Pacchetto per la trasparenza e la prevenzione della corruzione

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Sul sito tutti i documenti del Comune: la giunta delibera il piano di prevenzione della corruzione

Obblighi di trasparenza più stringenti di quelli previsti dalla legge; disposizioni rigorose in materia di affidamenti di lavori, forniture e servizi anche per i lavori in economia; indirizzi precisi sui rapporti con le aziende partecipate e sugli standard di qualità dei servizi; regole di prevenzione del conflitto di interessi; massima accessibilità di tutti gli atti di natura economica del Comune e tempestiva comunicazione pubblica, attraverso il sito internet, di ogni rapporto di natura economica tra uffici e ditte esterne. È una rivoluzione culturale quella che sta alla base delle nuove regole, licenziate giovedì 6 giugno dalla Giunta comunale, che costituiscono il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Regolamento dei lavori, forniture e servizi in economia (che dovrà poi essere portato in consiglio comunale) e della delibera di indirizzi sulle modalità di affidamento dei lavori.

Il sindaco aveva già annunciato pubblicamente nei giorni scorsi la definizione di questo “pacchetto per la trasparenza e la prevenzione della corruzione” che ha l’obiettivo di estirpare in radice non soltanto ogni rischio di corruzione interna all’Ente, ma anche ogni possibile ombra sulla legittimità delle procedure, dando piena e immediata accessibilità a tutti gli atti e a tutti i rapporti di natura economica con privati.

Il Piano triennale di prevenzione della corruzione è un adempimento previsto dalla legge 190/2012 che l’amministrazione comunale, tra le prime in Italia, ha inteso recepire, non solo formalmente, traducendolo in un documento rigoroso che parte da un’analisi delle aree dell’Ente a rischio corruzione e prevede poi una serie di prescrizioni concrete atte a prevenirla. Per loro natura, e indipendentemente dell’organizzazione del Comune, sono state individuate come maggiormente sottoposte al rischio le aree relative all’affidamento dei lavori (rischio elevato), l’affidamento di forniture e servizi (rischio elevato), i rapporti con società ed aziende partecipate (rischio medio) e l’area dei provvedimenti a contenuto discrezionale (rischio elevato).

Sono stati dunque individuati nove criteri guida per lo svolgimento delle attività a rischio:

1)     L’interesse pubblico, a fondamento di ogni decisione, deve essere sempre esplicitato nei provvedimenti.

2)     La legalità è un valore per l’Amministrazione e per gli operatori economici che con l’Amministrazione hanno rapporti.

3)     I rapporti tra Amministrazione ed operatori economici o comunque destinatari di benefici, a qualunque livello ed in ogni fase, devono essere trasparenti.

4)     L’organizzazione degli uffici e la distribuzione delle competenze e funzioni deve essere trasparente.

5)     Il Responsabile della prevenzione della corruzione deve avere piena informazione delle attività a rischio.

6)      Non deve sussistere conflitto di interessi per coloro che partecipano ai processi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni.

7)     Il rispetto dei termini previsti da leggi, regolamenti, disposizioni interne e altri atti anche a contenuto negoziale deve essere sempre monitorato.

8)     L’esatto adempimento dei contratti deve essere oggetto di specifica rendicontazione e pubblicità.

9)     La cultura del servizio pubblico, improntata ai principi di etica, legalità e trasparenza, deve essere oggetto di una corretta e costante diffusione tramite corsi di formazione.

Dai criteri discende la predisposizione delle procedure da osservare. In ogni fase procedimentale, ad esempio, coloro che decidono sull’affidamento dei lavori dovranno preventivamente dichiarare l’inesistenza di conflitti di interesse: non dovranno sussistere rapporti negoziali privati tra dipendente e appaltatore da almeno tre anni. L’attività di progettazione non dovrà subire interferenze da parte di soggetti privati: ogni tipo di contatto con operatori economici dovrà essere comunicato al responsabile per la prevenzione della corruzione. Il responsabile dell’ufficio che ha progettato un’opera dovrà astenersi da ogni attività inerente l’individuazione del terzo contraente e ogni gara sarà soggetta a specifica validazione da parte di un altro dirigente scelto a sorteggio dopo la conclusione della gara stessa. Nelle procedure di gara andrà inserito, quale elemento di valutazione, il rating di legalità.

Inoltre, ritenendo che una corretta ed efficace azione di prevenzione della corruzione possa essere condotta soltanto attraverso una piena trasparenza amministrativa, intesa come massima accessibilità di tutti i procedimenti e tutte le procedure dell’Amministrazione, il Piano prevede la pubblicazione sul sito internet dell’Ente non soltanto di tutti gli atti che legano il Comune in rapporti economici con privati, ma anche di tutte le fasi che portano alla loro definizione.  Non solo dunque, integrale accessibilità e leggibilità degli atti, ma anche piena evidenza dei processi che precedono la loro formalizzazione.

Oltre al Piano di prevenzione della corruzione, la giunta ha licenziato anche il Regolamento per i lavori, forniture e servizi in economia, che dovrà essere discusso e approvato dal consiglio comunale. Per gli affidamenti in economia la legge non prescrive il ricorso a una gara pubblica, ma l’amministrazione ha voluto individuare precise procedure da applicare anche in questi casi: dal ricorso al sistema telematico Start della Regione Toscana, all’istituzione, mediante avviso pubblico, di un elenco degli operatori economici al quale ricorrere per l’affidamento tramite procedura negoziata dei lavori sotto i 40.000 euro.

Con la delibera di indirizzi sulla modalità di affidamento dei lavori, anch’essa approvata giovedì 6 giugno, inoltre, a fronte delle prescrizioni di legge che prevedono l’obbligo di ricorrere a gare ad evidenza pubblica per l’affidamento di lavori con importi superiori a un milione di euro,la Giunta dà indirizzo ai dirigenti di procedere all’affidamento tramite gara pubblica di tutti i lavori di importo superiore ai 100mila euro. Sarà questo un criterio, insieme a quello della massima trasparenza degli atti, con il quale saranno valutati i dirigenti.

Un’attenzione particolare il Piano la riserva alla formazione del personale, prevedendo corsi rivolti ai dipendenti sui temi della legalità e cicli formativi pratici per chi si occupa di affidamenti di lavori. Ogni anno, a partire dal 2014, il Comune dedicherà una giornata alla trasparenza, con il coinvolgimento dei dipendenti interni e di tutti coloro che hanno contatti con l’Ente e istituirà un premio per la trasparenza.





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