L‘avifauna dell‘Ombrone

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Nitticora (Nycticorax nicticorax)

Garzetta (Egretta garzetta)

Martin pescatore (Alcedo atthis)

Ballerina gialla (Motocilla cinerea) Ballerina bianca (Motocilla Aba)

Usignolo di fiume (Cettia cetti)

Da alcuni anni, alla fine dell'estate, gruppi di Garzette (Egretta garzetta) frequentano il greto dell'Ombrone, nel tratto immediatamente a sud del ponte di Gello.

Oltre alla garzetta, un piccolo airone si muove sul fiume alla ricerca di rane, anche se in orario crepuscolare e notturno: è la Nitticora (Nycticorac nycticorax), che tra l'altro nidifica con la prima specie nel vicino, in linea d'aria, Padule di Fucecchio. Talvolta si presenta anche l'Airone Cinerino (Ardea cinerea).
Nessuno dei tre aironi è raro, in senso assoluto, ma risulta di grande interesse la loro conoscenza sull'Ombrone, praticamente in città; evidentemente anche i grandi uccelli, se trovano una buona fonte alimentare e soprattutto se non vengono disturbati, possono vivere a stetto contatto con l'uomo.

Non è difficile osservare inoltre l'Usignolo di fiume (Cettia cetti) ed il coloratissimo Martin pescatore (Alcedo atthis ). Con un po' di attenzione, inoltre, si possono notare anche presenze meno appariscenti.
Prime fra tutte la Ballerina bianca (Motacilla alba) e la Ballerina gialla (Montacilla cinerea) chiamata comunemente "batticoda", che si muovono incessantemente sui massi alla ricerca di insetti ed altri invertebrati acquatici. Inoltre varie specie di rondini, fra cui la particolare Rondine montana (Ptyonoprogne fuligula), riconoscibile per il piumaggio marrone anziché bianco e nero, che nidifica a quote più alte lungo il fiume.

Certamente gli argini dell'Ombrone avrebbero bisogno di una risistemazione in senso naturalistico che favorisse anche la vegetazione spontanea delle rive; troppo spesso, infatti l'opera delle ruspe lungo gli argini (vedi la zona del percorso tra il ponte di Pontelungo e quello di via Pieve a Celle) ha ridotto il fiume ad una landa desolata, impoverendolo da un punto di vista ambientale.
Da alcuni anni, tuttavia, l'alveo del fiume a sud del ponte di Gello non viene rimaneggiato e si assiste ad un importante processo di rinaturalizzazione spontanea: erbe, arbusti ricolonizzano il greto del fiume, dando vita ad una tipica vegetazione ripariale.
In particolare, Salici (Salix spp.) ed Ontani neri (Alnus glutinosa) stanno rapidamente crescendo nell'alveo e, se lasciati a se stessi, costituiranno ben presto una benefica ed ombrosa "galleria" sul fiume.

In altri punti invece, prevalgono estensioni di Giunchi, Canne domestiche e Tife (Typha latifolia e Typha angustifolia), che costituiscono un sicuro rifugio per l'avifauna acquatica.

Non mancano pinate "ospiti" non autoctone come l'Ailanto (Ailanthus altissima) ed il Topinambur (Helianthus tuberosus), che in autunno colora di giallo le rive del fiume.

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