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Piazza del Duomo, 1 - 51100 Pistoia • Tel. 05733711 • Fax 0573371289 • Numero verde 800-012146 • C.F. e P.Iva 00108690470 Twitter
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Associazioni e Gruppi


Amnesty International

Sezione Italiana

 

Gruppo Italia 98 di Pistoia


Amnesty nel Mondo...

AMNESTY INTERNATIONAL è un movimento internazionale, indipendente da qualsiasi governo, parte politica, interesse economico o credo religioso.
Opera per la promozione e la difesa dei diritti umani e incentra innanzitutto la sua azione sui casi di singoli prigionieri. Possiede status consultivo presso le Nazioni Unite, ed ha ricevuto il premio Nobel per la Pace nel 1977. Ogni giorno AI con il contributo e l'attività' dei suoi Soci e Volontari si batte per l'Abolizione della Pena di Morte, la Liberazione di tutti i Prigionieri d'Opinione, la Cessazione d'ogni forma di Tortura, la Celebrazione di Processi equi per tutti i Prigionieri Politici. Tutto questo è fatto senza il contributo di Governi e solo dopo aver eseguito serie indagini sui vari Casi.

Casi, uomini e donne in pericolo, che diventano Azioni Urgenti!!!

Amnesty è anche a Pistoia con il gruppo Italia 98.


Chi siamo...

Il nostro e' un Gruppo di Soci Attivi della Sezione Italiana di AI. Ci ritroviamo regolarmente per portare avanti le varie attività dell'Associazione. Facciamo manifestazioni per la raccolta dei fondi, tavolini in luoghi pubblici per ottenere le firme dei cittadini desiderosi di appoggiare la lotta per la difesa dei diritti di un altro essere umano!
Abbiamo incontri regolari con gli Istituti scolastici della nostra provincia.
Durante le nostre riunioni, non solo progettiamo le attività, ma discutiamo ed analizziamo le questioni che ci sono presentate dalla Circoscrizione Toscana, organo di coordinamento dei vari Gruppi.
Invitiamo tutti coloro che sono interessati alla nostra Associazione a venirci a trovare (gli incontri sono pubblici!) oppure a scriverci un E-mail!

Ciao! ...e Grazie!


Per informazioni sull'attività a Pistoia...

Il Gruppo si riunisce ogni secondo e quarto Martedì del Mese alle ore 21,30 presso la sede di via Cancellieri 30 a Pistoia!!!


Come Aiutarci...

Sostieni Amnesty iscrivendoti oppure inviando copie degli appelli, che trovi sul sito di Amnesty Italia www.amensty.it
Coloro che scelgono di sostenere Amnesty International (vi sono iscritti in 162 paesi) possono farlo come soci 'attivi' (impegnati cioè nella vita dei gruppi locali o nelle strutture di coordinamento nazionale) o come soci 'amici' o sottoscrittori. Nel mondo ci sono ormai più di un milione di persone oggi "unite in un'azione comune" (per usare le parole di Peter Benenson) in questo modo.
Una delle caratteristiche del movimento è proprio questa: ognuno può dare secondo i tempi e modi a lui più congeniali il suo impegno e sostegno ad Amnesty. La sfida continua è quella di diventare sempre meglio uno strumento al servizio dei diritti umani, per la loro promozione, per il loro rispetto, per la prevenzione delle violazioni. Uno strumento utilizzabile da tutti.
È possibile 'fare la differenza' in tema di diritti umani, iscrivendosi una volta all'anno, inviando una cartolina ogni tre mesi come socio amico, inviando un'azione urgente al mese, partecipando alle riunioni del gruppo come socio attivo, coordinando una campagna a livello regionale, lavorando in un coordinamento nazionale...sono tutte opportunità che ti offre Amnesty International.


