Novità  

Giovedì  23 ottobre

Biblioteca San Giorgio
Auditorium Tiziano Terzani
Ore 17.00

Inaugurazione della mostra
Manifestando il ‘68

Manifesti, riviste, libri e documenti politici degli anni Sessanta 

a cura del Centro di documentazione di Pistoia

Presentazione di Andrea Baravelli e Antonio Benci

Il Centro di documentazione nasce negli anni Sessanta per creare un punto di riferimento per l’analisi e il dibattito di quel periodo storico e della corrispondente realtà sociale e politica.
Fin dall’inizio lavora all’analisi dei movimenti e delle nuove realtà che si stanno sviluppando in quegli anni: dal movimento studentesco a quello operaio, dalle lotte del popolo vietnamita  e in generale dal Terzo Mondo all’esperienza della Cina, da quella dei cattolici, che veniva maturando dopo il Concilio Vaticano II, ai primi movimenti di contestazione delle istituzioni totali.
Il patrimonio della biblioteca del Centro è stato donato al Comune di Pistoia alla fine degli anni Settanta dall’Associazione del Centro che continua ad implementarlo annualmente. Il fondo è costituito da circa 5.000 testate di periodici, di cui più di 800 ancora correnti, da circa  35.000 opuscoli e volantini e  20.000 volumi.

Ore  19.00

E’ finito il Sessantotto? Tra parole e musica
Incontro con  Ivan Della Mea

Andrea Baravelli, studioso di storia del Novecento e di comunicazione politica, si è anche occupato dello studio dei linguaggi e dell’analisi delle forme di sociabilità. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il giusto prezzo. Storia della cooperazione di consumo in area adriatica (1861-1974); Storia dell’Italia liberale (2007); La vittoria smarrita. Legittimità e rappresentazione della Grande guerra nella crisi del sistema liberale (1919-1924) (2006).

Antonio Benci, studioso del Sassantotto francese e italiano, ha curato.
insieme a M. Lampronti,  il volume Spoon River 1968. Antologia corale dei giornali di base.

Ivan Della Mea, cantautore e protagonista, insieme a  Emilio Liberovici e Giovanna Marini, della nuova canzone politica italiana degli anni ’60 e ’70,  ha fondato insieme a Gianni Bosio il Nuovo Canzoniere italiano, con cui ha condotto un'intensa attività di spettacoli, produzioni e ricerca. Attualmente dirige l’ stituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino.

Martedì  28 ottobre

Biblioteca San Giorgio
Auditorium  Tiziano Terzani
ore 16.30

I conflitti del Sessantotto: generazione, genere, classe
Incontro con  Diego Giachetti e Massimo Bontempelli

Diego Giachetti, insegnante e collaboratore del mensile letterario “L’Indice dei libri del mese”, è autore di vari lavori di ricerca aventi per oggetto la ricostruzione di eventi,  fenomeni culturali e politici della recente storia d’Italia che hanno in comune l’appartenenza al versante dell’antagonismo sociale e politico. Fra gli altri Anni Sessanta comincia la danza: giovani, capelloni, strumenti ed estremisti negli anni della contestazione (2002), Un Sessantotto e tre conflitti: generazione, genere, classe (2008)

Massimo Bontempelli, insegnante, studioso, impegnato nella trasmissione del sapere storico e filosofico  ai giovani. Si è occupato con saggi ed interventi dei problemi della scuola italiana. Suoi i libri La Resistenza italianaIl Sessantotto un anno ancora da capire per l’editore CUEC.

Venerdì 31 ottobre

Piccolo Teatro Mauro Bolognini
Ore 21.00

Compagnia Fabbrica presenta
FABBRICA
Racconto teatrale di e con Ascanio Celestini

Ingresso a pagamento
Biglietto unico € 15,00
Prevendita: Biblioteca San Giorgio

Fabbrica die con  Ascanio Celestini è un racconto teatrale in forma di lettera.

Cara madre vi scrivo questa lettera che è l’ultima lettera che vi scrivo. Ve n’ho scritta una al giorno per tanti anni. Voi mi dicevate scrivi  scrivi e io ho scritto per più di cinquant’anni. Una lettera al giorno per cinquant’anni. Solo una volta non vi scrissi, cara madre, e voi mi diceste perché non hai scritto? che io vi dissi che non avevo potuto scrivere per via dell’ospedale. Ché avevo avuto la disgrazia e non ho scritto. Mi diceste prima o poi me la scrivi questa lettera? Ché mica puoi saltarmi proprio un giorno nel mentre che mi hai sempre scritto tutti i giorni. Io vi dissi che sì, che prima o poi ve la scrivevo la lettera. E mo’, adesso ve la scrivo la lettera che manca. È passato più di cinquanta anni e adesso ve la scrivo. Fate conto che oggi è il 17 di marzo di quel 1949 che non vi ho scritto la lettera di quel giorno. E io riprendo il filo dal giorno prima. Dal 16 marzo.  Cara madre il 16 di marzo di quel ’49 è il primo giorno che entro in fabbrica.

