Popolazione legale al Censimento 2011

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PISTOIA

Sul supplemento ordinario n. 209 alla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012, è stata pubblicata la popolazione legale di ciascuno degli 8.092 Comuni italiani quale risulta dal 15°Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni.

Alla data del Censimento, cioè al 9 ottobre 2011, in Italia siamo 59.433.744 unità.  La popolazione del Comune di Pistoia ammonta a 89.101 abitanti, la Provincia di Pistoia ha 287.866 abitanti e la Regione Toscana 3.672.202.La popolazione censita diviene riferimento legale per il Paese fino alla successiva rilevazione censuaria ed è perciò definita “popolazione legale”.

10 anni fa, alla data del 21 ottobre 2001,  Pistoia aveva 84.274 abitanti (abbiamo avuto un incremento del 5,7 % , il dato nazionale fornisce un aumento del 4,3%, in Toscana l’aumento è stato del 5,0 % ma la provincia di Pistoia ha avuto una crescita del 7,2 %, caratterizzata peraltro da un aumento sia degli stranieri che degli italiani).         

L’attuale stato di elaborazione dei dati censuari ha consentito ad ISTAT di fare uscire, insieme al valore legale della popolazione, un interessante quadro della distribuzione della popolazione italiana: residenza per sesso, età e cittadinanza (italiana e straniera). Dove per cittadini stranieri si intendono persone che non hanno cittadinanza italiana (vi fanno parte anche gli apolidi e ne sono esclusi coloro che possiedono una cittadinanza straniera oltre a quella italiana, considerata quest’ultima prevalente).

Per quanto attiene al Comune di Pistoia, siamo 89.101, di cui 46803 donne (52,5 % del totale. A livello nazionale la componente femminile raggiunge il 51,6 % della popolazione). Fra noi ci sono 7.046 stranieri, che rappresentano il 7,9 % della popolazione pistoiese (in Toscana, la sesta regione per presenza, gli stranieri sono l’8,0% ma con una vetta del 15,37% nel Comune di Prato; in Italia il 6,8 % del totale). Le donne straniere a Pistoia sono 3856, il 54,7 % della totalità degli stranieri (la percentuale in Toscana è il 54,1% e in Italia è del 53,3%).

Alla data del 14° Censimento Generale, a Pistoia, al 21 ottobre 2001, gli stranieri erano 2387, in linea col dato nazionale: nel corso dell’ultimo decennio intercensuario la popolazione straniera è triplicata.

Nella nostra città, considerando la popolazione divisa in fasce d’età che vanno di dieci anni in dieci anni, la fascia di età più numerosa è quella compresa fra i 50 e i 59 anni (11.939 persone, 13,4% del totale, fra i quali 766 stranieri), seguita a ruota da coloro che hanno fra i 30 e i 39 anni (11.830, di cui  ben 1503  stranieri) e fra i 60 e i 69 anni (11.657 persone, di queste solamente 281 sono straniere, dato in linea con la considerazione che gli stranieri, la cui mobilità è molto elevata, si trasferiscono soprattutto in età lavorativa).

I nostri ultracentenari, e fra di essi non ci sono stranieri, sono ben 37 (4 uomini e 33 donne).

Per una visone completa della numerosità della popolazione nelle varie fasce di età vedansi le due tabelle allegate.

 

 Tabella popolazione Pistoia per fasce di età  

 Tabella popolazione per fasce di età maggior dettaglio

Confronti con la popolazione rilevata a Pistoia alla data del Censimento del 2001, così come prima dell’ultima scadenza censuaria, in particolare al 31 dicembre 2010, possono essere fatti analizzando le tavole parimenti inserite in “Statistica in web” (Elaborazioni dalla Lista Anagrafica Comunale al 31.12.2010).

LA  PROVINCIA  DI  PISTOIA  E  LE  MAGGIORI  CITTA’  IN  ITALIA

Per quanto riguarda i 22 Comuni che costituiscono la Provincia di Pistoia, al 9 ottobre 2011 la loro popolazione è illustrata nella tabella seguente.

Comuni ordinati per variazione percentuale della popolazione rispetto al censimento 2001.

