| home - info - sede e storia - collezioni - restauri - servizi - attività didattiche - eventi - staff |
|
Carta dei
servizi
Con delibera del Consiglio comunale n. 120 6 novembre 2006 è stato approvato il nuovo Regolamento del Museo Civico di Pistoia. All’art. 39 (Carta dei servizi) si prevede che “Entro nove mesi dall’entrata in vigore del presente Regolamento, il Direttore del Museo Civico, elabora e propone all’Amministrazione comunale l’adozione della Carta dei servizi, nella quale sono dettagliati gli standard minimi di erogazione dei servizi e le condizioni di tutela degli utenti. Di tale documento è data informazione e comunicazione nelle modalità più ampie, anche con accesso remoto, in almeno una lingua straniera”. In attesa della sua adozione si dà di seguito riproduzione intregrale del Sommario
Art.1 Il Museo Civico, istituito dal Comune di Pistoia , ha sede nel Palazzo comunale di Pistoia, in locali di proprietà dello stesso Comune, ed espone beni di varia natura e tipologia, entrati a far parte del patrimonio di pertinenza comunale (cfr. Notizie storiche). Art. 2 Il Museo Civico di Pistoia, riconosciuto nel novero dei musei “appartenenti ad enti diversi dallo Stato”, nell’ambito della Legge n. 1080 del 22 settembre 1960, è stato classificato nella categoria “medi”. Art.3 Il patrimonio del Museo Civico è costituito dai beni artistici mobili di proprietà comunale, che storicamente hanno origini molto varie, che appartengono ad epoche differenti e a varie categorie di materiali (dipinti, sculture, arti applicate, archeologia, numismatica). Si tratta di nuclei che raggruppano prevalentemente beni omogenei per provenienza e per tipologia. Tale suddivisione è rispecchiata in inventari diversi eseguiti nel corso del tempo. Gli inventari individuano consistenze che sono variate dal momento della stesura, oppure che possono essere considerate "chiuse", o in altri casi "aperte", ossia suscettibili di incrementi, per donazioni e acquisizioni. Art.4 1. Il Museo Civico è un’istituzione pubblica, permanente e senza fini di lucro, che opera nell’ambito dei principi stabiliti dallo Statuto del Comune di Pistoia (2001), in attuazione delle finalità indicate agli articoli 3 e 4, relativamente alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione dei beni culturali presenti nel territorio comunale. Art. 5 1. Nel rispetto dei principi di libertà di partecipazione, di pluralità dei soggetti e di parità di trattamento per tutti i cittadini europei e del mondo, sanciti oltre che dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo n. 42 del 22.01.2004, art. 111, comma 3) anche dalla Comunità Europea (CE artt.12 e 49), il Museo Civico di Pistoia, riconosce nella comunità locale il primo pubblico di riferimento, con il quale, per la sua “prossimità” culturale e territoriale, istituisce un rapporto di interlocuzione continua e individua modalità e forme di fidelizzazione, differenziando la propria azione e i propri servizi, in base alle categorie e alle tipologie degli utenti. Art. 6 Il Museo Civico, congiuntamente con gli altri istituti di conservazione comunali (Biblioteca, Archivio), in collaborazione con gli enti statali, con gli altri enti pubblici territoriali, con le strutture di educazione permanente, con associazioni culturali e di volontariato, in partenariato con università, istituti scolastici, istituti culturali, ottempera, nei limiti delle competenze definite dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo n. 42 del 22.01.2004), ai seguenti obiettivi primari:
Titolo II Art. 7 Il Museo Civico, a norma del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo n. 42 del 22.01.2004, art.101), è un istituto di cultura la cui gestione in economia, in base all’art. 112 del D. Lgs. 267/2000, afferisce all’Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive”, nell’ambito dell’Area III “Servizi alla Persona” dell’Amministrazione comunale di Pistoia. Art. 8 1. L’ Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive”, come strumento dell’Amministrazione comunale, svolge le proprie attività secondo gli indirizzi dettati dall’Amministrazione stessa e in sinergia con gli altri Settori e Servizi del Comune, in base alla diverse competenze e funzioni. Art. 9 1. L’Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive” opera in conformità con le norme dei Regolamenti di Contabilità e delle Entrate del Comune di Pistoia e il suo bilancio fa parte del bilancio comunale. Art.10 1. L’Amministrazione comunale assegna all’ Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive” personale qualificato alle esigenze, in numero sufficiente ad assicurare i servizi e le attività programmate.
