La storia del decentramento a Pistoia dal 1966 al 2010

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Questa ricerca è stata svolta dal Sig. Filippo Mazzoni, che ringraziamo.

INTRODUZIONE

Nello svolgersi della storia amministrativa del Comune di Pistoia, assume un ruolo importante la vicenda riguardante il processo di decentramento che viene a svilupparsi verso la fine degli anni sessanta, per poi conoscere, come accade in altre parti d’Italia, un’importante affermazione nella seconda metà degli anni settanta.
Il tema della partecipazione e del decentramento inizia ad essere affrontato già nel febbraio 1966, quando il Consiglio Comunale è chiamato a deliberare la costituzione di una commissione consiliare ad hoc, esperienza, che si rivelerà fallimentare, poiché alcune settimane dopo la sua formazione, i rappresentanti della DC e del PSDI ritireranno i loro rappresentanti.
Nonostante l’esito infelice, il desiderio di partecipazione e di trasformazione dal basso della società pistoiese non si affievolisce, anzi, proprio in quel periodo iniziano a formarsi i primi comitati di quartiere e di zona che in seguito conosceranno una crescita considerevole.
Questi comitati si occupano del problema della casa, dell’edilizia scolastica, delle aree a verde, degli spazi sociali, ma s’interessano anche di aspetti e questioni che travalicano i confini comunali, toccano temi piuttosto sensibili e delicati all’epoca (Vietnam, antifascismo, difesa del sistema democratico ecc.) e comunque riescono a porsi all’attenzione dell’amministrazione comunale, che a poco a poco diverrà l’interlocutore privilegiato.
Si risponde a questa vitalità dei comitati, con l’organizzazione di una serie di assemblee territoriali, nel corso delle quali i vari assessori discussero con la cittadinanza il bilancio previsionale per l’anno 1971, iniziativa che fu ripetuta anche nel 1972 e nel 1973, inoltre si dava luogo alla conferenza del decentramento del marzo 1973.
 Tutto ciò è il preludio all’approvazione del regolamento per il funzionamento sui comitati di quartiere e di zona, che avviene nella seduta consiliare del 16 dicembre 1974 e di cui riportiamo i contenuti nei successivi documenti ivi inseriti.
Il treno della partecipazione e del decentramento è oramai lanciato e accelera ulteriormente tra il 1975 e il 1976, quando a seguito del provvedimento che disciplina le norme per la partecipazione della cittadinanza alle scelte delle amministrazioni locali, si giunge anche a Pistoia all’organizzazione del territorio comunale in Circoscrizioni.
Il neonato organismo è disciplinato attraverso un regolamento che definisce funzioni, poteri e competenze delle stesse e suddivide il territorio comunale in dieci circoscrizioni elette a suffragio universale e con sistema elettorale proporzionale il 6 e il 7 febbraio 1977.
Le consultazioni, contrariamente a quanto ipotizzato vedono una massiccia partecipazione dei pistoiesi, poiché circa l’80% degli aventi diritto al voto si recherà alle urne a dimostrazione che ripongono la propria fiducia negli organi di decentramento amministrativo.
Tra il 1977 e il 1979 saranno trasferite alle circoscrizioni le funzioni delegate ma l’entusiasmo del primo momento inizia a scemare piano piano, poiché sorgono difficoltà anche nei rapporti con l’amministrazione comunale, le deleghe in alcuni casi non fanno altro che appesantire l’aspetto burocratico delle stesse, inoltre ci si rende conto della loro dispersività territoriale.
Ecco che di fronte alle criticità in precedenza elencate, l’amministrazione comunale avvia una riflessione sul funzionamento e l’organizzazione del decentramento, giungendo, nel corso del 1984 al passaggio da dieci a sei circoscrizioni, alla revisione di alcuni aspetti regolamentari e delle stesse deleghe.
Il tutto resterà sostanzialmente invariato, eccetto alcune modifiche al regolamento e alle deleghe avvenute tra il 1995 e il 1998, sino agli inizi del nuovo secolo, quando si avvierà una nuova discussione sul futuro del decentramento, che condurrà alla modifica dei confini e conseguentemente del numero delle circoscrizioni che da sei saranno ridotte tre, inoltre importanti modifiche regolamentari porteranno all’introduzione del premio di maggioranza al fine di garantire una maggiore stabilità agli stessi consigli, al Comitato di Coordinamento e ad altre innovazioni che sono riprodotte nelle pagine successive.
Gli anni 2000, saranno ricordati per l’attivazione, in collaborazione con l’amministrazione comunale, della rete della partecipazione, di esperimenti di urbanistica partecipata (es. il contratto di quartiere delle Fornaci, il progetto “Insieme Per” in collaborazione con il dipartimento di urbanistica dell’Università di Firenze, e per il recupero delle Ville Sbertoli), a testimonianza di una sensibilità verso le tematiche partecipative tornate prepotentemente alla ribalta nel corso di questi anni.
  Una storia lunga oltre trenta anni, fatta di entusiasmo, d’iniziative, di proposte, di uomini e donne che hanno cercato di scrivere una pagina importante degli avvenimenti accaduti in questo periodo che merita di essere trasmessa alle future generazioni non solo per tramandare ricordi, idee, azioni, scelte politiche e non ma anche per fornire loro uno stimolo a costruire una società più giusta, più equa, più democratica e più libera partendo proprio dal basso, dal vivere quotidiano con tutte le sue difficoltà ma anche con tutti i suoi pregi e in ultimo non in ordine d’importanza per rendere un servizio alla comunità cittadina.