La storia di un capoforno alla fine della seconda guerra mondiale raccontato da un operaio che viene assunto in fabbrica per sbaglio. Il capoforno parla della sua famiglia. Del padre e del nonno che hanno lavorato nella fabbrica quando il lavoro veniva raccontato all’esterno in maniera epica. Dopo un anno di laboratori in giro per l’Italia abbiamo raccolto storie isolate, frammenti di racconti che ruotano tutti attorno al vissuto fisico della fabbrica. Chi racconta il lavoro racconta qualcosa del proprio corpo. Anche quando parla del cottimo collettivo, delle vertenze sindacali e dell’articolo 18 usa un immaginario che fa riferimento al corpo. Come se per parlare di ciò che è accaduto si dovesse tradurre in un linguaggio i cui riferimenti sono la malattia e la salute, la bellezza e la deformità, la forza e la debolezza. Per il capoforno la fabbrica ha un centro e questo centro è l’altoforno. La fabbrica lavora per il buon funzionamento dell’altoforno e i gas dell’altoforno trasformati in energia elettrica mandano avanti lo stabilimento. L’antica fabbrica aveva bisogno di operai d’acciaio e i loro nomi erano Libero, Veraspiritanova, Guerriero. L’età di mezzo ha conosciuto l’aristocrazia operaia con gli operai anarchici e comunisti che neanche il fascismo licenziava perché essi si rendevano indispensabili alla produzione di guerra. Ma l’età contemporanea ha bisogno di una fabbrica senza operai. Una fabbrica vuota dove gli unici operai che la abitano sono quelli che la fabbrica non riesce a cacciare via. I deformi, quelli che nella fabbrica hanno trovato la disgrazia. Quelli che hanno sposato la fabbrica lasciandole una parte del loro corpo, delle loro storie e della loro identità.
(http://www.ascaniocelestini.it)

Venerdì 7 novembre

Incontro con Piero Bernocchi
Introduce Attilio Mangano
Piero Bernocchi è il rappresentante più significativo del sindacalismo di base COBAS e segue i movimenti politico-sociali attualmente emergenti a livello internazionale. Autori di numerosi libri fra i quali si ricordano Dal '77 in poi (1997), Per una critica del '68 (1998), Nel cuore delle lotte - La resistenza al capitalismo dal '68 alla guerra in Iraq (2004), In movimento (2008), Vogliamo un altro mondo(2008).

Mercoledì 12 novembre

Biblioteca San Giorgio
Auditorium Tiziano Terzani
Ore 17.15

Presentazione del volume Che fra letteratura e vita di Julio Miguel Llanes.
Sarà presente l’autore

Julio Miguel Llanes è  stato tra i fondatori dell’Unione Nazionale degli Scrittori e degli Artisti Cubani (UNEAC) nella provincia di Sancti Spíritus e ne è stato presidente per oltre vent’anni.
Tra le sue numerose pubblicazioni si segnalano le antologie di testi di critica e ricerca sulla letteratura per l’infanzia; una testimonianza sui suoi viaggi attraverso l’America Latina, pubblicata in Cile; diversi libri di narrativa per bambini e ragazzi.
Per il suo lavoro di scrittore e di promotore culturale ha ottenuto numerosi premi di rilevanza nazionale a Cuba: più volte il premio “La Rosa Blanca” per il miglior libro dell’anno, i Premi “Los Zapaticos de Rosa”, “Abril” e “La Rosa Blanca Especial”, assegnati rispettivamente dalle organizzazioni nazionali dei bambini, dei giovani e degli scrittori cubani. E’ membro onorario dell’Associazione dei Pedagogisti di Cuba

Giovedì 13 novembre

Biblioteca San Giorgio
Auditorium Tiziano Terzani
Ore 17.15

Presentazione del libro Sognando la rivoluzione: la sinistra italiana e le origini del ’68 di Danilo Breschi
Introduce Giorgio Petracchi (Università degli studi di Udine)
Sarà presente l’autore