Comune

Censimento

Var
%

 

2001

2011

Uzzano

4.711

5.690

+20,8%

Ponte Buggianese

7.618

8.771

+15,1%

Agliana

14.628

16.792

+14,8%

Serravalle Pistoiese

10.150

11.517

+13,5%

Chiesina Uzzanese

3.983

4.479

+12,5%

Lamporecchio

6.777

7.583

+11,9%

Quarrata

22.683

25.378

+11,9%

Pescia

17.428

19.435

+11,5%

Marliana

2.917

3.201

+9,7%

Buggiano

8.043

8.735

+8,6%

Massa e Cozzile

7.199

7.786

+8,2%

Comune

Censimento

Var
%

 

2001

2011

Larciano

6.018

6.418

+6,6%

Pistoia

84.274

89.101

+5,7%

Montale

10.143

10.682

+5,3%

Sambuca Pistoiese

1.604

1.680

+4,7%

Monsummano Terme

19.906

20.767

+4,3%

Pieve a Nievole

9.098

9.460

+4,0%

Montecatini-Terme

19.900

19.674

-1,1%

Abetone

705

687

-2,6%

Piteglio

1.877

1.797

-4,3%

San Marcello Pistoiese

7.142

6.672

-6,6%

Cutigliano

1.699

1.561

-8,1%

In Italia la città più popolosa è Roma, con 2.617.175 abitanti.

Seguita da Milano con 1.242.123 abitanti, Napoli con 962.003, Torino con 872.367, Palermo con 657.561, Genova con 586.180 persone.

Firenze, in ottava posizione, con 358.079 abitanti si colloca fra Bologna (371.337) e Bari (315.993

L’ITALIA  AI  CENSIMENTI

Al primo Censimento dell’Italia Unita, svolto nel 1861, in Italia gli abitanti erano poco più di 22 milioni; nell’arco di 150 anni la popolazione residente è quasi triplicata arrivando a circa 59,5 milioni di persone.

La variazione media annua della popolazione è cambiata nel tempo, registrando i valori più alti

fino al Censimento del 1921 (vedasi il prospetto di seguito riportato) e valori più bassi negli ultimi decenni quando l’andamento era divenuto sostanzialmente stabile. Rispetto al 2001 si manifesta però un significativo incremento di popolazione.

Questi i valori assoluti in migliaia della popolazione italiana alle scadenze censuarie, dal 1861 ad oggi, con l’indicazione della variazione media annua per 1.000:

31 dicembre 1861                            22.176

31 dicembre 1871                            27.300    (21,0)

31 dicembre 1881                            28.952    (5,9)

10 febbraio 1901                             32.963    (6,8)

10 giugno 1911                               35.842    (8,1)

1 dicembre 1921                              39.397    (9,1)

21 aprile 1931                                 41.043    (4,4)

21 aprile 1936                                 42.398    (6,5)

4 novembre 1951                             47.516     (7,4)

15 ottobre 1961                               50.624    (6,4)

24 ottobre 1971                               54.137    (6,7)

25 ottobre 1981                               56.557    (4,4)

20 ottobre 1991                               56.778    (0,4)

21 ottobre 2001                               56.996    (0,4)

9 ottobre 2011                                 59.434    (4,3)

La popolazione residente in Italia al 9 ottobre 2011, data di riferimento del 15° Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni, pari appunto a 59.433.744 individui, si distribuisce per il 45,8% nell’Italia Settentrionale, per il 19,5% in quella Centrale, per il restante 34,7% nell’Italia Meridionale e nelle Isole. Più del 50% dei residenti è concentrato in 5 regioni, una per ciascuna ripartizione geografica (Lombardia, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia), in analogia con quanto rilevato nel 2001.

Rispetto al 14° Censimento, quando la popolazione residente censita era risultata pari a  56.995.744, si registra un incremento complessivo di 2.438.000 individui (4,3%); considerato il lieve calo della popolazione di cittadinanza italiana, tale incremento è da attribuire esclusivamente alla componente straniera. Infatti, rispetto al censimento del 2001 la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di oltre 250 mila individui (-0,5%), mentre quella straniera è aumentata di 2.694.256 individui. Tutte le regioni guadagnano popolazione straniera; al contrario, 13 di esse perdono popolazione italiana. In particolare, la contrazione demografica degli italiani riguarda tutto il Mezzogiorno, il Piemonte, la Liguria e il Friuli-Venezia Giulia per il Nord Italia, la Toscana e l’Umbria per il Centro. Di contro, le regioni che compensano questo trend negativo sono, in particolare, il Trentino Alto-Adige con un incremento rispetto al 2001 del 3,8%, il Lazio con il 2,3% e la Lombardia con lo 0,5%.

