Associazioni
e Gruppi
Alcolisti Anonimi

Alcolisti anonimi è un'associazione
di uomini e donne che mettono in comune la propria esperienza,
forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune
e di aiutare altri a recuperarsi dall'alcolismo. Il servizio
è anonimo e gratuito. L'unico requisito per divenirne membri
è il desiderio di smettere di bere. Non vi sono quote
o tasse per essere membri di A.A.; l'associazione è
autonoma grazie ai contributi versati dagli stessi membri.
A.A. non è affiliata ad alcuna setta, confessione,
idea politica, organizzazione o istituzione; non intende impegnarsi
in alcuna controversia nè sostenere od opporsi ad alcuna
causa.
Lo scopo primario degli associati è rimanere sobri
e aiutare altri alcolisti a raggiungere la sobrietà.
Gli A.A. vengono in soccorso di un alcolista solamente se
questi ne esprime il desiderio, avendo riconosciuto che da
solo è incapace di risolvere il suo problema di alcolismo.
Gli A.A. sono convinti di poter condurre una vita utile, normale
e serena se si astengono, 24 ore alla volta, dal bere alcol.
Gli A.A. costituiscono dei Gruppi che si riuniscono una o
più volte nella settimana.
Non ci sono presidenti ne direttori; i membri che lo desiderano
assicurano a turno i servizi necessari.
Il programma di A.A. consiste nei 12 passi. Le riunioni chiuse
per soli alcolisti sono dedicate alla libera discussione sulla
lettura di questi.
Alle riunioni aperte può partecipare qualunque interessato.
Gli A.A. non tengono una lista dei membri. Essi ignorano i
cognomi e si conoscono unicamente con i loro nomi di battesimo.
Essi non divulgano mai l'identità di un altro membro
di A.A., salvo che vi sia consenso espresso.
Ognuno è libero, se lo ritiene opportuno, di rivelare
che è un membro di A.A.
GLI INDIRIZZI
Centralino Nazionale per richieste di aiuto:
06-6636620
- GRUPPO “ IL TEMPIO” TELEFONO : 334-3955966. ll gruppo si riunisce il SABATO pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 17:30
in Piazzetta dei servi n.8 centro CEIS.
PISTOIA
- GRUPPO “ PRIMAVERA 90 “ TELEFONO : 334-3956304. Il gruppo si riunisce il MARTEDI' sera dalle ore 21:00 alle ore 23:00
in via BRUNO BUOZZI al n. 33 centro CEIS.
PIEVE A NIEVOLE
- GRUPPO “ LIBERAZIONE” Telefono : 334-3964926. Il gruppo si riunisce il MERCOLEDI' sera dalle ore 21:00 alle ore 23:00
in Piazza degli ARMENI n.14 c/o Convento Cappuccini
PISTOIA
I CODICI PASSI DI A.A.
1. Noi abbiamo ammesso la nostra impotenza
di fronte all'alcol e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.
2. Siamo giunti a credere che un Potere più grande
di noi avrebbe potuto ricondurci alla ragione.
3. Abbiamo preso la decisione di affidare la nostra volontà
e le nostre vite alla cura di Dio, come noi potemmo concepirLo.
4. Abbiamo fatto un inventario morale profondo e senza paura
di noi stessi.
5. Abbiamo ammesso di fronte a Dio, a noi stessi e a un altro
essere umano la natura esatta dei nostri torti.
6. Eravamo completamente pronti ad accettare che Dio eliminasse
tutti questi difetti di carattere.
7. Gli abbiamo chiesto umilmente di eliminare le nostre deficienze.
8. Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone che abbiamo
leso e abbiamo deciso di fare ammenda verso tutte loro.
9. Abbiamo fatto direttamente ammenda verso tali persone,
laddove possibile, tranne quando, così facendo, avremmo
potuto arrecare danno a loro oppure ad altri.
10. Abbiamo continuato a fare il nostro inventario personale
e, quando ci siamo trovati in torto, lo abbiamo subito ammesso.
11. Abbiamo cercato, attraverso la preghiera e la meditazione
di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, come noi
potemmo concepirLo, pregando solo di farci conoscere la Sua
volontà e di darci la forza di eseguirla.
12. Avendo ottenuto un risveglio spirituale come risultato
di questi Passi, abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio
agli alcolisti e di mettere in pratica questi principi in
tutte le nostre attività.
Io sono responsabile...quando qualcuno,
ovunque, chiede aiuto, io voglio che la mano di A.A. sia sempre
presente e per questo: io sono responsabile. - Bill
GLI ALCOLISTI ANONIMI IN ITALIA
"A.A. non è stata inventata !
I suoi principi fondamentali provengono dall'esperienza e
dalla saggezza di un gran numero di amici preziosi. Noi abbiamo
solo preso in prestito e adattato le loro idee." - Bill
Nel nostro Paese molti sono al corrente della
presenza di Alcolisti Anonimi ma pochi sanno cosa veramente
faccia, e anche "gli addetti ai lavori" spesso equivocano
sulla sua reale funzione.