Filippo Mazzoni


Il Decentramento a Pistoia
1966 – 2010

Comune di Pistoia

Evoluzione del decentramento in Italia

  • Il Comune è immerso <<nella frattura sempre più profonda fra società politica e società civile, fra stato –apparato e stato –comunità>>, i consigli comunali sono <<staccati ormai dalla viva realtà urbana>> e il cittadino, a sua volta, alienato dalla massificazione sociale, <<si sente, ed è, sempre meno in grado di esercitare una reale influenza sulla vita della comunità>> (Stefani, assessore al decentramento del Comune di Bologna, in Comuni e decentramento, atti del 1°Convegno Nazionale sul decentramento democratico dei Comuni, Bologna, 16-17 maggio 1969, Roma 1970, pp. 27 e ss.)
  • 1956 “Libro Bianco” predisposto da Giuseppe Dossetti in occasione delle consultazioni elettorali al comune di Bologna sottolinea l’opportunità di procedere alla sperimentazione di forme di decentramento comunale
  • 1963 Il Consiglio Comunale di Bologna approva la suddivisione del territorio in diciotto quartieri ciascuno dei quali con un consiglio dotato di poteri consultivi in ordine agli atti più importanti dell’amministrazione comunale
  • 1966 Il Consiglio Comunale di Roma delibera sull’istituzione di dodici circoscrizioni (20 nel 1972) alle quali si attribuirà l’espressione di pareri obbligatori in ordine a P.R.G., piani di lottizzazione ecc.
  • 8 Aprile 1976 La Camera dei Deputati approva definitivamente la legge n°278 atta a disciplinare il decentramento e la partecipazione dei cittadini nell’amministrazione del Comune
  • La normativa in oggetto stabiliva la suddivisione del territorio comunale in circoscrizioni nelle realtà con popolazione non inferiore ai 40.000 abitanti ognuna di queste con un consiglio e un presidente del consiglio. Le attribuzioni e il funzionamento dei consigli erano disciplinate da un apposito regolamento approvato con delibera di consiglio comunale e che conteneva norme per il buon andamento di questi. Al Consiglio spettavano pareri obbligatori sui più importanti atti dell’amministrazione comunale, inoltre erano demandati compiti deliberativi. Il Presidente aveva il compito di rappresentare la circoscrizione e svolgere le funzioni delegate dal sindaco, anche nella sua qualità di ufficiale di Governo.

L’origine del decentramento a Pistoia

  • Febbraio 1966 il Consiglio Comunale approva la costituzione della commissione consiliare per il decentramento composta dai seguenti consiglieri: Ariodante, A.Bardelli, Breschi, Cotti, Filippini, La Scala, Nesti, Soverchia, Stanghellini, Stivala, Toni. A seguito del ritiro degli esponenti della Democrazia Cristiana e del Partito Socialdemocratico, la commissione è costretta allo scioglimento
  • 1968 Nasce il Comitato di zona del Villaggio Belvedere cui seguirà nel dicembre 1969 quello delle Fornaci
  • 1970–1971 Si costituiscono i seguenti comitati di quartiere e di zona: Bonelle –Ramini, Candeglia, Casermette, Cireglio, Corbezzi, Fornaci, Le Grazie, Le Piastre, Piazza, Pistoia Centro, Pistoia Nuova, Piteccio, Ponte alle Tavole, Pontelungo, Pontenuovo, Porta al Borgo, Pracchia, Santomato, Santomoro, Via Borgognoni, Via Vivaldi, Villaggio Belvedere, Villaggio Scornio, Uzzo
  • Giugno 1971 il Consiglio Comunale delibera sulla costituzione di una commissione consiliare per il decentramento composta dai seguenti consiglieri: Barontini, Bechi, Buiani, Dolce, Morandi, Nesti, Zollo e presieduta dal Sindaco Francesco Toni

