Associazioni
e Gruppi
Amnesty International
Sezione Italiana
Gruppo Italia 98 di Pistoia
Amnesty nel Mondo...

AMNESTY INTERNATIONAL è
un movimento internazionale, indipendente da qualsiasi governo,
parte politica, interesse economico o credo religioso.
Opera per la promozione e la difesa dei diritti umani e incentra
innanzitutto la sua azione sui casi di singoli prigionieri. Possiede
status consultivo presso le Nazioni Unite, ed ha ricevuto il premio
Nobel per la Pace nel 1977. Ogni giorno AI con il contributo e l'attività'
dei suoi Soci e Volontari si batte per l'Abolizione della Pena di
Morte, la Liberazione di tutti i Prigionieri d'Opinione, la Cessazione
d'ogni forma di Tortura, la Celebrazione di Processi equi per tutti
i Prigionieri Politici. Tutto questo è fatto senza il contributo
di Governi e solo dopo aver eseguito serie indagini sui vari Casi.
Casi, uomini e donne in pericolo, che diventano
Azioni Urgenti!!!
Amnesty è anche a Pistoia
con il gruppo Italia 98.
Chi siamo...

Il nostro e' un Gruppo di Soci Attivi della Sezione
Italiana di AI. Ci ritroviamo regolarmente per portare avanti le
varie attività dell'Associazione. Facciamo manifestazioni
per la raccolta dei fondi, tavolini in luoghi pubblici per ottenere
le firme dei cittadini desiderosi di appoggiare la lotta per la
difesa dei diritti di un altro essere umano!
Abbiamo incontri regolari con gli Istituti scolastici della nostra
provincia.
Durante le nostre riunioni, non solo progettiamo le attività,
ma discutiamo ed analizziamo le questioni che ci sono presentate
dalla Circoscrizione Toscana, organo di coordinamento dei vari Gruppi.
Invitiamo tutti coloro che sono interessati alla nostra
Associazione a venirci a trovare (gli incontri sono pubblici!) oppure
a scriverci un E-mail!
Ciao! ...e Grazie!
Per informazioni sull'attività
a Pistoia...

Il Gruppo si riunisce ogni secondo e quarto
Martedì del Mese alle ore 21,30 presso la sede di via Cancellieri
30 a Pistoia!!!
Come Aiutarci...
Sostieni Amnesty iscrivendoti oppure inviando
copie degli appelli, che trovi sul sito di Amnesty Italia www.amensty.it
Coloro che scelgono di sostenere Amnesty International (vi sono
iscritti in 162 paesi) possono farlo come soci 'attivi' (impegnati
cioè nella vita dei gruppi locali o nelle strutture di coordinamento
nazionale) o come soci 'amici' o sottoscrittori. Nel mondo ci sono
ormai più di un milione di persone oggi "unite in un'azione
comune" (per usare le parole di Peter Benenson) in questo modo.
Una delle caratteristiche del movimento è proprio questa:
ognuno può dare secondo i tempi e modi a lui più congeniali
il suo impegno e sostegno ad Amnesty. La sfida continua è
quella di diventare sempre meglio uno strumento al servizio dei
diritti umani, per la loro promozione, per il loro rispetto, per
la prevenzione delle violazioni. Uno strumento utilizzabile da tutti.
È possibile 'fare la differenza' in tema di diritti umani,
iscrivendosi una volta all'anno, inviando una cartolina ogni tre
mesi come socio amico, inviando un'azione urgente al mese, partecipando
alle riunioni del gruppo come socio attivo, coordinando una campagna
a livello regionale, lavorando in un coordinamento nazionale...sono
tutte opportunità che ti offre Amnesty International.
Come Iscriversi
Iscriversi ad Amnesty è molto semplice.
