Altri progetti di catalogazione e preservazione di materiali e documenti antichi posseduti sono consultabili visitando i link indicati in basso:
Manoscritti Fondo Forteguerriano
E' stata catalogata una prima tranche di 40 manoscritti del Fondo Forteguerriano,
nella previsione di poter disporre di un catalogo completo e su supporto
elettronico dell'intero fondo, attualmente consultabile attraverso il
catalogo compilato da Vittorio Capponi nel 1873.
I manoscritti descritti
recano le segnature: A.8, A.9,
A.10, A.11,
A.29, A.39,
A.41, A.52,
A.66, B.89,
B.90, B.102,
B.103, B.104,
B.105, B.107,
B.109, B.112,
B.113, B.116,
B.117, B.118,
B.146, B.148,
B.155, B.157, B.159, B.171
B.175, B.176,
C.193, C.200,
C.219, C.230,
C.240, D.312,
D.313, D.334, E.380, E.399.
Si tratta di codici successivi al XV secolo e pertanto non presenti
nel catalogo I manoscritti medievali della Provincia di Pistoia frutto del progetto regionale Codex per il censimento, la valorizzazione
e la tutela dei manoscritti medievali in Toscana. Da tale progetto è
stato invece ripreso, seppure con alcuni adattamenti, il modello di
scheda descrittiva. La catalogazione è stata effettuata da Natascia
Bianchi.
Tipografia pistoiese
Nell'ambito del progetto LAIT (Libri antichi in Toscana) è stato
realizzato un catalogo analitico delle edizioni antiche pistoiesi (secc.
XVII-XIX) possedute dalla Biblioteca Forteguerriana, che descrive tutti
i singoli esemplari conservati in biblioteca, evidenziandone le peculiarità,
quali contrassegni di provenienza, vecchie segnature, ecc.
Nel lavoro
è stata prestata particolare attenzione a tutti gli elementi
connessi con le vicende dell'attività tipografica svoltasi a
Pistoia nel periodo sopra indicato e, più in generale, con la
cultura pistoiese e i suoi esponenti di maggior rilievo.
Il catalogo,
a cura di Katia Cestelli, è stato pubblicato nel maggio 2005 nella collana Toscana "Beni Librari".
LAIT. Seconda edizione
E' in corso di svolgimento la realizzazione della seconda edizione
del catalogo cumulato delle edizioni antiche possedute dalle biblioteche
toscane (LAIT. Libri antichi in Toscana) curata, così come la
prima edizione, dalla Biblioteca Forteguerriana, su incarico della Regione
Toscana.
Questa seconda edizione si arricchisce di circa quarantamila nuovi record
provenienti da biblioteche di varie tipologie, appartenenti ad enti
pubblici e privati.
Prosegue il lavoro di normalizzazione dei nomi degli autori e degli
stampatori ed è prevista inoltre la creazione di un indice dei
possessori degli esemplari descritti.
Raccolta manoscritta
Alberto Chiappelli
Grazie ad un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia
e Pescia e alla collaborazione con la Società pistoiese di storia
patria si è potuto dare inizio ad un progetto molto impegnativo,
ma allo stesso tempo importante per la nostra città e per gli
studiosi, quale la catalogazione informatizzata della raccolta manoscritta
di Alberto Chiappelli, della cui realizzazione è incaricata Sara
Puccini.
Tra i fondi manoscritti conservati nella Biblioteca Forteguerriana quello
di Alberto Chiappelli (1854-1930) riveste una particolare
importanza per l'ampiezza della raccolta e per il valore storico, che
ne fanno uno strumento insostituibile per chi voglia studiare i molteplici
aspetti (storico, economico, culturale) della nostra storia locale a
partire dal XV per arrivare al XIX secolo.
La raccolta si divide in 322 filze, contenenti ciascuna svariate decine
e talvolta centinaia di pezzi, per ciascuno dei quali è necessaria
una descrizione più o meno analitica.
Varie sono le tipologie
di materiali presenti, per ognuna delle quali è stato predisposto
un diverso tipo di scheda e di formato descrittivo.
Le principali sono
le seguenti: gli epistolari, i manoscritti in forma di codice (composizioni
poetiche in vario metro, memorie, raccolte di statuti, ecc. appartenenti
soprattutto ai secoli XVI-XVIII), le carte delle più importanti
famiglie pistoiesi legate in volume o sciolte (Brunozzi, Cellesi, Conversini,
Forteguerri, Franchini, Ippoliti, Pagnozzi, Pallavicini, Panciatichi,
Puccini, Rospigliosi, Rossi, Rutati, Selvatici, solo per citarne alcune),
interi archivi o parte di essi provenienti da enti e istituzioni pubbliche
civili o religiose. Fra questi si possono ricordare, solo per citarne
alcuni, la Diocesi pistoiese (di particolare interesse i documenti del
periodo Ricciano), i Cavalieri di S.. Stefano, le Accademie e istituzioni
culturali (particolarmente ricca la documentazione su quelle teatrali,
dai Risvegliati, per arrivare al Teatro Manzoni e al Politeama Mabellini) e
la Guardia civica.