Come Iscriversi

Iscriversi ad Amnesty è molto semplice. Le quote associative sono diversificate, scegli la tua:

  • € 75 all'anno Socio Sostenitore Speciale
  • € 50 all'anno Socio Sostenitore
  • € 29 all'anno Socio Ordinario
  • € 15 all'anno Socio Junior (14-18 anni)
  • € ... all'anno Quota Libera

È possibile iscriversi:

  1. Con DOMICILIAZIONE BANCARIA O POSTALE un metodo nuovo che ti evita inutili code alle poste e ci fa risparmiare costi amministrativi dandoci anche maggior capacità di pianificazione. Per maggiori informazioni chiama lo 06-4490210
  2. ON LINE tramite carta di credito Visa o Master Card (su www.amnesty.it)
  3. Attraverso il CONTO CORRENTE POSTALE c/c n° 552.000 intestato a: Amnesty International - Sezione Italiana , Via G.B. De Rossi, 10 - 00161 Roma
  4. Con BONIFICO BANCARIO c/c n° c/c n. 300000 presso Banca Popolare Etica - ABI 05018 - CAB 03200 - CIN X - IBAN IT 56

Socio attivo e socio amico?

- Socio amico
All'atto dell'iscrizione diverrai "socio amico". Significa essere abbonato al Notiziario trimestrale "Amici di Amnesty International" e ricevere la "tessera" degli amici di Amnesty. In questo modo sarai sempre informato sulle attività dell'Associazione.

- Socio attivo
Con la tessera degli amici di Amnesty riceverai anche una "cartolina" che potrai compilare e rispedirci. Rinviando il talloncino di risposta, sarai considerato,da quel momento, "Socio Attivo" e riceverai, in sostituzione del trimestrale e senza alcuna spesa in più, il Notiziario bimestrale "Amnesty International". In tal modo avrai opportunità di partecipare, assieme ai soci A.I. di tutto il mondo, alla campagne di appelli proposti sul mensile in favore dei prigionieri per motivi di opinione, nonché alle iniziative dei Gruppi Amnesty della tua zona. Il tuo impegno non sarà vincolante, sarai tu stesso a stabilire i tempi e i modi della tua partecipazione.


Attivismo...

Amnesty International è un movimento con un'ampia base di attivisti. Ci sono più di un milione di persone che condividono una stessa concezione dei diritti umani, che sono determinate nel fare pressione sui governi per fermare gli abusi ovunque accadano e che sono pronte a lavorare per questo risultato.
Questi attivisti sono presenti in tutto il mondo e hanno la possibilità di agire rapidamente ed efficacemente sin dal momento in cui ad Amnesty International perviene notizia di abusi che rientrano nel suo mandato.
Questi individui non mettono necessariamente a disposizione del movimento delle speciali abilità o conoscenze. Donano un po' del loro tempo e delle loro risorse personali ed, in particolare, donano il loro lavoro, la loro energia e creatività.
Queste persone lottano per i diritti umani in modi diversi. I soci iscritti all'organizzazione si abbonano alle sue pubblicazioni, si uniscono ai gruppi e partecipano alle campagne. I donatori sostengono questo lavoro con i contributi finanziari. I membri dello staff contribuiscono con la loro professionalità. Molte persone che non sono né soci né sostenitori, né appartengono allo staff, assistono il movimento in vari modi: dalla semplice firma di una petizione di Amnesty International ad un tavolino di informazione, ad un intervento in Parlamento sui Diritti Umani.
Gli Attivisti di Amnesty International vengono da culture molto diverse e si trovano in quasi tutti i paesi del mondo. Molti contribuiscono alle campagne di Amnesty International lavorando individualmente. Scrivono i testi degli appelli, particolarmente nei casi di azioni urgenti, dove la tempestività della risposta è cruciale. Donano soldi e materiale ad Amnesty International. Trasmettono il messaggio di Amnesty International sui diritti umani ai propri rappresentanti politici, ai media ed ai notiziari locali.

