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Associazioni e Gruppi



Alcolisti Anonimi


Alcolisti anonimi è un'associazione di uomini e donne che mettono in comune la propria esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dall'alcolismo. Il servizio è anonimo e gratuito. L'unico requisito per divenirne membri è il desiderio di smettere di bere. Non vi sono quote o tasse per essere membri di A.A.; l'associazione è autonoma grazie ai contributi versati dagli stessi membri.
A.A. non è affiliata ad alcuna setta, confessione, idea politica, organizzazione o istituzione; non intende impegnarsi in alcuna controversia nè sostenere od opporsi ad alcuna causa.
Lo scopo primario degli associati è rimanere sobri e aiutare altri alcolisti a raggiungere la sobrietà.
Gli A.A. vengono in soccorso di un alcolista solamente se questi ne esprime il desiderio, avendo riconosciuto che da solo è incapace di risolvere il suo problema di alcolismo.
Gli A.A. sono convinti di poter condurre una vita utile, normale e serena se si astengono, 24 ore alla volta, dal bere alcol.
Gli A.A. costituiscono dei Gruppi che si riuniscono una o più volte nella settimana.
Non ci sono presidenti ne direttori; i membri che lo desiderano assicurano a turno i servizi necessari.
Il programma di A.A. consiste nei 12 passi. Le riunioni chiuse per soli alcolisti sono dedicate alla libera discussione sulla lettura di questi.
Alle riunioni aperte può partecipare qualunque interessato.
Gli A.A. non tengono una lista dei membri. Essi ignorano i cognomi e si conoscono unicamente con i loro nomi di battesimo.
Essi non divulgano mai l'identità di un altro membro di A.A., salvo che vi sia consenso espresso.
Ognuno è libero, se lo ritiene opportuno, di rivelare che è un membro di A.A.

GLI INDIRIZZI

Centralino Nazionale per richieste di aiuto: 06-6636620

  • GRUPPO “ IL TEMPIO” TELEFONO : 334-3955966. ll gruppo si riunisce il SABATO pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 17:30
    in Piazzetta dei servi n.8 centro CEIS.
    PISTOIA
  • GRUPPO “ PRIMAVERA 90 “ TELEFONO : 334-3956304. Il gruppo si riunisce il MARTEDI' sera dalle ore 21:00 alle ore 23:00
    in via BRUNO BUOZZI al n. 33 centro CEIS.
    PIEVE A NIEVOLE
  • GRUPPO “ LIBERAZIONE” Telefono : 334-3964926. Il gruppo si riunisce il MERCOLEDI' sera dalle ore 21:00 alle ore 23:00
    in Piazza degli ARMENI n.14 c/o Convento Cappuccini
    PISTOIA

I CODICI PASSI DI A.A.

1. Noi abbiamo ammesso la nostra impotenza di fronte all'alcol e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.
2. Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi avrebbe potuto ricondurci alla ragione.
3. Abbiamo preso la decisione di affidare la nostra volontà e le nostre vite alla cura di Dio, come noi potemmo concepirLo.
4. Abbiamo fatto un inventario morale profondo e senza paura di noi stessi.
5. Abbiamo ammesso di fronte a Dio, a noi stessi e a un altro essere umano la natura esatta dei nostri torti.
6. Eravamo completamente pronti ad accettare che Dio eliminasse tutti questi difetti di carattere.
7. Gli abbiamo chiesto umilmente di eliminare le nostre deficienze.
8. Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone che abbiamo leso e abbiamo deciso di fare ammenda verso tutte loro.
9. Abbiamo fatto direttamente ammenda verso tali persone, laddove possibile, tranne quando, così facendo, avremmo potuto arrecare danno a loro oppure ad altri.
10. Abbiamo continuato a fare il nostro inventario personale e, quando ci siamo trovati in torto, lo abbiamo subito ammesso.
11. Abbiamo cercato, attraverso la preghiera e la meditazione di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, come noi potemmo concepirLo, pregando solo di farci conoscere la Sua volontà e di darci la forza di eseguirla.
12. Avendo ottenuto un risveglio spirituale come risultato di questi Passi, abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio agli alcolisti e di mettere in pratica questi principi in tutte le nostre attività.