Le quote associative sono diversificate, scegli la tua:
-
€ 75 all'anno Socio Sostenitore Speciale
-
€ 50 all'anno Socio Sostenitore
-
€ 29 all'anno Socio Ordinario
-
€ 15 all'anno Socio Junior (14-18 anni)
-
€ ... all'anno Quota Libera
È possibile iscriversi:
-
Con DOMICILIAZIONE BANCARIA O POSTALE un metodo nuovo che ti evita inutili code alle poste e ci fa
risparmiare costi amministrativi dandoci anche maggior capacità
di pianificazione. Per maggiori informazioni chiama lo 06-4490210
-
ON LINE tramite carta di credito Visa o Master Card (su www.amnesty.it)
-
Attraverso il CONTO CORRENTE POSTALE c/c n° 552.000 intestato a: Amnesty International - Sezione
Italiana , Via G.B. De Rossi, 10 - 00161 Roma
-
Con BONIFICO BANCARIO c/c
n° c/c n. 300000 presso Banca Popolare Etica - ABI 05018
- CAB 03200 - CIN X - IBAN IT 56
Socio attivo e socio amico?
- Socio amico
All'atto dell'iscrizione diverrai "socio amico". Significa
essere abbonato al Notiziario trimestrale "Amici di Amnesty
International" e ricevere la "tessera" degli amici
di Amnesty. In questo modo sarai sempre informato sulle attività
dell'Associazione.
- Socio attivo
Con la tessera degli amici di Amnesty riceverai anche una "cartolina"
che potrai compilare e rispedirci. Rinviando il talloncino di risposta,
sarai considerato,da quel momento, "Socio Attivo" e riceverai,
in sostituzione del trimestrale e senza alcuna spesa in più,
il Notiziario bimestrale "Amnesty International". In tal
modo avrai opportunità di partecipare, assieme ai soci A.I.
di tutto il mondo, alla campagne di appelli proposti sul mensile
in favore dei prigionieri per motivi di opinione, nonché
alle iniziative dei Gruppi Amnesty della tua zona. Il tuo impegno
non sarà vincolante, sarai tu stesso a stabilire i tempi
e i modi della tua partecipazione.
Attivismo...
Amnesty International è un movimento con
un'ampia base di attivisti. Ci sono più di un milione di
persone che condividono una stessa concezione dei diritti umani,
che sono determinate nel fare pressione sui governi per fermare
gli abusi ovunque accadano e che sono pronte a lavorare per questo
risultato.
Questi attivisti sono presenti in tutto il mondo e hanno la possibilità
di agire rapidamente ed efficacemente sin dal momento in cui ad
Amnesty International perviene notizia di abusi che rientrano nel
suo mandato.
Questi individui non mettono necessariamente a disposizione del
movimento delle speciali abilità o conoscenze. Donano un
po' del loro tempo e delle loro risorse personali ed, in particolare,
donano il loro lavoro, la loro energia e creatività.
Queste persone lottano per i diritti umani in modi diversi. I soci
iscritti all'organizzazione si abbonano alle sue pubblicazioni,
si uniscono ai gruppi e partecipano alle campagne. I donatori sostengono
questo lavoro con i contributi finanziari. I membri dello staff
contribuiscono con la loro professionalità. Molte persone
che non sono né soci né sostenitori, né appartengono
allo staff, assistono il movimento in vari modi: dalla semplice
firma di una petizione di Amnesty International ad un tavolino di
informazione, ad un intervento in Parlamento sui Diritti Umani.
Gli Attivisti di Amnesty International vengono da culture molto
diverse e si trovano in quasi tutti i paesi del mondo. Molti contribuiscono
alle campagne di Amnesty International lavorando individualmente.
Scrivono i testi degli appelli, particolarmente nei casi di azioni
urgenti, dove la tempestività della risposta è cruciale.
Donano soldi e materiale ad Amnesty International. Trasmettono il
messaggio di Amnesty International sui diritti umani ai propri rappresentanti
politici, ai media ed ai notiziari locali.
Sostieni anche tu l'attività di
amnesty, diventa anche tu Attivista per i Diritti Umani
La nostra Campagna in corso...
Mai più violenza sulle donne in tutto
il mondo!
