Garante Regolamento Urbanistico
Verbale del Focus Group del 29 febbraio 2008
con gli ordini professionali
Alle 15, nella sala riunioni dell’Assessorato all’Urbanistica, sono presenti L’assessore all’urbanistica, Silvia Ginanni, il prof. Massa con gli architetti Giovannelli, Nespolo e Castagnini, l’Arch. Olga Agostini, il garante della comunicazione Angelo Ferrario e i rappresentanti degli ordini degli architetti, ingegneri e geometri.
Ferrario fa una breve introduzione su modalità e significato del focus group, sottolineando quanto prezioso possa essere il contributo dei professionisti del settore.
L’assessore Ginanni conferma la disponibilità dell’amministrazione comunale all’ascolto dei suggerimenti che potranno provenire dagli ordini; questo potrebbe essere anche il primo di una serie di incontri su varie problematiche.
L’arch. Moretti sostiene che nel quadro conoscitivo alla base del lavoro sul RU sono sottovalutati, a suo parere, i fattori climatici ed ambientali (non c’è per esempio un indice di insolazione, importante per le fonti energetiche alternative). Bisognerebbe delineare meglio anche i fattori di rischio idraulico, acquisire ulteriori dati geologici, affrontare il problema delle fognature che mancano e del sistema di smaltimento dei rifiuti.
Preoccupa anche l’insufficiente definizione di un sistema della mobilità, sia per le auto, che per pedoni e ciclisti.
Bisognerebbe infine pensare ad adeguare i regolamenti comunali alle disposizioni regionali in materia di compatibilità ambientale.
L’arch. Cecchi ritiene che in passato si sia proceduto per stralci, tamponando qua e là, senza una visione organica complessiva; spera che con il nuovo RU le cose cambino. C’è poi bisogno di semplificare le procedure per i professionisti, lasciando meno cose all’interpretazione ed essendo più chiari.
L’ing. Mingrino esprime soddisfazione per il metodo di lavoro adottato: è la prima volta che gli ordini vengono consultati prima dellla stesura degli atti; di solito veniva loro richiesto solo di fare i “correttori di bozze”.
In effetti c’è bisogno di definire un quadro organico di riferimento più generale.
Moretti interviene nuovamente per sollevare il problema del vivaismo; come mai non si interviene sulla destinazione d’uso del suolo, rinunciando praticamente a pianificare? Tra l’altro si potrebbero prevedere interventi vantaggiosi anche per gli stessi vivaisti.
L’ing. Baldi concorda con Mingrino: questo incontro è molto positivo. Bisogna essere concreti e dare alla gente la possibilità di attuare subito le previsioni adottate, rifacendo, tra l’altro, anche il regolamento edilizio.
L’arch. Galassi chiede informazioni sulle aree di degrado e sul meccanismo della perequazione.
Il prof. Massa ringrazia per le sollecitazioni e sottolinea che il quadro conoscitivo del RU è stato messo insieme pensando all’utilizzo che si sarebbe potuto fare dei dati; non copre quindi tutte le problematiche in modo dettagliato, ma è costruito rispetto agli obiettivi. Sono ben presenti comunque sia il tema della sostenibilità ambientale, che quello della mobilità non veicolare (vedi per esempio la rete di percorsi pedonali che collegano il centro alle aree verdi).
La previsione di edificazione del RU è molto limitata; non si tratta quindi di ridisegnare lo sviluppo urbano, ma di razionalizzare l’esistente, migliorando la vita di chi ci abita. Sicuramente bisognerà in questo senso coordinare RU e regolamento edilizio.
L’ambiente è tenuto in primo piano; si parte infatti dalla nozione di città-paesaggio; c’è molta attenzione anche per il vivaismo.
Si cercherà anche di sviluppare norme chiare; l’idea sarebbe di avere una sorta di “testo unico” legato a data base specifici, fatti a schede per ogni edificio appartenente al patrimonio storico (ne sono stati già censiti 13.000), con le tipologie d’intervento consentite.
Il modello proposto è quello di una città di servizi. Pistoia si sta ricollegando all’area metropolitana grazie al recupero, anche se tardivo, delle aree ex Breda e di altre zone di degrado; bisogna che recuperi in questo contesto funzioni sue proprie, come città della musica, dello sport, ecc. in un sistema policentrico.
Quanto alla perequazione, è un dispositivo molto complicato, che prevede l’attribuzione di indici e il trasferimento dei valori volumetrici in un unico punto indicato dalla pianificazione, indipendentemente dalla proprietà.
Nel caso, comune, di proprietà frammentate, la soluzione precedentemente adottata era quella dei comparti, ma non ha funzionato; il sistema della perequazione può invece funzionare se il Comune funge da mediatore tra i privati e c’è una forte coesione sociale; riguarda comunque aree selezionate e ridotte.
L’arch. Cecchi chiede notizie sui progetti di edilizia pubblica.
L’assessore Ginanni ribadisce che si tratta di un tema fondamentale per l’amministrazione. Negli ultimi anni si è consentito di costruire molto; ora si deve cambiare mentalità: bisogna costruire e gestire, non solo costruire e vendere. E riqualificare l’esistente, magari mettendo in campo lo strumento dei concorsi di progettazione.
L’arch. Giovannelli precisa che non tutte le zone di degrado diventeranno aree di trasformazione; alcune aree produttive (Permaflex, Martinelli) resteranno tali.
Altre aree (Montesecco, Ville Sbertoli) andranno destinate a servizi di qualità.
L’assessore Ginanni conferma che ci si concentrerà, nei prossimi 5 anni, su queste questioni e sull’area ex Dano. C’è un problema grosso di risorse; con i vari patti di stabilità, non si può più contare solo su un intervento diretto del Comune; occorre pensare a qualcosa di diverso.
In chiusura, l’ing. Mingrino chiede di poter avere, su un cd, copia integrale del documento di indirizzo sul regolamento urbanistico del febbraio 2007; Ferrario assicura che sarà pronto nel giro di qualche giorno.
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