“Io sono responsabile...quando qualcuno, ovunque, chiede aiuto, io voglio che la mano di A.A. sia sempre presente e per questo: io sono responsabile.” - Bill

GLI ALCOLISTI ANONIMI IN ITALIA

"A.A. non è stata inventata ! I suoi principi fondamentali provengono dall'esperienza e dalla saggezza di un gran numero di amici preziosi. Noi abbiamo solo preso in prestito e adattato le loro idee." - Bill

Nel nostro Paese molti sono al corrente della presenza di Alcolisti Anonimi ma pochi sanno cosa veramente faccia, e anche "gli addetti ai lavori" spesso equivocano sulla sua reale funzione.
Cercheremo quindi di illustrare in maniera semplice e breve lo scopo e l'attività di questa associazione conosciuta e diffusa in tutto il mondo. Per chi desiderasse approfondire ulteriormente il nostro metodo di recupero dall'alcolismo (noto come Metodo dei Dodici Passi), è possibile richiedere l'ampia letteratura a riguardo presso i nostri uffici nazionali e regionali.
Alcolisti Anonimi (A.A.) è composta esclusivamente di alcolisti che, raggiunta la sobrietà in uno dei nostri gruppi, aiutano a loro volta chi è ancora nel problema a smettere di bere e a recuperarsi dall'alcolismo.
A noi talvolta piace sottolineare che svolgiamo questa attività in modo totalmente gratuito: ciò è vero solo nel senso che da essa effettivamente non traiamo alcun beneficio economico. In realtà otteniamo una ricompensa di ben altra natura e importanza, e questa si chiama sobrietà: più aiutiamo gli altri più stiamo bene noi stessi, consolidando il nostro recupero e migliorando il nostro stile di vita.
La grande intuizione dei nostri fondatori, nell'ormai lontano 1935, in definitiva è stata quella di applicare il meccanismo dell'autoaiuto alla dipendenza da alcol, mettendo a punto un metodo che da allora ha consentito a milioni di uomini e di donne non solo di sopravvivere all'autodistruzione, ma di tornare a essere persone serene e bene inserite nella società.
In Italia siamo presenti dal '72, quando l'alcolismo era ritenuto un vizio e gli alcolisti internati nei manicomi: allora i rari medici e operatori che si occupavano seriamente di questo problema hanno spesso dovuto affrontare lo scetticismo e la diffidenza di molti loro colleghi.
Oggi all'alcolista viene riconosciuta la dignità di persona malata che si deve aiutare e recuperare alla società e ne sono interessate molte strutture: ospedali, SERT, centri di alcologia, medici di famiglia, cliniche private, comunità terapeutiche, C.A.T., Caritas, servizi sociali e tante altre associazioni ed enti vari.
Dal punto di vista delle Istituzioni l'alcolismo viene ormai recepito come un fenomeno complesso, sanitario e sociale insieme, che non può essere sottovalutato anche per gli elevatissimi costi che scarica sulla collettività; inoltre la sua multidimensionalità (con tutte le problematiche sanitarie, assistenziali, di recupero, familiari, di lavoro, legali, di informazione, di formazione, ecc.) sta rafforzando il convincimento che per poter operare utilmente sia necessario un approccio di Rete, attraverso la collaborazione e la sinergia tra le varie strutture che si occupano del problema.
Per quanto riguarda la nostra associazione oggi, nel suo rivolgersi all'estemo, ha come costante riferimento il territorio nel quale operano i gruppi A.A.; di conseguenza il rapporto con i medici di famiglia, con i centri di alcologia, con le strutture ospedaliere e con gli operatori del sociale sta divenendo sempre più un canale privilegiato di collaborazione.
Non vogliamo certo sostenere che Alcolisti Anonimi funzioni sempre e per tutti; nonostante la nostra buona volontà e il nostro amore molti che si rivolgono a noi purtroppo non rimangono, altri hanno la necessità di essere prima disintossicati in qualche centro, altri ancora hanno bisogno di ricevere contemporaneamente un'assistenza specializzata di tipo diverso.
Ciononostante, in moltissimi casi Alcolisti Anonimi costituisce una soluzione concreta per i diretti interessati, e può pertanto rivelarsi una risorsa utile a tutti coloro che, per professione o volontariato, sono chiamati a occuparsi di alcolismo. Una risorsa collaudata da una vastissima esperienza.
E' da sottolineare che dal '76 accanto ad A.A. opera, parallelamente ma con un metodo simile, l'associazione AlAnon/Alateen, che si occupa del recupero e del sostegno ai familiari degli alcolisti: un'ulteriore preziosa risorsa.
Ma, nel concreto, in che modo l'esperienza di Alcolisti Anonimi può risultare utile ?