Sostieni anche tu l'attività di amnesty, diventa anche tu Attivista per i Diritti Umani


La nostra Campagna in corso...

Mai più violenza sulle donne in tutto il mondo!

Il 2004 e il 2005 sono per Amnesty International gli anni dedicati ai diritti umani delle donne.
Amnesty International porterà solidarietà a tutte le donne vittime di violenza nel mondo e alle numerose donne che in ogni parte del mondo le difendono, nonostante le minacce, il dileggio e le intimidazioni. Ci occuperemo di concreti casi di violazione dei diritti umani delle donne, ricordando agli Stati e all'opinione pubblica la drammatica situazione in cui si trovano milioni di donne nel mondo, richiamando gli Stati al rispetto degli impegni da loro assunti nell'ambito delle Nazioni Unite, premendo per la ratifica e all'attuazione dei principali documenti internazionali sui diritti delle donne.
La campagna "Mai più violenza sulle donne" chiede a leader mondiali, alle organizzazioni e ai privati cittadini di impegnarsi pubblicamente per fare in modo che la Dichiarazione universale dei diritti umani ­ in cui vengono promessi uguali diritti e protezione per tutti ­ diventi una realtà per tutte le donne.

Intervento di Irene Khan Segretaria generale di Amnesty International

Non conobbi mai Paloma, ma sua madre mi parlò di lei. Paloma era una delle diverse centinaia di giovani donne assassinate a Ciudad Juárez, una città al confine tra Messico e Stati Uniti. Peroltre un decennio, queste donne furono rapite, torturate, stuprate e uccise. Le autorità fecero ben poco per indagare, perseguire o fermare questi delitti perché si trattava di donne povere, inermi, politicamente ininfluenti. Molte erano giunte a Ciudad Juárez per lavorare nei maquiladoras, stabilimenti di assemblaggio costruitidalle multinazionali sul confine messicano, attirate dalle agevolazioni fiscali e dal basso costo della manodopera messicana. Le giovani donne come Paloma hanno alimentato il fenomeno della globalizzazione economica nella speranza di ricavarne qualcosa, diventandone altresì le vittime. Ciò che spicca in questo caso è il coraggio delle madri delle donne uccise a Ciudad Juárez. Le madri si sono organizzate tra di loro e chiedono giustizia. Assieme a loro e ad altri, lo scorso anno Amnesty International è riuscita a esercitare pressione sul governo federale del Messico affinché si impegnasse afar cessare le uccisioni. La storia di Paloma è soltanto uno tra imilioni di esempi della più vergognosa infamia dei nostri tempi: la violenza sulle donne.
In Asia e Medio Oriente le donne vengono uccise in nome dell'onore.
Nell'Africa occidentale le ragazze sono sottoposte amutilazioni genitali femminili in nome della tradizione. Nell'Europa occidentale le donne migranti e rifugiate sono attaccate perché non accettano le usanze sociali della comunità che le ospita. Nella regione meridionale dell'Africa le ragazze sono stuprate e infettate con il virus dell'HIV/AIDS perché coloro che abusano di loro sono convinti che fare sesso con una vergine li guarirà dalla malattia.
Infine, nei paesi più ricchi e più sviluppati del mondo, le donne vengono picchiate a morte dal proprio partner.
Questo tipo di violenza si diffonde perché sono troppi i governi pronti a chiudere un occhio e a lasciare che la violenza sulle donne abbia impunemente luogo. In troppi paesi, le leggi, le politiche e le usanze sono discriminatorie nei confronti delle donne: negano loro glistessi diritti degli uomini, rendendole così più vulnerabili di fronte alla violenza. La proliferazione delle armi di piccolo calibro, la militarizzazione in atto in molte società e l'attacco al cuore dei diritti umani nell'ambito della "guerra al terrorismo" non fa che peggiorare il calvario di molte donne. I diritti umani sono universali: la violenza sulle donne è un abuso dei diritti umani su scala universale. Donne di continenti e paesi diversi, di religioni, culture e retroterra sociali differenti, istruite o analfabete, ricche o povere, sia che vivano in guerra o in tempo di pace, sono legate dal filo comune della violenza subita da gruppi armati o dalloStato, dalla comunità o dalla loro stessa famiglia.
Trattati e meccanismi internazionali sono davvero utili soltanto se applicati in modo appropriato. Altrimenti restano parole nell'aria. Leggi e politiche possono offrire protezione solo se rispettate.
Altrimenti restano parole scritte. I diritti umani diventano una realtà soltanto se forniscono uguaglianza e protezione altrettanto reali. La sfidacontinua a essere un cambiamento che possa realmente fare la differenza nella vita delle donne. È ciò che le donne di tutto il mondo chiedono oggi.
Attraverso la campagna "Mai più violenza sulle donne ", Amnesty International unisce la sua voce a quel richiamo all'azione. Abbiamo lavorato assieme a molte persone all'interno e all'esterno di Amnesty International per disegnare una campagna mondiale per chiedere un cambiamento a livello internazionale, nazionale e locale attraverso attori e azioni differenti.
Chiediamo ai leader, alle organizzazioni e ai privati cittadini di impegnarsi pubblicamente per rendere i diritti umani una realtà per tutte le donne. Attraverso l'attività di lobby sui governi chiederemo loro di ratificare senza riserve la Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne e il relativo Protocollo opzionale. In alcuni paesi chiederemo l'abolizione di leggi che discriminano le donne e che perpetuano la violenza contro di loro. In altri, chiederemo l'adozione di leggi che proteggano le donne, criminalizzino lo stupro e altre forme di violenza sessuale. Ascolteremo la voce delle donne, lavoreremo al loro fianco e le aiuteremo a organizzarsi.
Coinvolgeremo le comunità e le autorità locali affinché sostengano programmi che permettano alle donne di vivere libere dalla violenza.
Questa campagna è diversa da tutte le altre in quanto chiede a ognuno di noi di assumersi la propria responsabilità. La violenza sulle donne cesserà soltanto quando ciascuno di noi sarà pronto ad assumersi l'impegno: a non commetterla, o a non permettere che altri la commettano, a non tollerarla, o a non arrendersi finché essa non sarà eliminata in ogni parte del mondo.
La violenza sulle donne è universale ma non è inevitabile. Le nostre mani la fermeranno. Possiamo farcela, e ce la faremo grazie a voi.

Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International

La violenza domestica

La violenza domestica comprende tutti quegli abusi che avvengono in casa o nel contesto familiare.
È la forma di violenza sulle donne più diffusa nel mondo. Donne di ogni classe sociale, razza, religione ed età subiscono terribili abusi da parte degli uomini con i quali condividono le loro vite. La violenza domestica rappresenta una violazione del diritto delle donne all'integrità fisica e psicologica e si manifesta in varie forme: abusi fisici e psicologici, atti di violenza o tortura, stupro coniugale, incesto, matrimoni forzati o prematuri, crimini d'onore.
Almeno il 20% delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici e violenze sessuali.

"In nome dell'onore"

Donne e ragazze di ogni età vengono aggredite per motivi d'onore in paesi di ogni parte del mondo.
I "crimini d'onore" includono la tortura, lo sfregio permanente del viso con acido, l'omicidio. Si registrano numerosi casi in paesi del Medio Oriente, dell'Asia meridionale e dell'America Latina. Stimare il fenomeno è tuttavia molto difficile poiché la maggior parte dei casi non vengono denunciati, sia per paura di ritorsioni, sia perché spesso le autorità tollerano o addirittura giustificano questi atti criminali. Nel 1999 in Pakistan più di 1.000 donne sono state vittime di "crimini d'onore", culminati in molti casi nell'omicidio. Fra i paesi più colpiti vi sono anche Bangladesh, Iraq, Giordania e Turchia.

