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Antico Palazzo dei Vescovi ![]() L'antico episcopio, situato sulla piazza del Duomo di Pistoia, importante testimonianza dell' architettura civile del Medioevo pistoiese, fu sede dei Vescovi della città fino al 1786, anno in cui fu venduto a privati dal vescovo giansenista Scipione de' Ricci. Il nucleo originario sorse sulla piazza del mercato antistante: la Cattedrale verso la fine dell'XI secolo, allorché i contrasti tra il Capitolo e il Vescovo spinsero quest'ultimo a costruirsi una residenza autonoma indipendente dalla canonica. La nuova residenza, già documentata nel 1091, ebbe inizialmente le caratteristiche del castello vescovile, ma già nel corso del secolo successivo la struttura fu modificata per assumere i moduli architettonici degli edifici urbani. Alcune modifiche sostenziali all' architettura del palazzo vennero eseguite tra la metà del XII secolo e gli inizi del XIII, portando alla costruzione della Sacrestia di S. Iacopo, dov'era custodita e venerata la reliquia del patrono di Pistoia. La sacrestia, dove alla fine del 200 ebbe luogo il furto di Vanni Fucci narrato da Dante nell'Inferno (Inf.,XXIV, 124-140), fu successivamente sovrastata dalla cappella vescovile di S. Niccolo.
Nel corso del XIV secolo, un ulteriore ampliamento
aggiunse un nuovo piano all'edificio. Alla fine del XVIII secolo
il palazzo divenne dimora privata e fu totalmente ristrutturato
e modificato senza mirare, purtroppo, ad una nuova dignità
architettonica. Percorso archeologico
risalenti al VI-V sec. a. C. avvenuto nel corso dei lavori di restauro, è stata condotta una campagna di scavi che ha portato al ritrovamento di materiale ceramico e resti di edifici
preesistenti al palazzo, di epoca romana e alto-medievale. Nell'area degli scavi è stato allestito un "percorso archeologico attrezzato" costituito dai reperti mobili esposti entro vetrine "a tema", dai "testimoni" di scavo lasciati sul posto e preparati in maniera tale da consentire una facile lettura delle diverse stratigrafie, ed infine dai pannelli illustrativi dei materiali esposti, il percorso permette di ricostruire e di ripercorrere un periodo di circa venti secoli di storia del palazzo e del terreno su cui sorse. Museo capitolare
Opere Moderne risalente al 1945, ed il ciclo di pittura a tempera stesa "a secco" del ferrarese Giovanni Boldini (1842-1931), originariamente eseguito sulle pareti di una stanza della villa "La Falconiera" che si trova nei pressi di Collegigliato (Pistoia), dove il pittore dimorò tra il 1866 ed il 1870. Oggi le tempere, donate alla Cassa di Risparmio dalla vedova dell'artista, si possono ammirare, accuratamente restaurate, in una sala appositamente ricostruita posta al primo piano del palazzo. Altre opere Palazzo dei Vescovi |
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