Cercheremo quindi di illustrare in maniera semplice e breve
lo scopo e l'attività di questa associazione conosciuta
e diffusa in tutto il mondo. Per chi desiderasse approfondire
ulteriormente il nostro metodo di recupero dall'alcolismo
(noto come Metodo dei Dodici Passi), è possibile richiedere
l'ampia letteratura a riguardo presso i nostri uffici nazionali
e regionali.
Alcolisti Anonimi (A.A.) è composta esclusivamente
di alcolisti che, raggiunta la sobrietà in uno dei
nostri gruppi, aiutano a loro volta chi è ancora nel
problema a smettere di bere e a recuperarsi dall'alcolismo.
A noi talvolta piace sottolineare che svolgiamo questa attività
in modo totalmente gratuito: ciò è vero solo
nel senso che da essa effettivamente non traiamo alcun beneficio
economico. In realtà otteniamo una ricompensa di ben
altra natura e importanza, e questa si chiama sobrietà:
più aiutiamo gli altri più stiamo bene noi stessi,
consolidando il nostro recupero e migliorando il nostro stile
di vita.
La grande intuizione dei nostri fondatori, nell'ormai lontano
1935, in definitiva è stata quella di applicare il
meccanismo dell'autoaiuto alla dipendenza da alcol, mettendo
a punto un metodo che da allora ha consentito a milioni di
uomini e di donne non solo di sopravvivere all'autodistruzione,
ma di tornare a essere persone serene e bene inserite nella
società.
In Italia siamo presenti dal '72, quando l'alcolismo era ritenuto
un vizio e gli alcolisti internati nei manicomi: allora i
rari medici e operatori che si occupavano seriamente di questo
problema hanno spesso dovuto affrontare lo scetticismo e la
diffidenza di molti loro colleghi.
Oggi all'alcolista viene riconosciuta la dignità di
persona malata che si deve aiutare e recuperare alla società
e ne sono interessate molte strutture: ospedali, SERT, centri
di alcologia, medici di famiglia, cliniche private, comunità
terapeutiche, C.A.T., Caritas, servizi sociali e tante altre
associazioni ed enti vari.
Dal punto di vista delle Istituzioni l'alcolismo viene ormai
recepito come un fenomeno complesso, sanitario e sociale insieme,
che non può essere sottovalutato anche per gli elevatissimi
costi che scarica sulla collettività; inoltre la sua
multidimensionalità (con tutte le problematiche sanitarie,
assistenziali, di recupero, familiari, di lavoro, legali,
di informazione, di formazione, ecc.) sta rafforzando il convincimento
che per poter operare utilmente sia necessario un approccio
di Rete, attraverso la collaborazione e la sinergia tra le
varie strutture che si occupano del problema.
Per quanto riguarda la nostra associazione oggi, nel suo rivolgersi
all'estemo, ha come costante riferimento il territorio nel
quale operano i gruppi A.A.; di conseguenza il rapporto con
i medici di famiglia, con i centri di alcologia, con le strutture
ospedaliere e con gli operatori del sociale sta divenendo
sempre più un canale privilegiato di collaborazione.
Non vogliamo certo sostenere che Alcolisti Anonimi funzioni
sempre e per tutti; nonostante la nostra buona volontà
e il nostro amore molti che si rivolgono a noi purtroppo non
rimangono, altri hanno la necessità di essere prima
disintossicati in qualche centro, altri ancora hanno bisogno
di ricevere contemporaneamente un'assistenza specializzata
di tipo diverso.
Ciononostante, in moltissimi casi Alcolisti Anonimi costituisce
una soluzione concreta per i diretti interessati, e può
pertanto rivelarsi una risorsa utile a tutti coloro che, per
professione o volontariato, sono chiamati a occuparsi di alcolismo.
Una risorsa collaudata da una vastissima esperienza.
E' da sottolineare che dal '76 accanto ad A.A. opera, parallelamente
ma con un metodo simile, l'associazione AlAnon/Alateen, che
si occupa del recupero e del sostegno ai familiari degli alcolisti:
un'ulteriore preziosa risorsa.
Ma, nel concreto, in che modo l'esperienza di Alcolisti Anonimi
può risultare utile ?
Innanzitutto è fuori di dubbio, e noi alcolisti possiamo
ben testimoniarlo avendone avuta diretta esperienza, che una
delle maggiori difficoltà che solitamente si incontra
quando si ha a che fare con uno di noi è quella della
negazione del problema, talvolta ostinata anche di fronte
all'evidenza più assoluta: tale atteggiamento rende
difficile una comunicazione corretta, quando non la preclude
del tutto, pregiudicando così qualsiasi tipo di intervento.