Al personale indicato sono applicate tutte le disposizioni del Regolamento generale in vigore per i dipendenti comunali, nonché le disposizioni di massima sancite dai ruoli organici degli impiegati e salariati del Comune. Art.11 1. Il Direttore sovrintende e coordina la parte tecnica-scientifica e quella amministrativo-contabile, ha in consegna i locali museali, le raccolte, i materiali e le attrezzature del Museo Civico e ne è pienamente responsabile nei confronti dell’Amministrazione.
3. Il Direttore è coadiuvato dal personale assegnato all’Unità Operativa Organica nelle funzioni attinenti la gestione del servizio, nella predisposizione e attuazione di programmi, progetti e piani di intervento e relativa dislocazione delle risorse, nella individuazione di obiettivi e nella valutazione dei risultati conseguiti. Art.12 I requisiti di base richiesti dall’Amministrazione comunale per ricoprire l’incarico di Direttore sono: Diploma di Laurea ad indirizzo storico artistico. Titolo preferenziale il possesso di diplomi di specializzazione e corsi di formazione specifici in conservazione beni culturali, museologia e museografia. Art.13 1. Al fine di garantire un più efficiente servizio al pubblico, relativamente all’accoglienza, alla vigilanza e alla custodia delle sale museali, l’Amministrazione comunale affida in esterno l’incarico, con regolare bando europeo , sulla base di apposito capitolato, predisposto dal Direttore del Museo, dove sono stabiliti fra gli altri:
2.L’Amministrazione comunale, nell’ambito delle proprie attività decentrate, ha facoltà di ricorrere, con il consenso del Direttore del Museo, per un più soddisfacente servizio al pubblico, all’inserimento di cittadini anziani e di associazioni di volontariato che ne abbiano i requisiti, in attività saltuarie di vigilanza e custodia presso il Museo Civico e altre sedi monumentali ed espositive comunali, a integrazione e supporto della gestione ordinaria affidata in esterno. Art.14 L’Amministrazione comunale e l’Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive” operano nella consapevolezza che gli elementi strutturali caratteristici pertinenti al Museo Civico e all’edificio dove esso è collocato in rapporto alle esigenze di gestione, di cura delle raccolte e di servizi al pubblico debbano essere conformi alle disposizioni di legge e debbano inoltre rispondere in modo adeguato alle funzioni cui sono adibite. Azioni pianificate e sistematiche vengono intraprese per assicurare al meglio la salvaguardia del Museo Civico, delle sue raccolte e dell’edificio dove essi sono collocati (security); garantiscono anche la sicurezza degli utenti e degli addetti (safety). Art.15 L’Amministrazione comunale e l’Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive” operano per assicurare alle strutture il mantenimento nel tempo di tale sistema di qualità e riconoscono la validità, ai fini del progressivo miglioramento e della crescita dei servizi museali, dei metodi di controllo interno della qualità e di eventuali programmi di certificazione e procedure di accreditamento a cui si volesse e/o dovesse addivenire da parte di agenzie specializzate regionali, nazionali e internazionali. Art.16 Il Comune nomina un responsabile tecnico della sicurezza individuandolo fra il personale dipendente idoneamente qualificato, all'interno del Servizio Patrimonio dell’Area Tecnica. Art.17 1. In conformità con le norme nazionali e regionali, il patrimonio artistico di proprietà comunale e i materiali documentari che ne integrano la conoscenza sono, in via generale, inalienabili. Art.18 1. L’ Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive” dispone del patrimonio artistico