Innanzitutto è fuori di dubbio, e noi alcolisti possiamo ben testimoniarlo avendone avuta diretta esperienza, che una delle maggiori difficoltà che solitamente si incontra quando si ha a che fare con uno di noi è quella della negazione del problema, talvolta ostinata anche di fronte all'evidenza più assoluta: tale atteggiamento rende difficile una comunicazione corretta, quando non la preclude del tutto, pregiudicando così qualsiasi tipo di intervento. La partecipazione a un gruppo A.A. può aiutare a superare questo ostacolo: quando un alcolista si trova in mezzo ad altri come lui, che attraverso le loro testimonianze gli mostrano la realtà dal suo stesso punto di vista, subisce quasi sempre un processo di identificazione che lo porta a incrinare quel muro di isolamento e di diffidenza che si è creato intorno, a dubitare di avere anch'egli seri problemi con l'alcol e, infine, ad accettare l'idea di farsi aiutare.
In secondo luogo, come molti medici e psicologi sanno bene, il vero scoglio dell'alcolismo non è tanto quello di portare il soggetto a interrompere l'assunzione di alcolici, anche se spesso è impresa assai ardua se non si dispone di un luogo protetto (dalle "tentazioni") e della sua collaborazione; la difficoltà maggiore è quella di scongiurare le "ricadute", che d'un colpo possono vanificare il lavoro fatto con effetti frustranti per tutti.
Ci siamo da tempo convinti, spesso a nostre spese, che un alcolista che ha smesso di bere non riuscirà a rimanere a lungo sobrio con le sue sole forze: dopo un periodo più o meno lungo la motivazione che lo ha portato a smettere si indebolisce, subentra l'illusione di poter tornare a gestire il proprio bere e si ritrova al punto di partenza, se non peggio. Il passaggio da una precaria astinenza a una stabile sobrietà avviene solo se si accompagna alla rottura di vecchi schemi comportamentali talvolta molto consolidati e a un radicale cambiamento interiore.
Ovviamente è difficile che ciò possa avvenire in tempi brevi e senza aiuto; presuppone invece un intervento costante, un impegno personale convinto, una motivazione alimentata permanentemente e un sostegno esterno efficace e continuo.
E' soprattutto in questa fase che un gruppo A.A. può risultare uno strumento prezioso: partecipare regolarmente alle riunioni praticando il Programma dei Dodici Passi consente all'alcolista di rafforzare costantemente la sua sobrietà e di trovare valori e stimoli positivi da sostituire agli antichi.
Tutto ciò senza nulla sottrarre al lavoro del professionista; è solo un contributo, talvolta non di poco conto e per di più a costo zero. Non abbiamo certo la pretesa di sostituirci al medico o allo psicologo; capita anzi sempre più spesso che i nostri gruppi, consapevoli che l'unico scopo di A.A. è quello di aiutare l'alcolista ancora malato a mantenersi sobrio, suggeriscano a propri mèmbri il ricovero presso le strutture pubbliche o di rivolgersi a studi professionali per tutti gli altri problemi di pertinenza, appunto, medica, psicologica o altro.
Infine, come possono attestare i numerosi professionisti cui da tempo ci lega stima e amicizia, collaborare con Alcolisti Anonimi significa collaborare con una realtà costantemente aggiornata sul fenomeno dell'alcolismo: i nostri gruppi, fortemente radicati sul territorio e presenti in tutte le regioni, sono in grado di recepire in tempo reale le trasformazioni che si verificano al loro interno. Intendiamo riferirci, ad esempio, all'abbassamento dell'età di coloro che entrano nell'area dell'alcolismo, al consistente aumento della presenza delle donne, alla sempre più stretta alleanza prevalentemente riferita ai giovani tra alcolismo e altre dipendenze, all'ingresso di un sempre maggior numero di immigrati e di persone appartenenti alle altre categorie del disagio e dell'emarginazione, oltre al permanere di un numero molto elevato di alcolisti "tradizionali" trasversale a tutte le fasce di età, sociali ed economiche.
Da parte nostra ci andiamo adeguando in modo quasi automatico all'emergere di queste nuove realtà col mutare della composizione stessa dei nostri gruppi, mentre proseguiamo nello sforzo di apertura verso l'esterno, per rispondere così anche alle istanze che provengono dal mondo sanitario e dal sociale.
Concludendo, ci sembra di poter affermare che, nel sistema che si va delineando in Italia per fronteggiare l'alcolismo. Alcolisti Anonimi abbia un collocazione e un molo ben definiti.
Siamo determinati a fare la nostra parte per stringere il cerchio d'aiuto intorno ai nostri numerosissimi fratelli che ancora soffrono, come noi abbiamo sofferto prima di incontrare A.A.

