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Biblioteca Fabroniana Piazza San Filippo, 1
51100 Pistoia Tel e fax: +39 (0)573 32074 e-mail: fabronianapt@tin.it ![]() orario di apertura: martedì 9 - 12 e 14,30 - 17,30, giovedi' 9 - 12 agosto: chiuso patrimonio: 20.000 volumi a stampa e incunaboli, oltre 400 manoscritti servizi: consultazione, fotocopie
La BIBLIOTECA FABRONIANA fu ufficialmente istituita nel 1726 nei
locali allestiti sopra la chiesa dei SS. Filippo e Prospero in seguito
alla donazione "inter vivos" della ricca libreria del
Cardinale Carlo Agostino Fabroni (Pistoia 1651- Roma 1727), che
già nel 1722 aveva avviato i lavori di ristrutturazione dell'edificio
e messo a disposizione beni per garantire il mantenimento e lo sviluppo
di una biblioteca che dovesse "sempre, et in perpetuo servire
a commodo, ed uso publico della città". I volumi del
Cardinale, consistenti "in circa Due mila quattrocento volumi
in folio, in mille ottocento cinquanta in quarto, et in due mila
quattrocento sessanta in altri sesti, appartenenti a Teologia Scolastica,
Morale, e Dogmatica, Istoria si ecclesiastica, come profana, Geografia,
Filosofia, Mattematica, Filologia, ed ogni altra sorte di varia
erudizione sacra e profana", furono trasportati da Roma fino
alla foce del Tevere e da qui via mare fino al porto di Livorno
con la scorta di due galere voluta addirittura dal Papa Benedetto
XIII, per poi giungere a destinazione e passare così sotto
la gestione amministrativa della Congregazione dei Preti dell'Oratorio
di san Filippo Neri di Pistoia. L'apertura al pubblico avvenne nel
1730 e già negli anni immediatamente successivi la biblioteca
venne acquistando un ruolo sempre più centrale nella città
e per lungo tempo fu ritenuta superiore all'altra grande biblioteca
pistoiese, la Forteguerriana, grazie alla bellezza architettonica
del suo edificio, alla rarità e alla completezza del suo
patrimonio e alla luminosità delle sue sale. Caratteristiche
queste che tutt'oggi si rivelano agli occhi del visitatore, oltre
al fatto rilevante che l'ambiente ha mantenuto gli arredi originali
ed alcune opere scultoree e pittoriche di notevole interesse artistico. Nel 1810, in seguito alla soppressione della Congregazione
dei Filippini, la gestione amministrativa passò al Comune,
che dovette però cederla all'indomani della caduta del regime
napoleonico, al Capitolo della Cattedrale, secondo quanto già
previsto nel lascito testamentario dello stesso Fabroni, Capitolo
che ne mantiene tuttora la competenza. Attraverso lo scalone d'entrata,
decorato da affreschi "trompe l'oeil", si accede ad un
ampio atrio, l'antica sala di lettura, dominato dalla statua del
Cardinale Fabroni eseguita dal pistoiese Gaetano Masoni. Ai lati
della porta della biblioteca due importanti gruppi marmorei, La
"Nascita" e "La Deposizione" di Augusto Cornacchini
da Pescia e sopra un cartiglio recante la scritta "Excomunicatio
contra extrahentes" ossia la scomunica per chi, prelevato un
volume lo avesse portato fuori da tale sala. Dal punto di vista
architettonico la Fabroniana si presenta come un grande salone dove
i volumi sono collocati in scansie di noce intagliate sormontate
da un ballatoio praticabile che circonda tutto l'edificio e che
contiene altri libri. Ai quattro angoli della sala vi sono i cosiddetti
"stanzini" e nel mezzo ad essa due banchi di noce indiano,
uno dei quali è impreziosito da un crocifisso in bronzo,
che si trovavano nello studio romano del Cardinale. Per quanto concerne
più direttamente il patrimonio librario, occorre precisare
che nel corso dei secoli l'originaria donazione del Fabroni si è
arricchita in parte per il completamento dell'acquisizione della
libreria del Cardinale dopo la sua morte e per l'ulteriore donazione
fatta nel 1869 dall'ultima discendente femminile della famiglia
Fabroni, la contessa Eugenia Caselli, in parte grazie a nuove accessioni
come la biblioteca dei Padri Filippini, una sezione di quella dei
Padri Francescani di Giaccherino e il più recente lascito
dell'avvocato pistoiese Tommaso Gelli del 1917. La consistenza attuale
del patrimonio consta di circa 20000 volumi a stampa, tra i quali
preziosi incunaboli e oltre 400 manoscritti. Prevalgono i testi
a carattere religioso, ossia le edizioni della Sacra Bibbia di secoli
diversi, opere dei Padri della chiesa, storie ecclesiastiche, regole
di ordini monastici, studi agiografici, opere concernenti la Sacra
Rota, documenti sul giansenismo, sul Concilio di Trento e sulla
Bolla Unigenitus della quale il Fabroni si ritiene "quasi autore".
Accanto ad essi, troviamo poi un ampio fondo a carattere umanistico:
classici latini ed italiani, opere di storia e di storia dell'arte,
opere giuridiche e filosofiche. Da segnalare una importante raccolta
dedicata alle missioni cattoliche in Cina, nonché un ampio
fondo geografico ed un più ristretto fondo scientifico (sec.
XVII-XVIII) costituito da opere di medicina, fisica, scienze naturali,
aritmetica e geometria.A cura di Anna Agostini |
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