FOCUS  SULLA  TOSCANA

Se si considerano i 60 anni tra il primo Censimento del dopoguerra (1951) e il più recente (2011), la popolazione residente in Toscana è passata da 3.159 a 3.672 migliaia di unità. Ampliando l’orizzonte di osservazione a partire dall’Unità d’Italia, è possibile osservare che nella nostra Regione, nel tempo, la popolazione è costantemente cresciuta, con incrementi più marcati nel decennio 1861-1871 (+10,6%) e nel ventennio 1881-1901 (+14,4%). Un lieve calo, pari al 2%, è stato registrato nel ventennio 1981-2001. La tendenza all’incremento sembra essere ricominciata nell’ultimo decennio intercensuario (+5%).

Così al 9 ottobre 2011, data di riferimento del 15° Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni, la popolazione residente in Toscana, costituita da coloro che vi hanno dimora abituale, ammonta a 3.672.202 unità, di cui il 52,0% sono donne.

Rispetto al 2001, quando si contarono 3.497.806 residenti, l’incremento è del 5,0%, da attribuire esclusivamente alla componente straniera. Aumentano i residenti ma ci sono meno italiani rispetto a dieci anni fa. Nel decennio intercensuario la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di circa 39 mila individui (-1,15%), mentre quella straniera è pressoché triplicata (+213.145 unità) ed ha raggiunto quota 321.847 unità.

Nell’ultimo periodo intercensuario i maggiori incrementi di popolazione si rilevano nelle province di Prato (+7,9%, dove il numero di stranieri cresce di 22.893 unità), Pistoia (+7,2%, con un aumento di 15.927 stranieri), Pisa (+6,9%) e Arezzo (+6,3%). Più moderata è la crescita di Firenze (+4,2%), dove tuttavia si registra il maggior incremento assoluto di stranieri (+39.285 unità). L’aumento di popolazione più basso si riscontra a Massa Carrara (+1,0%). Gli italiani sono in diminuzione in tutte le province, salvo a Pisa (+5.668 unità) e a Pistoia (+3.436 unità).

Tra le province toscane, è Firenze quella che conta la percentuale maggiore di popolazione (26,5%); seguono Pisa (11,2%) e Lucca (10,6%). In coda a questa graduatoria è Grosseto, dove risiede il 6,0% della popolazione. E’ invece Prato la provincia con la più alta densità abitativa, pari a 673,3 abitanti per km2, valore di gran lunga superiore a quello medio regionale.

Seguono le province di Pistoia con 298,3 abitanti per km2, Firenze con 276,9 e Livorno con 276,5.

Più femmine che maschi.

In Toscana ci sono - alla data dell’ultima rilevazione censuaria - 92,2 uomini ogni 100 donne(1.761.444 uomini, 1.910.758 donne). A livello territoriale non si segnalano differenze significative, e il rapporto di mascolinità varia dal minimo di 91,0 – 91 uomini ogni 100 donne - in provincia di Firenze al massimo di 94,0 in provincia di Arezzo.

Il rapporto di mascolinità risulta sbilanciato a favore della componente maschile in 28 piccoli comuni, pari al 9,7% del totale, dove risiede complessivamente l’1,3% della popolazione. Il primato spetta a due centri della Provincia di Livorno: Capraia Isola (120,1 uomini ogni 100 donne) e Porto Azzurro (113,7 uomini ogni 100 donne). Al contrario, si contano solo 83,4 uomini ogni 100 donne a Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, e 82,9 a Forte Dei Marmi, in provincia di Lucca.

In forte aumento i “grandi vecchi”.

Seppure in Toscana la presenza dei giovani appartenenti alla fascia di età 0-14 anni risulti più alta rispetto al dato nazionale, anche il nostro tasso d’invecchiamento è più alto che nel resto del Paese.

In Toscana l’indice di vecchiaia è 187 mentre in Italia è 149. L’invecchiamento è più elevato nei piccoli comuni montani delle Alpi Apuane e dell’Amiata.

Dal 2001 al 2011 la percentuale di popolazione di 65 anni e più è passata dal 22,5% (785.747 persone) al 24,0% (879.980 persone). Le province più “anziane” sono Grosseto (dove la quota di ultrasessantacinquenni è pari al 25,5%) e Livorno (25,3%). Quelle più “giovani” sono Pisa (22,9%) e Prato (20,9%).

Tra i comuni la percentuale di ultrasessantacinquenni è più elevata a Zeri (45,5%), in provincia di Massa Carrara e a Castell’Azzara (40,2%), in provincia di Grosseto. E’ specularmente più bassa ad Altopascio (17,4%), in provincia di Lucca, e a Marciano Della Chiana (17,1%), Arezzo.

Anche i “grandi vecchi”, ovvero gli ultra 85enni, incrementano il loro peso sul totale della popolazione residente (dal 2,9% del 2001 al 3,7% del 2011, toccando quota 134.869 unità). In particolare, si registra un aumento del 65,2% nella classe 95-99 anni e del 137,2% in quella degli ultracentenari.