I comitati di zona

  • Gennaio 1973 - L’amministrazione comunale organizza un incontro sul bilancio di previsione con la presenza e la partecipazione dei comitati di quartiere e di zona. A questa iniziativa segue l’organizzazione di 22 assemblee territoriali che si svolsero dal 12 gennaio al 15 febbraio
  • Marzo 1973 si svolge il primo convegno comunale sul decentramento
  • Dicembre 1974 Si approva il Regolamento degli organismi di decentramento il quale suddivideva il territorio comunale in 20 distretti ed individuava quali organi del quartiere: l’assemblea, il comitato, il presidente. All’assemblea era riservato il compito di informare i cittadini sull’attività svolta o in corso di svolgimento da parte degli organismi di decentramento, di promuovere la partecipazione al dibattito sugli indirizzi e sulle scelte della politica del quartiere. Il comitato convocava l’assemblea, preparava annualmente una relazione sulle criticità e lo stato del quartiere o della zona, inoltre si demandava a questi organismi la gestione degli impianti sportivi, delle scuole, degli asili nido ecc. Infine esprimevano parere rispetto al bilancio di previsione, all’organizzazione urbanistica e produttiva del territorio. Il presidente rappresentava il quartiere, dava corso alle decisioni assunte dal Comitato e, se invitato, partecipava alle riunioni della Giunta.

La nascita delle circoscrizioni

  • Maggio 1976 – il Consiglio Comunale approva il Regolamento dei consigli circoscrizionalicomposto da quaranta articoli atto a disciplinare il funzionamento e l’organizzazione delle circoscrizioni così come previsto dalla legge 278. In esso si stabiliva la divisione del territorio comunale in dieci circoscrizioni, i cui organi erano individuati nel consiglio e nel presidente. Al primo si affidavano funzioni propositive, di espressione di parere obbligatorio sul bilancio di previsione, P.R.G, rilascio delle autorizzazioni amministrative all’esercizio del commercio fisso e ambulante nell’ambito della circoscrizione, rilascio della autorizzazioni per mostre, insegne e simili sempre all’interno della circoscrizione ecc. Infine a questi organismi erano affidate funzioni delegate in materia di vie e piazze comunali, verde attrezzato, gestione di asili nido e scuole comunali per l’infanzia ecc. Il Presidente rappresentava la circoscrizione, convocava il consiglio, curava l’applicazione dei regolamenti e l’osservanza delle delibere assunte dall’amministrazione comunale ecc.
  • Il funzionamento e l’organizzazione del Consiglio Circoscrizionale erano disciplinati da un apposito regolamento
  • Il titolo sesto della disciplina regolamentare contemplava la partecipazione popolare attraverso il ricorso ad assemblee, petizioni e proposte di deliberazione nelle materie di competenza circoscrizionale
  • Le dieci circoscrizioni erano così identificate:
    • Circoscrizione 1 – Centro Storico
    • Circoscrizione 2 – Nespolo, Chiazzano, Chiesina Montalese, Santomato, Pontenuovo, Sant’Agostino, Borghetto, Le Querci, San Quirico
    • Circoscrizione 3 – Ponte alla Pergola, Bottegone, Piuvica, San Sebastiano, Sant’Angelo, Badia a Pacciana, Canapale, Case Nesti
    • Circoscrizione 4 – La Vergine, Sperone, Bonelle, Ramini, Masiano, Fornacette, San Pierino Casa al Vescovo, Montesecco
    • Circoscrizione 5 – Porta Lucchese, Pontelungo, Spazzavento, Castagno, Bargi, Case Soldi, San Pantaleo, Ciliegiole, Vicofaro sud
    • Circoscrizione 6 – Pistoia nuova, Ponte alle Tavole, Torbecchia, Arcigliano, Vicofaro nord, San Biagio, Gugliano
    • Circoscrizione 7 - Campiglio, Piazza, Sarripoli, Gello, Capostrada, Corbezzi, Uzzo, Valdibrana, Villaggio Belvedere, Scornio, Porta al Borgo, Stazzana, Campopiano, Pupigliana, Montevestito
    • Circoscrizione 8 – Bussotto, Lupicciano, Baggio, Casermette, Fornaci, Candeglia, Santomoro, Villa di Baggio, Iano, Sant’Alessio, Germinaia, Ponzano, Cignano
    • Circoscrizione 9 – Pracchia Orsigna, Le Piastre, Cireglio, Borghetto, Cassarese, Pontepetri, Pian di Giuliano
    • Circoscrizione 10 – Castagno, Fabbiana, Ponte Calcaiola, San Felice, Le Grazie, Piteccio, San Mommè, Collina, Spedaletto