mobile pertinente al Museo Civico in ottemperanza delle norme e di quanto stabilito dall’Amministrazione comunale proprietaria e in conformità delle regole sancite in ambito regionale con le relative disposizioni (Legge Regionale n.19 del 31.1.2005, Norme sul sistema regionale dei beni culturali),e a livello nazionale con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs n. 42 del 22.01.2004). Art. 19 L’Unità Operativa Organica “Musei e attività espositive” s’impegna a svolgere tutte le attività necessarie a garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali mobili e immobili di proprietà comunale, assicurando la massima integrità delle opere in ogni occasione (esposizione, deposito, movimentazione) e verificando con adeguati controlli e monitoraggi le condizioni ambientali dei locali espositivi e di deposito. Art. 20 1. La progettazione e l’esecuzione degli interventi conservativi e di restauro sui beni culturali mobili di proprietà comunale sono predisposti dalla direzione del Museo Civico, previa autorizzazione, su progetto o descrizione tecnica, del soprintendente competente, ai sensi degli artt. 21, comma 4, e 31 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs n. 42 del 22.01.2004). Art. 21 I beni mobili pertinenti al Museo Civico sono registrati e documentati, a fini patrimoniali e di sicurezza. Sono registrati in appositi inventari redatti in forma di separati elenchi e sono singolarmente forniti di scheda di identificazione ad uso interno, corredata di foto documentaria e dei dati aggiornati sulla conservazione, sulla collocazione, sulle movimentazioni. Art. 22 1.Il patrimonio artistico di proprietà comunale è oggetto di specifiche campagne di catalogazione, per tipologie di beni, collezioni e provenienze, realizzate in conformità di quanto stabilito nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs n. 42 del 22.01.2004), riguardo alle metodologie comuni di raccolta, scambio, accesso e elaborazione dei dati a livello nazionale e di integrazione in rete delle banche dati dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali (art. 17, commi 2 e 4). Art. 23 1.Il Museo Civico persegue specifiche politiche di incremento delle raccolte, attraverso acquisti, donazioni, lasciti, depositi, comodati, usucapione, assegnazioni a seguito di azione giudiziaria, scambi e permute con altri musei, allo scopo di ampliare il patrimonio culturale reso disponibile al pubblico. Art.24 1. L’esposizione permanente delle raccolte, nel rispetto degli standard nazionali e internazionali, risponde a principi museologici e a criteri museografici di cui è responsabile il Direttore del Museo Civico, che fonda ogni azione destinata a modifiche, aggiornamenti, ampliamenti, trasferimenti delle collezioni sulla base di uno studio preliminare dell’ordinamento delle opere e di un progetto di allestimento. Art. 25 1. I depositi custodiscono le opere e gli oggetti di proprietà comunale non esposti al pubblico e costituiscono la riserva necessaria e indispensabile alla vita del Museo Civico. Art. 26 1. La valutazione delle condizioni minime per attivare le procedure dei prestiti delle opere in entrata e in uscita in occasione di mostre è affidata al Direttore, al quale competono anche i documenti amministrativi interni ed esterni, comprese le richieste di autorizzazione ministeriale. Art.27 1. Sono garantite le condizioni preliminari di accessibilità del Museo Civico. La sua raggiungibilità con i mezzi di trasporto pubblici è garantita dai servizi esistenti. Un adeguato piano di segnalamento turistico-culturale esterno e interno al centro storico indirizza verso gli istituti e i luoghi della cultura della città.