Il Sessantotto non è stato un evento casuale, né totalmente imprevisto. Certo ha colto di sorpresa molti protagonisti della scena politica e culturale dell’epoca, ma avvisaglie si erano già avute negli anni precedenti. Soprattutto, qualcuno stava da tempo sognando che qualcosa del genere potesse avverarsi, qualcosa di simile a una situazione insurrezionale, se non la “Rivoluzione” vera e propria. Chi erano questi “qualcuno” e dove si collocavano nella società e nella politica dell’Italia degli anni Sessanta? Il libro ricostruisce la topografia di quella sinistra che dopo il 1956 cominciò a criticare in modo sempre più duro e sistematico la sinistra dei partiti e dei sindacati istituzionali. Nell’esame della genesi della sinistra extra-parlamentare, dalle riviste neo-marxiste ai gruppi di intervento nelle fabbriche, sono così rintracciate alcune delle ragioni fondamentali per le quali il Sessantotto italiano è stato forse il primo moto di contestazione studentesca a esplodere in Europa e senz’altro l’ultimo ad esaurire la propria carica antagonista. Il Sessantotto in Italia durò oltre dieci anni, ma dieci anni erano stati quelli necessari alla sua incubazione.
Con un’attenzione particolare all’universo politico e ideologico della sinistra, dentro e fuori Pci e Psi, è di questo “decennio di preparazione” alla “contestazione globale” che il libro narra la storia. Molti i protagonisti: Togliatti e Longo, Panzieri e Tronti, Negri e Sofri, Piperno e Scalzone, e tanti altri ancora.

Danilo Breschi  è ricercatore di Storia delle istituzioni politiche presso la Libera Università degli Studi San Pio V di Roma. Ha insegnato alla Stanford University-Bing Overseas Studies Program in Florence.
Con Gisella Longo ha pubblicato il volume Camillo Pellizzi. La ricerca delle élites tra politica e sociologia, 1896-1979 (Rubbettino 2003). Con Franklin Hugh Adler ha curato A Special Issue on Italian Fascism, numero monografico della rivista newyorkese «Telos» (133: Winter 2005).

Martedì 18 novembre

Biblioteca San Giorgio
Centro di documentazione
Ore 17.15

Poeti operai
Incontro con Ferruccio Brugnaro e Sandro Sardella
Coordina Francesco Zanoncelli

Sandro Sardella, poeta operaio, nato a Varese nel 1952, ha lavorato per un periodo alla Piaggio di Arcore. Inizia il suo lavoro nel 1977 attraverso la collaborazione al foglio “maodada bì-lòt”. Ha esordito diffondendo le sue poesie in forma di ciclostilato; poi ha pubblicato la prima raccolta Sandrino operaio stupidino (1979).

Ferruccio Brugnaro, poeta operaio, nato a Mestre nel 1936, ha lavorato al Petrolchimico di Porto Marghera. E’ tra i fondatori di Abiti di lavoro. Ha iniziato a diffondere le sue poesie in forma ciclostilata fino a quanto l’editore Bertani non ha pubblicato i tre volumi Vogliono cacciarci sotto (1975), Dobbiamo volere (1976), Il silenzio non regge (1978).

Mercoledì 19 novembre

Biblioteca San Giorgio
Auditorium Tiziano Terzani
Ore 17.15

Le parole del ‘68
Lezione spettacolo sulla letteratura
Incontro con Tiziano Scarpa

Una lezione spettacolo sulla letteratura del 1968 con lo scrittore Tiziano Scarpa.
Libri che tracciano un ritratto di quell’anno attraverso l’immaginario e il pensiero di scrittori, filosofi e poeti.

Tiziano Scarpa è nato a Venezia nel 1963. Ha scritto Occhi sulla graticola (Einaudi 1996), Amore (Einaudi 1998), Venezia è un pesce (Feltrinelli 2000), Cos'è questo fracasso? (Einaudi 2000), Nelle galassie oggi come oggi (con Raul Montanari e Aldo Nove, Einaudi 2001), Cosa voglio da te (Einaudi 2003), Kamikaze d'Occidente (Rizzoli 2003), Corpo (Einaudi 2004), Groppi d'amore nella scuraglia (Einaudi 2005), Batticuore fuorilegge (Fanucci 2006), Amami (con Massimo Giacon, Mondadori 2007), Comuni mortali (Effigie 2007), L'inseguitore (Feltrinelli 2008), Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto (Amos 2008). Scrive su ilprimoamore.com.