La partecipazione a un gruppo A.A. può aiutare a superare
questo ostacolo: quando un alcolista si trova in mezzo ad
altri come lui, che attraverso le loro testimonianze gli mostrano
la realtà dal suo stesso punto di vista, subisce quasi
sempre un processo di identificazione che lo porta a incrinare
quel muro di isolamento e di diffidenza che si è creato
intorno, a dubitare di avere anch'egli seri problemi con l'alcol
e, infine, ad accettare l'idea di farsi aiutare.
In secondo luogo, come molti medici e psicologi sanno bene,
il vero scoglio dell'alcolismo non è tanto quello di
portare il soggetto a interrompere l'assunzione di alcolici,
anche se spesso è impresa assai ardua se non si dispone
di un luogo protetto (dalle "tentazioni") e della
sua collaborazione; la difficoltà maggiore è
quella di scongiurare le "ricadute", che d'un colpo
possono vanificare il lavoro fatto con effetti frustranti
per tutti.
Ci siamo da tempo convinti, spesso a nostre spese, che un
alcolista che ha smesso di bere non riuscirà a rimanere
a lungo sobrio con le sue sole forze: dopo un periodo più
o meno lungo la motivazione che lo ha portato a smettere si
indebolisce, subentra l'illusione di poter tornare a gestire
il proprio bere e si ritrova al punto di partenza, se non
peggio. Il passaggio da una precaria astinenza a una stabile
sobrietà avviene solo se si accompagna alla rottura
di vecchi schemi comportamentali talvolta molto consolidati
e a un radicale cambiamento interiore.
Ovviamente è difficile che ciò possa avvenire
in tempi brevi e senza aiuto; presuppone invece un intervento
costante, un impegno personale convinto, una motivazione alimentata
permanentemente e un sostegno esterno efficace e continuo.
E' soprattutto in questa fase che un gruppo A.A. può
risultare uno strumento prezioso: partecipare regolarmente
alle riunioni praticando il Programma dei Dodici Passi consente
all'alcolista di rafforzare costantemente la sua sobrietà
e di trovare valori e stimoli positivi da sostituire agli
antichi.
Tutto ciò senza nulla sottrarre al lavoro del professionista;
è solo un contributo, talvolta non di poco conto e
per di più a costo zero. Non abbiamo certo la pretesa
di sostituirci al medico o allo psicologo; capita anzi sempre
più spesso che i nostri gruppi, consapevoli che l'unico
scopo di A.A. è quello di aiutare l'alcolista ancora
malato a mantenersi sobrio, suggeriscano a propri mèmbri
il ricovero presso le strutture pubbliche o di rivolgersi
a studi professionali per tutti gli altri problemi di pertinenza,
appunto, medica, psicologica o altro.
Infine, come possono attestare i numerosi professionisti cui
da tempo ci lega stima e amicizia, collaborare con Alcolisti
Anonimi significa collaborare con una realtà costantemente
aggiornata sul fenomeno dell'alcolismo: i nostri gruppi, fortemente
radicati sul territorio e presenti in tutte le regioni, sono
in grado di recepire in tempo reale le trasformazioni che
si verificano al loro interno. Intendiamo riferirci, ad esempio,
all'abbassamento dell'età di coloro che entrano nell'area
dell'alcolismo, al consistente aumento della presenza delle
donne, alla sempre più stretta alleanza prevalentemente
riferita ai giovani tra alcolismo e altre dipendenze, all'ingresso
di un sempre maggior numero di immigrati e di persone appartenenti
alle altre categorie del disagio e dell'emarginazione, oltre
al permanere di un numero molto elevato di alcolisti "tradizionali"
trasversale a tutte le fasce di età, sociali ed economiche.
Da parte nostra ci andiamo adeguando in modo quasi automatico
all'emergere di queste nuove realtà col mutare della
composizione stessa dei nostri gruppi, mentre proseguiamo
nello sforzo di apertura verso l'esterno, per rispondere così
anche alle istanze che provengono dal mondo sanitario e dal
sociale.
Concludendo, ci sembra di poter affermare che, nel sistema
che si va delineando in Italia per fronteggiare l'alcolismo.
Alcolisti Anonimi abbia un collocazione e un molo ben definiti.
Siamo determinati a fare la nostra parte per stringere il
cerchio d'aiuto intorno ai nostri numerosissimi fratelli che
ancora soffrono, come noi abbiamo sofferto prima di incontrare
A.A.
L'ASSOCIAZIONE
Alcolisti Anonimi è un'associazione
di uomini e di donne che mettono in comune la loro esperienza,
forza e speranza per risolvere il loro problema comune e aiutare
altri a recuperarsi dall'alcolismo.