Art. 28 1. L’orario di apertura al pubblico è stabilito dal Direttore del Museo Civico, in base alla valutazione dei dati resi disponibili dalle rilevazioni delle presenze dei visitatori. Art. 29 1. Le politiche tariffarie atte a favorire per quanto possibile l’accesso di un pubblico più vasto e vario si ispirano a principi condivisi in ambito nazionale e internazionale e rispettano determinati criteri. Le proposte presentano ampie diversificazioni, destinate a tutti i cittadini del mondo, senza discriminazioni fondate sulla nazionalità e sulla residenza, con particolare attenzione alle fasce di pubblico a basso reddito (giovani, terza età) e alle categorie di cittadini interessate per motivi di studio e lavoro. Art. 30 1. Del calendario e degli orari di apertura del Museo Civico, così come delle tariffe, delle agevolazioni e delle gratuità, viene data adeguata informazione e comunicazione in almeno una lingua straniera, con i mezzi e gli strumenti idonei e nelle sedi più appropriate per la diffusione più ampia, anche con accesso remoto. Art. 31 1. Il Museo Civico è dotato di strumenti di comunicazione primaria e di altri sussidi necessari a agevolare la visita, a comprendere le sezioni dell’ordinamento delle opere, a favorire approfondimenti e letture critiche sulle raccolte, a illustrare tecniche, materiali, stato di conservazione, a suggerire elementi di contestualizzazione storico artistica territoriale. I testi sono redatti anche in inglese. Ogni elemento individuato, da quelli semplici di identificazione delle singole opere (cartellini), a quelli di approfondimento (pannelli), rispondono a criteri di essenzialità, chiarezza e accessibilità nei testi, si integrano in modo coerente con l’allestimento, sono ubicati in modo logico e razionale in rapporto alle opere. Art. 32 1. Il Servizio educativo svolge una funzione fondamentale e trasversale ad altre funzioni primarie di conoscenza e di fruizione pubblica delle raccolte, al fine di contribuire all’educazione e alla formazione dei cittadini e alla diffusione della consapevolezza del patrimonio culturale in rapporto alla storia locale e alla realtà contemporanea. Le attività educative, a diversi livelli di approfondimento, sono rivolte sia al pubblico in età scolare, quanto a quello adulto e alle famiglie. Art. 33 1. Il Museo Civico programma iniziative di valorizzazione collegate al patrimonio museale e ai beni culturali del territorio di riferimento, organizzando cicli di visite a tema nei musei cittadini, conferenze, lezioni, itinerari e percorsi alla scoperta di realtà meno note. Contenuti, modalità e tempi di svolgimento sono modulati a seconda dei pubblici di riferimento, favorendo occasioni diversificate per un ritorno motivato al Museo da parte degli utenti abituali e incentivando le opportunità per coloro che per cause e motivazioni diverse non frequentano i musei. Art. 34 1. L’attività espositiva temporanea rientra fra i servizi culturali primari rivolti al pubblico. Piani pluriennali e annuali definiscono la programmazione dell’Amministrazione comunale; in tale ambito si collocano in modo specifico le mostre prodotte o ospitate dal Museo Civico. Le politiche espositive del Museo sono indirizzate, per il richiamo e l’interesse che rivestono a causa del loro carattere di novità e temporaneità, ad ampliare e rinnovare il contatto con il pubblico, a incentivare la conoscenza delle collezioni, attraverso la presentazione circoscritta di opere e oggetti posseduti dal Museo (nuove accessioni, restauri, rotazioni dai depositi). Art. 35 1. Il Museo Civico dispone di una biblioteca specializzata a scaffale aperto, dotata di sezioni specifiche relative alle tipologie dei beni presenti nelle raccolte, agli artisti, alle fonti e al patrimonio storico artistico della città e del territorio, alla legislazione dei beni culturali, alla museologia e alla museografia, alla didattica museale; dispone di annate complete e in sviluppo di alcune riviste scientifiche. Il suo incremento avviene per acquisto, per scambio e per dono. I criteri catalografici sono concordati con il Direttore della Biblioteca comunale Forteguerriana, che garantisce anche l’immissione dei dati nei network specializzati. Art. 36 1. L’attivazione di servizi accessori alla visita, non esplicitamente a