Il Comune di Pistoia e le Cooperative di tipo B

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 Il Comune di Pistoia e le Cooperative di tipo B


 

Il Comune di Pistoia – Assessorato alle Politiche Sociali - è da tempo impegnato nel sostegno della cooperazione sociale al fine di creare una rete territoriale in grado di rispondere ai bisogni di assistenza dei cittadini.

Il tema della cooperazione sociale sta assumendo un ruolo essenziale nella costruzione e organizzazione delle politiche sociali. Nell’ottica del nuovo Welfare le cooperative di tipo B diventano attori fondamentali come apportatori di un valore aggiunto che è legato non soltanto alla tipologia di organizzazione di queste aziende, ma soprattutto ai percorsi di inserimento lavorativo dei soggetti “svantaggiati”.

Le leggi nazionali e regionali hanno individuato nella cooperazione di tipo B i soggetti attuatori di una politica di integrazione economica e sociale di alcune fasce deboli della popolazione (invalidi fisici, psichici e sensoriali, i tossicodipendenti, gli alcolisti, minori in età lavorativa con difficoltà familiari, detenuti ammessi alle misure alternative alla detenzione).

Il Consiglio Comunale di Pistoia ha stabilito, attraverso la Delibera n.101 del 21/05/2001, alcune linee guida per la collaborazione fra enti pubblici e cooperative sociali al fine di favorire l’integrazione delle persone svantaggiate promuovendo la cultura della solidarietà e della responsabilità anche in campo economico. Dal 2001 ad oggi il Comune di Pistoia ha favorito un processo di diffusione, sia al proprio interno che sul territorio, dei temi vicini alla cooperazione sociale.

Nel mese di luglio 2005 le cooperative sociali B presenti sul territorio del Comune di Pistoia hanno siglato un protocollo d’intesa per creare un rafforzamento del loro legame e costituire un interlocutore unico nei confronti degli EE.LL. e del privato.

Scarica il testo integrale del protocollo:
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Sempre nel mese di luglio 2005 è stato siglato fra queste cooperative, il Comune, le OO.SS. e le Confederazioni delle cooperative (Lega e Confcooperative) un protocollo d’intesa per lo sviluppo e il consolidamento della cooperazione sociale.
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 Che cosa sono le Cooperative sociali di tipo B

Le cooperative sociali sono state istituite sulla base della Legge 381/91 che stabilisce gli aspetti fondamentali di questi nuovi tipi di azienda.
La legge distingue le cooperative in:

  • Cooperative di tipo A per la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi;
  • Cooperative di tipo B per lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

La legge 381/‘91 e la legge regionale 13/‘94 attribuiscono alle cooperative sociali la finalità di “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed alla integrazione dei cittadini”.
All’interno delle cooperative sociali sono coniugati i principi di democrazia e partecipazione interna al fine di realizzare strategie per la promozione e l’empowerment di comunità agendo sull’area della prevenzione, assistenza, riabilitazione e sull’inserimento sociale e lavorativo.

Le Cooperative Sociali di tipo B si caratterizzano per due aspetti: sono aziende non profit, senza scopo di lucro, e si propongono come finalità statutarie (art.1 L.381/91) l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. La stessa legge determina nei suoi articoli le caratteristiche relative alle iscrizioni dei soci, ai bilanci, alle agevolazioni e, all’articolo 4, individua le categorie delle persone svantaggiate: “gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di istituti psichiatrici, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiari condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione (previste dagli articoli 47, 47-bis, 47-ter e 48 della Legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificati dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663)”. 

Nel tentativo di coniugare l’aspetto lavorativo con quello del recupero sociale di persone svantaggiate, attraverso il lavoro come strumento idoneo al reinserimento nel normale tessuto sociale, le cooperative di tipo B si trovano a svolgere un duplice ruolo: quello di normale impresa e quello del recupero socio-educativo.
La definizione di cooperativa di tipo B viene data soltanto a quelle cooperative che hanno al loro interno una percentuale di lavoratori/soci svantaggiati di almeno il 30%.

Le cooperative sociali di tipo B operano come aziende “ponte” al cui interno è possibile riacquisire alcune capacità manuali/lavorative e relazionali. Alla base di questo tipo di approccio sta la convinzione che il lavoro è una componente importante per la costruzione di una propria progettualità di vita.

Il lavoro, in cooperative di questo tipo, non consiste soltanto nell’acquisizione di tecniche o abilità, ma si basa su proposte che si rivolgono all’individuo nel suo complesso. L’intento è quello di creare una rete intorno a queste persone che veda la collaborazione fra più servizi ed associazioni affinché sia individuata una risposta complessiva ai diversi bisogni manifestati.

Il Comune di Pistoia – Assessorato alle Politiche Sociali - è da tempo impegnato nel sostegno della cooperazione sociale al fine di creare una rete territoriale in grado di rispondere ai bisogni di assistenza dei cittadini.






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