Garante Regolamento Urbanistico
Verbale del Focus Group del 12 dicembre 2008
sull’edilizia sociale
Alle ore 12, nella sala riunioni dell’Assessorato all’Urbanistica, sono presenti l’assessore all’urbanistica Silvia Ginanni, il dirigente del servizio urbanistica e assetto del territorio arch. Francesco Bragagnolo, l’arch. Olga Agostini dell’ufficio progettazione del territorio, l’arch. Manuela Tizzi dell’ufficio ERP, l’arch. Luca Nespolo, il garante della comunicazione Angelo Ferrario e i rappresentanti di diverse organizzazioni e cooperative che si occupano di edilizia sociale.
In apertura l’assessore sottolinea l’importanza che hanno i progetti di edilizia sociale nel nuovo Regolamento Urbanistico. Secondo il quadro conoscitivo, a Pistoia mancherebbero 400 alloggi a basso costo; sarà difficile soddisfare interamente nei prossimi cinque anni questo fabbisogno anche perché lo stesso Regolamento prevederà in tutto la realizzazione di soli 800 alloggi.
Sarebbe importante riuscire a realizzarne almeno 300 di edilizia sociale, anche con progetti di recupero dell’esistente; oggi non manca l’offerta di residenza, ma i prezzi restano troppo alti per alcune fasce di popolazione.
Lo strumento degli espropri di aree è purtroppo spuntato; l’orientamento attuale della giurisprudenza è molto garantista per i proprietari, per cui per realizzare un’area PEEP si finisce per pagare il terreno al valore venale più un 10%.
Bisogna trovare soluzioni alternative, come mettere in campo aree di proprietà comunale o adottare il meccanismo della perequazione.
E’ comunque intenzione dell’amministrazione partecipare ai bandi regionali sugli affitti calmierati, recuperando risorse.
Benedetti solleva il problema dei costi finanziari che si devono sostenere per l’eccessiva durata delle operazioni burocratiche.
Bragagnolo prende l’impegno di studiare come ottimizzare i processi; sottolinea però come anche le banche dovrebbero fare la loro parte.
Bevilacqua concorda con la necessità di riuscire a limitare gli oneri finanziari, visto che i costi di costruzione lievitano continuamente, anche per le nuove norme in materia.
Meglio sicuramente ristrutturare che fare nuovi insediamenti; bisogna comunque cercare spazi per l’edilizia sociale in progetti complessivi più ampi, che prevedano anche altri tipi di alloggi.
Ci vogliono più controlli sulla catena delle cessioni di proprietà; oggi succede che uno acquista in area PEEP e dopo pochi anni quell’alloggio si trova sul mercato in vendita a prezzi correnti.
Col Comune s’intende collaborare, anche magari individuando insieme le aree dove realizzare nuovi insediamenti.
Altri intervengono per sottolineare come si debba lavorare sul costo delle aree, visto che i costi di costruzione risultano piuttosto rigidi; se ad essi si aggiungono gli oneri previsti, si arriva ad un costo di 1600 € al mq per chi edifica. Se si pensa che un alloggio di edilizia sociale non dovrebbe superare un prezzo alla vendita di 1800 € al mq, si capiscono le difficoltà…
L’utilizzo di aree di proprietà comunale e l’adozione di meccanismi di perequazione urbanistica sembrano a tutti comunque soluzioni percorribili.
Bevilacqua rimarca l’effetto indiretto dell’edilizia sociale come elemento calmieratore del mercato e chiede al Comune di impegnarsi a fondo, individuando anche con precisione le aree che potranno essere oggetto di perequazione.
L’assessore concorda, pur sottolineando che i margini di manovra dell’amministrazione sono piuttosto ristretti.
L’arch. Agostini si dichiara disponibile a studiare diverse soluzioni, purchè compatibili con il Piano strutturale, Ci sono troppe richieste di cambiamento di destinazione d’uso che non possono essere accettate tout court: il territorio agricolo non può essere assimilato a quello urbano.
La strada degli ambiti perequativi è da privilegiare, anche perché garantisce uno sviluppo equilibrato e l’adozione di standard come parcheggi, verde attrezzato, ecc.
Bisognerebbe infine forse introdurre un cambiamento nelle nostre tipologie costruttive; in altri Paesi europei si realizzano residenze sociali con servizi comuni e spazi condivisi; in Italia purtroppo la cosa non decolla…
In chiusura l’assessore ringrazia tutti per il contributo e conferma l’impegno dell’amministrazione a rendere concrete le previsioni di edilizia sociale contenute nella bozza del Regolamento Urbanistico.
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