Il 2004 e il 2005 sono per Amnesty International
gli anni dedicati ai diritti umani delle donne.
Amnesty International porterà solidarietà a tutte
le donne vittime di violenza nel mondo e alle numerose donne che
in ogni parte del mondo le difendono, nonostante le minacce, il
dileggio e le intimidazioni. Ci occuperemo di concreti casi di violazione
dei diritti umani delle donne, ricordando agli Stati e all'opinione
pubblica la drammatica situazione in cui si trovano milioni di donne
nel mondo, richiamando gli Stati al rispetto degli impegni da loro
assunti nell'ambito delle Nazioni Unite, premendo per la ratifica
e all'attuazione dei principali documenti internazionali sui diritti
delle donne.
La campagna "Mai più violenza sulle donne" chiede
a leader mondiali, alle organizzazioni e ai privati cittadini di
impegnarsi pubblicamente per fare in modo che la Dichiarazione universale
dei diritti umani in cui vengono promessi uguali diritti e
protezione per tutti diventi una realtà per tutte le
donne.
Intervento di Irene Khan Segretaria generale
di Amnesty International
Non conobbi mai Paloma, ma sua madre mi parlò
di lei. Paloma era una delle diverse centinaia di giovani donne
assassinate a Ciudad Juárez, una città al confine
tra Messico e Stati Uniti. Peroltre un decennio, queste donne furono
rapite, torturate, stuprate e uccise. Le autorità fecero
ben poco per indagare, perseguire o fermare questi delitti perché
si trattava di donne povere, inermi, politicamente ininfluenti.
Molte erano giunte a Ciudad Juárez per lavorare nei maquiladoras,
stabilimenti di assemblaggio costruitidalle multinazionali sul confine
messicano, attirate dalle agevolazioni fiscali e dal basso costo
della manodopera messicana. Le giovani donne come Paloma hanno alimentato
il fenomeno della globalizzazione economica nella speranza di ricavarne
qualcosa, diventandone altresì le vittime. Ciò che
spicca in questo caso è il coraggio delle madri delle donne
uccise a Ciudad Juárez. Le madri si sono organizzate tra
di loro e chiedono giustizia. Assieme a loro e ad altri, lo scorso
anno Amnesty International è riuscita a esercitare pressione
sul governo federale del Messico affinché si impegnasse afar
cessare le uccisioni. La storia di Paloma è soltanto uno
tra imilioni di esempi della più vergognosa infamia dei nostri
tempi: la violenza sulle donne.
In Asia e Medio Oriente le donne vengono uccise in nome dell'onore.
Nell'Africa occidentale le ragazze sono sottoposte amutilazioni
genitali femminili in nome della tradizione. Nell'Europa occidentale
le donne migranti e rifugiate sono attaccate perché non accettano
le usanze sociali della comunità che le ospita. Nella regione
meridionale dell'Africa le ragazze sono stuprate e infettate con
il virus dell'HIV/AIDS perché coloro che abusano di loro
sono convinti che fare sesso con una vergine li guarirà dalla
malattia.
Infine, nei paesi più ricchi e più sviluppati del
mondo, le donne vengono picchiate a morte dal proprio partner.
Questo tipo di violenza si diffonde perché sono troppi i
governi pronti a chiudere un occhio e a lasciare che la violenza
sulle donne abbia impunemente luogo. In troppi paesi, le leggi,
le politiche e le usanze sono discriminatorie nei confronti delle
donne: negano loro glistessi diritti degli uomini, rendendole così
più vulnerabili di fronte alla violenza. La proliferazione
delle armi di piccolo calibro, la militarizzazione in atto in molte
società e l'attacco al cuore dei diritti umani nell'ambito
della "guerra al terrorismo" non fa che peggiorare il
calvario di molte donne. I diritti umani sono universali: la violenza
sulle donne è un abuso dei diritti umani su scala universale.