Lo sviluppo delle circoscrizioni

  • Marzo–Ottobre 1984 - si introducono dei correttivi in relazione al funzionamento e all’organizzazione delle circoscrizioni. Le novità interessano il regolamento, le deleghe e i confini territoriali.
  • In merito al disciplinare regolamentare si prevedeva che entro il 31 luglio di ogni anno, le circoscrizioni predisponevano una relazione socio –economico al fine di definire l’insieme delle necessità dei rispettivi territori e di un conseguente sviluppo di questi. Si introduceva l’obbligo di invitare i Presidenti dei Consigli Circoscrizionali alle riunioni delle commissioni consiliari, inoltre si istituiva la conferenza dei Presidenti
  • In materia di deleghe si contemplava il servizio di autentica delle firme, si consentivano maggiori poteri in materia di promozione sportiva e di disciplina dei rapporti con le società che avrebbero ricevuto contributi dalla circoscrizione e anche poteri rispetto alla minuta manutenzione da subdelegare ai comitati di gestione. Rispetto alla manutenzione di vie, piazze, fabbricati e verde attrezzato si consentiva alle circoscrizioni di partecipare alla programmazione generale, inoltre, si suddividevano le competenze tra amministrazione e circoscrizioni, lasciando a quest’ultime facoltà esclusive in ordine alle funzioni delegate
  • Passaggio da dieci a sei circoscrizioni di seguito elencate:
    • Circoscrizione 1 – Centro Storico, Aree ex Breda
    • Circoscrizione 2 – Chiesima Montalese, Santomato, Pontenuovo, Sant’Agostino, Borghetto, San Quirico, Bussotto, Lupicciano, Baggio, Casermette, Fornaci, Candeglia, Santomoro, Villa di Baggio, Iano, Sant’Alessio, Germinaia, Ponzano, Cignano
    • Circoscrizione 3 – Nespolo, Chiazzano, Le Querci, Ponte alla Pergola, Bottegone, Piuvica, San Sebastiano, Sant’Angelo, Badia a Pacciana, Canapale, Case Nesti, La Vergine, Sperone, Bonelle, Ramini, Masiano, Fornacette, San Pierino Casa al Vescovo, Montesecco
    • Circoscrizione 4 – Porta Lucchese, Pontelungo, Barile, Spazzavento, Castagno di Pieve a Celle, Bargi, Case Soldi, San Pantaleo, Ciliegiole, Vicofaro sud, Vicofaro nord, Pistoia nuova, Ponte alle Tavole, Torbecchia, Arcigliano, San Biagio, Gugliano
    • Circoscrizione 5 – Campiglio, Piazza, Sarripoli, Gello, Capostrada, Corbezzi, Uzzo, Valdibrana, Villaggio Belvedere, Villaggio Scornio, Campopiano, Pupigliana, Montevestito, Castagno
    • Circoscrizione 6 – Pracchia, Orsigna, Le Piastre, Cireglio, Borghetto, Cassarese, Pontepetri, Pian di Giuliano

Le Circoscrizioni negli anni novanta

  • Le importanti novità conosciute dall’ordinamento degli enti locali (legge 142/1990, legge 241/1990 ed 81/1993) ebbero riflesso anche sulla strutturazione e funzionamento delle circoscrizioni pistoiesi, infatti, di alcuni cambiamenti fu oggetto anche lo stesso regolamento di seguito riportati:
    Snellimento dell’espressione dei pareri, con mantenimento di quelli obbligatori, conferma dei poteri di proposta e di intervento su qualsiasi argomento riguardante l’amministrazione comunale, indicazione delle varie responsabilità dei procedimenti e del controllo sugli atti secondo quanto contenuto nella 241/1990, infine si integrava il regolamento della contabilità con la descrizione per il procedimento per la formazione del bilancio circoscrizionale e dei modi di gestione delle entrate e delle spese
    Le novità regolamentari del 1998 riguardavano la possibilità di istituire una o più sedi distaccate in modo da garantire una maggiore funzionalità e utilizzo da parte dei cittadini degli uffici circoscrizionali, la nomina del vicepresidente doveva avvenire nel termine di quindici giorni dall’avvenuta elezione del Presidente, infine si stabiliva lo svolgimento di almeno cinque riunioni l’anno del consiglio.

