edizione 2003 - protagonisti - scheda autore

 

Dino Buzzati

Galoppa, fuggi, galoppa
superstite fantasia. Avido di
sterminarti, il mondo civile ti
incalza alle calcagna, mai più
ti darà pace

Dino Buzzati, Il Babau

Dino Buzzati nasce il 16 ottobre 1906 a San Pellegrino, nei pressi di Belluno, nella villa ottocentesca di proprietà della famiglia. Sin dalla giovinezza si manifestano gli interessi, i temi e le passioni del futuro scrittore, ai quali resterà fedele per tutta la vita: la poesia, la musica (studia violino e pianoforte), il disegno e la montagna, vera compagna dell'infanzia. Tiene un Diario su cui, a parte una breve interruzione fra il 1966 e il 1970, annota impressioni, motivi, giudizi, fino a nove giorni prima dell'evento finale, la cronaca e la stessa morte si affiancano ai temi citati precedentemente per trasformarsi in altrettanti luoghi" della sua attività di scrittore. Nel 1933 esce il suo primo romanzo, Barnabo delle montagne. Il romanzo, cui Buzzati si era dedicato per suo piacere e divertimento, ebbe successo. Continuò a scrivere e due anni dopo Il segreto del Bosco Vecchio era in libreria. Buzzati lavorava di notte al "Corriere della Sera" e ritornava a casa verso le tre, quando la città era immersa nel silenzio. Fu in una di quelle notti che prese carta e penna ed incominciò: "Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di Settembre per raggiungere a fortezza Bastiani, sua prima destinazione": l'attacco appunto de Il deserto dei Tartari. Dopo il Deserto dei Tartari, che Buzzati considerò "il libro della sua vita" e che certamente è uno dei romanzi più significativi di tutto il Novecento, lo scrittore affronta il racconto, genere in cui raggiungerà risultati di valore assoluto. Il 12 aprile 1939 si imbarca a Napoli sulla nave Colombo e parte per Addis Abeba, come cronista e fotoreporter, inviato speciale del "Corriere della Sera". Nello stesso anno esce La famosa invasione degli orsi in Sicilia, disegnata dall'autore e l'operetta didascalica in chiave di umorismo fantastico" Il libro delle pipe, redatta e illustrata in stile ottocentesco e realizzata in collaborazione con il cognato Eppe Ramazzotti. Questi articoli saranno poi riuniti in un volume a cura di Claudio Marabini nel 1981. Le sue opere continuano ad essere rappresentate in teatro, alla radio e in seguito alla televisione. L'8 giugno del 1961 muore la madre e due anni dopo egli scriverà la cronaca interiore di quel funerale nell'elzeviro I due autisti. Seguono anni di viaggi come inviato del giornale: a Tokio, a Gerusalemme, a New York, a Washington e a Praga, dove visita "le case di Kafka", l'autore al quale la critica lo ha sempre affiancato. Nel 1971 l'editore Garzanti pubblica, con l'aggiunta di didascalie, gli ex-voto dipinti da Buzzati: I miracoli di Val Morel. L'8 novembre esce su "Oggi" una lunga intervista-inchiesta sulle "eterne domande della fede". In novembre espone i suoi quadri alla Galleria "Lo Spazio" di Roma. Nella stessa occasione viene presentato un volume di critica a lui dedicato dal titolo Buzzati pittore. Esce presso Mondadori il volume di racconti ed elzeviri Le notti difficili. Sarà l'ultimo curato dall'autore. Il 1 dicembre visita per l'ultima volta la casa si San Pellegrino per il "supremo addio". Sette giorni dopo esce sul "Corriere della Sera" l'ultimo elzeviro: Alberi. Lo stesso giorno viene ricoverato alla clinica "La Madonnina" di Milano. Il 28 gennaio 1972, mentre fuori imperversa una bufera di vento e neve, Buzzati muore a Milano con la dignità coraggiosa di un suo famoso personaggio de ll deserto dei Tartari.