carattere culturale, destinati agli utenti, è vista come opportunità qualitativa, per migliorare e facilitare la permanenza del pubblico al Museo. Fatti salvi i principi che vedono una integrazione armonica con le funzioni primarie di conservazione e di educazione e una compartimentazione degli spazi destinati a ciascuna attività, senza interferenze negative, è prevedibile, ove ve ne siano le possibilità, un punto di vendita di oggettistica museale e pubblicazioni non prodotte dal Museo. Art. 37 Il Museo Civico sostiene e favorisce la formazione di associazioni collaterali, di volontariato e senza fini di lucro, i cui scopi statutari siano esplicitamente in linea con la missione dichiarata nel presente Regolamento e preferibilmente aderenti a federazioni nazionali e internazionali. Art. 38 1. Una costante attenzione viene dedicata da parte della direzione scientifica del Museo ai dati ricavabili dalle rilevazioni giornaliere delle presenze dei visitatori, dai tabulati mensili e dai grafici statistici annuali, per una migliore comprensione dei flussi turistici e degli elementi sociali che sono alla base dei comportamenti del pubblico. Art. 39 Entro nove mesi dall’entrata in vigore del presente Regolamento, il Direttore del Museo Civico, elabora e propone all’Amministrazione comunale l’adozione della Carta dei servizi, nella quale sono dettagliati gli standard minimi di erogazione dei servizi e le condizioni di tutela degli utenti. Di tale documento è data informazione e comunicazione nelle modalità più ampie, anche con accesso remoto, in almeno una lingua straniera. Titolo V Art. 40 1. Il Museo Civico, nello spirito delle finalità indicate dalla Legge Regionale n.19 del 31.1.2005, in accordo con gli enti statali preposti alla tutela e con altri enti pubblici territoriali, collabora a progetti di ricerca e a programmi di individuazione, censimento e catalogazione dei beni culturali, finalizzati alla loro salvaguardia e tutela nel contesto paesaggistico e territoriale di pertinenza. Art. 41 1. L’Amministrazione comunale assicura l’organizzazione, l’integrazione e lo sviluppo dei propri istituti e luoghi di cultura in un sistema museale cittadino al fine di garantirne in maniera coordinata e efficace le attività di gestione, di fruizione e di valorizzazione, rispettando linee di indirizzo, norme e standard tecnici definiti in ambito nazionale e regionale. Il primo nucleo del Museo risale almeno al 1893, quando alcune opere - in prevalenza sculture, reperti lapidei e affreschi staccati - sono descritte nella Sala del Capitolo della chiesa di San Francesco, che aveva già funzioni dichiaratamente museali (è detto infatti "Museo d'Arte Antica e Moderna"). Contemporaneamente, nelle antiche sale al piano nobile del Palazzo Comunale, andavano raccogliendosi i nuclei più consistenti della collezione, quelli provenienti dall'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti (1891), dal Conservatorio degli Orfani (già eredità Niccolò Puccini, 1914) e dal Conservatorio di San Giovanni Battista (1914), istituzioni benefiche e culturali, che avevano ereditato i beni delle antiche compagnie e congregazioni laiche e religiose soppresse alla fine del Settecento dal vescovo Scipione de' Ricci, dal governo napoleonico (1809) e dal governo italiano poi (1866). A dispetto del fervore e dell'interesse che sull’istituzione del Museo riversarono intellettuali e notabili locali, le difficoltà finanziarie e l’ampio dibattito suscitato sulle ipotesi di collocazione (convento di San Francesco e il Palazzo comunale) ritarderanno per oltre due decenni la sua nascita. Dopo la storica decisione (1912) di ubicarlo nel trecentesco palazzo comunale, motivata non solo dal risparmio che avrebbe comportato nell'allestimento, ma soprattutto dal prestigio storico e monumentale del luogo e dal significato di civica riappropriazione che l'operazione sottintendeva, si giunse all’inaugurazione il 15 giugno 1922. La collezione fu descritta nel primo inventario ufficiale (1922), ma incompleto, redatto dal curatore Guido Macciò. L'esposizione, che trovò luogo in cinque sale al primo piano dell'edificio comunale, era ordinata cronologicamente e, sebbene l'insieme avesse carattere quantomai eterogeneo, il raggruppamento di alcune opere (fondi oro, pale