L'ASSOCIAZIONE

Alcolisti Anonimi è un'associazione di uomini e di donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza per risolvere il loro problema comune e aiutare altri a recuperarsi dall'alcolismo.
A.A. è un'associazione di autoaiuto: l'alcolista che ha smesso di bere mantiene e consolida la propria sobrietà utilizzando la sua capacità di aiutare un altro alcolista che ancora beve a uscire dalla dipendenza dall'alcol. Ili gruppo è l'entità tramite la quale si realizza il recupero: nelle riunioni, in assoluta libertà, vengono raccontate le proprie storie, condivisi i problemi personali e soprattutto, tramite il commento della nostra letteratura e le esperienze degli
A.A., viene messo in pratica il nostro programma di recupero, conosciuto in tutto il mondo come "Metodo dei Dodici Passi".
L'unico requisito per entrare a far parte di A.A. è desiderare di smettere di bere: ognuno può divenire membro dell'associazione nel momento stesso in cui dichiara di volerlo. La partecipazione è totalmente gratuita e non esiste alcuna distinzione relativa alla razza, al sesso, al ceto sociale, alla fede religiosa, agli ideali politici.
Uno dei punti fermi dell'associazione è l'anonimato: qualora lo si desideri è possibile non rivelare la propria identità, ma ci si deve comunque impegnare a non divulgare discorsi e storie personali uditi all'interno del gruppo. L'anonimato riveste, peraltro, un ben più profondo significato, facendo sì che i nostri principi vengano sempre anteposti alle personalità dei singoli.
A.A. è finanziariamente autonoma, non accetta sovvenzioni, lasciti, ne altri tipi di contributi e non è affiliata ad alcuna confessione, idea politica, organizzazione o istituzione; non si impegna in alcuna controversia, ne sostiene o si oppone ad alcuna causa. In particolare A.A. non assume posizioni proibizioniste ne antiproibizioniste nei confronti dell'alcol. Gli alcolisti anonimi aiutano altri alcolisti che ancora non hanno trovato una via d'uscita in modo totalmente gratuito.

