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Festa di San Bartolomeo


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Comune di
PISTOIA

Assessorato alla cultura e alle tradizioni

Festa di San Bartolomeo - 24 Agosto

PROGRAMMA

BANCHI, CHICCHI. .. E MUSICHETTE
Festa di San Bartolomeo, tra sacro e profano

Sabato 23 agosto 2008

ore 9.30: Benedizione dell'Olio
ore
9.30 - 12.30: Unzioni
ore
15.30 - 17.30: Unzioni

ore 17.30: Vespri solenni

ore 18: Santa Messa
ore
19 - 24: Unzioni

ore 18-24: Banchi dedicati ai più piccoli con giochi e dolciumi Piazza San Bartolomeo e dintorni

Domenica 24 agosto 2008

ore 7.30 e ore 9.30: Santa Messa
ore
11.30: Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Luciano Giovannetti, Vescovo di Fiesole

Unzioni
ore 8.30 - 9.30
ore 10.30- 11.30
ore 15.30 - 24

ore 8 - 24: Banchi dedicati ai più piccoli con giochi e dolciumi Piazza San Bartolomeo e dintorni

ore 18: Piazza San Bartolomeo ... e musichette con il Gruppo Spontaneo della Filarmonica "Pietro Borgognoni"

Info:
Pistoiainforma
n. verde 800 012146
APT (Piazza del Duomo) - tel. 0573 21622 Comune di Pistoia
U.O. Attività culturali
tel. 0573 371238 - 371688 - fax 0573 371698
www.comune.pistoia.it


"Per intercessione di San Bartolomeo apostolo e di Sant'Ubaldo vescovo ti liberi il Signore da ogni male in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen."

Anonimo - S. Bartolomeo Pistoia - Museo Civico

Questa è la formula di accompagnamento al rito dell'unzione, una tradizione legata alla festa di San Bartolomeo, la festa dei bambini, che si celebra a Pistoia ogni anno dal pomeriggio del 23 agosto e per tutto il giorno successivo.
San Bartolomeo, il cui nome sembra essere di origine aramaica (Bar Talmaj, cioè figlio di Talmaj), si pensa fosse quel Natanaele del Vangelo di Giovanni che Filippo invita per incontrare Gesù, e che successivamente visse e operò in Mesopotamia e in Asia Minore. In Armenia, dopo aver convertito il h-a­tello del re esorcizzandone la figlia, fu condannato a morte, sembra per scorticamento. Per questa ragione le madri pistoiesi usavano in passato chiamare i bambini "sbucciati", o semplicemente i più vivaci, sanbartolomei, sanbartolomeini, oppure ancora, in forma abbreviata, sanmei.
A Pistoia infatti la festa in onore del santo è la festa dei bambini. Le bancarelle piene di giocattoli e dolciumi costituiscono il simbolo del ritorno alla condizione naturale dell'infanzia, il premio della purificazione che avviene dopo che il prete "ha disegnato" una piccola croce sulla fronte dei fedeli, l'unzione appunto. Unzione e giocattoli sono dunque due elementi tra loro speculari.
Il rito risale all'arrivo dei canonici lateranensi dell'ordine di Sant'Agostino, che sostituirono i monaci benedettini nel complesso di San Bartolomeo nel 1433; non a caso dunque nella formula di accompagnamento al rito viene citato Sant'Ubaldo, vescovo di Gubbio, e, appunto, canonico lateranense. Fu solo nel 1473 che la festa acquisì una dimensione più ricca e solenne, quando il cardinale Nicolò Forteguerri, con l'istituzione della Pia Casa di Sapienza, fece dono delle sue proprietà al Comune di Pistoia, finanziando anche i festeggiamenti in onore di San Bartolomeo.
Partendo dalla pieve romanica dedicata al santo fino ad affacciarsi sulla piazza del Duomo le strade si trasformano, dal pomeriggio del 23 agosto fino a tutta la giornata del 24, in un gioioso e affollatissimo tripudio di colori e di allegda, che in passato incuriosì e attirò personalità eminenti come il Granduca Gian Gastone, ultimo erede dei Medici (nel 1714), e qualche decennio dopo, i cardinali Andrea Corsini e Gregorio Salviati.
Il mercatino offre una ricchissima quantità di giochi di ogni tipo, ben diversi dai poveri balocchi delle antiche feste, fatti a mano dai corbellai, dai fomacial'i e dai legnaioli. Si trattava per lo più degli stmmenti da lavoro dei grandi: cestelli, caniole, corbellino, o al massimo, quando si trattava di giochi veri e propri, di chiocche, vale a dire palline di coccio.
I dolciumi tradizionalmente legati al "San Bartolomeo", come si dice a Pistoia, sono le corone di San Bartolomeo, che consistono in pippi (palline) fatti di un impasto dolce tenuti insieme da uno spago e tutt'oggi indossate dai bambini nella giornata della festa, che così descriveva Alberto Chiappelli nei primi decenni del Novecento: "Le dette corone non hanno la forma di quelle del rosario, cioè a poste, ma rassomigliano piuttosto, nella loro terminazione con grosso medaglione, a quelle che negli antichi tempi portavano i re e gl'investiti di qualche divinità o di qualche ordine cavalleresco ".

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