Martedì 25 novembre

Biblioteca San Giorgio
Auditorium Tiziano Terzani
Ore 17.15

In collaborazione con l’Accademia del Ceppo di Pistoia

Mario Vargas Llosa fra invenzione del reale e impegno civile

Introduce Rosanna Moroni, Assessore alla cultura del Comune di Pistoia
Paolo Fabrizio Iacuzzi e Martha Canfield del Centro Jorge Eielson incontrano lo scrittore.

Nell’occasione l'Accademia Pistoiese del Ceppo conferirà allo scrittore il Premio Internazionale Ceppo.

Mario Vargas Llosa è nato ad Arequipa, in Perù, nel 1936. Profondo conoscitore del suo paese e della cultura latinoamericana, nel 1996 ha fondato la Fondazione Hispano Cubana, un organismo che si propone di mantenere, rafforzare e sviluppare i vincoli che da oltre cinquecento anni esistono tra il popolo cubano e il popolo spagnolo.
Anche se risiede da molti anni in Europa nel 1990 si è candidato alle elezioni presidenziali peruviane, vinte poi da Alberto Fujimori. Ha ricevuto molti premi letterari e onorificenze tra cui il premio Ritz di Parigi Hemingway e il Premio Principe di Asturia e nel 1994 è stato nominato membro della Real Academa de la Lengua.

Cinemasessanta

Nella saletta mediateca (secondo piano)
Ingresso libero (fino a esaurimento dei posti disponibili)

lunedì 20 ottobre ore 16
Zabriskie Point (1969) di Michelangelo Antonioni
Film americano di Antonioni sulle contestazioni universitarie, con la memorabile esplosione finale dei simboli del consumismo sulle musiche dei Pink Floyd.

giovedì 23 ottobre ore 16.30
Bobby (2007) di Emilio Estevez
Le vite di ventidue persone nell'hotel Ambassador di Los Angeles, in attesa dell'arrivo di Robert Kennedy. Un biopic non convenzionale sull'ultimo eroe americano, la cui morte significherà, per l'intero paese, la definitiva perdita dell'innocenza.

lunedì 27 ottobre ore 16
Dillinger è morto (1968) di Marco Ferreri
Dramma sull'alienazione dell'uomo nella società contemporanea, in cui una pistola trovata per caso fa esplodere la violenza tra le mura di un appartamento.

martedì 28 ottobre ore 15.15
Woodstock (1969) di Michael Wadleigh
Il film documentario sul piú grande concerto nella storia della musica
rock: mezzo milione di persone raccolte sotto l'insegna di "tre giorni di pace, amore e musica".

mercoledì 29 ottobre ore 16.30
Lettera aperta a un giornale della sera (1970) di Francesco Maselli
Una lettera scritta per gioco da un gruppo di intelletuali a un giornale di sinistra , si trasforma per loro in un'obbligata partenza per la guerra in Vietnam.

giovedì 30 ottobre ore 15.15
Vogliamo anche le rose (2007) di Alina Marazzi
Un appasionato documentario che ripercorre i cambiamenti prodotti nella società italiana dalla liberazione sessuale e dal movimento femminista,tra gli anni sessanta e settanta.

giovedì 6 novembre ore 16.30
Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci
“Per gente come me è sempre prima della rivoluzione”. E’ la rassegnata conclusione di Fabrizio che lascia l’amore per la zia materna e l’impegno politico nel PCI per rifugiarsi in un tranquillo matrimonio borghese “

giovedì 13 novembre ore 15.15
Amore e rabbia (1969), di Carlo Lizzani, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Jean Luc Godard, Marco Bellocchio
Film a episodi che riunisce, in una rivisitazione moderna e arrabbiata delle parobole del Vangelo, cinque grandi autori militanti

giovedì 20 novembre ore 16.30
I pugni in tasca (1965), di Marco Bellocchio (1965)
Lou Castel epilettico ed esaltato stermina mamma e fratello, per poi esser lasciato morire dalla sorella. Duro atto di accusa presessantottino alla famiglia borghese

SAN GIORGIO RAGAZZI
I giovedì della biblioteca con Letteraria 2008

Ore 16.30

Dalla parte delle bambine: fiabe al femminile narrate da Marisa Schiano
(per bambini da 5 a 10 anni)

6 novembre
Il gomitolo bianco

13 novembre
Le scatole di cristallo

Essere bambini:  letture ispirate ai Diritti del bambino
(per bambini da 5 a 7 anni)

20 novembre
I bambini delle fiabe

27 novembre
La bambina senza nome

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