Abusi e maltrattamenti sulle lavoratrici domestiche

In molti paesi le lavoratrici domestiche, generalmente di nazionalità straniera, sono maltrattate dai loro datori di lavoro. Molte di esse, derubate dei loro documenti, sono costrette a vivere in condizioni di lavoro forzato. Spesso si tratta di donne immigrate clandestinamente o vittime del traffico a scopo sessuale e che non hanno alcuna possibilità di tutela legale. Il fenomeno è gravissimo, ad esempio, in Arabia Saudita, dove usualmente le collaboratrici domestiche vivono in una condizione di prigionia, confinate e relegate nella casa in cui lavorano e in cui subiscono vari tipi di violenze.

La violenza da parte di attori statali

Abusi nei conflitti armati

Nelle situazioni di guerra e di conflitto interno le donne sono esposte, come e più di altre categorie di persone, a sistematiche violazioni dei loro diritti. La violenza sulle donne non è un evento accidentale della guerra, è un'arma bellica usata per molteplici propositi: spargere terrore, destabilizzare la società e annientarne la resistenza, premiare i soldati, estorcere informazioni. Nella maggior parte delle situazioni di cui si è occupata, Amnesty International ha accertato che le forze in conflitto hanno usato violenza sulle donne per diversi di questi propositi. Nelle situazioni di conflitto armato inoltre, le donne soffrono in modo particolare a causa degli attacchi indiscriminati portati dalle forze armate, militari e paramilitari, nei confronti della popolazione civile.

Torture in detenzione

Amnesty International ha denunciato innumerevoli casi di tortura o trattamento crudele nei confronti di donne in stato di detenzione da parte di ufficiali di polizia, guardie carcerarie, soldati e altri rappresentanti delle istituzioni. Vengono picchiate, sottoposte a elettroshock, esecuzioni simulate e minacce di morte, privazione del sonno e privazione sensoriale. Negli ultimi tre anni Amnesty International ha documentato casi del genere verificatisi in decine di paesi tra cui Arabia Saudita, Bangladesh, Cina, Ecuador, Egitto, Filippine, Francia, India, Israele e Territori Occupati, Italia, Kenya, Libano, Nepal, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti d'America, Sudan, Tagikistan e Turchia.

La violenza nella comunità

Donne comprate e vendute

Il traffico di esseri umani è la terza più grande fonte di profitto del crimine organizzato internazionale, dopo la droga e le armi, con un guadagno annuale di miliardi di dollari. Le donne vittime della tratta, avviate al mercato della prostituzione sarebbero, nella sola Europa occidentale, 500.000.
Per combattere questa forma di violenza è necessario individuare e punire i responsabili, colpire le organizzazioni criminali internazionali, proteggere le donne in quanto vittime e testimoni, intraprendere adeguati programmi di formazione del personale statale, predisporre luoghi di
accoglienza per le vittime della tratta, fornire loro assistenza legale, psicologica e medica e garantire a chiunque la possibilità di inoltrare richiesta di asilo.

Le mutilazioni genitali femminili

Le mutilazioni genitali femminili sono una delle più sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani alla quali sono sottoposte le donne nel mondo.
Secondo stime delle Nazioni Unite, circa 120 milioni di ragazze sono vittime ogni anno di tali pratiche.
In molti paesi africani questa forma di violenza colpisce la stragrande maggioranza delle donne, ma essa viene praticata anche in alcune zone della penisola arabica e dell'Indonesia ed è diffusa all'interno delle comunità immigrate in Europa, America e Oceania. Innumerevoli donne muoiono ogni anno a causa di queste pratiche.

TUTTE LE INFORMAZIONI SU QUESTA CAMPAGNA E SU TUTTO IL LAVORO DI AMNESTY INTERNAIONAL SONO SUL SITO INTERNET www.amnesty.it

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