Palazzo Fabroni. Giornata del Contemporaneo

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Palazzo Fabroni
via Sant’Andrea 18
sabato 15 ottobre 2016
ore 18.00

Avvicinandosi al 2017, anno in cui Pistoia sarà Capitale Italiana della Cultura, sabato 15 ottobre 2016 - in occasione della Dodicesima Edizione della Giornata del Contemporaneo, promossa dall’Associazione deiMusei d’Arte Contemporanea Italiani di cui il Comune di Pistoia con Palazzo Fabroni fa parte dal 2009 - una delle sale del primo piano dell’edificio settecentesco, destinate alla collezione permanente di arte moderna e contemporanea, viene restituita alla fruizione pubblica.
Chiusa nel 2007 per esigenze di allestimento della retrospettiva dell’artista Claudio Parmiggiani, la sala riapre al pubblico grazie alla donazione dell’opera di Federico Gori UNDERGROUND N° 02 che, oltre a testimoniare in maniera tangibile il profondo senso di appartenenza che lega l’artista alla città in cui vive e lavora, va ad arricchire le collezioni civiche di arte contemporanea.
Si tratta di una installazione ‘site specific’, pensata ‘ad hoc’ per la sala del museo, come interamente progettata per gli spazi espositivi del secondo piano di Palazzo Fabroni fu, nella primavera dello scorso anno ,la mostra “Federico Gori | Come afferrare il vento” curata da Marco Pierini.
UNDERGROUND N° 02 è un’opera composita formata da 95 elementi in rame. Ogni singolo pezzo è stato inciso e ossidato secondo un processo tecnico naturale.
Sfruttando le caratteristiche fisiche del materiale principale che costituisce l’opera, questa deve alla luce, all’ossigeno, all’anidride carbonica e al passaggio naturale del tempo il suo farsi e il suo divenire immagine.
A causa di questa caratteristica, l’opera tende a non essere mai terminata, muta con il passare del tempo e cambia al variare delle stagioni. Sulla sua superficie si possono riconoscere le ‘impronte’ di una serie di radici vegetali: si viene così a creare una sorta di visione sotterranea, una scansione dei primi 175 cm di terra a partire dalla linea del terreno. Gli elementi naturali riportati sul rame continuano quindi ad essere
elementi vivi e mutevoli, come l’opera stessa, mai finita, sempre in continuo movimento.

Quasi volesse ricambiare il dono, Palazzo Fabroni restituisce alla sua piena visibilità il piccolo tabernacolo affrescato con la Madonna col Bambino tra i santi Francesco, Giuliano e due sante Vergini, conservato entro una nicchia al secondo piano. Secondo lo storico dell’arte Giacomo Guazzini, si tratta di un’interessante testimonianza della cultura artistica pistoiese di primo Quattrocento, specificamente destinata alla fruizione
domestica entro il palazzo che fu anticamente dei Dondori (camera da letto o cappella privata). Pur opera di modesto impegno, l’affresco mostra una buona qualità esecutiva e risulta riconducibile all’attività giovanile del pittore tardogotico locale Sano di Giorgio - allievo e collaboratore di Antonio Vite, del quale si percepisce ancora qualche riflesso nella fattura svelta e allungata delle fisionomie dei due santi - con una datazione attorno al primo decennio del XV secolo.

Scarica il depliant delle iniziative a Palazzo Fabroni





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