cinquecentesche) poneva l'accento sui periodi considerati eccellenti dalle tendenze storico critiche del momento. Compaiono infatti tutti i dipinti del Trecento e del XVI secolo, la collezione numismatica donata da Tommaso Gelli (1917), le tele del Sei e del Settecento, mentre non vi è traccia dei quadri del XIX secolo, provenienti dalla collezione Puccini (1914). All'acquisizione occasionale e a fini conservativi delle opere provenienti da sedi diverse, ormai inagibili, seguirono acquisti e donazioni altrettanto casuali. L'accrescimento di maggior rilievo si ebbe tuttavia nel 1930 con il deposito di sette quadri, due statue e un coro ligneo da parte dei Regi Spedali Riuniti di Pistoia: acquisizione che, per l'importanza storica e la qualità delle opere ha contribuito, insieme ai primi tre nuclei, a definire in modo sostanziale la fisionomia del Museo pistoiese. Ad Alfredo Chiti, direttore dal 1935 al '56, si deve il primo catalogo a stampa (1935) della collezione, che registra ancora un aumento dei pezzi esposti, soprattutto mobili, oggetti, cimeli. Un nuovo allestimento, all'ultimo piano dell'edificio, fu inaugurato nel 1956, a cura di Giuseppe Marchini della Soprintendenza di Firenze e Pistoia. Tale sistemazione consentiva, nei due grandi saloni e nel corridoio di raccordo, di esporre più di cento opere, ma, considerato che altre ancora se ne erano aggiunte - il lascito Chiappelli (1937) e alcuni depositi della Soprintendenza - fu ugualmente necessario sacrificare diversi pezzi notevoli, che restarono nelle sale monumentali al primo piano. I gravi dissesti statici che investirono (1958) il trecentesco Palazzo imposero il trasferimento del Museo e, quindi, un nuovo allestimento (1960) nella sede civica provvisoria di Palazzo Marchetti. A causa della scarsa disponibilità di spazio nella nuova collocazione si verificò la malaugurata dispersione delle opere, collocate nei depositi più vari come arredo di uffici centrali e periferici o, peggio, ammassate in scantinati impropriamente attrezzati. Nei quindici anni di permanenza nel settecentesco palazzo di via Curtatone e Montanara il Museo Civico, diretto fin dal 1956 da Vasco Melani, operò soprattutto nel campo dell'arte contemporanea, svolgendo una intensa attività espositiva e di promozione di artisti locali e stranieri (Sala Ghiebellina). Al Melani, che restò in carica fino al 1975, si deve la redazione del primo inventario completo del patrimonio artistico di proprietà comunale, cui da quella data si farà sempre riferimento per la numerazione delle opere. Nello stesso periodo fu completato il restauro del palazzo e il patrimonio artistico fu nuovamente trasferito nella sua prima sede. Nel riordinamento complessivo della collezione civica fu impegnata la nuova direttrice del Museo, M. Cecilia Mazzi, conducendo un'operazione generale di recupero, rintracciando, sulla base dell'inventario, tutti i pezzi, restaurandone la massima parte (70%), realizzando la completa campagna fotografica, effettuando la schedatura scientifica della maggior parte delle opere. Nel 1977 fu allestita in uno dei saloni dell'ultimo piano del palazzo comunale la sezione dell'Ottocento, con le opere della collezione Puccini, con l'aggiunta importante del Moto del Balilla di Busi-Asioli e del Ritrattto di Niccolò Puccini del Bezzuoli, concessi prima in deposito dagli Istituti Raggruppati (1976) e successivamente donati (2005). Fu poi riordinata (1980), la sezione novecentesca, dedicata agli artisti operanti tra le due guerre in ambito pistoiese. Nel 1982 riaprì al pubblico l’intera raccolta del Museo Civico, con la presentazione di oltre 300 opere fra pittura, scultura, arti applicate, secondo l’ordinamento di M.Cecilia Mazzi e l’allestimento di Mario Manieri Elia, Nicola Marras, Sergio Polano, in un percorso espositivo che si svolge dalle due sale monumentali del piano nobile (sala Matrimoni, già Donzelli, sala Giunta, già dei Priori), dove si trovano le opere più antiche su tavola (dipinti dal XIII al XVI secolo), al secondo piano, con le tele dal Seicento all'Ottocento. Contestualmente (1982) fu pubblicato il primo catalogo scientifico del Museo Civico, con schede conservative e storico critiche approfondite e illustrazioni in bianco e nero di tutte le opere esposte e di alcune conservate nei depositi. |