| Jorge
Luis Borges
Jorge Luis
Borges (1899-1986), uno dei massimi scrittori
del Novecento e genio letterario universalmente
riconosciuto, è nato a Buenos Aires
il 24 agosto 1899. La sua vicenda biografica
si lega a quella della sua famiglia e dei
suoi antenati, per lo più studiosi
e militari, da cui eredita la passione totale
per la letteratura (la prima biblioteca che
esplora è quella, immensa, del padre),
insiema al rimpianto per la mancata carriera
militare.
Esordisce come poeta nel 1923 con il libro
di poesia Fervor de Buenos Aires, a cui segue
la seconda raccolta di versi Luna de Enfrente.
Una data cruciale è per lui il 1925,
anno dell'incontro con Victoria Ocampo, la
musa con cui stabilisce una fortissima intesa
intellettuale e che sposerà a distanza
di quarant'anni.
Afflitto da cecità progressiva, lo
sguardo di Borges si abitua presto a spalancarsi
prodigiosamente su universi misteriosi e sconfinati,
in un sottile rimando di specchi che la otenza
visionaria della sua scrittura alimenta di
continuo. Nasconocosì i capolavori
assoluti che compongono Finzioni (1944) ed
i racconti raccolti ne L'aleph 81945), in
cui la letteratura, con le sue infinite relazioni
di rimandi testauli e costantemente intesa
come percorso mobile verso l'ignoto, diventa
metafora assoluta dell'esisteza, estendibile
al concetto stesso di vita.
Maestro del paradosso e della parodia, quando
nel 1955 Borges viene nominato direttore della
Biblioteca nazionale di Buenos Aires dichiarerà,
fedele alla sua eterodossia di dissidente
nato, "È una sublime ironia divina
ad avermi dotato di ottocentomila lirie, al
empo stesso, delle tenebre". L'influenza
dei suoi enigmi metafisici e dei suoi raffinati
giochi linguistici sulla letteratura contemporanea,
da Italo Calvino a Umberto Eco, da Gabriel
García Márquez ad Harold Bloom,
è praticamente incalcolabile.
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