A.A. è un'associazione di autoaiuto: l'alcolista che
ha smesso di bere mantiene e consolida la propria sobrietà
utilizzando la sua capacità di aiutare un altro alcolista
che ancora beve a uscire dalla dipendenza dall'alcol. Ili
gruppo è l'entità tramite la quale si realizza
il recupero: nelle riunioni, in assoluta libertà, vengono
raccontate le proprie storie, condivisi i problemi personali
e soprattutto, tramite il commento della nostra letteratura
e le esperienze degli
A.A., viene messo in pratica il nostro programma di recupero,
conosciuto in tutto il mondo come "Metodo dei Dodici
Passi".
L'unico requisito per entrare a far parte di A.A. è
desiderare di smettere di bere: ognuno può divenire
membro dell'associazione nel momento stesso in cui dichiara
di volerlo. La partecipazione è totalmente gratuita
e non esiste alcuna distinzione relativa alla razza, al sesso,
al ceto sociale, alla fede religiosa, agli ideali politici.
Uno dei punti fermi dell'associazione è l'anonimato:
qualora lo si desideri è possibile non rivelare la
propria identità, ma ci si deve comunque impegnare
a non divulgare discorsi e storie personali uditi all'interno
del gruppo. L'anonimato riveste, peraltro, un ben più
profondo significato, facendo sì che i nostri principi
vengano sempre anteposti alle personalità dei singoli.
A.A. è finanziariamente autonoma, non accetta sovvenzioni,
lasciti, ne altri tipi di contributi e non è affiliata
ad alcuna confessione, idea politica, organizzazione o istituzione;
non si impegna in alcuna controversia, ne sostiene o si oppone
ad alcuna causa. In particolare A.A. non assume posizioni
proibizioniste ne antiproibizioniste nei confronti dell'alcol.
Gli alcolisti anonimi aiutano altri alcolisti che ancora non
hanno trovato una via d'uscita in modo totalmente gratuito.
IL NOSTRO METODO
Su Alcolisti Anonimi sono state dette e scritte
moltissime cose e il suo metodo di recupero, ispiratore delle
moderne terapie di gruppo e che oggi viene utilizzato per
contrastare numerose altre dipendenze, nei suoi oltre sessanta
anni di vita è stato oggetto di analisi minuziose e
rigorose da parte di medici, sociologi, religiosi, politici,
educatori.
Lo spazio ristretto che ci siamo dati non ci consente di soffermarci
sui presupposti e le fonti che hanno dato origine ai "Dodici
Passi"; ci sforzeremo invece di illustrare, in estrema
sintesi, come vengano messi in atto nella pratica quotidiana
dei gruppi.
In genere chi si rivolge ad Alcolisti Anonimi per sua iniziativa
o, più spesso, indirizzato da familiari, medici, psicologi,
sacerdoti, servizi sociali o semplici amici non si riconosce
subito alcolista ma tende piuttosto a considerarsi un forte
bevitore; è cosciente di avere problemi con l'alcol
e, in molti casi, ha tentato più volte (senza riuscirci)
di smettere o di moderarsi nel bere, da solo o con supporti
esterni. A volte è all'inizio del suo percorso alcolico
ed è solo preoccupato, altre ha toccato il fondo ed
è isolato e disperato.
Quando comincia a frequentare le riunioni del gruppo e sente
le testimonianze degli altri, spesso molto diverse tra loro
pur con un filo conduttore comune, attraverso un processo
di identificazione che gli consente di iniziare a superare
il terribile scoglio della negazione, diventa sempre più
consapevole della propria condizione e inizia ad acquistare
fiducia.
In questa prima fase il nuovo venuto apprende che quello che
aveva sempre considerato un vizio (di cui vergognarsi e da
tenere nascosto e negare, spesso anche a se stesso) è
in realtà una "malattia", e ciò attenua
fortemente i suoi sensi di colpa. Si rende anche conto della
progressività e della gravita di questo suo stato da
cui non può "guarire" una volta per tutte,
ma che può essere arrestato semplicemente non bevendo.
A questo punto, in genere, comincia ad avere paura del bere
ma non riesce ancora a sopportare l'idea di dover rimanere
astinente per sempre; di dovere cioè rinunciare definitivamente
a quella stampella che lo ha tanto spesso aiutato ad affrontare
la vita.
Per uscire da questa situazione gli amici del gruppo gli consigliano
di fare come loro, di porsi un obiettivo a brevissimo termine:
per esempio di tenersi lontano dal primo bicchiere per sole
ventiquattro ore. Poi per altre ventiquattro... e così
via. E' fondamentale evitare "il primo bicchiere",
quello che innesca il meccanismo della compulsione e la conseguente
perdita del controllo sull'alcol.
In questo momento delicato gli amici già sobri mettono
tutta la loro esperienza e, soprattutto, il loro amore a disposizione
del nuovo arrivato, che comincia ad acquisire la consapevolezza
di potercela davvero fare: proprio come i suoi nuovi amici
che non bevono più, e tuttavia sembrano vivere sereni
e attivi.