IL NOSTRO METODO

Su Alcolisti Anonimi sono state dette e scritte moltissime cose e il suo metodo di recupero, ispiratore delle moderne terapie di gruppo e che oggi viene utilizzato per contrastare numerose altre dipendenze, nei suoi oltre sessanta anni di vita è stato oggetto di analisi minuziose e rigorose da parte di medici, sociologi, religiosi, politici, educatori.
Lo spazio ristretto che ci siamo dati non ci consente di soffermarci sui presupposti e le fonti che hanno dato origine ai "Dodici Passi"; ci sforzeremo invece di illustrare, in estrema sintesi, come vengano messi in atto nella pratica quotidiana dei gruppi.
In genere chi si rivolge ad Alcolisti Anonimi per sua iniziativa o, più spesso, indirizzato da familiari, medici, psicologi, sacerdoti, servizi sociali o semplici amici non si riconosce subito alcolista ma tende piuttosto a considerarsi un forte bevitore; è cosciente di avere problemi con l'alcol e, in molti casi, ha tentato più volte (senza riuscirci) di smettere o di moderarsi nel bere, da solo o con supporti esterni. A volte è all'inizio del suo percorso alcolico ed è solo preoccupato, altre ha toccato il fondo ed è isolato e disperato.
Quando comincia a frequentare le riunioni del gruppo e sente le testimonianze degli altri, spesso molto diverse tra loro pur con un filo conduttore comune, attraverso un processo di identificazione che gli consente di iniziare a superare il terribile scoglio della negazione, diventa sempre più consapevole della propria condizione e inizia ad acquistare fiducia.
In questa prima fase il nuovo venuto apprende che quello che aveva sempre considerato un vizio (di cui vergognarsi e da tenere nascosto e negare, spesso anche a se stesso) è in realtà una "malattia", e ciò attenua fortemente i suoi sensi di colpa. Si rende anche conto della progressività e della gravita di questo suo stato da cui non può "guarire" una volta per tutte, ma che può essere arrestato semplicemente non bevendo.
A questo punto, in genere, comincia ad avere paura del bere ma non riesce ancora a sopportare l'idea di dover rimanere astinente per sempre; di dovere cioè rinunciare definitivamente a quella stampella che lo ha tanto spesso aiutato ad affrontare la vita.
Per uscire da questa situazione gli amici del gruppo gli consigliano di fare come loro, di porsi un obiettivo a brevissimo termine: per esempio di tenersi lontano dal primo bicchiere per sole ventiquattro ore. Poi per altre ventiquattro... e così via. E' fondamentale evitare "il primo bicchiere", quello che innesca il meccanismo della compulsione e la conseguente perdita del controllo sull'alcol.
In questo momento delicato gli amici già sobri mettono tutta la loro esperienza e, soprattutto, il loro amore a disposizione del nuovo arrivato, che comincia ad acquisire la consapevolezza di potercela davvero fare: proprio come i suoi nuovi amici che non bevono più, e tuttavia sembrano vivere sereni e attivi.
In sostanza, inizia ad accettare l'idea di essere un alcolista (Primo Passo) e ad affidarsi a qualcuno (Secondo e Terzo Passo): finisce cioè per ammettere la propria impotenza di fronte all'alcol e quindi l'impossibilità di gestirlo e che la sua vita, proprio a causa del bere, sta divenendo o è già divenuta incontrollabile, con conseguenze devastanti nell'ambito familiare, professionale, finanziario, sociale. Nel contempo comincia a rompere l'isolamento in cui l'alcol lo ha confinato, ad avere fiducia nei suoi nuovi amici e ad affidarsi a un Potere Superiore, comunque sia in grado di concepirlo in quel momento in relazione alla sua formazione religiosa e spirituale. All'inizio, semplicemente, il gruppo stesso può essere visto di sicuro come un "potere superiore", dal momento che riesce dove da solo chi vi si rivolge non ha mai neanche sfiorato una soluzione.
Quasi sempre l'alcolista che frequenta con assiduità i gruppi riesce a centrare l'obiettivo e diventa astinente, talvolta anche sin dalla prima riunione, ma i tempi possono essere diversi a seconda delle varie situazioni e problematiche caratteriali.
Si passa ora a una seconda fase, forse anche più delicata. Infatti, se è difficile smettere di bere, ancora più difficile è continuare a non bere evitando quelle ricadute che spesso risultano dolorosissime, anche se possono talora essere "terapeutiche", in quanto costituiscono la cartina di tornasole di quanto appreso nel gruppo.
Intervengono quindi gli altri nove Passi del Programma, svolto costantemente nel gruppo: si può dire che costituiscono un insieme di principi che, se messi in pratica come stile di vita, riescono a eliminare l'ossessione per il bere e a mettere in grado chi li fa propri, tramite una progressiva crescita e presa di coscienza della realtà, di diventare una persona serena ed attiva.
Con il Quarto e il Quinto Passo, attraverso l'autoanalisi e il confronto con una persona di propria fiducia, si procede a una profonda e coraggiosa verifica di se stessi imparando ad accettare le proprie caratteristiche positive e negative; con il Sesto e il Settimo si inizia un percorso di cambiamento basato sulla progressiva modificazione dei propri comportamenti, soprattutto di quelli che hanno causato maggior conflittualità con il mondo esterno e con se stessi; con l'Ottavo e il Nono si tende al recupero delle relazioni con gli altri; con il Decimo Passo ci si prepara a mettere concretamente in pratica questo nuovo stile di vita; con l'Undicesimo, attraverso la meditazione e la preghiera si approfondisce il proprio percorso spirituale, incrementando un senso di appartenenza al mondo; con il Dodicesimo Passo si comincia a portare il messaggio ad altri alcolisti, mettendo inoltre in pratica nel quotidiano quei principi che si sono appresi nei Passi precedenti.
E' un lavoro spesso non facile né breve, che ogni alcolista fa nel gruppo e fuori dal gruppo, ma che consente un progressivo cambiamento interiore, con la rottura dei vecchi schemi che portavano a bere. Più si riesce a cambiare facendo propri i principi del Programma, minori sono i rischi di ricadere. E' un processo graduale i cui frutti, però, si cominciano a intravedere presto e i cui margini di miglioramento per ognuno sono pressoché infiniti.
Il percorso ora descritto è individuale ma si fonda sulla condivisione delle proprie esperienze e riflessioni all'interno dei gruppi, la partecipazione ai quali è assolutamente volontaria, senza obblighi né limiti.
Ognuno è invitato a parlare solo di se stesso e delle proprie esperienze, sa che in A.A. nessuno viene giudicato.
Nelle riunioni vi è un alcolista che funge da segretario che coordina gli interventi, liberi e non regolamentati. Si osservano solo alcuni tradizionali comportamenti, come il parlare uno per volta senza interrompere gli altri, autolimitando il tempo a disposizione.
Il recupero è strettamente legato al servizio che gli alcolisti anonimi compiono volontariamente e gratuitamente e che ha un solo scopo: portare il messaggio agli alcolisti ancora nel problema. Ogni A.A., per mantenere la sua sobrietà, cerca di raggiungere coloro che non riescono a smettere di bere; non si sente investito di alcuna autorità e non si ritiene un terapeuta: è un alcolista che parla a un altro alcolista mettendogli a disposizione la propria esperienza e quanto ha appreso attraverso il Programma.
A volte il nostro metodo di recupero è stato accusato di operare in modo da sostituire la dipendenza dall'alcol con la dipendenza dal gruppo; tale asserzione si basa sul fatto che molti di noi continuano a frequentare i gruppi anche se sobri da molti anni.
In proposito desideriamo puntualizzare che non saremmo affatto turbati da una tale ipotesi, anche qualora si rivelasse vera. Sostituire una dipendenza nefasta come quella dall'alcol, con una che ci salva la vita, riempiendola inoltre di nuovi e gratificanti valori e significati, non ci sembra davvero un cattivo affare!
Crediamo che comunque la questione vada impostata in altro modo. Innanzitutto, un recupero stabile dall'alcolismo richiede (tempi lunghi, talvolta anni di impegno. Inoltre, per quelli di noi che a causa dell' alcol hanno perso tutto il gruppo costituisce una casa e gli amici del gruppo una famiglia, in cui possono trovare comprensione e amore. Infine, e questo è l'aspetto più importante, il nostro Programma è in realtà un percorso di crescita spirituale che, come tale, non è mai concluso: più procediamo lungo il suo cammino, più possibilità abbiamo di migliorare noi stessi. Tutto questo a prescindere dall'alcol. Basta partecipare a una delle nostre riunioni aperte per rendersene conto.

