Danni per il vento: il Comune chiede alla Regione notizie certe sugli eventuali rimborsi

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In risposta alla comunicazione regionale il Comune avanza alcune preoccupazioni e chiede precisazioni e rassicurazioni: non avrebbe senso infatti chiedere ai cittadini di affrontare ulteriori spese per periziare i danni subiti, senza avere la certezza di rimborsi, almeno parziali. Per questo, il Comune ha risposto alla lettera inviata dalla Regione lo scorso 10 marzo a tutti i comuni colpiti dal maltempo, chiedendo di avere certezze sulle eventualità e le modalità dei danni subiti, prima di chiedere ai cittadini di accollarsi altre spese per certificare i danni.

Non avrebbe senso – e anzi sarebbe dannoso – chiedere ai cittadini di affrontare ulteriori spese per periziare i danni subiti, senza avere la certezza che i lavori di ripristino vengano, almeno in parte, rimborsati e con quali modalità. Questi, in sintesi, i contenuti della lettera che il Comune di Pistoia ha inviato oggi pomeriggio (12 marzo 2015) al responsabile regionale della Protezione civile, il quale, lo scorso 10 marzo, aveva scritto a tutti i comuni toscani colpiti dal maltempo per chiedere loro di far compilare ai cittadini le schede per la ricognizione dei danni, con le relative perizie tecniche.

Con la lettera della Regione, infatti, sono state trasmesse ai comuni alcune schede, con le relative istruzioni, ai fini della ricognizione del fabbisogno per gli interventi sul patrimonio privato e per le attività economiche e produttive, che i comuni dovrebbero diffondere tramite evidenza pubblica. Le tabelle di sintesi, secondo la comunicazione regionale dovrebbero essere restituite alla Regione da parte delle amministrazioni locali entro e non oltre il 15 aprile p.v.

Il Comune, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini pistoiesi, ha deciso di non dare momentaneamente corso a tale richiesta rappresentando alla Regione alcune osservazioni.

“La comunicazione relativa alla ricognizione dei danni subiti dal patrimonio privato – scrive infatti il Comune nella lettera alla Regione - ci induce ad evidenziare all’amministrazione regionale alcune preoccupazioni sulle quali siamo a chiedere precisazioni e rassicurazioni. Nonostante le schede trasmesse chiariscano espressamente che la segnalazione da parte del cittadino sia prodotta esclusivamente ai fini della ricognizione del danno prevista e non costituisce riconoscimento automatico di eventuali contributi a carico della finanza pubblica per il ristoro dei danni subiti, è concreto il rischio che molti non comprendano la natura dell’adempimento e maturino fallaci aspettative circa il possibile ristoro dei danni. Una simile aspettativa potrebbe sorgere anche in ragione della circostanza che la compilazione delle schede ricognitive sarà possibile, per i più, solo avvalendosi di un tecnico specializzato che perizi l’effettiva consistenza dei danneggiamenti verificatisi. A ciò si aggiunga il carico di lavoro conseguente per il personale tecnico/amministrativo chiamato a riordinare le segnalazioni dei privati, che sicuramente non potrà concludersi nei tempi indicati. Un così gravoso onere a carico dei privati e degli enti può essere giustificato solo ove non sia volto ad un censimento per fini statistici, bensì sia finalizzato alla possibile erogazione di un contributo statale o regionale per il rimborso dei danni subiti”.

E continua: “Siamo anche a chiedere, vista l’esperienza dei fondi per il ristoro stanziati in occasione dell’alluvione del 2013, se non si ritenga opportuno limitare tale adempimento solo a coloro che abbiano un I.S.E.E. certificato per l’anno 2014 non superiore a € 36.000,00; ovvero, indicare – da subito – i limiti e le condizioni per l’erogazione dell’eventuale contributo, modificando di conseguenza, in entrambi i casi, le schede inviate. Diversamente, siamo a richiedere una drastica semplificazione delle schede inviate e una procrastinazione del termine per il loro invio”.

Rispetto poi alla richiesta inoltrata dalla Regione lo scorso 6 marzo circa la prima stima dei danni a privati ed attività produttive ai fini della predisposizione della relazione per la richiesta dello stato di emergenza nazionale, il Comune, nella medesima lettera, ha fatto presente alla Regione come “a causa della gravità dell’evento verificatosi sia ancora in essere il censimento dei danni patiti dal patrimonio pubblico”. Tutti i tecnici dell’Ente sono infatti ancora impegnati, in uno sforzo straordinario, ben al di là dell’ordinario orario di lavoro, nei moltissimi lavori di urgenza ancora in corso al fine di garantire la pubblica e privata incolumità.





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