In sostanza, inizia ad accettare l'idea di essere un alcolista
(Primo Passo) e ad affidarsi a qualcuno (Secondo e Terzo Passo):
finisce cioè per ammettere la propria impotenza di
fronte all'alcol e quindi l'impossibilità di gestirlo
e che la sua vita, proprio a causa del bere, sta divenendo
o è già divenuta incontrollabile, con conseguenze
devastanti nell'ambito familiare, professionale, finanziario,
sociale. Nel contempo comincia a rompere l'isolamento in cui
l'alcol lo ha confinato, ad avere fiducia nei suoi nuovi amici
e ad affidarsi a un Potere Superiore, comunque sia in grado
di concepirlo in quel momento in relazione alla sua formazione
religiosa e spirituale. All'inizio, semplicemente, il gruppo
stesso può essere visto di sicuro come un "potere
superiore", dal momento che riesce dove da solo chi vi
si rivolge non ha mai neanche sfiorato una soluzione.
Quasi sempre l'alcolista che frequenta con assiduità
i gruppi riesce a centrare l'obiettivo e diventa astinente,
talvolta anche sin dalla prima riunione, ma i tempi possono
essere diversi a seconda delle varie situazioni e problematiche
caratteriali.
Si passa ora a una seconda fase, forse anche più delicata.
Infatti, se è difficile smettere di bere, ancora più
difficile è continuare a non bere evitando quelle ricadute
che spesso risultano dolorosissime, anche se possono talora
essere "terapeutiche", in quanto costituiscono la
cartina di tornasole di quanto appreso nel gruppo.
Intervengono quindi gli altri nove Passi del Programma, svolto
costantemente nel gruppo: si può dire che costituiscono
un insieme di principi che, se messi in pratica come stile
di vita, riescono a eliminare l'ossessione per il bere e a
mettere in grado chi li fa propri, tramite una progressiva
crescita e presa di coscienza della realtà, di diventare
una persona serena ed attiva.
Con il Quarto e il Quinto Passo, attraverso l'autoanalisi
e il confronto con una persona di propria fiducia, si procede
a una profonda e coraggiosa verifica di se stessi imparando
ad accettare le proprie caratteristiche positive e negative;
con il Sesto e il Settimo si inizia un percorso di cambiamento
basato sulla progressiva modificazione dei propri comportamenti,
soprattutto di quelli che hanno causato maggior conflittualità
con il mondo esterno e con se stessi; con l'Ottavo e il Nono
si tende al recupero delle relazioni con gli altri; con il
Decimo Passo ci si prepara a mettere concretamente in pratica
questo nuovo stile di vita; con l'Undicesimo, attraverso la
meditazione e la preghiera si approfondisce il proprio percorso
spirituale, incrementando un senso di appartenenza al mondo;
con il Dodicesimo Passo si comincia a portare il messaggio
ad altri alcolisti, mettendo inoltre in pratica nel quotidiano
quei principi che si sono appresi nei Passi precedenti.
E' un lavoro spesso non facile né breve, che ogni alcolista
fa nel gruppo e fuori dal gruppo, ma che consente un progressivo
cambiamento interiore, con la rottura dei vecchi schemi che
portavano a bere. Più si riesce a cambiare facendo
propri i principi del Programma, minori sono i rischi di ricadere.
E' un processo graduale i cui frutti, però, si cominciano
a intravedere presto e i cui margini di miglioramento per
ognuno sono pressoché infiniti.
Il percorso ora descritto è individuale ma si fonda
sulla condivisione delle proprie esperienze e riflessioni
all'interno dei gruppi, la partecipazione ai quali è
assolutamente volontaria, senza obblighi né limiti.
Ognuno è invitato a parlare solo di se stesso e delle
proprie esperienze, sa che in A.A. nessuno viene giudicato.
Nelle riunioni vi è un alcolista che funge da segretario
che coordina gli interventi, liberi e non regolamentati. Si
osservano solo alcuni tradizionali comportamenti, come il
parlare uno per volta senza interrompere gli altri, autolimitando
il tempo a disposizione.
Il recupero è strettamente legato al servizio che gli
alcolisti anonimi compiono volontariamente e gratuitamente
e che ha un solo scopo: portare il messaggio agli alcolisti
ancora nel problema. Ogni A.A., per mantenere la sua sobrietà,
cerca di raggiungere coloro che non riescono a smettere di
bere; non si sente investito di alcuna autorità e non
si ritiene un terapeuta: è un alcolista che parla a
un altro alcolista mettendogli a disposizione la propria esperienza
e quanto ha appreso attraverso il Programma.
A volte il nostro metodo di recupero è stato accusato
di operare in modo da sostituire la dipendenza dall'alcol
con la dipendenza dal gruppo; tale asserzione si basa sul
fatto che molti di noi continuano a frequentare i gruppi anche
se sobri da molti anni.
In proposito desideriamo puntualizzare che non saremmo affatto
turbati da una tale ipotesi, anche qualora si rivelasse vera.