L'ANONIMATO

Anche in tempi recenti si tende a confondere l'anonimato dei singoli alcolisti anonimi con quello dell'associazione stessa, facendola quasi passare per una sorta di setta segreta i cui affiliati si incontrano di nascosto per celebrare chissà quali misteriosi rituali. Naturalmente, non è così.
La pubblicazione del libro Alcolisti Anonimi, nel 1939, non solo permise all'associazione di crescere rapidamente moltiplicando in maniera prodigiosa i suoi gruppi, ma le consentì appunto di uscire dall'anonimato rendendola presto nota alla comunità medico-scientifica e, grazie anche al grande interessamento dei media, all'opinione pubblica e ai diretti interessati, prima in America e poi in tutto il mondo.
Ciò premesso, ancora sul nostro anonimato, vogliamo evidenziare come esso sia uno dei pilastri su cui è costruito il nostro Programma di recupero. Non c'è dubbio che sia nato come figlio della paura: all'epoca in cui gli alcolisti venivano considerati dei degenerati, o nella migliore delle ipotesi dei matti, non c'è da stupirsi che coloro che riuscivano a recuperarsi non amassero particolarmente pubblicizzare la loro appartenenza a un'associazione costituita esclusivamente da alcolisti, anche se non più attivi.
Non esistono ancora forti pregiudizi nei confronti dell'alcolista anche oggi? Non è forse vero che una parte dell'opinione pubblica rimane tuttora ancorata a modelli culturali ormai ampiamente superati? E' pertanto abbastanza comprensibile che per molti che si avvicinano ai gruppi l'anonimato, oggi come allora, costituisca una concreta garanzia soprattutto nei primi approcci.
Ma al di là di questo aspetto, l'anonimato assume per noi A.A. un altro e più profondo significato spirituale. All'interno di un gruppo si è tutti uguali, a prescindere dalla cultura, dalla posizione sociale, dalla situazione economica in cui si versa, da qualunque cosa uno abbia commesso in passato a ciò che è al presente: tutti vengono accettati e considerati allo stesso modo, nessuno può essere giudicato o escluso.
A livello pubblico anonimato significa invece rinuncia; rinuncia alle richieste, talvolta imperiose per l'alcolista, che vengono sollecitate dal suo egocentrismo e che lo portano all'isolamento, all'indifferenza per gli altri, all'invidia, al rancore per accostarsi, inizialmente in maniera inconsapevole, a quell'umiltà che è la vera chiave dell'intero Programma. Significa rinunciare alle luci della ribalta per "servire" l'associazione in silenzio, paghi della grande ricompensa che si riceve aiutando gli altri e imparando ad amarli.

