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Giovanni
Fochi
Giovanni Fochi,
pistoiese, è nato a Lucca nel 1965.
Attore e regista, ha debuttato nel 1983 in
Maria Stuarda di F. Schiller, per la regia
di Franco Zeffirelli. Nel 1987 si è
diplomato alla Bottega Teatrale di Vittorio
Gassman.Nel 1988 lavora con Aldo Trionfo in
Tosca, di V. Sardou, e, nello stesso anno,
in collaborazione col Teatro Comunale di Modena
e l’Associazione Musica Teatro Barozzi,
rappresenta Riccardo II e Riccardo III di
W. Shakespeare. Nel 1989 inizia la collaborazione
con I Magazzini e partecipa a varie produzioni
: Inferno, Purgatorio e Paradiso, prodotte
insieme al Teatro Metastasio di Prato, e Orazio,
un Socrate romano (testo di Antonio La Penna),
tutte per la regia di Federico Tiezzi. Nel
1990 lavora con Peter Stein nello spettacolo
Tito Andronico, di W. Shakespeare, (Teatro
Stabile di Genova) e, qualche anno più
tardi, in Zio Vanja di Anton Cechov (Teatro
Stabile di Parma), questa volta in qualità
di aiuto regista e direttore artistico durante
la tournée dello stesso spettacolo.
Nel 1991, in occasione del Meeting di Rimini,
partecipa a Assassinio nella Cattedrale, di
T. S. Eliot, regia di Franco Branciaroli,
in collaborazione con il Teatro degli Incamminati
di Milano. Nel 1992 partecipa a Cronache di
poveri amanti, di Vasco Pratolini, per la
regia di Carlo Lizzani, produzione Teatro
Metastasio di Prato. Sempre nel 1992 allestisce
con gli allievi della Bottega Teatrale di
Gassman Assassinio nella Cattedrale, di T.S.Eliot,
nella cattedrale di San Zeno a Pistoia. Nel
1994 fonda a Pistoia l’Associazione
culturale Pronomos (“Itinerari Europei”,
di cui è anche presidente), che trova
nella produzione teatrale la sua naturale
collocazione. Allestisce Casanova, di G. Fochi,
presso la Fortezza S. Barbara di Pistoia;
Shakespeare Memories, di G. Fochi, spettacolo
che ha debuttato nel chiostro di S. Domenico
di Pistoia, riallestito poi al Teatro Pacini
di Pescia; La Signorina Julie, di A. Strindberg,
al Teatro I Rassicurati di Montecarlo di Lucca
e, nel 1995, Il Misantropo di Molière,
in collaborazione con il Teatro Manzoni di
Pistoia e con il Teatro Pacini di Pescia;
Sogno (ma forse no) di L. Pirandello, al Teatro
I Rassicurati di Montecarlo di Lucca. Nel
1996 partecipa a Confessioni, di W. Manfré,
al Teatro Niccolini di Firenze, e ad altre
produzioni del Teatro Metastasio di Prato
come il Progetto Gherardi (con Marcello Bartoli
ed Egisto Marcucci) nel 1997, e La donna di
pietra, di Monica Conti, in qualità
di aiuto regista, nel 2000. Dal 1999 al 2001,
è autore del progetto I Mostri, che
prevede tre allestimenti : Frankenstein, Dylan
Dog e Dracula, di cui cura la stesura del
testo. In seguito Pinuccio, di Giovanni Fochi,
per il Festival Internazionale di Pinocchio,
realizzato a Collodi, e Si stava impauriti,
vincitore del concorso indetto dai Comuni
di Pistoia e Quarrata, “Se ci assiste
la memoria”. Con il Teatro di Rifredi
è Don Fabrizio, Principe di Salina,
nel Gattopardo, dal romanzo di Tomasi di Lampedusa,
regia di Angelo Savelli, spettacolo andato
in scena nel febbraio 2002. Sempre con il
Teatro di Rifredi partecipa a Jerusalem Juliet,
regia di Angelo Savelli, spettacolo la cui
ultima tournée è terminata nel
dicembre 2003. Nell’aprile 2003, in
collaborazione con il Teatro Metastasio e
la Circoscrizione Nord di Prato allestisce
la mise en espace Un Uomo, una Croce, sulla
passione di Gesù, testo e regia di
G. Fochi, realizzata nelle maggiori chiese
di Prato. A maggio, in occasione dell’Evento
Tradizioni e oltre, promosso dal Comune di
Pistoia e dall’Assessorato alla Cultura,
è insieme a Riccardo Tesi ad alla sua
Banditaliana per una lettura di testi di Bianciardi
e Boccardi. Nell’estate 2003 produce,
in collaborazione con la Circoscrizione Centro
di Prato, La Bottega del Caffè, di
C. Goldoni, regia e adattamento di G. Fochi,
realizzata, per la prima volta, al Caffè
al Teatro di Prato, e la cui ultima tournée
è terminata nell’agosto 2004.
Nel gennaio 2004 e nel gennaio 2005 partecipa
insieme a Valentina Banci a Il Museo racconta,
letture sulla memoria, testimonianze dei deportati
nei lager, a cura di Massimo Luconi, in collaborazione
con il Teatro Metastasio di Prato. Nell’ambito
della rassegna Prato Estate, è regista
e interprete dello spettacolo E pensare che
c’era il pensiero (da Dante a Dario
Fo), insieme a Riccardo Tesi e Banditaliana,
rappresentato al Museo Pecci di Prato. Nell’agosto
2004 allestisce la Salomé, di Oscar
Wilde, regia e adattamento di G. Fochi, presso
l’ ippodromo di Livorno, in collaborazione
con l’Associazione “La Caprillina”.
Nell’ottobre dello stesso anno partecipa
alla manifestazione culturale Letteraria,
prodotto dal Comune di Pistoia e dall’Assessorato
alla Cultura in collaborazione con Vittoria
Biagini, con letture tratte da I delitti esemplari
di Max Aub e da Il pasticciaccio di Gadda.
Nel 2005, in collaborazione con la Circoscrizione
Nord di Prato, presenta Curzio Malaparte e
i poeti toscani maledetti, testo e regia di
G. Fochi, e Il Mistero Buffo di Dario Fo,
sempre in collaborazione con il Comune di
Prato. Nell’estate 2005 produce, in
collaborazione con la Circoscrizione Nord
di Prato, Il Medico per forza, di Molière,
regia, traduzione e adattamento di G. Fochi.
In luglio partecipa ad una serie di eventi
organizzati a Sant’Anna di Stazzema,
con la lettura del testo di Marco Vichi Reparto
Macelleria. In agosto allestisce, in collaborazione
con l’Associazione “La Caprillina”
di Livorno, Processo a Galeazzo Ciano –
un dossier da riaprire - , curandone la stesura
del testo e la regia. In occasione dell’inaugurazione
del teatro Politeama di Poggibonsi è
con Marco Vichi e la Bandabardò nello
spettacolo Parole e Musica di cui cura la
regia. Dal 1998, in collaborazione con il
Comune di Prato e la Circoscrizione Prato
nord, è docente di un corso di teatro.
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