Sostituire una dipendenza nefasta come quella dall'alcol,
con una che ci salva la vita, riempiendola inoltre di nuovi
e gratificanti valori e significati, non ci sembra davvero
un cattivo affare!
Crediamo che comunque la questione vada impostata in altro
modo. Innanzitutto, un recupero stabile dall'alcolismo richiede
(tempi lunghi, talvolta anni di impegno. Inoltre, per quelli
di noi che a causa dell' alcol hanno perso tutto il gruppo
costituisce una casa e gli amici del gruppo una famiglia,
in cui possono trovare comprensione e amore. Infine, e questo
è l'aspetto più importante, il nostro Programma
è in realtà un percorso di crescita spirituale
che, come tale, non è mai concluso: più procediamo
lungo il suo cammino, più possibilità abbiamo
di migliorare noi stessi. Tutto questo a prescindere dall'alcol.
Basta partecipare a una delle nostre riunioni aperte per rendersene
conto.
L'ANONIMATO
Anche in tempi recenti si tende a confondere
l'anonimato dei singoli alcolisti anonimi con quello dell'associazione
stessa, facendola quasi passare per una sorta di setta segreta
i cui affiliati si incontrano di nascosto per celebrare chissà
quali misteriosi rituali. Naturalmente, non è così.
La pubblicazione del libro Alcolisti Anonimi, nel 1939, non
solo permise all'associazione di crescere rapidamente moltiplicando
in maniera prodigiosa i suoi gruppi, ma le consentì
appunto di uscire dall'anonimato rendendola presto nota alla
comunità medico-scientifica e, grazie anche al grande
interessamento dei media, all'opinione pubblica e ai diretti
interessati, prima in America e poi in tutto il mondo.
Ciò premesso, ancora sul nostro anonimato, vogliamo
evidenziare come esso sia uno dei pilastri su cui è
costruito il nostro Programma di recupero. Non c'è
dubbio che sia nato come figlio della paura: all'epoca in
cui gli alcolisti venivano considerati dei degenerati, o nella
migliore delle ipotesi dei matti, non c'è da stupirsi
che coloro che riuscivano a recuperarsi non amassero particolarmente
pubblicizzare la loro appartenenza a un'associazione costituita
esclusivamente da alcolisti, anche se non più attivi.
Non esistono ancora forti pregiudizi nei confronti dell'alcolista
anche oggi? Non è forse vero che una parte dell'opinione
pubblica rimane tuttora ancorata a modelli culturali ormai
ampiamente superati? E' pertanto abbastanza comprensibile
che per molti che si avvicinano ai gruppi l'anonimato, oggi
come allora, costituisca una concreta garanzia soprattutto
nei primi approcci.
Ma al di là di questo aspetto, l'anonimato assume per
noi A.A. un altro e più profondo significato spirituale.
All'interno di un gruppo si è tutti uguali, a prescindere
dalla cultura, dalla posizione sociale, dalla situazione economica
in cui si versa, da qualunque cosa uno abbia commesso in passato
a ciò che è al presente: tutti vengono accettati
e considerati allo stesso modo, nessuno può essere
giudicato o escluso.
A livello pubblico anonimato significa invece rinuncia; rinuncia
alle richieste, talvolta imperiose per l'alcolista, che vengono
sollecitate dal suo egocentrismo e che lo portano all'isolamento,
all'indifferenza per gli altri, all'invidia, al rancore per
accostarsi, inizialmente in maniera inconsapevole, a quell'umiltà
che è la vera chiave dell'intero Programma. Significa
rinunciare alle luci della ribalta per "servire"
l'associazione in silenzio, paghi della grande ricompensa
che si riceve aiutando gli altri e imparando ad amarli.
LA FAMIGLIA
Sin dalle sue origini Alcolisti Anonimi ha
prestato grande attenzione ai riflessi dell'alcolismo sulla
famiglia nella profonda consapevolezza che, essendo il recupero
dell'alcolista molto legato al ripristino di sane relazioni
con gli altri, riveste particolare importanza il loro ristabilirsi
all'interno della famiglia; anzi fu presto evidente come l'armonia
familiare, essendo stata la più profondamente colpita,
fosse anche la più difficile da ricostruire.
Per alcuni anni, agli inizi di A.A., i familiari frequentarono
le stesse riunioni degli alcolisti; poi, in concomitanza con
la crescita di A.A., nei primi anni quaranta si iniziarono
a formare con un movimento spontaneo i primi gruppi di soli
familiari di alcolisti che negli anni successivi si moltiplicarono,
sino a avvertire nel 1951 l'esigenza di costituirsi in un'associazione
autonoma, Al-Anon, che adottò un programma di recupero
molto simile a quello degli Alcolisti Anonimi ma specifico
per le proprie esigenze. La separazione tra Alcolisti Anonimi
e Al-Anon non si tradusse in un indebolimento delle due associazioni;
consentì invece a entrambe di crescere rapidamente
grazie alla sinergia scaturita dalla loro stretta collaborazione.