LA FAMIGLIA

Sin dalle sue origini Alcolisti Anonimi ha prestato grande attenzione ai riflessi dell'alcolismo sulla famiglia nella profonda consapevolezza che, essendo il recupero dell'alcolista molto legato al ripristino di sane relazioni con gli altri, riveste particolare importanza il loro ristabilirsi all'interno della famiglia; anzi fu presto evidente come l'armonia familiare, essendo stata la più profondamente colpita, fosse anche la più difficile da ricostruire.
Per alcuni anni, agli inizi di A.A., i familiari frequentarono le stesse riunioni degli alcolisti; poi, in concomitanza con la crescita di A.A., nei primi anni quaranta si iniziarono a formare con un movimento spontaneo i primi gruppi di soli familiari di alcolisti che negli anni successivi si moltiplicarono, sino a avvertire nel 1951 l'esigenza di costituirsi in un'associazione autonoma, Al-Anon, che adottò un programma di recupero molto simile a quello degli Alcolisti Anonimi ma specifico per le proprie esigenze. La separazione tra Alcolisti Anonimi e Al-Anon non si tradusse in un indebolimento delle due associazioni; consentì invece a entrambe di crescere rapidamente grazie alla sinergia scaturita dalla loro stretta collaborazione.
Le cause che convinsero alcolisti e familiari a scegliere strade separate, seppure parallele, si possono così sintetizzare: innanzitutto è abbastanza evidente l'esigenza che il processo di recupero dell'alcolista diverga da quello del familiare, essendo il primo dipendente da una sostanza e il secondo da una persona o da una situazione, con tutte le ovvie conseguenze; in I secondo luogo, non appare opportuno che per la sobrietà dell'alcolista venga responsabilizzata l'intera famiglia: è invece necessario che, al fine del suo recupero e della conseguente acquisizione di un nuovo stile di vita competa all'alcolista, e solo all'alcolista, la responsabilità di ogni sua azione, positiva o negativa, ricadute comprese; infine, non c'è dubbio che le riunioni miste (alcolisti-familiari) non consentono, all'alcolista come al familiare, di esprimersi liberamente e ad affidarsi pienamente.
Spesso molti di noi vengono guidati verso il gruppo A.A. dalla perseveranza, dalla disperazione e dall'amore dei familiari che, nella ricerca di una soluzione per il loro caro acquisiscono consapevolezza della loro situazione e, dopo aver ritrovato un po' di serenità e di equilibrio, riescono spesso a svolgere un importante ruolo nell'agevolare il recupero dell'alcolista.

LA NOSTRA STORIA

L'associazione "Alcolisti Anonimi" (A.A.) è nata negli Stati Uniti nel 1935 dall'incontro di un agente di borsa di Wall Street ed un medico chirurgo di Akron (Ohio), entrambi alcolisti, i quali si resero conto che condividendo le loro dolorose esperienze e aiutandosi a vicenda riuscivano a mantenersi lontani dall'alcol.
In un mondo caratterizzato da forti pregiudizi nei confronti dell'alcolismo e dalla pressoché totale impotenza della scienza medica ad affrontare tale problema, i due fondatori di Alcolisti Anonimi, superando ogni approccio moralistico e con un pragmatismo tipico della cultura nordamericana, ebbero la grande intuizione di applicare l'autoaiuto alla dipendenza dall'alcol, vista non più come un vizio da estirpare ma come una vera e propria malattia del corpo e dello spirito, i cui tragici effetti potevano essere sospesi semplicemente non bevendo e cambiando stile di vita.
In altri termini i nostri fondatori, entrambi con durissime storie di alcolismo alle spalle, si resero conto che un alcolista che ha smesso di bere ha una grandissima capacità di raggiungere e aiutare l'alcolista che ancora beve; così facendo indica all'altro la via per uscire dal problema e nel contempo mantiene e consolida la propria sobrietà.
Partendo da questa constatazione fu costituito il primo gruppo A.A. ad Akron, cui seguì l'apertura di un secondo gruppo a New York e di un terzo a Cleveland; nel frattempo fu messo a punto un metodo di recupero dall'alcolismo basato su Dodici Passi (o tappe) i cui principi ispiratori furono tratti essenzialmente dalla medicina, dalla psicologia e dalla religione. Nel 1939, con la pubblicazione della prima edizione del libro Alcolisti Anonimi, che dette poi il nome all'associazione e in cui per la prima volta l'alcolismo viene trattato dal punto di vista dell'alcolista, ha avuto inizio una prodigiosa reazione a catena, man mano che chi si recuperava portava ad alti il suo messaggio e questi ad altri ancora; prima negli U.S.A., poi in tutto il mondo.
Oggi Alcolisti Anonimi è presente in oltre 160 Paesi di tutti i continenti con più di 100.000 gruppi di autoaiuto e milioni di alcolisti recuperati.
In Italia Alcolisti Anonimi ha iniziato la sua attività a Roma, quando alcuni alcolisti, dopo aver ritrovato la sobrietà nel gruppo di lingua inglese di Via Napoli 58 nel 1972, cominciarono successivamente a riunirsi un primo, sparuto, gruppo di lingua italiana. Nel luglio 1974 nacque il gruppo di Firenze e tra il 1975 ed il 1976 i mèmbri del gruppo romano contribuirono a dar vita al primo gruppo della Lombardia a Milano e della Liguria a Genova.
Nel 1979 la trasmissione televisiva L'inferno dentro attirò l'attenzione generale sul problema dell'alcolismo e sulla sua possibile soluzione grazie ad A.A.: nei titoli di coda della trasmissione fu indicato per la prima volta il numero telefonico di A.A. a Roma, che fu subissato di telefonate.
Sull'onda di tale evento, che segnò una svolta nel far conoscere in tutta Italia l'esistenza di A.A., la stampa prese a interessarsi sempre di più all'associazione; anche nella letteratura medica cominciò a prendere corpo un interesse sempre più vivo per Alcolisti Anonimi e per il suo programma di recupero.
Da quel momento la storia di A.A. italiana è la storia di una crescita che la ha portata oggi a essere diffusa in tutte le Regioni con circa 500 gruppi, con una presenza media di 10.000 alcolisti.