Le circoscrizioni negli anni 2000

  • Luglio 2001 - si definiscono nuovamente i confini circoscrizionali e il dispositivo regolamentare
    Il regolamento apporta correttivi al sistema elettorale attraverso la previsione di un premio di maggioranza per quelle formazioni o liste che avessero conseguito una percentuale di voti tra il 40 e il 60%, mentre il territorio corrispondente alla circoscrizione tre era suddiviso in due collegi elettorali uno della pianura e l’altro della montagna. Si introduceva il Comitato di coordinamento una sorta di mini –giunta circoscrizionale con la funzione e il compito di coadiuvare il Presidente, di attuare le decisioni e i programmi adottati dal Consiglio e di predisporre annualmente un rapporto sulle criticità e le attività della circoscrizione.
    Si prevedeva poi l’introduzione dello sportello unico polifunzionale dove il cittadino avrebbe potuto rivolgersi per presentare domande per il rilascio di autorizzazioni, licenze, iscrizioni a servizi, proposte, petizioni ecc.
    In merito le circoscrizioni avrebbero dovuto preparare ed approvare entro il 30 settembre di ogni anno una relazione rispetto alle attività che intendevano effettuare nei successivi tre anni, mentre il Sindaco era tenuto a convocare la conferenza dei Presidenti subito dopo l’approvazione del bilancio da parte della Giunta
  • 2002–2006 “Rete della partecipazione” organizzazione di un percorso di assemblee territoriali con il contributo delle circoscrizioni le quali fornivano all’ufficio del Sindaco un insieme di problematiche e criticità presenti nelle rispettive zone, trasmesse agli uffici competenti per conoscere le risposte che si potevano rivelare in sede di assemblea. Alle stesse partecipavano il Sindaco e la Giunta, i Presidenti delle Circoscrizioni, i tecnici degli uffici comunali e delle aziende partecipate
  • 2004–2005 Contratto di Quartiere delle Fornaci – incontri con le associazioni operanti nel quartiere, consultazioni con i residenti, creazione di gruppi specifici ai quali hanno partecipato i cittadini, che hanno espresso la loro opinione rispetto ai piani di progetto. Il tutto concluso con una riunione finale dove sono state illustrate ai cittadini le scelte operate dai tecnici.
  • 2005 Pronto Cantiere - progetto predisposto dall’amministrazione in collaborazione con le circoscrizioni per risolvere le piccole problematiche quotidiane (avvallamenti stradali, sostituzione punti luce ecc) e a cui hanno preso parte le aziende partecipate, l’ufficio lavori pubblici, verde e la polizia municipale
  • 2006 – Insieme Per progetto in collaborazione con l’amministrazione comunale e il Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze e caratterizzato dall’organizzazione di laboratori di progettazione partecipata per la riqualificazione e il recupero urbanistico della zona di Pontelungo–Barile e Spazzavento, Bottegone, Bonelle–Masiano e Casenuove.
  • Febbraio 2007 Innovazioni regolamentari riguardanti la modifica del sistema di elezione della circoscrizione tre, la precisazione del ruolo del Comitato di coordinamento e della Conferenza dei Presidenti, si istituzionalizza la partecipazione dei Presidenti delle Circoscrizioni alle riunioni di Giunta, si specifica che antecedentemente alla presentazione in Consiglio Comunale è convocata una riunione di Giunta ad hoc dove si definiscono le risorse economico–finanziarie assegnate alle singole circoscrizioni
  • 2008–2009 Ville Sbertoli definizione di un progetto partecipativo che ha visto il contributo di 35–40 cittadini (selezionati con metodo statistico attraverso un sistema di interviste telefoniche), i quali hanno avanzato proposte, idee, suggerimenti per il recupero di questa importante zona della città
  • Legge 244/2007 (Finanziaria 2008) e la legge 191/2009 emendata dal Dl 2/2010 vieta l’istituzione delle Circoscrizioni nei comuni con popolazione superiore ai 250.000 abitanti
  • La normativa recentemente approvata prevede quanto segue:
    • Costituzione di organismi di partecipazione, di tipo volontario senza alcuna corresponsione di gettoni o indennità
    • Organismi con poteri solo consultivi e propositivi ma non gestionali
    • La possibilità di eleggere direttamente questi organismi soltanto in un momento diverso dall’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale
    • Si rende obbligatoria la modifica statutaria e l’adozione di un regolamento che definisca compiti e funzioni dei nuovi organismi




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