Le cause che convinsero alcolisti e familiari a scegliere
strade separate, seppure parallele, si possono così
sintetizzare: innanzitutto è abbastanza evidente l'esigenza
che il processo di recupero dell'alcolista diverga da quello
del familiare, essendo il primo dipendente da una sostanza
e il secondo da una persona o da una situazione, con tutte
le ovvie conseguenze; in I secondo luogo, non appare opportuno
che per la sobrietà dell'alcolista venga responsabilizzata
l'intera famiglia: è invece necessario che, al fine
del suo recupero e della conseguente acquisizione di un nuovo
stile di vita competa all'alcolista, e solo all'alcolista,
la responsabilità di ogni sua azione, positiva o negativa,
ricadute comprese; infine, non c'è dubbio che le riunioni
miste (alcolisti-familiari) non consentono, all'alcolista
come al familiare, di esprimersi liberamente e ad affidarsi
pienamente.
Spesso molti di noi vengono guidati verso il gruppo A.A. dalla
perseveranza, dalla disperazione e dall'amore dei familiari
che, nella ricerca di una soluzione per il loro caro acquisiscono
consapevolezza della loro situazione e, dopo aver ritrovato
un po' di serenità e di equilibrio, riescono spesso
a svolgere un importante ruolo nell'agevolare il recupero
dell'alcolista.
LA NOSTRA STORIA
L'associazione "Alcolisti Anonimi"
(A.A.) è nata negli Stati Uniti nel 1935 dall'incontro
di un agente di borsa di Wall Street ed un medico chirurgo
di Akron (Ohio), entrambi alcolisti, i quali si resero conto
che condividendo le loro dolorose esperienze e aiutandosi
a vicenda riuscivano a mantenersi lontani dall'alcol.
In un mondo caratterizzato da forti pregiudizi nei confronti
dell'alcolismo e dalla pressoché totale impotenza della
scienza medica ad affrontare tale problema, i due fondatori
di Alcolisti Anonimi, superando ogni approccio moralistico
e con un pragmatismo tipico della cultura nordamericana, ebbero
la grande intuizione di applicare l'autoaiuto alla dipendenza
dall'alcol, vista non più come un vizio da estirpare
ma come una vera e propria malattia del corpo e dello spirito,
i cui tragici effetti potevano essere sospesi semplicemente
non bevendo e cambiando stile di vita.
In altri termini i nostri fondatori, entrambi con durissime
storie di alcolismo alle spalle, si resero conto che un alcolista
che ha smesso di bere ha una grandissima capacità di
raggiungere e aiutare l'alcolista che ancora beve; così
facendo indica all'altro la via per uscire dal problema e
nel contempo mantiene e consolida la propria sobrietà.
Partendo da questa constatazione fu costituito il primo gruppo
A.A. ad Akron, cui seguì l'apertura di un secondo gruppo
a New York e di un terzo a Cleveland; nel frattempo fu messo
a punto un metodo di recupero dall'alcolismo basato su Dodici
Passi (o tappe) i cui principi ispiratori furono tratti essenzialmente
dalla medicina, dalla psicologia e dalla religione. Nel 1939,
con la pubblicazione della prima edizione del libro Alcolisti
Anonimi, che dette poi il nome all'associazione e in cui per
la prima volta l'alcolismo viene trattato dal punto di vista
dell'alcolista, ha avuto inizio una prodigiosa reazione a
catena, man mano che chi si recuperava portava ad alti il
suo messaggio e questi ad altri ancora; prima negli U.S.A.,
poi in tutto il mondo.
Oggi Alcolisti Anonimi è presente in oltre 160 Paesi
di tutti i continenti con più di 100.000 gruppi di
autoaiuto e milioni di alcolisti recuperati.
In Italia Alcolisti Anonimi ha iniziato la sua attività
a Roma, quando alcuni alcolisti, dopo aver ritrovato la sobrietà
nel gruppo di lingua inglese di Via Napoli 58 nel 1972, cominciarono
successivamente a riunirsi un primo, sparuto, gruppo di lingua
italiana. Nel luglio 1974 nacque il gruppo di Firenze e tra
il 1975 ed il 1976 i mèmbri del gruppo romano contribuirono
a dar vita al primo gruppo della Lombardia a Milano e della
Liguria a Genova.
Nel 1979 la trasmissione televisiva L'inferno dentro attirò
l'attenzione generale sul problema dell'alcolismo e sulla
sua possibile soluzione grazie ad A.A.: nei titoli di coda
della trasmissione fu indicato per la prima volta il numero
telefonico di A.A. a Roma, che fu subissato di telefonate.