Donne di continenti e paesi diversi, di religioni, culture e retroterra
sociali differenti, istruite o analfabete, ricche o povere, sia
che vivano in guerra o in tempo di pace, sono legate dal filo comune
della violenza subita da gruppi armati o dalloStato, dalla comunità
o dalla loro stessa famiglia.
Trattati e meccanismi internazionali sono davvero utili soltanto
se applicati in modo appropriato. Altrimenti restano parole nell'aria.
Leggi e politiche possono offrire protezione solo se rispettate.
Altrimenti restano parole scritte. I diritti umani diventano una
realtà soltanto se forniscono uguaglianza e protezione altrettanto
reali. La sfidacontinua a essere un cambiamento che possa realmente
fare la differenza nella vita delle donne. È ciò che
le donne di tutto il mondo chiedono oggi.
Attraverso la campagna "Mai più violenza sulle donne
", Amnesty International unisce la sua voce a quel richiamo
all'azione. Abbiamo lavorato assieme a molte persone all'interno
e all'esterno di Amnesty International per disegnare una campagna
mondiale per chiedere un cambiamento a livello internazionale, nazionale
e locale attraverso attori e azioni differenti.
Chiediamo ai leader, alle organizzazioni e ai privati cittadini
di impegnarsi pubblicamente per rendere i diritti umani una realtà
per tutte le donne. Attraverso l'attività di lobby sui governi
chiederemo loro di ratificare senza riserve la Convenzione per l'eliminazione
di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne e il
relativo Protocollo opzionale. In alcuni paesi chiederemo l'abolizione
di leggi che discriminano le donne e che perpetuano la violenza
contro di loro. In altri, chiederemo l'adozione di leggi che proteggano
le donne, criminalizzino lo stupro e altre forme di violenza sessuale.
Ascolteremo la voce delle donne, lavoreremo al loro fianco e le
aiuteremo a organizzarsi.
Coinvolgeremo le comunità e le autorità locali affinché
sostengano programmi che permettano alle donne di vivere libere
dalla violenza.
Questa campagna è diversa da tutte le altre in quanto chiede
a ognuno di noi di assumersi la propria responsabilità. La
violenza sulle donne cesserà soltanto quando ciascuno di
noi sarà pronto ad assumersi l'impegno: a non commetterla,
o a non permettere che altri la commettano, a non tollerarla, o
a non arrendersi finché essa non sarà eliminata in
ogni parte del mondo.
La violenza sulle donne è universale ma non è inevitabile.
Le nostre mani la fermeranno. Possiamo farcela, e ce la faremo grazie
a voi.
Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International
La violenza domestica
La violenza domestica comprende tutti quegli abusi
che avvengono in casa o nel contesto familiare.
È la forma di violenza sulle donne più diffusa nel
mondo. Donne di ogni classe sociale, razza, religione ed età
subiscono terribili abusi da parte degli uomini con i quali condividono
le loro vite. La violenza domestica rappresenta una violazione del
diritto delle donne all'integrità fisica e psicologica e
si manifesta in varie forme: abusi fisici e psicologici, atti di
violenza o tortura, stupro coniugale, incesto, matrimoni forzati
o prematuri, crimini d'onore.
Almeno il 20% delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici
e violenze sessuali.
"In nome dell'onore"
Donne e ragazze di ogni età vengono aggredite
per motivi d'onore in paesi di ogni parte del mondo.
I "crimini d'onore" includono la tortura, lo sfregio permanente
del viso con acido, l'omicidio. Si registrano numerosi casi in paesi
del Medio Oriente, dell'Asia meridionale e dell'America Latina.
Stimare il fenomeno è tuttavia molto difficile poiché
la maggior parte dei casi non vengono denunciati, sia per paura
di ritorsioni, sia perché spesso le autorità tollerano
o addirittura giustificano questi atti criminali. Nel 1999 in Pakistan
più di 1.000 donne sono state vittime di "crimini d'onore",
culminati in molti casi nell'omicidio. Fra i paesi più colpiti
vi sono anche Bangladesh, Iraq, Giordania e Turchia.