Le persone di 100 anni e più, infatti, erano 506 nel 2001 (70 maschi e 436 femmine), mentre nel 2011 ne sono state censite 1.200, con una percentuale di donne pari all’85,1% (1.021 unità); 1.197 hanno una età compresa tra i 100 e i 109 anni; solo una donna (residente in Provincia di Siena) ha raggiunto i 110 anni, e solo due persone (un uomo e una donna, ancora in Provincia di Siena) avevano compiuto 111 anni alla data del Censimento.

Firenze è la provincia in cui risiede il maggior numero di ultracentenari (374, pari al 31,2% del totale), seguita da Lucca (133; 11,1%) e Pisa (116; 9,7%). Il numero più basso si riscontra invece a Prato (49; 4,1%).

Comunque in Toscana l’età media si attesta sui 45 anni, rispetto a un indice nazionale di 43 anni, che va dall’età media di 40 anni della Campania a quella di 48 anni della Liguria.

Sei residenti su dieci abitano nei comuni con più di 20 mila abitanti

Dal 2001 ad oggi, la popolazione è aumentata in 204 comuni della Toscana (71,1%). L’incremento più alto in termini assoluti si riscontra a Prato (+12.957 unità), in termini relativi a Montescudaio, in provincia di Pisa (+36,4%). Viceversa è il comune di Pisa che perde il maggior numero di  residenti

(3.836 unità) mentre Casola in Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, è quello che registra la più alta variazione percentuale negativa (-18,5%).

Per quanto riguarda la distribuzione per dimensione demografica dei comuni, la popolazione residente in Toscana si suddivide per il 37,8% nei 12 comuni con oltre 50mila abitanti (i 10 capoluoghi di provincia, Carrara e Viareggio). Il 32,4% della popolazione si colloca nei 115 centri da 5 a 20mila abitanti, mentre il 20,9% nei 25 comuni da 20 a 50 mila abitanti. L’8,9% della popolazione vive nei 135 comuni con meno di 5mila abitanti, e in particolare lo 0,3% nei 18 centri con meno di mille residenti.

I comuni più grandi e quelli più piccoli

In termini di popolazione, i cinque comuni più grandi della regione sono Firenze (358.079 residenti), Prato (185.456), Livorno (157.052), Arezzo (98.144) e Pistoia (89.101).

 I comuni più piccoli risultano invece concentrati in due province: Vergemoli (328), Giuncugnano (469) e Fabbriche di Vallico (492) a Lucca; Capraia Isola (394) e Sassetta (533) a Livorno.

Questo il quadro complessivo delle città capoluogo della Regione Toscana:

FIRENZE

358.079

PRATO

185.456

LIVORNO

157.052

AREZZO

98.144

PISTOIA

89.101

LUCCA

87.200

PISA

85.858 

GROSSETO

78.630

MASSA - CARRARA

Massa 68.856 e Carrara 64.689

SIENA

52.839

Triplicata la popolazione residente straniera

Nel corso dell’ultimo decennio la popolazione straniera residente in Toscana è pressoché triplicata, passando da 108.702 a 321.847 unità, con una crescita pari al 196,1%.

Tre stranieri su dieci risiedono in Provincia di Firenze; seguono Arezzo (10,5%) e Prato (10,3%). Chiude la graduatoria Massa Carrara (3,7%). La provincia di Prato registra l’incidenza più elevata, con 134 stranieri ogni 1.000 censiti, seguita da Firenze (99,7‰), da Arezzo e Siena (98,6‰). Il valore dell’indicatore si riduce in maniera consistente nella provincia di Massa Carrara (58,9‰).

Tra i comuni, quelli con la più elevata incidenza di stranieri sono Monterotondo Marittimo (244,0‰) e Montieri (231,0‰) a Grosseto e Monticiano (234,6‰) a Siena. Tra i capoluoghi di provincia spicca Prato (153,8‰).

Per quanto riguarda l’analisi per età, il 45% degli stranieri residenti è compreso tra 25 e 44 anni; poco meno di uno su quattro ha tra i 30 e i 39 anni.

Relativamente al genere, la componente femminile (174.166 unità nel 2011) rappresenta il 54,1% del totale degli stranieri. Il rapporto di mascolinità, diminuito di circa 10 punti percentuali rispetto al 2001, è di 84,8 maschi stranieri ogni 100 femmine.

Ulteriori approfondimenti, soprattutto a livello nazionale, possono essere reperiti sul sito dell’ISTAT e nel datawarehouse I.Stat.





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