Sull'onda di tale evento, che segnò una svolta nel
far conoscere in tutta Italia l'esistenza di A.A., la stampa
prese a interessarsi sempre di più all'associazione;
anche nella letteratura medica cominciò a prendere
corpo un interesse sempre più vivo per Alcolisti Anonimi
e per il suo programma di recupero.
Da quel momento la storia di A.A. italiana è la storia
di una crescita che la ha portata oggi a essere diffusa in
tutte le Regioni con circa 500 gruppi, con una presenza media
di 10.000 alcolisti.
PER SAPERNE DI PIÙ
Oltre a partecipare alle nostre riunioni
aperte, cui siamo lieti di invitare tutti coloro che sono
interessati, è a vostra disposizione presso i nostri
Uffici centrali la seguente letteratura A.A.:
1. Alcolisti Anonimi
2. Dodici Passi e Dodici Tradizioni
3. A.A. diventa adulta i
4. Come la vede Bill
5. Il linguaggio del cuore
6. Il Dottor Bob e i cari vecchi compagni
7. Pass it on
8. Riflessioni giornaliere
9. Vivere sobri
10. Giunsi a credere
Insieme ai libri citati sopra, la nostra
letteratura ufficiale comprende inoltre numerosi opuscoli
mirati di vario tipo, tutti utili a una migliore informazione
e comprensione della nostra associazione, oltre che indispensabili
per portare il messaggio di A.A. agli alcolisti ancora nel
problema.
DICONO DI NOI...
In occasione del trentesimo anniversario
della nascita dell'associazione degli alcolisti anonimi, il
Presidente della Repubblica esprime apprezzamento per la qualificata
attività sociale di questo sodalizio.
La condivisione è un valore concreto che può
dare risposte a bisogni effettivi. Gli Alcolisti Anonimi con
il loro autoaiuto affrontano, attraverso lo scambio e il confronto
sulle medesime esperienze, percorsi e obiettivi di guarigione.
Con questi sentimenti e con l'incoraggiamento a proseguire
nel vostro impegno solidaristico, il Capo dello Stato invia
il suo più cordiale saluto e augurio.
Carlo Azelio Ciampi - Presidente della Repubblica
I meriti di Alcolisti Anonimi sono ben noti
e tanto più apprezzabili in quanto si tratta di un'associazione
che opera in maniera assolutamente volontaria. Auspico che
sempre più numerose siano le occasioni di collaborazione
tra A.A. e i servizi pubblici sociali e sanitari.
Umberto Veronesi - medico, già Ministro
della Sanità
Prima ancora di dirvi cosa possiamo fare
insieme, desidero ringraziarvi fortissimamente per il modello
che proponete, la vostra discrezione, il coraggio di mettervi
in discussione e anche per alcune vostre peculiari regole
che costituiscono un esempio per tutti noi.
Antonio Guidi - Sottosegretario del Min. della
Salute con delega per le dipendenze
Desidero ringraziarvi per il contributo che
dal lontano 1972 continuate a offrire alle singole persone,
alle famiglie, alla società intera. Alcolisti anonimi
costituisce infatti una preziosa risorsa sociale. Utile non
solo per quanti hanno problemi diretti con l'alcol, ma anche
per tutti coloro che a vario titolo si occupano di alcolismo.
Trent'anni di attività, gratuita e generosa, a fianco
di chi sta male, di chi si trova in difficoltà e nel
bisogno ed è però deciso a cambiare vita, sono
trent'anni di bene che avete fatto alle famiglie italiane
e a tutto il Paese. I vostri gruppi di autoaiuto hanno insegnato
e continuano a insegnare la condivisione, la solidarietà,
l'assistenza reciproca. Avete inventato un metodo di recupero
la cui utilità ed efficacia si sono, via via, diffuse
e allargate ad altre dipendenze. Un metodo di recupero che
ha fatto scuola. Anche di questo vi ringrazio.
Grazia Sestini - Sottosegretario del Min.del Lavoro
e degli Affari Sociali con delega per le dipendenze
Nel corso dell' incontro con un gruppo A.A.
il succedersi delle testimonianze suscitava in me una serie
di sensazioni: su tutte lo stupore e l'ammirazione per la
chiarezza con cui uomini, donne, giovani e meno giovani, già
tormentati dalla devastante esperienza con l'alcol, riuscivano
a esternare quanto di più profondo e segreto tenuto
riposto nel profondo del proprio intimo. Dalle testimonianze
emergeva il rimpianto per quanto perduto a causa dell'alcol,
ma anche la gioia nel riscoprire quanto di vero e prezioso
è riposto negli affetti o nei gesti di tutti i giorni.
Teodora Macchia - Dir. Rep. Sostanze d'Abuso
Istituto Superiore di Sanità
Desidero manifestare il vivo compiacimento
per la provvida opera che Alcolisti Anonimi da trent'anni
va compiendo, anche in collaborazione con le Diocesi, in tutto
il territorio nazionale.
Camillo Card. Rumi - Presidente della
Conferenza Episcopale italiana
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