati anche degli spunti che non potendo essere presi in considerazione in questa variante saranno oggetto di future riflessioni e inserite nel nuovo Piano operativo comunale e nel nuovo Piano strutturale.


Dopo l'intervento dell'assessore hanno preso la parola i consiglieri comunali. Ecco in sintesi alcuni degli interventi.

La capogruppo di Pistoia Spirito libero ha dichiarato che mai il termine variante è stato tanto improprio, infatti le modifiche alle norme del precedente Regolamento urbanistico non porteranno nulla, tanto meno quei miglioramenti alla cittadinanza e al settore edilizio promessi dal sindaco nel lontano 2017, quando predicava per imprimere una svolta veloce all’urbanistica. Quasi un anno perso a far lavorare gli uffici, a incontrare gli ordini dei professionisti, a ragionare in commissioni e consigli comunali per approvare “una scatola vuota”. Ciò che decreta il fallimento di questa Amministrazione anche nel settore trainante dell’economia. La capogruppo di Pistoia Spirito libero ha spiegato che il consiglio comunale ha accolto la raccomandazione che, insieme ai gruppi di opposizione, la capogruppo ha presentano per ridurre gli oneri a costruire dal 20 al 100%. Se ne parlerà in sede di regolamento tributi nella speranza che anche questa non sia una promessa elettorale».

Il capogruppo di Forza Italia-Centristi per l'Europa, in premessa, ha espresso la soddisfazione per la volontà espressa dal sindaco e dall’assessore all'urbanistica, circa la volontà di recepire la proposta formulata dalla collega di Forza Italia, che in commissione si è battuta per il recepimento delle disposizioni normative nazionali, le quali dal primo agosto prevedono la possibilità per i Comuni di ridurre i contributi di costruzione, costituiti dagli oneri e dalle tariffe calcolate in base ai costi di costruzione. Nel contempo, i consiglieri di Forza Italia, hanno rilevato come questa delibera sia un timidissimo approccio ad un settore che langue da tempo e necessiterebbe, invece, di una drastica revisione. Il capogruppo ha dichiarato di non essere soddisfatto di quanto fatto sino ad oggi dall'Amministrazione, ma di impegnarsi con il suo gruppo per un reale cambio di passo entro la fine del mandato.

Il capogruppo del Pd ha sottolineato che questo passaggio certifica che questa Amministrazione ha perso tre anni del proprio mandato nell'ambito dell'urbanistica. A dirlo non sono le opposizioni, ma la gran parte dei professionisti della città, che con gli strumenti urbanistici lavorano ogni giorno. Un Regolamento urbanistico vituperato e che ha creato moltissimi problemi, viene sostanzialmente riadottato quasi interamente. Il capogruppo del Pd ha poi proseguito sottolineando che i tempi per cominciare subito la costruzione di nuovi strumenti, completamente rivisti, c'era: a mancare, come sempre, è stata la volontà politica. La grande rivoluzione promessa dal sindaco si va a scontrare con la realtà: a tre anni di mandato, si sono prodotti soltanto adeguamenti normativi. A risentirne è la città tutta e il suo sviluppo, completamente decapitato dall'assenza di scelte e coraggio.

Il capogruppo di Fratelli d'Italia, nel suo intervento, ha evidenziato che le osservazioni che sono arrivate da privati, professionisti e associazioni di categoria, hanno dato la possibilità alla commissione di approfondire ulteriormente gli aspetti che questa Amministrazione ha voluto approfondire, in attesa dei nuovi strumenti urbanistici e per questo il capogruppo ringrazia tutti i cittadini che hanno dato il loro contributo. Forse sarebbe stato più semplice – ha proseguito - lavorare soltanto ai nuovi strumenti urbanistici, Piano strutturale e Piano operativo comunale, e attendere così anni senza però dare nessuna risposta alla città in tema urbanistico. Il lavoro svolto evidenzia un forte senso di responsabilità per dare risposte immediate e nel frattempo immaginare la città del domani. I temi su cui abbiamo lavorato già in fase di variante semplificata alle norme tecniche di attuazione e su cui si incardinerà l'impegno di Fratelli d'Italia per i prossimi strumenti pianificatori sono 3: agevolare ed incentivare la riqualificazione energetica, semplificare e incentivare gli interventi di recupero nelle zone agricole e periferiche, cioè quelle aree che più stanno soffrendo e soffrono l'abbandono, e facilitare e promuovere la riqualificazione degli edifici storici e non, consentendo un maggior ventaglio di interventi e dando la possibilità ai tecnici di proporre agli uffici interventi che possano agevolare interventi di recupero e restauro. Ripensare, restaurare e recuperare dovranno divenire le parole chiave per la città del futuro, a discapito del consumo di suolo che dovrà puntare a zero.

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