PER SAPERNE DI PIÙ SULLA PRIMA CERCHIA
Quando e perché viene costruita?
Le prime mura medievali di Pistoia sono state costruite (forse su precedenti mura romane) probabilmente all’epoca del regno longobardo, fra il VII e l’VIII secolo: infatti il più antico ricordo di esse è contenuto in un documento del 9 luglio 764.
Le mura avevano lo scopo di difendere la città da eventuali nemici, in primo luogo i Bizantini, i cui territori si trovavano a Nord-Est, oltre l’Appennino.
Che aspetto aveva?
Anche se ci rimangono pochi resti, possiamo immaginare che l’antica cerchia di mura circondasse la città e fosse munita di porte e di torri a pianta quadrata o forse circolare. E’ probabile inoltre che vi fossero alcuni fortilizi, dei quali (ad esempio il fortilizio di San Pietro) si sono conservate minime tracce nelle fonti e in alcuni nomi di luogo (come “il Castellare”).
Al di fuori della prima cinta sorgevano importanti monasteri, costruiti quasi tutti a una distanza di circa 100-150 metri da essa. Questa misura corrisponde alla gittata massima delle frecce degli arcieri: questo ha fatto pensare all’esistenza, all’esterno delle mura, di una zona di quell’ampiezza, simile al pomoerium delle città romane, tenuta libera da costruzioni e forse anche dalla vegetazione, per poter meglio difendere la città.
Che materiali vengono usati per la costruzione?
Probabilmente blocchi di pietra calcarea e ciottoli di fiume (o pìllori) estratti dai vicini corsi d’acqua e murati a filari orizzontali con abbondante malta di calce.
Quanto era grande?
Pensiamo che la prima cerchia fosse lunga circa 1.200 metri, delimitando così un’area di 9 ettari.
Non abbiamo finora documenti che ce ne descrivano l’altezza.
E le porte dov’erano? E perché proprio lì?
I documenti pistoiesi di epoca longobarda non hanno conservato i nomi delle porte cittadine. Possiamo comunque immaginarle situate in direzione delle più importanti vie di comunicazione, verso Lucca, Firenze, il Montalbano e l’Appennino, più o meno dove sono situate le porte documentate nelle epoche medievali successive. Il nome delle porte derivava generalmente da ciò che si trovava all’esterno di esse, fuori dalla città.
- a NORD la Porta Putida (ovvero la ‘porta maleodorante’; secondo la tradizione si chiamava così perché i Pistoiesi vi accumulavano i rifiuti). Era situata tra lo sdrucciolo del Castellare e via de’ Rossi, sostituita in seguito dalla Porta Sant’Andrea, all’incrocio tra via de’Rossi e via del Carmine (assieme alla quale probabilmente dovette coesistere per qualche tempo, essendo entrambe documentate nel 1176);
- a SUD la Porta Gaidoaldatica o Gaialdatica (in seguito detta Caldatica), nella zona dell’attuale piazza San Leone: il suo nome deriva dal medico longobardo Gaidoald, già fondatore del monastero di San Bartolomeo. Il primo documento che ricorda questa porta è del 1045, ma l’accesso esisteva senz’altro in epoca più antica.
- a EST la Porta San Pietro (documentata dal 994), sulla via Regis, in fondo all’odierna via della Torre verso via Pacini. Qui era forse un fortilizio detto anch’esso di San Pietro.
Sempre in direzione Est fu aggiunta un’altra porta, la Porta Carcere (documentata dal 1044), detta poi Porta Guidi (dal 1106). Questa viene collocata in luoghi diversi dagli studiosi, tendenzialmente in asse con la Porta Lucensis, tra il tratto terminale di via Tomba di Catilina e quello di Ripa della Comunità;
- a OVEST la Porta Lucensis (ovvero “lucchese”, documentata dal 940) situata all’estremità dell’odierna via degli Orafi, sul tracciato dell’antica via Cassia. Il luogo è ricordato ancor oggi da una lapide con la scritta “Canto alla Porta Vecchia”.
Che fine ha fatto la prima cerchia?
L’aumento di popolazione, a partire dal X secolo, rese necessaria la costruzione di una seconda e più ampia cerchia di mura. Questo provocò una progressiva perdita d’importanza della prima cinta, che nel tempo venne demolita, riutilizzata o inglobata nelle nuove costruzioni.
Dove sono stati trovati i resti della prima cerchia?
Tratti di mura appartenenti sicuramente alla prima cerchia sono situati:
- nel Monastero di San Mercuriale (A)
Qui sono stati scoperti:
- un tratto di mura lungo 9,30 metri e largo 1,50 metri
- le fondazioni di una torre quadrata di 4,60 metri di lato.
- nella chiesa di San Iacopo in Castellare (B), dove è stato scoperto un muro databile all’VIII secolo, che si ergeva su una poderosa fondazione fatta di terra e pietrame larga circa 4 metri.
Altri resti di mura (ma non sappiamo con certezza se appartenevano alla prima cerchia) si trovano in:
- ripa della Comunità (C) e in ripa del Sale (D)
- via della Torre (E)
- via Cavour (F), angolo via Castel Cellesi.
Il tratto è visibile lungo il marciapiede, protetto da un vetro
- via Curtatone e Montanara (G)
- vicolo degli Armonici (H)
- via degli Orafi (I)
- piazzetta San Leone (L)
Pistoia, a metà del XII secolo, era tutta qui?
Gli edifici civili e religiosi disegnati sulla mappa sono tra più importanti citati nei documenti (carte delle varie autorità pubbliche, contratti di compra-vendita, testamenti, etc). Molte di queste costruzioni, nate o ristrutturate a partire dal XI secolo in stile Romanico, sono state modificate in epoche successive, spesso cambiando anche il nome. La maggior parte di esse si può ancora ammirare e frequentare, come la Cattedrale, il Palazzo dei Vescovi e numerose chiese.
Ma Pistoia non era tutta qui: nei documenti si parla anche di altri edifici, di cui però non è rimasta visibile alcuna traccia muraria. Per questo motivo non si trovano sulla mappa, che riporta quelle costruzioni di grande interesse storico e artistico che ancora mostrano, all’esterno, tracce del loro passato.