Abusi e maltrattamenti sulle lavoratrici
domestiche
In molti paesi le lavoratrici domestiche, generalmente
di nazionalità straniera, sono maltrattate dai loro datori
di lavoro. Molte di esse, derubate dei loro documenti, sono costrette
a vivere in condizioni di lavoro forzato. Spesso si tratta di donne
immigrate clandestinamente o vittime del traffico a scopo sessuale
e che non hanno alcuna possibilità di tutela legale. Il fenomeno
è gravissimo, ad esempio, in Arabia Saudita, dove usualmente
le collaboratrici domestiche vivono in una condizione di prigionia,
confinate e relegate nella casa in cui lavorano e in cui subiscono
vari tipi di violenze.
La violenza da parte di attori statali
Abusi nei conflitti armati
Nelle situazioni di guerra e di conflitto interno
le donne sono esposte, come e più di altre categorie di persone,
a sistematiche violazioni dei loro diritti. La violenza sulle donne
non è un evento accidentale della guerra, è un'arma
bellica usata per molteplici propositi: spargere terrore, destabilizzare
la società e annientarne la resistenza, premiare i soldati,
estorcere informazioni. Nella maggior parte delle situazioni di
cui si è occupata, Amnesty International ha accertato che
le forze in conflitto hanno usato violenza sulle donne per diversi
di questi propositi. Nelle situazioni di conflitto armato inoltre,
le donne soffrono in modo particolare a causa degli attacchi indiscriminati
portati dalle forze armate, militari e paramilitari, nei confronti
della popolazione civile.
Torture in detenzione
Amnesty International ha denunciato innumerevoli
casi di tortura o trattamento crudele nei confronti di donne in
stato di detenzione da parte di ufficiali di polizia, guardie carcerarie,
soldati e altri rappresentanti delle istituzioni. Vengono picchiate,
sottoposte a elettroshock, esecuzioni simulate e minacce di morte,
privazione del sonno e privazione sensoriale. Negli ultimi tre anni
Amnesty International ha documentato casi del genere verificatisi
in decine di paesi tra cui Arabia Saudita, Bangladesh, Cina, Ecuador,
Egitto, Filippine, Francia, India, Israele e Territori Occupati,
Italia, Kenya, Libano, Nepal, Pakistan, Repubblica Democratica del
Congo, Russia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti d'America, Sudan,
Tagikistan e Turchia.
La violenza nella comunità
Donne comprate e vendute
Il traffico di esseri umani è la terza più
grande fonte di profitto del crimine organizzato internazionale,
dopo la droga e le armi, con un guadagno annuale di miliardi di
dollari. Le donne vittime della tratta, avviate al mercato della
prostituzione sarebbero, nella sola Europa occidentale, 500.000.
Per combattere questa forma di violenza è necessario individuare
e punire i responsabili, colpire le organizzazioni criminali internazionali,
proteggere le donne in quanto vittime e testimoni, intraprendere
adeguati programmi di formazione del personale statale, predisporre
luoghi di
accoglienza per le vittime della tratta, fornire loro assistenza
legale, psicologica e medica e garantire a chiunque la possibilità
di inoltrare richiesta di asilo.
Le mutilazioni genitali femminili
Le mutilazioni genitali femminili sono una delle
più sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani alla
quali sono sottoposte le donne nel mondo.
Secondo stime delle Nazioni Unite, circa 120 milioni di ragazze
sono vittime ogni anno di tali pratiche.
In molti paesi africani questa forma di violenza colpisce la stragrande
maggioranza delle donne, ma essa viene praticata anche in alcune
zone della penisola arabica e dell'Indonesia ed è diffusa
all'interno delle comunità immigrate in Europa, America e
Oceania. Innumerevoli donne muoiono ogni anno a causa di queste
pratiche.
TUTTE LE INFORMAZIONI SU QUESTA CAMPAGNA
E SU TUTTO IL LAVORO DI AMNESTY INTERNAIONAL SONO SUL SITO INTERNET www.amnesty.it
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