PER SAPERNE DI PIÙ

Oltre a partecipare alle nostre riunioni aperte, cui siamo lieti di invitare tutti coloro che sono interessati, è a vostra disposizione presso i nostri Uffici centrali la seguente letteratura A.A.:

1. Alcolisti Anonimi
2. Dodici Passi e Dodici Tradizioni
3. A.A. diventa adulta i
4. Come la vede Bill
5. Il linguaggio del cuore
6. Il Dottor Bob e i cari vecchi compagni
7. Pass it on
8. Riflessioni giornaliere
9. Vivere sobri
10. Giunsi a credere

Insieme ai libri citati sopra, la nostra letteratura ufficiale comprende inoltre numerosi opuscoli mirati di vario tipo, tutti utili a una migliore informazione e comprensione della nostra associazione, oltre che indispensabili per portare il messaggio di A.A. agli alcolisti ancora nel problema.

DICONO DI NOI...

In occasione del trentesimo anniversario della nascita dell'associazione degli alcolisti anonimi, il Presidente della Repubblica esprime apprezzamento per la qualificata attività sociale di questo sodalizio.
La condivisione è un valore concreto che può dare risposte a bisogni effettivi. Gli Alcolisti Anonimi con il loro autoaiuto affrontano, attraverso lo scambio e il confronto sulle medesime esperienze, percorsi e obiettivi di guarigione.
Con questi sentimenti e con l'incoraggiamento a proseguire nel vostro impegno solidaristico, il Capo dello Stato invia il suo più cordiale saluto e augurio.
Carlo Azelio Ciampi - Presidente della Repubblica

I meriti di Alcolisti Anonimi sono ben noti e tanto più apprezzabili in quanto si tratta di un'associazione che opera in maniera assolutamente volontaria. Auspico che sempre più numerose siano le occasioni di collaborazione tra A.A. e i servizi pubblici sociali e sanitari.
Umberto Veronesi - medico, già Ministro della Sanità

Prima ancora di dirvi cosa possiamo fare insieme, desidero ringraziarvi fortissimamente per il modello che proponete, la vostra discrezione, il coraggio di mettervi in discussione e anche per alcune vostre peculiari regole che costituiscono un esempio per tutti noi.
Antonio Guidi - Sottosegretario del Min. della Salute con delega per le dipendenze

Desidero ringraziarvi per il contributo che dal lontano 1972 continuate a offrire alle singole persone, alle famiglie, alla società intera. Alcolisti anonimi costituisce infatti una preziosa risorsa sociale. Utile non solo per quanti hanno problemi diretti con l'alcol, ma anche per tutti coloro che a vario titolo si occupano di alcolismo. Trent'anni di attività, gratuita e generosa, a fianco di chi sta male, di chi si trova in difficoltà e nel bisogno ed è però deciso a cambiare vita, sono trent'anni di bene che avete fatto alle famiglie italiane e a tutto il Paese. I vostri gruppi di autoaiuto hanno insegnato e continuano a insegnare la condivisione, la solidarietà, l'assistenza reciproca. Avete inventato un metodo di recupero la cui utilità ed efficacia si sono, via via, diffuse e allargate ad altre dipendenze. Un metodo di recupero che ha fatto scuola. Anche di questo vi ringrazio.
Grazia Sestini - Sottosegretario del Min.del Lavoro e degli Affari Sociali con delega per le dipendenze

Nel corso dell' incontro con un gruppo A.A. il succedersi delle testimonianze suscitava in me una serie di sensazioni: su tutte lo stupore e l'ammirazione per la chiarezza con cui uomini, donne, giovani e meno giovani, già tormentati dalla devastante esperienza con l'alcol, riuscivano a esternare quanto di più profondo e segreto tenuto riposto nel profondo del proprio intimo. Dalle testimonianze emergeva il rimpianto per quanto perduto a causa dell'alcol, ma anche la gioia nel riscoprire quanto di vero e prezioso è riposto negli affetti o nei gesti di tutti i giorni.
Teodora Macchia - Dir. Rep. Sostanze d'Abuso – Istituto Superiore di Sanità

Desidero manifestare il vivo compiacimento per la provvida opera che Alcolisti Anonimi da trent'anni va compiendo, anche in collaborazione con le Diocesi, in tutto il territorio nazionale.
Camillo Card. Rumi - Presidente della Conferenza Episcopale italiana

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